Magdalen Nabb.
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Qualcosa di amaro.
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Titolo originale: Some Bitter Taste.
Traduzione di Beatrice Donin.
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2006. Passigli Editori, FIRENZE-ANTELLA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Quando, nella sua stazione di Palazzo Pitti, il maresciallo Guarnaccia riceve un'anziana signora dal nome straniero, terrorizzata per una serie di presunte intrusioni nella sua casa, egli la assimila immediatamente allo stuolo di vecchiette visionarie che quotidianamente cercano conforto nella sua umanit. Impegnato per uno strano furto perpetrato nella magnifica villa di un nobile inglese e per le indagini su un traffico di ragazze albanesi, il maresciallo dimentica l'episodio. Ma il ritrovamento del cadavere della signora all'interno del suo modesto appartamento susciter nel povero Guarnaccia un gran senso di colpa. Nessuno sa niente della solitria signora: nessun parente, nessun amico. Nessuno nel popolare quartiere di Santo Spirito conosce le sue origini, anche se abita da tanti anni nello stesso appartamento; insomma, una donna senza storia. Il primo compito di Guarnaccia  dunque quello di ricostruirne il passato, un passato che ha evidentemente origine in un paese diverso, in una storia di guerra, di persecuzioni razziali, di fuga, di legami misteriosi con l'ambiente fiorentino. Ma Guarnaccia  tenace, e pian piano le poche tessere del mosaico che forma la misteriosa storia della signora Hirsch gli saranno sufficienti a svelare legami impensabili con un noto personaggio che si trova nel mirino della stessa cospirazione... In Qualcosa di amaro Magdalen Nabb dispiega ampiamente la sua dote pi personale: la capacit di utilizzare la forma del thriller per dipingere un pi ampio mondo di complessa umanit.
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L'AUTRICE.
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Magdalen Nabb, (Church, 16 gennaio 1947  Firenze, 18 agosto 2007) nata in Inghilterra, decise all'improvviso di trasferirsi in Italia nel 1975, a Firenze, dedicandosi completamente alla sua duplice attivit di scrittrice di storie per bambini e di romanzi gialli che definisce: "storie di crimini ambientate a Firenze che mi permettono, tramite un'indagine, di ritrarre la citt e delineare la psicologia dei suoi abitanti".
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Diede cos vita al personaggio del maresciallo Salvatore Guarnaccia, figura ormai entrata nel ristretto numero dei grandi investigatori ed i suoi romanzi, tradotti in pi lingue, sono stati pubblicati dai maggiori editori in tutto il mondo e dalle sue opere sono stati realizzati anche alcuni serials televisivi.
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Incoraggiata e ammirata fin dagli esordi da Georges Simenon, con il quale ha intrattenuto una fitta corrispondenza, Magdalen Nabb fu una protagonista del panorama letterario mondiale. Al pari delle opere di Simenon, i suoi romanzi uniscono infatti gli ingredienti del thriller a una sottile analisi psicologica dei personaggi e a un'accuratissima ricostruzione di ambiente. Lo stesso Simenon ebbe a dire di Lei: "Quando lessi il suo primo libro, lei era una scrittrice esordiente e per questo sono onorato di potermi considerare il suo padrino. Ora lei non  pi una scrittrice baby, ma una scrittrice di una bravura stupefacente. E non finir qui".
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Qualcosa di amaro.
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Magdalen Nabb e la Passigli Editori ringraziano il Generale Nicolino D'Angelo per le preziose indicazioni per ci che riguarda l'Arma dei Carabinieri.
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Capitolo 1.
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Il giovane, Gjergj, si era semplicemente dileguato. Da un giorno all'altro le sue carabattole erano scomparse dalla stanzetta della villa e basta. Il maresciallo spesso si era chiesto che cosa fosse stato di lui. Ma la questione albanese... si poteva solo cercare di fare il proprio meglio. Almeno Dori aveva smesso di battere il marciapiede; e, in un certo senso, si poteva dire che questa fosse la cosa pi importante, visto che vi era coinvolto anche un bambino. Quanto avrebbe ora...? Circa tre mesi ormai. Ritornando alla sua stazione dei Carabinieri a Palazzo Pitti dopo un bel pomeriggio primaverile trascorso in campagna, il maresciallo sperava ardentemente che l'estate a venire non sarebbe stata cos calda come la passata. Si ricordava ancora del giorno in cui, ritornando dalle vacanze trascorse nella loro casa di Siracusa, erano stati aggrediti dal caldo soffocante e dalla calca di turisti. Firenze in luglio...
Palazzo Pitti domina il vicino quartiere d'Oltrarno, come  chiamata la riva a sinistra del fiume; la sua possente mole, che si erge a solo pochi passi dal Ponte Vecchio, si estende orizzontalmente come una barriera di pietra che dalla piazza sbarra la vista della collina di Boboli che si trova alle sue spalle...  difficile immaginare dietro alla facciata severa e disadorna, scandita da arcate, il parco nascosto che risale lungo la collina, lo stesso che il visitatore potr scoprire solo dopo avere attraversato la soglia del palazzo che gli si apre davanti sull'ampio piazzale...
Il maresciallo Guarnaccia sfogli le pagine della guida. Belle immagini. Costava anche un sacco di quattrini. Era disposto a scommettere che la donna che l'aveva dimenticata quando era venuta a denunciare la perdita o il furto del suo portafogli, avesse lasciato quest'ultimo sulla bancarella alla quale aveva comprato la guida. Una volta che uno comincia a dimenticarsi qualcosa, con questo caldo...
Si appoggi allo schienale della sua poltrona di pelle con un sospiro. Si torna dalle vacanze, belli freschi e pieni di speranza, pensando che tutto sar diverso. E non appena si rientra nel proprio ufficio, ecco che tutto ritorna come sempre.
Un giovane carabiniere buss facendo capolino alla porta: Il maresciallo Guarnaccia alz lo sguardo.  tornata per la guida quella donna?.
No. Posso far passare il prossimo?.
Quanti ce ne sono ancora ad aspettare fuori?.
Solo quattro nella sala d'aspetto, ma c' quella prostituta... le avevo detto di venire stamani.
Oh.
Ho fatto male? Non vuole parlare con nessuno a parte lei, e Lorenz'ini ha detto....
Hai fatto benissimo. E appena arriva, mandamela subito.
S, maresciallo. E ora chi devo...?.
Lasciami solo due minuti, ragazzo mio, d'accordo?.
E a cosa potevano servire due minuti? Be', tanto per cominciare poteva togliersi la giacca. Appena le nove e mezzo e gi si soffocava per l'afa.  vero che gi a Siracusa la temperatura spesso raggiungeva i trentanove, quaranta, perfino quarantuno gradi, ma c'era sempre una brezza proveniente dal mare. Firenze in luglio... Fin di sfogliare le pagine della guida vivacemente illustrata.
Il pendio conduce gradatamente alla fontana di Nettuno, dalla quale si gode uno dei pi bei panorami della citt.
Era vero e, per di pi, qui si era all'interno di Palazzo Pitti, e quel panorama ce l'aveva proprio fuori della finestra... solo che non poteva aprirla, come non poteva aprire le persiane
per via del troppo caldo. Non esistono parole per descrivere Firenze nel mese di luglio. Se almeno la vallata dell'Arno non fosse stata di un'afa cos stagnante. Respirare giorno dopo giorno lo stesso miscuglio di umidit puzzolente, gas di scarico delle automobili, sudore e fogna faceva restare pi a lungo dentro le case, dove l'aria era fresca e pulita. Ogni sera nei notiziari si ribadiva come i bambini, gli invalidi, gli asmatici e gli anziani dovessero evitare di uscire durante le ore pi calde della giornata. Evidentemente i marescialli dei Carabinieri non appartengono alle categorie protette.
Auff!. Guarnaccia appese la giacca dell'uniforme dietro la porta accanto al berretto e alla fondina della pistola. In maniche di camicia si sent un po' meglio e, con un po' di fortuna, quel giorno non avrebbe nemmeno avuto bisogno di uscire. Scivolando con la sua mole massiccia fra sedia e scrivania gli venne in mente che sarebbe stato pi facile sopportare il caldo soffocante di Firenze se avesse avuto qualche chilo in meno. A pensarci bene, una parte di quell'irragionevole ottimismo post-vacanziero era stato prodotto, dopo le eccessive mangiate scusate dal fatto di essere in visita nel paese natale, dalla visione di un rinnovato e pi leggero "io", il cui raggiungimento rimaneva per limitato allo stato potenziale di desiderio.
No, no... Questo non c'entra affatto. Ora sapeva da dove veniva quella sensazione da "dopo-vacanze". Dai suoi giorni di scuola. Le temperature pi fresche, le scarpe nuove, i nuovi insegnanti, il nuovo inizio. Soddisfatto di averne individuato la ragione, e ricordandosi che ogni nuovo anno scolastico aveva finito col causare nient'altro che sgomento e confusione per lui e irritazione per i suoi insegnanti, rivolse l'attenzione nuovamente al presente. Era sovrappeso, sopraffatto dal caldo e dal lavoro, e davanti a lui c'erano due mesi di calura da affrontare. Ma almeno ora stava dietro alla grande scrivania e nella sua situazione attuale nessuno pi l'accusava di non prestare attenzione. A parte sua moglie.
Maresciallo?.
Cosa c'?.
 lei, maresciallo. La prostituta....
Falla entrare subito e di' agli altri che  meglio che vadano
a casa e ritornino oggi pomeriggio. Chiunque insista per aspettare pu farlo, ma per quest'affare mi ci vorr molto tempo. Gli ci erano gi voluti due mesi di paziente lavoro per ridurre la naturale diffidenza nei confronti dell'autorit in uniforme della ragazza albanese fino a raggiungere questo momento cruciale, e certo non intendeva perderla adesso, pi nell'interesse di lei che per il proprio. Quando si arresta e si condanna un ruffiano se ne trova subito un'altra dozzina pronta a prenderne il posto, per per la ragazza la storia avrebbe potuto avere un lieto fine.
Siediti, Dori. Era una ragazza splendida, alta, con belle gambe lunghe, biondissimi capelli corti, occhi azzurri, labbra piene e dipinte. Il volto di una bambola di porcellana. Sarebbe potuta sicuramente essere una modella di successo se avesse avuto la fortuna di nascere in un qualche altro luogo che non fosse stato l'Albania. Come ti senti?.
Sto bene.
Niente pi nausea?.
Non pi di tanto. Comunque, lavoro.  meglio che continui a guadagnare finch posso.
Tra un mese si vedr.
E allora? Ci sono quelli a cui piace.  gi successo a un sacco di altre ragazze. Sa come sono gli uomini. Ce ne sono molti che ti vogliono quando hai le menstruazioni. Essere incinta, non  questo grande problema.
Chi manda avanti gli affari ora che Ilir  dentro?.
Suo cugino, Lek.
Me l'immaginavo.
Per me non fa differenza, no? Lek  a posto....
Per?.
Niente... quella mia amica... sa, la lettera e i soldi che avete trovato... be', mi ha fatto sputar fuori il suo indirizzo.
Capisco. Non mi sorprende. Suppongo che pensi che sia bella come te, e poi Ilir  dentro.
Si sbaglia. Non  vero che cerchi di fregare Ilir. E suo cugino; per questo Ilir ha affidato le sue ragazze a Lek invece che al resto della banda. Lui sta attento agli interessi di Ilir, tutto qui. In ogni caso non gli interessa di contrabbandare le ragazze. Lui ha una ditta di costruzioni, fa un mucchio di soldi.
Il maresciallo sapeva tutto riguardo all'uomo e alla sua ditta di costruzioni, ma non lo disse. Disse solo La tua amica sa a che cosa va incontro?.
Sa a che cosa scampa. Lei sa che cosa si dice delle donne in quel lurido buco della terra da dove viene? "Le donne dovrebbero lavorare pi degli asini, perch gli asini campano col fieno e le donne mangiano il pane".
Va bene, Dori. Per, ricorda che non tutte queste ragazze hanno la tua fortuna. Allora, che dici di questo Mario? Non puoi farlo aspettare all'infinito. Pensavo che tu fossi venuta qui perch avevi preso una decisione.
La ragazza apr la borsa per pescarne delle sigarette e un accendino di plastica arancione, poi esit. Il maresciallo le spinse davanti un grande portacenere di vetro. E allora? Ti sei decisa?.
Intende dire per Mario o per l'altra cosa?.
 tutt'uno, Dori. Matrimonio o prigione, questo  dove si va a finire. Se fai mettere dentro Ilir devi sparire dal giro, se non lo fai imprigionare, sei tu ad andare dentro. Pu darsi che abbiamo bisogno di te come teste d'accusa contro di lui, ma contro di te abbiamo gi abbastanza prove. Vuoi che il tuo bambino nasca in prigione? Hai qualcun altro a cui pensare oltre che a te stessa.
Si rendeva conto che questo bambino le era ancora estraneo ma, non appena fosse nato, la ragazza avrebbe dovuto tornare in s, e sebbene una donna cos bella avesse potuto accalappiare pi di un cliente disposto a sposarla, con un bambino di mezzo non sarebbe stato poi cos facile.
Ilir Pietri, il suo protettore, era stato pizzicato mentre stava incassando dei soldi da lei, cosa che faceva a pi riprese durante il lavoro notturno, per paura che lei mettesse da parte qualcosa per s o che venisse derubata. In una nottata Dori poteva guadagnare mille euro senza problemi. Aveva l'ordine di andare in una cabina telefonica all'entrata del parco delle Cascine facendo finta di fare una telefonata e di mettere i soldi sotto la guida telefonica. Ilir doveva entrare dopo di lei, facendo finta a sua volta di telefonare, e prendeva il denaro. Per due carabinieri in borghese era stato abbastanza facile individuare la manovra. L'avevano arrestato
durante una "telefonata". Ora Ilir era dentro, in attesa di giudizio, e loro avevano bisogno della testimonianza di Dori per condannarlo per sfruttamento della prostituzione. Quando avevano perquisito l'appartamento dopo l'arresto di Pietri, avevano trovato una lettera scritta da Dori ad una sua amica ancora in Albania. Dalla traduzione risult che stava incoraggiando la ragazza ad unirsi a lei, informandola su quanto poteva guadagnare e includendo del denaro per il viaggio, con tanto di indicazioni e indirizzi da contattare per il passaggio clandestino. La lettera la rendeva colpevole di istigazione alla prostituzione insieme ad Ilir, e cos le era stato offerto un accordo: se avesse testimoniato contro di lui, l'accusa nei suoi confronti sarebbe stata lasciata cadere. E ora un regolare cliente di Dori, Mario B., le aveva fatto l'offerta di sposarla. Il maresciallo si era messo in contatto con lui e gli aveva parlato in tutta tranquillit, e sembrava che l'uomo fosse disposto ad affrontare il matrimonio nonostante che la ragazza fosse incinta. Aveva perfino detto Non si pu mai sapere, potrebbe anche essere mio. Inoltre,  stata lei stessa a dirmelo, non ha cercato di nascondermelo come avrebbero fatto altre ragazze.  una brava ragazza che ha solo avuto la sfortuna di capitare in un certo giro.
E inoltre, aggiunse mentalmente il maresciallo,  alta, bionda e sexy, e tu, sebbene onesto e rispettabile, sei invece un impiegato con una faccia monotona come il tuo lavoro. Quindi non cerc neppure di dissuadere Mario, limitandosi ad ascoltarlo. Per affrontare un matrimonio del genere avrebbe avuto bisogno di una buona dose di fortuna ma, del resto, chi non ne ha bisogno?
E ora stava a sentire quello che gli diceva Dori. La ragazza era decisamente pi realistica del suo probabile futuro marito, e i suoi timori erano ben fondati. Se anche le fosse potuta rimanere qualche speranza o illusione, l'avrebbe senza dubbio dovuta soffocare ben prima che Ilir pagasse la somma esorbitante che le aveva permesso il passaggio fino in Puglia, dove era giunta fradicia e semiaffamata in un gommone.
E poi, quanto gli daranno? Che io sia sposata o no, potrebbe sempre venirmi a cercare, quando esce.
Puoi permetterti di comprare la tua libert. Non stava comportandosi in modo del tutto onesto nei suoi confronti, ed entrambi lo sapevano. Il prezzo medio di una ragazza era intorno ai tredicimila euro. Uno splendore come Dori non si trovava tutti i giorni. Non avrebbe mai avuto abbastanza denaro per riscattare la propria libert.
E allora sposati. Vivrai a Prato. Una citt diversa, un mondo diverso....
Dori si accese un'altra sigaretta, rimuginando. Nella mente di entrambi si era delineata la stessa immagine. Nessuno di loro due voleva tradurla in parole. Notti nre sull'autostrada, ragazze che rifiutavano di stare al gioco, ragazze che pensavano di farcela da sole percosse, torturate, abbandonate. L'ultima ne era uscita con leggere fratture alla spalla, al braccio e al ginocchio. Era incinta all'ottavo mese; il bambino era sopravvssuto.
E nonostante tutto, dopo le loro esperienze in Albania, era l'autorit che temevano, le uniformi che odiavano. Bisognava dunque avere pazienza.
Se solo questo Mario fosse stato un po' meno pappamolla, l'avrebbe minacciata di ripensarci invece di girarle intorno belando come una pecora. Questo avrebbe potuto spaventarla, farle capire che...
Lo stesso Guarnaccia aveva un'altra carta in serbo, che per non si sentiva giustificato a mostrare, in quanto avrebbe potuto implicare, forse ingiustamente, la ragazza in una storia di criminalit organizzata. Meglio aspettare ancora. Dopotutto aveva un lavoro da svolgere e il capitano Maestrangelo, il suo superiore, non avrebbe apprezzato troppo il fatto che potesse rischiare di far fallire un caso importante per il solo motivo di cercare di accasare una bella prostituta. Non c'era altro da fare che giocare la partita al posto di Mario. Fissando la cartina del suo quartiere appesa sul muro dietro alla testa della ragazza, il maresciallo disse: A dire la verit non volevo dirlo....
Dire che?. Dori mostr chiari segni di nervosismo, ingoi del fumo, tossendo.
Ho parlato con Mario.,..
Gli ha parlato? Per sconsigliarlo?  questo che intende?
Per dirgli di andare a cercarsi qualche piccola rispettabile impiegata italiana....
No, no... niente del genere. No....
E allora? Cosa?.
Proprio il contrario, Dori. Ho cercato di fare del mio meglio a tuo favore, ma sei stata tu a tirarla troppo per le lunghe, lo sai bene. Ormai ne avr gi parlato... ai suoi colleghi di lavoro, perfino a sua madre. Riesci ad immaginare che razza di storie pu fare una madre di fronte a una situazione del genere? Quello che pu avergli detto? Le lacrime e le scenate, giorno dopo giorno?.
Non mi aveva mai parlato di sua madre. E poi, perch dirglielo? Perch dirlo ai suoi amici? Che cosa c'entrano gli altri?.
Al punto in cui era non poteva non dirglielo.
Non aveva bisogno di dirgli che batto il marciapiede.
Ma non poteva mica nascondergli che....
Che sono albanese. Su, lo dica! Non potrei essere altro che questo, vero? Stronzi razzisti!.
Gi, ma nel tuo caso  la sacrosanta verit, o no? E quindi tutti hanno cercato di dissuaderlo. Dubito che gli lascino un momento di pace, sia al lavoro che a casa, e questo avr senza dubbio il suo effetto. Non lasciartelo scappare finch puoi, Dori, prima che tu ti prenda l'AIDS, prima che Ilir esca perch non hai voluto testimoniare contro di lui, prima che sia nato il tuo bambino.
Riusc ad avere l'effetto desiderato. Un'ora e mezzo pi tardi Dorina Hoxha firmava una dichiarazione, battuta a macchina da Lorenzini, che avrebbe tenuto Ilir dentro per un paio d'anni. Ora che Dori aveva parlato, avrebbe dovuto smettere di battere il marciapiede per dividere il proprio destino con quello di Mario, il quale, fortunatamente, era orfano.
Quando il carabiniere fece di nuovo capolino alla porta, il maresciallo, con un piccolo sospiro di piacere, disse: Ora di pranzo....


Capitolo 2.

Lo so che sono quasi le una, ma lei aveva detto che se qualcuno insisteva....
Chi ?.
Una certa signora... Hirsch.
Per l'amor del cielo, non mandarmi una straniera quando Lorenzini  fuori.
Lorenzini si arrangiava con l'inglese e sapeva quel po' di francese e tedesco necessario per mandare i turisti al Comando di Borgo Ognissanti qualora la comunicazione riuscisse pressoch impossibile. Era praticamente considerato l'esperto linguistico della stazione di Palazzo Pitti.
Lorenzini non  ancora andato via e lei  italiana. Almeno
lo  il passaporto.
Va bene, allora falla entrare.
Alcune persone si fecero avanti sommergendolo con le loro lamentele; altre non sapevano da dove iniziare a raccontare la loro storia. Il maresciallo osserv come la donna facesse scorrere discretamente lo sguardo in giro per la stanza mentre si sedeva lisciando le pieghe del vestito di lino e cercando di riordinare i pensieri. Di certo non sarebbe stata la vista dei calendari dei Carabinieri attaccati dietro la sua testa ad ispirarla, e nemmeno la fotocopiatrice o lo schedario. I capelli si distinguevano per la loro bianchezza contrastante con
il colore olivastro della pelle, e gli occhi erano neri quasi quanto il suo abito elegante. Guarnaccia osserv la collana d'oro e i diamanti ingialliti dell'anello. Niente fede, per. La povera gente del quartiere di San Frediano era loquace.
Gente che dice pane al pane e vino al vino, e che non ha altri mezzi al di fuori della propria famiglia. Se venivano da lui era per raccontargli tutto nella speranza di ricevere aiuto. Le donne con antichi diamanti generalmente avevano amici influenti che le aiutavano, e se venivano da lui era solo per pretendere qualche provvedimento raccontandogli il meno possibile. Il maresciallo la fiss con i suoi grandi occhi leggermente sporgenti. Lei incontr il suo sguardo per un momento, spostando poi gli occhi a destra e in alto. Le punte delle unghie laccate tastavano la collana. Guarnaccia aspettava. La donna si decise a non mentirgli e lo guard di nuovo negli occhi dicendo: Sono venuta perch sono spaventata.
Ah, ho capito. E cosa la spaventa, signora?.
Nuovamente gli occhi le guizzarono in alto e quindi a destra. Non lo so. Io... qualcuno  stato nel mio appartamento mentre ero fuori. Naturalmente non posso sapere chi.
Le  stato rubato qualcosa?. Allung la mano per prendere un foglio di carta dove battere la denuncia.
No! No, non  stato rubato niente e io... deve proprio scrivere tutto questo?.
Niente affatto, se lei non lo desidera.
Il maresciallo rimise a posto il foglio.
Non so. Pensavo che se gliel'avessi detto in tutta confidenza, lei avrebbe potuto consigliarmi. La mia vicina, la signora Rossi, una giovane donna il cui marito  architetto... ha una bambina che a volte trascorre un po' di tempo con me durante il pomeriggio quando i genitori sono fuori per lavoro...  chiaro che questo non ha niente a che vedere con il problema. Stavo solo cercando di spiegare perch sono venuta qui, sebbene....
Non si preoccupi, signora, non c' bisogno di spiegare niente.
Forse no, ma non voglio che lei pensi che io stia sprecando il suo tempo... intendo dire per il fatto che non  stato rubato niente... e che sia venuta qui solo per fare una chiacchierata.
 quello per cui sono qui.
Lei  molto gentile, ma ora che mi viene in mente... recentemente mi hanno scippato la borsa... sa, quel genere di
cose, un ragazzo su un motorino. Dicono sempre che si dovrebbe esser grati di non rimanere feriti, come succede a tante donne che cercano di attaccarsi alla borsa e vengono trascinate nella strada. Ad ogni modo ho sporto denuncia al vostro Comando di Borgo Ognissanti e, sebbene siano stati perfettamente educati, molto gentili per la verit, non me la sono sentita di andarci per... intendo andare a raccontare....
Andare a raccontare che  spaventata? Be', ha ragione. L hanno un sacco da fare. Ha fatto meglio a venire qui. Questa sua vicina, io la conosco?.
 una cosa di anni fa, s. Mi ha detto che non se ne ricorder, ma a suo tempo lei fu molto gentile nei confronti suoi e di suo marito. La piccola era appena nata e loro temevano di essere sfrattati. Forse se ne ricorda.
Mah, ora come ora non saprei. Non penso di aver fatto molto, qualsiasi cosa abbia fatto. E lei ha raccontato alla sua vicina che cosa la preoccupa?.
Lei scost nuovamente lo sguardo da quello del maresciallo, le dita le tremarono, mentre si toccava il naso, la bocca, la gola.
Gliel'ho accennato. Sa, nel caso che avessero visto qualcuno per le scale, vicino alla mia porta.
Brava, dimostra di avere buon senso. E dunque, lei  assolutamente certa che non manchi niente?.
S.
C'erano segni di forzatura alla porta?.
Nessuno.
Che genere di serratura ha?.
Una serratura a molla con sei sbarre orizzontali e una verticale infissa nel pavimento.
Non quel genere di cose che si aprono con una carta di credito. Allora, signora, se nessuno  entrato per rubare e se non manca niente, che cosa le fa pensare che qualcuno si sia introdotto nel suo appartamento?.
Non lo penso, ne sono certa.
E come mai?.
C'erano delle cose spostate. Non sono una persona eccessivamente ordinata, ma si intuisce subito quando le cose non sono al posto in cui uno le ha lasciate. Tutti abbiamo dei
posti fissi Per certi oggetti... Ma mi accorgo che lei pensa che stia sprecando il suo tempo.
No non e cos! Penso che lei sia una donna intelligente e sensibile e che non sprecherebbe il proprio tempo, tanto meno il mio. Non credo che sarebbe venuta... e che si sarebbe fatta intimidire... solo per una semplice supposizione. C'era forse qualcosa... un odore, una qualche traccia di un'altra persona, fumo di sigaretta, ad esempio, nel caso che
lei non fumi?
La donna sembr trattenere il fiato per un momento. L'ondata di paura che l'attravers era pi che visibile.
Guarnaccia continuava a fissarla con i suoi grandi occhi e lei sembrava ora incapace di distogliere lo sguardo.
La prima volta s. Il maresciallo riusc a mala pena a sentirla.
Signora, nessuno pu sentire quello che stiamo dicendo, non abbia paura di alzare la voce. C'era del fumo di sigaretta? Della cenere? O solo un odore? Solo un odore. Ma non di sigarette, piuttosto di sigaro. E le altre volte? C'era l'odore? Un coltello. Un coltello? Non che poi risultasse che fosse matta, come tanti altri che venivano da lui con dei sospetti simili. Che genere di coltello? Un pugnale? Un coltello da caccia? Non da pane, ma un coltello da cucina, quel coltello era uno dei suoi? Capisco. S. E non era al suo solito posto. Non mi crede, vero? Io non volevo dirle del coltello. Sapevo che avrebbe pensato che fossi matta. Era nell'atrio d'ingresso, messo in modo da vederlo non appena fossi entrata! Non sono matta, maresciallo, sono in pericolo! Aspetti signora, aspetti, nessuno le ha detto che  matta. La donna aveva cercato di rimanere composta, ma la sua faccia si era chiazzata di rosso e gli occhi si erano iniettati di sangue. Il maresciallo si alz. Per favore! Lei non mi sta ascoltando!
E lui si era convinto che nessuno l'avrebbe pi detto! La sto ascoltando, solo che volevo chiedere a uno dei miei carabinieri di portarle un bicchier d'acqua; cos potr calmarsi un po' e raccontarmi il resto della storia pi tranquillamente.
Quando Guarnaccia ritorn rimettendosi a sedere, la donna si era gi un po' calmata, ma il volto mostrava quell'espressione accasciata che il maresciallo aveva visto centinaia di volte al momento di una confessione. Era pressoch sicuro che questa donna non avrebbe confessato niente che potesse in qualche modo riguardare le sue competenze, come in effetti avvenne.
Prima di andare avanti  meglio che lei sappia che ho trascorso un certo periodo in una clinica psichiatrica. Lo verrebbe comunque a sapere, suppongo. Ma  stato solo a causa di una seria depressione reattiva dopo la morte di mia madre. Sono molto sola... ma non sono malata di paranoia o cose del genere. Se controlla ne avr la conferma.
Un carabiniere entr portando il bicchier d'acqua e mormorando: Ora non c' pi nessuno, posso andare a mangiare?.
Il maresciallo guard l'orologio e si alz. Va bene, ma prima controlla che questa signora rimanga seduta con il suo bicchier d'acqua in sala d'aspetto finch non si sente abbastanza bene per andarsene. Signora, lasci il suo indirizzo al mio carabiniere e non si preoccupi. Verr a trovarla io stesso.
Aspetti, c' dell'altro.
C'era sempre dell'altro. Quando la gente voleva il suo aiuto evitando di rivelargli tutta l'imbarazzante verit, ecco che cercava di attirare la sua attenzione aggiungendo via via alla storia qualche piccolo particolare. La donna stava frugando nella borsa con mano tremante. Ho qui una lettera intimidatoria, guardi.
Il maresciallo la prese. Era una di quelle cartoline semischerzose che mostrano un ingrandimento dei genitali del David di Michelangelo. Se ne vendevano in ogni bar della citt. Piuttosto che una lettera anonima sembrava essere un tiro dei ragazzacci del vicinato per vendicarsi di una noiosa
zitella che magari li seccava brontolando per il volume troppo alto della radio o il portone lasciato aperto.
La donna non disse niente. Guarnaccia percepiva gli occhi fissi su di lui mentre rigirava la cartolina.
Era indirizzata a Sara Hirsch, Sdrucciolo de' Pitti 4, 50125 Firenze. Era stata impostata in citt nel mese di luglio. Il francobollo era troppo scolorito per distinguere la data esatta.
C'era scritto: ORA CHE SAPPIAMO DOVE ABITI, VERREMO A TROVARTI. QUANDO LO FAREMO, NON TI FAR MOLTO PIACERE.
Il maresciallo la guard duramente. Signora, questa proviene da qualcuno che lei conosce.
Come pu dirlo? Come potrei io....
No, signora, non mi fraintenda. Chiunque le abbia inviato questa,  chiaro che lei lo conosce. La calligrafia del mittente le  nota, e per questo chi scrive ha cercato di contraffarla in un modo decisamente dilettantesco. Guardi qui la N, e poi qui, e guardi la L qui e pi gi. Ogni volta un carattere diverso.
Ma perch? Dopotutto non ho mai fatto niente a nessuno. Perch vogliono minacciarmi? Che cosa vogliono da me?.
Il messaggio  abbastanza chiaro, signora, il significato  evidente. "Sappiamo dove abiti". L'intenzione  quella di farle paura per indurla a lasciare la casa. Suppongo che lei non sia la proprietaria dell'appartamento.
No... no.
Ebbene, signora, chiunque sia, vuole che lei se ne vada. Sfortunatamente, visto il lasso di tempo - fino a venti anni -necessario per ottenere uno sfratto per vie legali, ci sono in giro avvocati abbastanza privi di scrupoli da ricorrere a simili mezzi criminali di coercizione, specialmente nel caso di una donna che vive da sola.  un brutto affare, signora, e molto spiacevole per lei, ma dopotutto ora ne conosce il motivo e sicuramente  una ragione per essere arrabbiata, ma non
impaurita. Conosco un paio di questi riprovevoli avvocati, ma non c' mai stato un caso di danno reale.
La donna si alz. Ora me ne devo andare. Devo pensare a cosa fare. Sporse la mano in avanti per riprendere la cartolina.
Aspetti un attimo. Il maresciallo ne fece una fotocopia prima di restituirgliela. Vedr che a casa trover qualcosa che  stato scritto da questa persona, qualcosa che ha a che vedere con il contratto d'affitto, immagino. Se continuano i guai, possiamo far dare un'occhiata da un grafologo. Non insistette sul tipo di guai, dato che la donna non aveva riaccennato alla storia dell'intruso. Era pi che probabile che il messaggio l'avesse spaventata a tal punto da farle immaginare tutto il resto, come era altrettanto possibile che si trattasse di pura fantasia, un modo per attirare l'attenzione della polizia. La probabile spiegazione del messaggio della cartolina non sembr apportarle alcun sollievo. La gente ha delle strane idee riguardo a ci che  pi o meno disposta ad ammettere. Forse pensava che essere sfrattata costituisse qualcosa di vergognoso che poteva accadere solo ai poveri incapaci di pagare l'affitto. A Firenze poteva succedere a tutti. Guarnaccia non aggiunse niente; qualsiasi tentativo di consolarla l'avrebbe certo imbarazzata. Quando l'accompagn alla porta, lei si ferm un attimo e, rialzando la testa, lo fiss negli occhi. Non creda che permetta a chiunque di tiranneggiarmi.
Brava,  cos che deve fare, signora. Perch non parla col suo avvocato per riferirgli quello che le ho detto?.
Lo far. Intendo fare un giro di telefonate appena arrivata a casa. Difender i miei diritti. Ho pi carte in serbo di quante possa immaginare questa gente. Non sono debole, nonostante che mi senta cos.
Certo poteva darsi che la storia fosse vera da cima a fondo, e che ugualmente la donna fosse matta. Che la gente sia pazza o no, le cose che accadono sono le stesse per tutti. Quell'ultima frase suonava come se ogni giorno se la ripetesse da sola.
La donna sembrava ancora combattuta fra il desiderio di andare via e il bisogno di convincerlo e, come se gli avesse letto nel pensiero, torn ad accennare alla storia iniziale.
Qualsiasi cosa lei creda, tutto quello che le ho raccontato corrisponde alla verit. Il coltello era proprio di fronte alla porta d'entrata.
Va bene, signora. E dov' la cucina?.
A destra subito dopo l'ingresso... non vorr insinuare che sia stata io a farlo cadere.
Non voglio insinuare niente, per l'amor del cielo. Non ha forse un gatto? O un cane.
No, ho sempre desiderato un gatto, ma prima che non sia sistemata come si deve... cosa vorrebbe dire?.
Niente, a parte che....
Ascolti, c' ancora qualcos'altro....
Se c' qualcos'altro, pu farlo annotare dal carabiniere. Verr a trovarla un pomeriggio di questa settimana, dopo che avr avuto tempo di parlare con il suo avvocato....
Il maresciallo prese di lato il carabiniere dicendogli a voce bassa: Controlla che abbia fatto cambiare la serratura dopo essere stata scippata, va bene? Sai come sono le persone che vivono da sole: si fissano su certe cose in modo tale da rasentare l'isteria, e poi ci si accorge che non hanno preso le minime precauzioni.
La donna lo guardava cercando di indovinare le sue parole. Quando il carabiniere le si avvicin, fiss il maresciallo con occhi spaventati dicendo: Verr davvero a trovarmi come ha promesso?.
Glielo assicuro.
Il maresciallo era in ritardo per il pranzo.
 tardi - disse Teresa -. Butto un altro po' di pasta. I ragazzi hanno mangiato la tua.
Dove sono?.
Nella loro stanza a divertirsi con il nuovo gioco per il computer.
Il fresco ottimismo del "dopo-vacanze" ritorn con gli odori della cucina dove Teresa, per condire la pasta, stava staccando delle grandi foglie di basilico. Una delle innumerevoli bottiglie di conserva di pomodoro era aperta sul ripiano di marmo, e in un angolo troneggiava una cassa di arance e limoni, raccolti appena il giorno prima in Sicilia, con la loro buccia ruvida e le foglie lisce e lucenti. Il loro profumo riempiva l'intero appartamento. L'odore della sua infanzia. Cosa stava dicendo Teresa?
Non mi stai ascoltando.
Cosa? Ma s che ti sto ascoltando... e no, non voglio nemmeno cercare di imparare quei loro disgraziati videogiochi.
Una volta ci si era provato, ma Tot non aveva fatto altro che infuriarsi con lui.
Oh, babbo!.
Giovanni era stato pi paziente. Lui non era uno che acchiappava le cose al volo e non vinceva mai, sebbene volesse sempre giocare.
Ho cose migliori da fare per impiegare il tempo, e lo stesso dovrebbe valere per loro.
 stata tua sorella a comprarglielo.
Non sarebbero riusciti a convincere Nunziata a comprare un gioco per il computer se tu non mi avessi convinto a comprare quel dannato computer lo scorso Natale "perch gli serviva per studiare".
I rumoretti elettronici e gli strilli provenienti dalla camera erano cos eloquenti da non aver bisogno di ulteriori commenti. Sapeva bene che Teresa stava cercando di coprire il rumore facendo un inutile fracasso con le pentole. Gli spaghetti scivolarono nel colino. Mentre il maresciallo rimescolava un tocco di burro nella salsa di pomodoro, la moglie cominci a rigovernare.
Non ti puoi metter seduta un attimo?.
Ho mangiato con i ragazzi. Non hai telefonato per dirmi che saresti arrivato tardi.
Non potevo interrompere. Non sopportava quando si metteva a rigovernare invece di parlare con lui.
Be', nemmeno io lo posso. Ho ancora due lavatrici da fare, per non parlare della roba da stirare. Non so se ci sia pi da fare a partire o a ritornare. E poi  inutile parlarti quando sei di quest'umore.
Quale umore?.
Questo qui. Se vuoi proprio sapere come la penso io, tu non giochi con loro perch sei troppo lento e Tot perde la pazienza con te, come del resto farebbe chiunque.
E non era forse quello che aveva appena detto? Era offeso, e non gli dispiacque nemmeno di bere il caff in piedi accanto all'acquaio e tornarsene subito alla fila di persone che aveva mandato via quella mattina. Pass attraverso la sala
d'aspetto facendo loro un cenno d'assenso e borbottando, appena chiusa la porta, chiudendo fuori il suo equivalente della montagna di bucato di sua moglie: Non so se sia peggio partire o tornare.
Dopotutto Teresa avrebbe sistemato l'accumulo di faccende domestiche entro tre giorni. Per lui il quarto giorno significava semplicemente riuscire a distinguere cosa rimaneva ancora da fare.
Una ragazza di Brescia entr piangendo a calde lacrime:  per le chiavi che mi preoccupo, sono una cretina.
No, no... signorina, non c' bisogno di fare un tale dramma. Se dice che si pu contattare il figlio del suo amico per farne delle nuove......
Ma si dovranno cambiare tutte le serrature. Non mi faranno mai pi stare nella loro casa, lo so come sono.
Non  stata colpa sua, signorina, gli scippatori sono velocissimi. Ora cerchi di ricordare: ha detto in Piazza del Carmine. Cos'era, un motorino o un motoscooter?.
Un motoscooter, blu scuro.
E chi guidava aveva un casco?.
S, anche quello blu scuro con degli zigzag sopra, come dei lampi.
Accidenti a quel ragazzo. Come se la madre non avesse gi abbastanza guai a combattere una battaglia persa in partenza contro il cancro.
Violenza domestica. Una cliente regolare, immensa, con un cagnolino da salotto: Bau! Bau bau bau!.
Cucciolotto mio! Povero piccolo. Ora fa' il bravo, va tutto bene.
Bau bau!.
Ha chiamato l'avvocato?.
Certo che l'ho fatto. Ha detto che l'istanza non passer in tribunale prima di settembre. Nel frattempo mi ha consigliato di non farlo entrare in casa. Non ha idea di quanto sia violento.
Lo so che  violento, signora. Mi ha chiamato diverse volte, se si ricorda....
Quello era prima che chiedessi la separazione. Non ha idea....
Bau bau bau bau bau! Grrr,
Sa , ho paura che non gli piaccia la sua uniforme.
Mi spiace.
S... questo signore  una persona gentile, molto gentile. Guarda, ora ti fa una carezzina.
Non sulla scrivania, signora, se non le dispiace. Tenga il cane sulle ginocchia. E se l'avvocato le ha detto di non farlo entrare, perch l'ha fatto?.
Perch Cucciolotto non vuole mangiare se lui non c'.
Bau!.
Un uomo sulla settantina, irrigidito dalla rabbia: Noi due ci capiamo! Ho fatto il servizio militare in cavalleria, non so se gliene ho gi parlato.
S, penso proprio di s.
Un lampione che non funziona  un vero e proprio invito per i delinquenti. Ho scritto al sindaco ma non mi ha degnato di una risposta, perci  a lei che espongo il problema. Lei  un uomo intelligente.
Grazie.
Una bicicletta rubata: Non vale niente, perch rubarla? Proprio non lo capisco.
 sicura che non sia stato per via della pulizia notturna delle strade? Dovrebbe controllare che non sia stata presa dalla polizia municipale.
Una donna il cui vicino del piano superiore passava le serate fumando appoggiato al davanzale. La mia terrazza  diventata un portacenere! Io ci ho messo una bella stuoia: e se prende fuoco?.
Eh, signora, l'ignoranza  una brutta bestia. Gli dica che i carabinieri sono al corrente, e se ci non dovesse funzionare, verr io personalmente.
La ragazza con la storia dei gatti uccisi: Eppure ci deve essere qualcosa che potete fare.
S, ma l'abbiamo gi fatta.
Non posso crederci.
Eppure  cos.
La giovane abitava in una delle piccole casette a schiera gi verso il Ponte della Vittoria, e uno dei suoi vicini - non si riusciva a distinguere chi fosse - prendeva regolarmente di
mira i gatti della zona sparandogli con un fucile. E c' il cortile di una scuola elementare proprio dietro ai nostri giardinetti! E se colpisce un bambino? Non dovete far altro che controllare chi abbia un fucile nella nostra strada. E infatti avevano controllato, e ne era risultato che la ragazza era l'unica persona della fila di villette a non possedere un fucile.
Hanno tutti il porto d'armi, signorina. Se lei potesse sporgersi un po' di pi durante gli spari, forse riuscirebbe a vedere da quale casa partono. Altrimenti....
Ieri ne ha presi due. Uno  morto subito e l'altro ha la spina dorsale piena di pallini. L'ho trovato io e l'ho portato a casa mia, ma  paralizzato e non resta che farlo abbattere.
Ancora un gatto, questa volta scomparso: Vede, non si era ancora abituato al luogo.  sempre cos in una casa nuova, vero? Deve aver saltato il muro che da sul Giardino di Boboli, e visto che voi siete proprio da questa parte, pensavo che avrei potuto lasciarvi una foto...  inconfondibile, con quella macchia nera su una zampa. Immagino che i suoi uomini facciano la ronda.
No, mi dispiace. Ma se da la foto a uno dei giardinieri... sono loro che danno da mangiare a tutti i gatti due volte al giorno, sono certo che glielo troveranno.
Una macchina fotografica rubata, con un tentativo di spiegazione mimato. Sprechen Sie Deutsch?.
Lorenzini!.
Ci nonostante, quando alle cinque e mezzo di quel pomeriggio il maresciallo alla fine spense la luce elettrica e apr le finestre e le persiane esterne, pot a buon motivo congratularsi con se stesso perch davvero sembrava che avrebbe potuto farcela a sbrigare il lavoro arretrato entro la serata. Eppure gli sembrava di aver dimenticato qualcosa, un posto; dove aveva detto che doveva andare quella settimana? Il pensiero continu a tormentarlo anche pi tardi, mentre stava redigendo il brogliaccio per il giorno seguente, e solo dopo aver finito di scrivere gli venne in mente: la donna della cartolina. Non era una cosa urgente, ma le aveva promesso di passare entro la settimana. Se non fosse apparso, la signora si sarebbe spaventata ancora di pi per il fatto che lui avesse tentato di rassicurarla con false promesse. Si alz e prese la
giacca da dietro la porta. Il telefono squill: era il capitano Maestrangelo del comando.
C' stato un furto alla Villa L'Uliveto, la dimora di sir
Christopher Wrothesly, dietro Piazzale Michelangelo... Pian dei Giullari, quindi  nel suo territorio. Roba da poco, immagino, ma vorrei farci un salto, quindi passer a prenderla fra dieci minuti. Ha qualcosa di particolarmente urgente da sbrigare?.
No, no.
Il maresciallo si abbotton la giacca dell'uniforme e and a dare un'occhiata all'ingresso della stanza di servizio.
Lorenzini?.
Maresciallo?.
Devo uscire. Se c' qualcosa puoi rintracciarmi sull'autoradio del capitano Maestrangelo. Una cosa da poco conto, niente di interessante.
Lorenzini gett un'occhiata scettica. Quando mai il capitano lascia la sua scrivania per un furto, da poco o no?.
Ma, sai, si tratta di un residente straniero di una certa importanza. Ci sta che qualcuno metta un po' di pressione, tanto per fare un po' di scena, suppongo.
Hm...,
Finisci tu di compilare il brogliaccio. Lo firmer quando rientro. Eppure - rimugin Guarnaccia dopo aver chiuso a chiave la porta dietro di s, scendendo le scale con pesanti passi svogliati in direzione della fornace esterna - la sola pressione non bastava a spiegarlo. Un favore personale, forse, ma il capitano...
Poi, eccolo fuori sulla ghiaia sotto il sole ancora cocente che, unito al bollore che emanava dalle pietre di Palazzo Pitti, fece liquefare qualsiasi altro pensiero che non fosse quello di autodifesa. Il maresciallo tir fuori il fazzoletto e gli occhiali da sole spostandosi al riparo dai raggi diretti infuocati a un'ombra ancora ribollente di caldo.


Capitolo 3.

Caldo e silenzio. Troppo caldo perfino per far cinguettare gli uccelli. E il ritmico canto dei grilli non faceva che accentuare quella tacita immobilit.
Il capitano Maestrangelo e il maresciallo stavano aspettando in piedi vicino alla porticina sulla sinistra, come aveva indicato loro il portiere che aveva aperto per far entrare la macchina mostrando la direzione lungo il viale alberato. Una scalinata a due rampe laterali conduceva al portone centrale che, secondo lo stile delle ville medicee, si apriva sul primo piano. Questa era invece stata edificata da una famiglia di banchieri quasi altrettanto famosi. Il capitano fiss la balaustrata, dove statue e urne si stagliavano contro un cielo pallido e vaporoso. Il maresciallo guardava gi verso destra in direzione degli strati sulfurei di sporcizia nebulosa che indicavano la presenza della citt. Era impossibile non provare piet per Firenze, che giaceva laggi, splendida e indifesa, incapace di sputare lo smog che la imputridiva e soffocava.
Finch non si viene in un posto come questo nemmeno ci si rende conto..., mormor il capitano guardando in su, meravigliato.
Ha proprio ragione..., sospir il maresciallo guardando in gi con sgomento.
Mi spiace di avervi fatto attendere. Vogliate scusarmi. Prego, da questa parte. L'uomo che aveva aperto la porta era Jeremy Porteous, il segretario di sir Christopher. Quando entrarono, diede loro la mano, stringendo con attenta premura quella dell'ufficiale, e riservando invece al maresciallo
una breve stretta, mentre ne evitava lo sguardo. I due uomini
lo seguirono al fresco di un ingresso circolare al cui centro sorgeva una fontana spenta. Il maresciallo si tolse gli occhiali scuri cercando di rimettere a fuoco le immagini nella luce soffusa, ma ebbe appena il tempo di intravedere una scala circolare di pietra e parte dei disegni di un pavimento a mosaico. Attraversarono un corridoio dove una singola debole lampadina in un candeliere elaborato riusciva solo ad illuminare se stessa, e quindi giunsero in una stanza spaziosa, dove una lampadina dalla luce decisamente pi potente faceva risaltare credenze dipinte e un grande tavolo quadrato; si trattava evidentemente di una parte dell'edificio riservata alle cucine.
Qui Porteous si ferm e, girandosi verso di loro, disse: Sir Cristopher vi ricever in giardino. Mi sento in dovere di avvisarvi che non sta molto bene e che qualsiasi genere di eccitazione potrebbe costituire un serio pericolo per lui.
 al corrente del furto?, chiese il capitano.
S... ma... siamo tutti d'accordo sul fatto che si debba fare in modo che non pensi che qualcuno del personale vi sia coinvolto. Ci lo preoccuperebbe ben pi del furto stesso -specificatamente nel caso di un certo giovane - una qualsiasi delusione in quel senso... Pertanto, qualunque sia il risultato delle vostre indagini, vi pregherei di comunicarlo prima a noi. Sono certo che mi capisca.
Ah s, davvero? E cosa intendeva con quel "noi"? Il maresciallo prov un'immediata antipatia per quell'uomo. Una stretta di mano pu essere molto eloquente. Non che fosse viscido o molliccio, per l'amor del cielo. C'era qualcosa di troppo... elegante, in un certo senso, un po' troppo caldo e appiccicoso per i suoi gusti. E a riguardarlo ora, mentre dava accurate istruzioni al capitano, appariva anche di troppo bell'aspetto, e sebbene fosse alto e magro e con un naso a punta, emanava da lui la sensazione di una strana morbidezza. Pelle morbida; scuri capelli morbidi con striature grigie; un leggero abito morbido, probabilmente di seta; voce morbida e delicata. E poi il profumo. Il maresciallo arretr di un passo; in ogni caso la sua era una presenza irrilevante per Porteous,
il quale continuava a parlare esclusivamente col capitano.
 stato, come ho detto, solo un leggero colpo apoplettico
-  rimasto confuso per un paio di giorni, non riusciva a leggere, a dire l'ora o a ricordare quello che aveva appena detto
- ma aveva piena coscienza del suo stato e ci l'ha molto spaventato.
Me lo posso immaginare, disse il capitano.
Lo stesso capitano era un uomo elegante. Un uomo serio e tranquillo, ma sicuramente senza niente di morbido. Piuttosto il contrario.
Adesso  tornato alla normalit. Ma la paura rimane.
 comprensibile.
Perci deve riposare evitando qualsiasi cosa che possa farlo agitare. Per precauzione sta usando una sedia a rotelle che togliamo dalla sua vista ogni volta che viene trasferito su una poltrona.  molto orgoglioso e non accenna affatto all'accaduto, perci vi prego....
Non ha bisogno di avere alcun timore, insist il capitano. Il maresciallo, che lo conosceva bene, avvert l'impazienza nascosta nella voce. Porteous, se anche l'ud, fece fnta di niente e continu a chiacchierare dell'avversione di sir Christopher per i medici, e di sir Christopher qui e sir Christopher l. Quel modo di fare ricordava qualcuno al maresciallo, almeno cos gli sembr. Poi, ecco che gli venne in mente: quei preti intriganti e untuosi che nelle riprese televisive si vedono girare intorno al Papa nella loro vanit piena di sussiego e affettazione. Non c' dubbio che, se avessero potuto parlare, si sarebbe udita la stessa musica, il Santo Padre di qua, il Santo Padre di l... dopo l'attentato, quanti anni sono ormai passati... ? Come passa il tempo...
Da questa parte, prego. Jeremy Porteous apr la porta: davanti a loro apparve un lucente rettangolo dai freschi toni verdi e dorati. Il maresciallo sbatt le palpebre rimettendosi gli occhiali. Passarono in mezzo ad alberi di limone alti quanto loro; e di nuovo, come era avvenuto nella sua cucina, riconobbe il profumo pungente di casa sua e della sua infanzia. Ma questi alberi di limone erano piantati in vasi di terracotta decorati, posti come sentinelle lungo un valetto di ghiaia al cui termine c'era quella che doveva essere la limonaia, con le sue alte persiane scure aperte e le grandi porte
socchiuse. Dietro ai limoni, a destra e a sinistra, delle basse siepi di bosso dividevano le diverse aiuole dell'orto. Il maresciallo, per il quale il cibo era sempre motivo di interesse, osserv con attenzione le piante che vi stavano crescendo, e si meravigli di vedere, tra i soliti fagioli e le insalate, anche un pezzetto coltivato a granturco. Senza dubbio in una propriet di quelle dimensioni - e lui sapeva che era molto grande - ci doveva essere un pollaio. Comunque era uno strano posto per coltivare il mangime per i polli. Certo, quell'uomo era uno straniero, per non lo erano certo i suoi giardinieri.
A met strada sulla via per la limonaia girarono a sinistra in un sentiero che conduceva ad un'alta siepe ombreggiata da giovani cipressi. Attraversarono una stretta apertura, un passaggio in un muro coperto di muschio, e scesero alcuni scalini fino a giungere in un giardino rettangolare chiuso dalla parte opposta da un alto muro con al centro un chiosco che li fronteggiava dietro a una vasca piena di ninfee. Una volta entrati nel giardino, che dette al maresciallo l'impressione di una vera e propria stanza all'aperto, poterono individuare sulla destra, oltre a una balaustrata fiancheggiata da cipressi, la citt stesa sotto una nuvola di smog. Alla loro sinistra, in direzione della casa, una scala di pietra conduceva a una terrazza semicircolare limitata da un'alta siepe, le cui verdi nicchie erano occupate da statue. Due delle nicchie erano vuote, come not il maresciallo. Venivano condotti lungo un sentiero in salita fino al chiosco, che si ergeva da un basamento circolare, e il cui tetto di ferro battuto ricoperto di viti era sorretto sul davanti da due colonne di pietra e sul retro da una volta del muro del giardino. L, in una profonda sedia di vimini, sir Christopher sedeva all'ombra delle foglie. Accanto a lui c'erano dei tubetti di colore e, su un cavalletto, un quadro ancora da finire. La sedia a rotelle non era visibile, sebbene, con gli occhi nascosti dalle lenti, il maresciallo guatasse il luogo alla sua ricerca. Al loro arrivo sir Christopher si alz lentamente per salutarli. Forse perch aveva in mente la sedia a rotelle e la memoria di sua madre dopo il colpo, fatto sta che il maresciallo si era aspettato di vedere un vecchio avvolto in coperte e magari anche in pantofole.
Sir Christopher era pallido e aveva un aspetto stanco, ma indossava un abito di lino color crema e un papillon a disegni. Non sembrava particolarmente malato, ed era pi giovane di quanto il maresciallo non si fosse aspettato, al massimo vicino alla sessantina. I capelli erano tinti di castano. Porteous li present e Guarnaccia not il modo in cui sir Christopher strinse loro la mano, sorridendo e riservando ad entrambi la stessa attenzione. Un gentiluomo dunque, ben diverso dal molliccio individuo che si era appena ritirato.
Grazie per essere venuti. Da quanto mi ha riferito Jeremy questa volta non abbiamo avuto perdite di grande valore. Sta preparando una lista battuta a macchina degli oggetti mancanti. Ve la porter tra un attimo, ne sono certo, intanto potreste sedervi con me e bere qualcosa.
Si sedettero. Il capitano declin l'offerta e il maresciallo, sebbene impressionato dalla variet delle bibite, per lo pi alcooliche, poste su un basso tavolino di vimini accanto alla sedia di sir Christopher, disse: Gradirei un bicchier d'acqua, se non  troppo disturbo. Oggi fa un tal caldo.... E sarebbe stato meglio per lui non bere troppo per non cominciare a sudare.
Ma certo.
Il maresciallo si aspettava che apparisse da qualche angolo remoto, per servirlo, un cameriere, forse un maggiordomo, ma fu lo stesso sir Christopher a farlo. Mise molto ghiaccio nel bicchiere, cosa che il maresciallo non desiderava affatto, ma che non ebbe il coraggio di dire. Avrebbe fatto meglio a non prendere niente, perch ora non sapeva dove mettere il berretto, e cos lo dovette tenere appoggiato con precauzione su un ginocchio mentre sorseggiava l'acqua gelata.
Dal suo accenno a "questa volta" deduco che ci siano stati altri furti. Niente turbava la calma gravit del capitano, la cui mano abbronzata poggiava con tranquilla leggerezza sul berretto perfettamente in bilico.
Ce n' stato uno piuttosto serio, mi spiace dirlo, sebbene ormai siano passati degli anni. La cosa preoccupante in quell'occasione fu non tanto il valore considerevole delle opere d'arte rubate, tutte facenti parte della collezione di mio padre, quanto piuttosto il fatto che qualcuno della casa vi
fosse senza dubbio coinvolto. Qualcuno che lasci entrare i ladri portandoli l dove erano gli oggetti che li interessavano. Non ci furono tracce di porte forzate, e c'erano due cani in casa che non abbaiarono.
Mentre il capitano faceva le sue domande, il maresciallo si mise ad ascoltare il canto dei grilli e il debole gocciolio dell'acqua della fontana al centro della vasca di ninfee. Stava rimuginando su cosa fare del suo bicchiere di acqua ghiacciata, dato che la tavola era fuori della sua portata, Tenerlo in mano gli stava provocando un forte dolore. Chiss se si sarebbe rovesciato a posarlo su quel campo minato di ciottoli e fiorellini tappezzanti ai suoi piedi. Sir Christopher not il suo sconcerto e si sporse un po' in avanti. Mi permetta....
Anche lui era un uomo ben messo come il maresciallo, un po' sovrappeso, e la mano che si sporse per prendere il bicchiere aveva dita pallide e goffe. Siamo stati obbligati a licenziare un giovane che avevamo appena assunto per aiutarci a catalogare la collezione, visto che mio padre non l'aveva mai aggiornata, cosa che purtroppo siamo ben lontani dall'aver completato. Il giovane - un lavoratore estremamente diligente - era l'unica persona, a parte il mio curatore, che  stato con noi circa trent'anni, e Renato, il mio pi caro amico, un esperto di antichit con il quale ho trattato tutta la mia vita, che avrebbe potuto condurre i ladri nel luogo dove si trovavano quegli oggetti.
E non avrebbero potuto trovare da soli quello che li aveva attirati?.
Oh, mio caro capitano, se solo potesse vedere il piano superiore della casa si accorgerebbe dell'impossibilit di un simile tentativo. Mio padre era un vero e proprio collezionista. Non comprava per questa casa, essa era piuttosto un ricettacolo per la sua collezione, e non vendette mai niente.  come se l sopra ci fosse una specie di caverna di Aladino. Non solo, ma da quando gli oggetti sono stati spostati per essere catalogati, alcune coppie sono state talvolta separate, ad esempio nel caso che uno dei due pezzi necessitasse di un restauro. E i ladri non hanno fatto alcun errore, la loro scelta  stata di una precisione ammirabile, mi dispiace doverlo ammettere.
E presumo che niente sia mai ricomparso sul mercato.
Niente. Furto su commissione. I collezionisti, come lei sa, non hanno scrupoli. Fanno sapere ai loro mercanti il tipo di oggetto che stanno cercando, e quando questo dopo un certo periodo salta fuori, non fanno troppe domande. E tuttavia  stato un vero peccato dover mandare via quel ragazzo. Aveva del gusto, e si cerca sempre di aiutare i giovani... Jeremy  venuto da me a quell'et, senza sapere niente di niente. Ora  senza dubbio un esperto.
Sir Christopher....
Jeremy Porteous, il molle bellimbusto, era tornato, e gli faceva ora svolazzare un foglio di carta sotto il naso.
Grazie, mio caro. Capitano, ecco qui la lista degli oggetti rubati: niente di particolare interesse, come pu vedere, ma il mio avvocato dovr trattare con la compagnia di assicurazione e c' bisogno della copia della nostra denuncia ai Carabinieri.    .
Naturalmente. Il capitano prese la lista e senza degnarla di un'occhiata la pass al maresciallo. Il maresciallo Guarnaccia si occuper di ogni cosa. Trasferiremo la lista su uno dei nostri moduli prestampati di denuncia e gliela porteremo per la firma.  chiaro che faremo circolare questa lista fra tutti gli antiquari fiorentini, ma immagino che si renda conto che non possiamo darle molte speranze....
Certo, me ne rendo conto e mi scuso per aver abusato del suo tempo a causa dell'assicurazione. Non mi aspetto di rivedere nessuno di questi oggetti, e sebbene ci mi dispiaccia, visto che l'argenteria faceva parte della camera di mio padre che non era mai stata toccata dalla sua morte, la cosa che mi preoccupa di pi  Giorgio, quel povero ragazzo.
Cosa intende, scusi?.
Ne sarei profondamente afflitto e sicuramente con le impronte e roba del genere potete avere la prova....
Adesso si calmi - Porteous interruppe la frase -. Il ragazzo mi ha assicurato che....
Anche Alex ce l'aveva assicurato, e ancora oggi non sono del tutto convinto che abbiamo agito bene a fare ci che abbiamo fatto. Non posso permettere che Giorgio sia giudicato ingiustamente.
Porteous pos una mano sulle spalle dell'anziano, mormorando, Si ricordi che non deve agitarsi.
Lo so.
Il maresciallo avr bisogno di parlare a tutti i membri del personale di servizio, sir Christopher, compreso questo Giorgio.  lui che ha rimpiazzato il ragazzo che avete licenziato dopo l'altro furto?.
No, oh no, dopo Alex ce ne sono stati diversi altri... lui  qui solo da poco, circa un paio di mesi. Un ragazzo incantevole. Lei non avr intenzione...? Intendo....
Il maresciallo gli parler n pi e n meno che al resto del personale. Il capitano si alz. Sir Christopher, la prego di credermi se le dico che le sue preoccupazioni sono perfettamente comprensibili. Lei desidera sentirsi sicuro a casa sua, circondato da gente leale, e questo  certo pi importante che non recuperare qualche oggetto d'argenteria. Se mi permette vorrei dare un'occhiata a tutti i punti d'accesso della casa e alla stanza - o alle stanze - in cui  avvenuto il furto. Il maresciallo qui presente rimarr con lei per spiegarle la procedura da seguire. Sono sicuro che riuscir a convincerla che non ha niente di cui preoccuparsi.
Il maresciallo si sent mancare. Maestrangelo era perfettamente convinto che lui riuscisse a trattare con la gente in maniera ottimale e a farla parlare. Ma in questo caso la sua convinzione era ridicola. Restava un mistero il fatto che il capitano si fosse preso la briga di venire. Il maresciallo non aveva avuto il coraggio di chiederglielo lungo la strada, ma se si fosse trattato della solita storia di pressioni dall'alto - vista l'importanza del residente straniero - il capitano sarebbe dovuto rimanere lu stesso seduto a conversare gentilmente, mentre il maresciallo si occupava delle indagini, esaminando le entrate alla ricerca di segni di scasso, interrogando il personale, e cos via. Che bella idea quella di lasciarlo a consolare un miliardario al quale erano stati rubati un paio di ninnoli! E inoltre, per riuscire ad assicurarsi la fiducia della gente ci si doveva muovere cautamente, chiacchierando dei problemi giornalieri fino a trovare l'argomento giusto, o permettere all'altro di farlo. Dopotutto la gente sentiva il bisogno di parlare... Ma, con quest'uomo, che razza di argomenti
avrebbe potuto affrontare? Quali potevano essere le sue preoccupazioni giornaliere? Preso alle strette, si lanci in un sermone su problemi tecnici, spiegando come si dovessero prendere le impronte digitali dei membri del personale - proprio per escluderli da qualsiasi sospetto - come fosse necessario l'esame accurato dell'esterno dell'edificio, e quali fossero le precauzioni da prendere in caso che si fosse trattato di una semplice prova per un colpo pi grosso da tentare non appena si fossero calmate le acque. Dopo aver esaurito gli argomenti di lavoro, e visto che il capitano sembrava ben lungi da riapparire, Guarnaccia torn mentalmente alla questione di quali potrebbero essere i problemi giornalieri di un uomo ricco. Lo osserv, pensando a qualcosa da dire, evitando per di accennare al quadro sul cavalletto; quello era un tema sul quale era certo di dire qualche sciocchezza. Sembrava l'opera di un dilettante, ma poteva anche darsi che gli apparisse cos perch era abituato ai dipinti della galleria di Palazzo Pitti, e non alla roba moderna. Guarnaccia rivolse la sua attenzione al giardino, un argomento che nel complesso gli era pi congeniale. Gerani di colore bianco e rosa pallido traboccavano da vasi e urne di terracotta. Qualche rosa bianca mostrava la sua tarda fioritura sui rami rampicanti che risalivano il muro e intorno a quelli inferiori di altri alberi. C'erano basse siepi dalle chiare forme geometriche, circondate dai pi svariati tipi di arbusti e da pallide aiuole di fiorellini dall'aspetto dimesso.
Il suo giardino  molto curato. Be', se non altro era vero per quanto riguardava le siepi. Per il resto sembrava piuttosto crescere in modo incontrollato, visto che da ogni angolo e da ogni fessura del muro e sul viottolo coperto di ghiaia spuntavano erbe di ogni tipo e genere.
Eppure quest'uomo doveva avere una schiera di giardinieri a suo servizio. -. forse avrebbe fatto meglio a tacere.
S,  molto curato e nel caso specifico di questo giardino ho buone ragioni per esserne grato, visto che l'ho trascurato per molti anni. Il mio primo pensiero al mattino  per questo giardino. Mi piace trascorrere almeno un'ora con i giardinieri. Ma questo giardino... l'hanno molto amato e curato e non hanno cambiato niente, a parte due o tre statue che dovevano
essere restaurate. Anche se so che non lo fanno per me, lo stesso gliene sono grato.
Il maresciallo non cap niente di tutto il discorso e cerc piuttosto un'altra osservazione da fare riguardo al giardino, dato che sembrava essere un argomento di interesse quotidiano. Le spesse lenti scure gli davano la possibilit di scrutare il luogo senza essere notato alla ricerca di ispirazione e alla fine vide con sorpresa una vecchia conoscenza che poteva servire al suo proposito. Sulla destra in basso c'era la statua di una fanciulla che versava da una brocca un filo di acqua senza fine nella vaschetta ai suoi piedi.
Non  quella forse una copia della statua che si trova nel Giardino di Boboli?.
Sir Christopher segu il suo sguardo e sorrise.
No, non  esattamente cos, ma la sua memoria non l'inganna. Quella di Boboli  una copia rinascimentale di questa statua, che risale invece all'epoca romana, intorno al secondo secolo avanti Cristo.
Santo cielo... be', aveva fatto del suo meglio. Il capitano non aveva il diritto di lasciarlo in una situazione del genere, e piuttosto che fare qualche altra figuraccia, preferiva rimanere un'ora seduto in silenzio ad ascoltare il canto dei grilli.
Deve conoscere bene il Giardino di Boboli, maresciallo, per individuare la somiglianza cos all'istante.
Abbastanza bene, s. La mia stazione si trova nell'ala sinistra di Palazzo Pitti. Il quartiere sotto la mia vigilanza, la riva sinistra dell'Arno, per parlare approssimativamente, comprende anche questa collina.
Allora anch'io sono sotto la sua vigilanza. Mi fa piacere saperlo. E in questo quartiere le pecorelle del suo gregge si comportano bene? Scendo cos raramente in citt negli ultimi tempi da non essere molto al corrente su ci che avviene. Ha molti criminali pericolosi di cui occuparsi? Firenze sembra sempre semiaddormentata, ad osservarla da questa distanza.
In effetti era proprio cos. Qui si era al riparo dal rumore del traffico e dagli scappamenti delle auto. Vicoli strapieni di motorini, persiane scrostate dalle intemperie, prostitute che battevano il parco, strade sporche di escrementi di cani, di
avanzi di pizza nella carta untuosa, di lattine da Coca Cola e di siringhe usate... tutto questo fermentava, invisibile, sotto una coltre di foschia e inquinamento. Da qui si vedeva solo un offuscato mosaico di rosso ed ocra interrotto da cupole e guglie.
Criminali pericolosi? S, ce ne sono, ma per lo pi ci si deve occupare di.... Si accorse che sir Christopher stava cercando di metterlo a proprio agio e se il fatto di veder ribaltati i ruoli da un lato lo sorprese, dall'altro ne fu grato al suo interlocutore.
A dirle la verit, il mio peggior nemico  il caldo, ed essendo un po' sovrappeso.... Forse era meglio se non l'avesse detto; dopotutto anche l'altro era...
E senza dubbio, come facciamo tutti, lei vorrebbe dimagrire, in futuro. Sir Christopher sorrideva. "Il trionfo della speranza sull'esperienza".
Un tonfo sordo interruppe la loro conversazione e sulla superficie dello stagno che gli stava di fronte si allargarono dei cerchi d'acqua.
Le rane si stanno svegliando;  quasi l'ora del loro pasto serale. Ho sempre amato questa fontana fino dai tempi della mia prima infanzia, quando ancora non avevo il permesso di avvicinarmici se non con una bambinaia. Ne avevo una che mi raccont che gli elfi e le fate nascono dai bocci delle ninfee e che se avessi avuto abbastanza fortuna da vederne una aprirsi, avrei potuto ammirare una di quelle creaturine alzarsi sbadigliando e volare via. Non mi sono mai reso conto che si trattava di uno dei passatempi inventati per impedire che corressi in giro. Vede, io avevo avuto una febbre reumatica, che danneggia le valvole cardiache. Del resto la storia ebbe l'effetto desiderato, e riusciva a tenermi tranquillo per ore, e ancora oggi le ninfee hanno per me qualcosa di magico.  un peccato che la fontana zampilli cos lentamente, ma sono fiori che hanno bisogno di acqua stagnante.
E le zanzare non le danno noia?.
Oh no. Ci sono le rane che se ne cibano, e quei pesciolini mangiano le larve. Questo era il giardino di mia madre. Come sa, tutti i grandi giardini hanno sempre un giardino segreto. Qui ce ne sono due, ma questo era il suo preferito. Gli
elementi architettonici e le statue sono originali, ma  stata lei a scegliere i fiori.
Agli occhi del maresciallo, non  che avesse fatto una gran scelta.  vero che nell'aria c'era un profumo meraviglioso, ma lui preferiva giardini dai colori vivaci, e qui quei fiori che erano riusciti a sopravvivere alla calura di luglio erano bianchi o per lo meno cos chiari da non distinguerne la differenza. Sentiva il profumo della lavanda, ma quando riusc ad individuarne la pianta, si accorse che era bianca pure quella. Decisamente curioso, tutto ci. Molto bello - mormor gentilmente -. A quanto pare a sua madre piaceva il bianco....
Ah, s, immagino che la mancanza di colori le appaia strana. Lei  un uomo che nota i particolari, non  cos? Mi piacerebbe mostrarle questo giardino come in realt lo si dovrebbe vedere. Mia madre lo chiamava il suo "Giardino notturno".  infatti solo al crepuscolo che esso mostra pienamente il suo fascino. Mia madre aveva l'abitudine di dare delle cene - si era pi o meno negli anni cinquanta - su questa terrazza. C' un passaggio quasi nascosto l in fondo al centro, lo vede? Da l venivano introdotti gli ospiti, che arrivavano direttamente dalla strada principale attraversando un arco di glicine, o dal piccolo salotto di mia madre passando per un sentiero coperto di rose rampicanti. Lei ha preso una scorciatoia, lo so, attraverso l'orto. C' un'altra entrata sul retro, un po' pi sulla destra, da qui non si vede, che conduce alle cucine. La tavola era a forma di ferro di cavallo e ogni ospite vi sedeva dietro, cos da lasciare scoperto il panorama. La luna saliva da quella parte a illuminare lo spettacolo, e quei cipressi ai due lati della balaustrata incorniciavano la vista di una Firenze notturna. Ora capir il perch della scelta dei fiori.
Si schiudono forse di notte?.
S, ma ci sono anche fiori che profumano solo nelle ore crepuscolari e notturne.
Sua madre deve essere stata una donna di grande immaginazione.
Era una donna meravigliosa. Si chiamava Rosa, e senza dubbio era la pi bella donna che abbia mai visto. Forse lei
pensa che dica cos perch si tratta di mia madre, ma se va in casa, dia un'occhiata al suo ritratto appeso nel salotto lungo. C' anche un ritratto di mio padre, naturalmente... Sa, negli ultimi tempi ho pensato quasi ogni giorno al fatto che probabilmente siamo tutti quanti destinati a deludere o l'uno o l'altro dei nostri genitori. Ammutol, e il suo volto pallido, che si era animato mentre descriveva il giardino, riassunse un'espressione apatica.
Il maresciallo, ricordandosi le lacrime di gioia dei suoi genitori quando per la prima volta l'avevano visto in uniforme, ritenne doveroso non pronunciarsi. Aspett, ascoltando i grilli, il gracidio delle rane, il gocciolio dell'acqua. Il suo sguardo si fiss sulle ninfee come se si aspettasse che una dovesse sbocciare, cercando di immaginare un'infanzia in quel luogo. Le uniche cose che la sua infanzia aveva in comune con quella di questo gentiluomo erano il sole cocente e il profumo degli aranci e dei limoni.
I suoi genitori sono ancora vivi, maresciallo?.
No: mia madre  morta circa sei anni fa e mio padre molto prima.
Sir Christopher sospir, scuotendo la testa. Non lo capiamo finch non  troppo tardi, vero? Come dovremmo parlare l'uno all'altro, chiedendo scusa, cercando di comprenderci a vicenda, mettendo tutto in ordine prima che sia troppo tardi. Sarebbe abbastanza semplice, ma non ci rendiamo conto della necessit di farlo. Anche mio padre aveva litigato con i suoi genitori e non permetteva che si parlasse di loro. Mi ricordo che durante la mia prima visita in Inghilterra insieme a lui cercai di chiedergli qualcosa della sua casa, della sua infanzia. La sua sola risposta fu "La mia vita  cominciata quando ho incontrato tua madre". Forse anche lui li aveva in un certo senso delusi... Io non sono mai stato quello che avrebbe voluto mio padre... la scuola inglese, gli sport, la caccia alla volpe....
Be', certo che no, da quanto mi ha detto della sua salute....
Se sapesse quanto ho ringraziato Dio per la mia salute cagionevole che mi ha preservato dall'essere mandato via da questo caro luogo per andare a finire in qualche orribile
collegio maschile, e ha risparmiato quello sfortunato pony grigio dalle mie svogliate esercitazioni. Avevano l'abitudine di mandarmi gi al paddock che si trova dietro all'uliveto con dei contentini da dargli. Io stavo ben attento a non farmi vedere mentre gettavo la roba al di l del muro solo per non dovermi avvicinare a lui. Dopodich mi sistemavo sotto un ulivo e, tirato fuori il mio libro dalla tasca, mi mettevo a leggere per un'ora o due mentre il pony trangugiava i pezzi di mela e di carota per poi ritornare tranquillamente al suo pascolo. Chiss che fine ha fatto. Venduto, con tutta probabilit. Perch mio padre voleva che fossi cos "inglese"? Mia madre ha fatto quello che ha potuto per proteggermi senza mai contraddirlo. Alla fine ci ha rinunciato del tutto, ritirandosi cos profondamente in se stessa che nessuno, neppure io,  stato pi capace di avvicinarsi a lei.
Sir Christopher appoggi la testa contro l'alto schienale della sedia di vimini. Teneva gli occhi chiusi. Maresciallo, devo proprio ringraziarla.
Cosa mai intendeva dire?
Devo ringraziarla perch, per una qualche ragione, mi riesce di parlare con lei di questo giardino e di alcuni dei ricordi che esso evoca nella mia mente. Fino ad oggi ho sempre evitato di venire qui. Mia madre se ne allontan e poi... Niente di romantico, purtroppo. Mia madre  morta di cancro in una clinica. Questo per sua informazione, nel caso pensi a qualche avventura drammatica che possa aver avuto luogo qui.
No, replic in tutta sincerit il maresciallo. Lui non immaginava mai niente.
Probabilmente le  stato detto che sono malato e troppo orgoglioso per ammetterlo.
Qualcosa del genere, s.
Lei  un bravo osservatore. Ho anche l'impressione che comprenda molte cose... che comprenda le persone. Comunque sia, questa  la mia opinione, l'effetto che lei ha su di me. Come posso dire: so che non vivr ancora per molto e, come qualcuno che sta annegando, vedo passarmi davanti agli occhi al rallentatore l'intera mia vita . Ogni giorno il mio avvocato viene a trovarmi e ogni giorno mi sento incapace di
dettargli la versione finale del mio testamento. Un testamento non rappresenta tanto la documentazione delle propriet di un uomo, quanto piuttosto della sua vita. Suppongo che lei sia sposato, che abbia dei figli, e cos via....
S,  cos.
Pertanto il testo in molti sensi  gi scritto a priori per lei. Io devo inventarmi il mio. Non ho eredi. Ho, grazie al cielo, alcuni punti fissi nella mia vita, amicizie fedeli che durano da sempre. Il mio avvocato ne fa parte, e anche il caro Renato, il cui gusto artistico mi ha sempre guidato nelle mie scelte... pi di quello di mio padre, direi. E naturalmente Jeremy Porteous, che lei ha gi conosciuto.  con me dall'et di diciannove anni ed  sempre al mio fianco.
Allora lei  un uomo fortunato, ment il maresciallo, a cui non piaceva affatto una combinazione del genere. E per quanto riguarda l'assunzione di un diciannovenne come segretario... bah, dopotutto la vita privata di quell'uomo era un affare che non lo riguardava.
S, sono fortunato. Se la mia arte fosse stata apprezzata come meritava, avrei poche cose di cui lamentarmi, ma questo, del resto, accade a molti artisti. Oggigiorno i galleristi non sono altro che speculatori di bassa lega, senza alcuna base culturale n gusto estetico. D'altra parte il mio lavoro  stato ammirato da alcune delle persone pi importanti del nostro mondo culturale, per le quali questa casa  stata un punto d'incontro. Ma... be', non voglio opprimerla con i miei problemi. Voglio ringraziarla, come le ho detto. Ho trovato il coraggio proprio quest'oggi di venire nel giardino di mia madre. Un tentativo di riconciliarmi con tutti i problemi nascosti del mio passato. Come se avessi saputo che quel furto minore avrebbe coinciso con la conoscenza di qualcuno a cui poter raccontare del giardino e delle sue meraviglie piuttosto che non rievocare esclusivamente tristi memorie. Devo riflettere sulla mia vita, esaminarne ogni angolo, buio o luminoso che sia. Riconciliarmi con tutto, accettare tutto.
Capisco. A volte  pi facile farlo con un estraneo.
Con l'estraneo giusto.
Il maresciallo borbott alcune incomprensibili parole di
ringraziamento, e poi, visto che l'altro continuava a tenere gli occhi chiusi, si mise a leggere la lista degli oggetti rubati per concedergli il tempo di riaversi. Spazzole e pettini d'argento, un portagioie d'argento, gemelli e fermacravatte. Guarnaccia fece una pausa e si guard intorno. Chiss come ci si sentiva ad essere proprietari di tutto ci. A lato dei gingilli elencati nella lista era segnato il loro valore approssimativo. Il suo credito di scoperto non raggiungeva il prezzo di un paio di quelle spazzole d'argento con le iniziali JW sul retro. Il maresciallo non credeva all'idea romantica del denaro che non compra la felicit. In ogni caso esso poteva comprare un bel po' di comodit e di sicurezza e per lui avrebbe comprato la presenza di sua moglie e dei bambini piccoli negli anni della lunga agonia di sua madre dopo l'ictus. Quegli anni non potevano mai pi essere recuperati. Teresa, bloccata a Siracusa per aiutare ad assistere sua madre, era vissuta senza la presenza del marito, tirando su i ragazzi da sola. A questo mondo c' bisogno di soldi. Ma non troppi, altrimenti cominciano altri problemi, paura delle rapine, paura dei crolli di borsa, violenti litigi familiari, sfiducia nei confronti di chi ci circonda.,. La morte e la malattia ti toccano comunque... L'uomo si era forse addormentato? Si preparava a morire e il suo migliore amico era un avvocato... Stava dormendo. Il maresciallo si alz sollevato al rumore dei passi svelti del capitano provenienti da uno dei vialetti di ghiaia. Il caldo era un po' diminuito, ma la sua inettitudine durante il colloquio con Sir Christopher l'aveva reso nervoso e dovette togliersi gli occhiali scuri per asciugarsi la fronte. Subito gli occhi avvertirono la luce del sole basso all'orizzonte e il maresciallo li asciug in fretta prima di rimettersi gli occhiali.
Sir Christopher era sveglio e si stava alzando.
Spero di non averla turbata in qualche modo. Mi voglia scusare. Sembrava pi confuso che preoccupato.
No, no,  solo un'allergia. La luce del sole mi fa lacrimare. Ecco che sta arrivando il capitano Maestrangelo. Mi deve scusare. No, non si incomodi, non ce n' bisogno....
Sir Christopher fece qualche passo con lui fino alla vasca delle ninfee. Mentre Guarnaccia stava girandosi per stringergli la mano poco manc che non inciampasse, con la sua
usuale goffaggine, in una lastra inclinata di marmo il cui lato inferiore era nascosto sotto un cuscino di fiorellini bianchi.
Chiedo scusa... non volevo. La pietra che aveva calpestato al bordo della fontana aveva l'aspetto di una piccola lapide di marmo. Questo posto era un campo minato senza fine.
Non  colpa sua. Questi deliziosi fiorellini nascondono il sentiero, mi dispiace. "Medio de fonte leporum"... quanta verit in queste parole.
Nel mezzo della fonte ... s, azzard il maresciallo, riconoscendo nell'iscrizione un paio di parole italiane. Il resto era arabo per lui.
Ma certo, ho sempre sentito dire che il latino viene insegnato meglio nelle scuole italiane di quanto non avvenga in quelle inglesi.  evidente che lei non  stato un allievo cos scadente come me. Io non sono mai andato a scuola - sa, la malattia e cos via - ma il mio tutore era inglese e temo mancasse del tutto di fantasia. Sono sicuro di avere sempre sbagliato qualsiasi prova di latino che mi abbia fatto fare. "Hamilcar Hannibalis filius, dux Carthaginiensis...". Ma come si fa a pensare che tutti i ragazzini debbano provare interesse per queste cose? Certo, lei  un militare, mi scusi.
Il maresciallo continuava a guardare in basso.
 la tomba di un gatto?. Per un cane era troppo piccola e per un canarino troppo grande.
No, mio caro maresciallo, non  sepolto niente l sotto. Ah, Jeremy, hai mostrato tutto al capitano?.
S, e ha gi parlato con Giorgio.
Vorrei che lei si tranquillizzasse almeno a questo proposito, se possibile.
Ed  possibile?.
Per quanto posso affermare allo stadio attuale delle cose, direi di s. Mi sembra di capire che la paga del ragazzo  pi che adeguata, e che non ha bisogno di niente. Sembra essere molto attaccato a lei e ben conscio del fatto che avrebbe tutto da perdere e niente da guadagnare rischiando il suo malcontento per un paio di pezzi di argenteria che in ogni caso sarebbe costretto a svendere velocemente. Credo proprio che dica la verit.
Sir Christopher, che era stato ad ascoltare il capitano come se la sua stessa vita dipendesse dalle parole dell'ufficiale, tir un profondo sospiro di sollievo e gli porse la mano.
La ringrazio, capitano, la ringrazio di tutto cuore. E anche questa bravissima persona. La rivedr?. Le ultime parole erano state indirizzate al maresciallo e accompagnate da un'occhiata quasi supplichevole.
Fu Maestrangelo a rassicurarlo. Il maresciallo sar presente durante il rilevamento delle impronte digitali e le porter una copia del nostro rapporto per fargliela firmare. Sar lui a parlare al resto del personale di servizio.
E parler anche con me, spero. La nostra conversazione di oggi mi ha fatto un immenso piacere.
Sembrava davvero che ne fosse convinto, anche se si gir subito per tornarsene a sprofondarsi nella poltrona di vimini, come se in un attimo avesse dimenticato la loro esistenza.
Non vivr a lungo, pens il maresciallo, riconoscendo quel genere di stanca indifferenza.  pronto per andarsene e non riesce a mettere per iscritto il suo "testo", come lo chiama lui, non riesce a trovare ancora l'uscita.
Scesero gi con la macchina per il Viale dei Colli. Luci rosa e oro illuminavano gli alberi dal basso come dei riflettori teatrali. Il capitano comment: Uno splendido tramonto....
Il maresciallo disse:  davvero rimasto soddisfatto dalla testimonianza del ragazzo? O l'ha solo detto per tranquillizzare sir Christopher?.
Non sono del tutto soddisfatto - oh, non tanto per il ragazzo, Giorgio, come loro lo chiamano - il suo vero nome  Gjergj Lisi, un immigrato illegale, albanese del Kosovo, ma hanno legalizzato il suo stato. Era studente di medicina.  un ragazzo tranquillo, intelligente e profondamente grato di poter stare qui. E poi, all'indagine ci penser lei. No, non  questo, non sono soddisfatto perch quello che mi ha fatto venire fin quass era l'idea di entrare nella casa di un uomo al quale appartiene nientemeno che un disegno di Leonardo.
Cosa? E lei l'ha visto?.
No, e neanche altri pezzi della collezione ad esclusione di uno o due ritratti di questo secolo, di interesse minore. Mi
hanno fatto vedere la camera da letto del padre, e gli interrogatori hanno avuto luogo nei locali delle cucine. Eppure sono stato nella casa in cui  quel disegno, e inoltre, la villa e il suo giardino sono tra i pi famosi di Firenze. Ce n' una descrizione in un libro che la mia banca mi ha dato lo scorso Natale. Riporta cinque o sei foto a colori de "L'Uliveto", e visto che la villa non  aperta al pubblico, ho creduto bene di approfittare dell'occasione. Spero di non esserle stato d'impaccio, ma in ogni caso  un affare di poca importanza.
Mmm.
Lei pensa che ci sia dietro pi di quello che non appaia a prima vista?. Il capitano lo scrut attentamente. Affermava sempre che pi il maresciallo stava zitto, pi cose sapeva in realt. Il maresciallo non era della stessa opinione. Se stava zitto era perch non aveva niente da dire. Le domande lo imbarazzavano e lo inducevano ancora di pi al silenzio. Tutto quello che disse fu No, no.... Il capitano era una brava persona, un uomo serio, un uomo istruito. Non era giusto che dovesse aspettarsi cos tanto da un sottufficiale come lui. No, no.
E cos, quando arrivarono gi in citt, la loro conversazione si era spostata su altri argomenti - la denuncia di Dori; il cugino di Ilir Pietri, Lek, e la sua "ditta di costruzioni", un giro d'affari assai lucrativo che aveva la sua sede in un appartamento di Via dei Serragli, e che il capitano aveva fatto investigare; le condizioni della ragazza incnta con le fratture multiple.
Il caso sar portato in Corte d'assise a settembre.
Li avete presi tutti? Ma sicuramente la ragazza non  in condizioni di testimoniare. Ho sentito che  ancora all'ospedale. Lorenzini me l'ha accennato l'altro giorno.
S,  vero, ma c'era anche un'altra ragazza. Hanno minacciato anche lei, ma presumibilmente volevano solo spaventarla. E hanno fatto centro, perch lei ha chiamato il 112. Sembra che le due ragazze avessero fatto il viaggio insieme, tutte e due hanno diciassette anni.
Era facile dire, come fa la gente tanto per schermirsi da eventuale senso di disagio di fronte alla sorte di queste ragazze albanesi, che esse sapevano esattamente per che cosa
venivano fatte imbarcare e a quali pericoli andavano incontro. Dopotutto in Albania tutti potevano vedere la televisione italiana, e i telegiornali. Il guaio di questa scusa apparente era che le persone, specialmente le giovani inesperte, pensano sempre di essere capaci di tutto pur di sfuggire a una povert senza scampo. Pensano di poter fare un po' di soldi e poi uscire dal giro e avere un migliore standard di vita. Sbagliano doppiamente. Sono i protettori a fare i soldi, e le ragazze non escono dal giro, sono su una strada senza via d'uscita. Inoltre, una ragazza di diciassette anni non sa di che cosa  capace n quali eccessi le possono essere richiesti. Un'altra ragazza, anche lei in ospedale per gravi contusioni e fratture multiple, aveva vomitato addosso al suo primo cliente sporcandogli tutta la macchina. Per punizione era stata forzata a compiere il servizio richiesto dal cliente anche per il suo protettore e due dei suoi compari, che l'avevano picchiata quando lei non aveva potuto fare a meno di vomitare anche addosso a loro.
Speriamo almeno che quello che  successo alla ragazza incinta possa significare la salvezza della sua amica.
Lei  ottimista - disse il capitano -. Mi basterebbe se testimoniasse.
Adesso si trova in un posto sicuro?.
Oh s, in un convento.
Stavano passando per Via Maggio e il maresciallo si ricord. Mi pu lasciare qui? Vorrei tagliare per lo Sdrucciolo de' Pitti, devo passare da una persona.
Ci sono cose che non ci si possono spiegare, sebbene ci si renda conto del fatto che avremmo potuto individuarne i segni preesistenti. Fermo sotto la calura soffocante con il rombante traffico serale di Via Maggio alle sue spalle, il maresciallo guard su per il vicolo in direzione di uno scorcio di Palazzo Pitti con le sue pietre di color rosa pallido sotto la luce del tramonto. All'improvviso gli si chiuse lo stomaco e un pensiero gli balen in testa. Dovr far chiamare i pompieri. Il pensiero scomparve, senza che lui reagisse e tanto meno agisse. Dovette imporsi di camminare in quella direzione. Oscillando fra l'urgenza di mettersi a correre e la riluttanza a muoversi del tutto, fin col procedere con stoica
calma e col volto privo di ogni espressione dietro alle lenti scure. Gli sembrava quasi di camminare dentro una nuvola di bambagia che gli impediva di registrare rumori e movimenti circostanti. Un bambino su un triciclo, che correva verso di lui con la bocca aperta per l'eccitazione, la madre dietro con le mani alzate. Un ragazzo che si stava bilanciando su un motorino, seminascosto da una nuvola di fumo blu, nel tentativo inutile di metterlo in moto. Un altro pensiero gli attravers la mente:  inutile che mi faccia dei rimproveri. Non sapeva il numero della casa, ma il capannello che si era formato davanti ad un negozio di antiquario sulla sinistra attrasse la sua attenzione. Solo quando una delle donne si gir toccando l'uomo che le stava accanto per indicargli il maresciallo, la nuvola di bambagia si dissolse. Il motorino romb partendo, la madre grid e Guarnaccia blocc il triciclo che gli stava venendo contro.
Oh, grazie maresciallo! Grazie mille... e tu scemino! Quando siamo a casa te la do io!.
Quando raggiunse il numero 4, la donna che gli aveva fatto cenno disse: Abbiamo chiamato il 112. Stiamo aspettando l'auto del Radiomobile.
Ha fatto bene. Verranno subito.
Maresciallo Guarnaccia, si ricorda di me? Sono Linda Rossi.
S, mi ricordo. Non si ricordava, ma comprese. Lei abita sopra alla signora Hirsch, vero?.
All'ultimo piano. Spero di aver fatto bene, ma ero cos preoccupata. Vede, lei....
Venga dentro.
L'atrio delle scale era piccolo ma ben tenuto. C'era buio. Il maresciallo si tolse gli occhiali in modo da riuscire se non altro a vedere la luce gialla che irradiava dalla lampadina della plafoniera. La porta del secondo piano aveva delle scanalature e delle lucenti borchie di ottone. Il fetore di decomposizione era soffocante e la donna accanto al maresciallo ebbe un conato di vomito.
Mi scusi, ma non riesco....
Vada su nel suo appartamento.
Linda Rossi si affrett per le scale, mano sulla bocca.
Il maresciallo scrut la porta. Non presentava nemmeno un graffio, per quanto poteva vedere; si doveva cercare di entrare da una finestra per aprire dall'interno, ci sarebbe stato bisogno di una scala. Tutto il resto era compito della Scientifica. Un liquido maleodorante stava filtrando da sotto la porta. Guarnaccia chiam i pompieri.


Capitolo 4.

Era distesa sulla schiena, con la faccia vicino alla porta, un piede puntato gi per il corridoio, l'altro ripiegato sotto il corpo. Il braccio sinistro era allungato di lato, la mano sinistra stretta convulsamente sul petto. Il mento era rialzato come se stesse cercando di vedere chi stesse entrando dalla porta dietro di lei, ma la faccia era coperta da una scura maschera iridescente che sembrava vibrare in una concentrata fissit. Sotto la viscida secrezione delle palpebre si intravedevano dei piccoli movimenti, come una nuova vita che gi si nutriva della vecchia. Le mosche si alzarono dal corpo ronzando innervosite quando il maresciallo, con la mano guantata, spinse la porta quel tanto che era possibile prima di rimanere bloccata all'interno. Prima che le mosche si posassero di nuovo sulla salma, Guarnaccia riusc a vedere la bocca bluastra contorta in una smorfia e la ferita brulicante di vermi alla gola.
Il maresciallo scavalc con cura il braccio disteso, evitando il sangue coagulato che era colato fino allo zoccolo di legno del pavimento dove alla fine si era raccolto, e il sottile rivolo di liquido viscoso che fluiva in direzione del pianerottolo. La pozza di sangue era molto larga. Sul pavimento vicino alla porta aperta della cucina c'era un coltello da cucina.
In quei pochi momenti di pace che gli rimanevano tra l'arrivo dei pompieri che avevano aperto la porta e quello dell'auto del radiomobile, del sostituto procuratore, dei fotografi e la scientifica, il maresciallo sovrappose altre immagini a quella che gli stava di fronte: la signora Hirsch mentre entrava,
come anche lui aveva fatto, guardando in basso. Un coltello. Non un coltello da pane, ma uno da cucina. La signora Hirsch seduta di fronte a lui nel suo ufficio, la paura che le aveva inondato il corpo quando lui le aveva chiesto degli odori. Chiss se aveva ancora sentito quell'odore aprendo la porta per l'ultima volta. L'unico odore che si percepiva adesso era quello della sua salma.
Guarnaccia si compresse un fazzoletto pulito contro la bocca, ricordandosi lo sguardo supplicante della donna quando l'aveva informato di avere avuto una depressione, ma di non essere pazza. Lui di gente pazza ne aveva conosciuta, a suo tempo. L'anno in cui erano stati ufficialmente chiusi i manicomi, quelli che erano stati in istituto per decenni all'improvviso si erano ritrovati fuori in balia delle famiglie o del mondo circostante. Sapeva pi che bene che c'era gente capace di tagliarsi la gola da sola creando uno scenario come questo per rendere credibili le loro storie. Queste persone avevano bisogno di aiuto, e la sola piet non avrebbe potuto aiutarle. Il maresciallo non si faceva illusioni. Avrebbe voluto passare prima a farle visita, ma solo perch ci avrebbe potuto offrirle qualche momento di conforto umano, non certo perch avrebbe influito in qualche modo sul corso obbligato degli eventi che dovevano portarla alla morte.
'Sera, maresciallo. Potrebbe.... Si spost dalla visuale, quando il fotografo cominci a scattare le immagini dalla porta inquadrando l'ambiente in tutta la sua lunghezza. La cucina non era molto grande. Un po' vecchiotta, ma molto pulita. I coltelli, a parte uno, erano infilati in un portacoltelli di legno accanto al piano di scolo. Anche il salotto aveva un'aria fuori moda.  vero che la donna non era giovane, per, lo stesso... La ragione apparve chiaramente quasi subito. C'erano due camere da letto e la signora dormiva in quella pi piccola; sul comodino c'erano un libro e dei fazzoletti. La camera pi grande non era utilizzata. Un copriletto di broccato giallo oro copriva un letto in disuso. La casa dei genitori, dunque. Lei aveva accennato alla madre, alla morte di sua madre. Depressione. Non sono paranoica. Valeva la pena di indagare le circostanze della morte della madre.
Avete finito? Allora giratela, per favore. Un po' di fracasso, poi: Mettete il coltello nel sacchetto di plastica. I giornalisti ancora no! Ho detto di no....
I preziosi momenti di pace erano ormai finiti. L'eco della voce della signora Hirsch scomparve. L'atmosfera di sospensione venutasi a creare nell'ambiente dall'attimo in cui l'assassino aveva chiuso la porta dietro di s si dilegu. L'appartamento divenne il palcoscenico di un caso criminale e la donna un semplice corpo. Primo scatto - posizione del corpo in relazione alla porta. Secondo scatto - primo piano del corpo. Terzo scatto - ferita alla gola e macchie circostanti. Quarto scatto - primo piano della ferita alla gola. Quinto scatto - segni di decomposizione - orifizi del corpo, mucose. Temperatura rettale.... Ecco la voce del medico. Saranno almeno quarantott'ore, probabilmente di pi, ma con questo caldo....
Sul pianerottolo apparve il sostituto procuratore. Sembrava sulla cinquantina. Non era alto, ma aveva un'indefinibile aria di distinzione. Il maresciallo, facendo scorrere lo sguardo sulla camicia a righe dalle maniche corte, sui pantaloni di lino chiaro e sulle scarpe lucide, ricondusse quell'impressione a un'evidente disponibilit di denaro, alla giacca oscillante sulle spalle, alla vecchia cartella di pelle e al cigarillo spento pendente dall'angolo della bocca. Non aveva mai visto quest'uomo prima, il che lo preoccup. Lo osserv mentre parlava col medico. Poi i loro sguardi si incontrarono.
Ah, maresciallo... Guarnaccia, vero? Come mai qui?. Che strano, la sola cosa rassicurante del suo aspetto era il
cigarillo; gli ricordava il procuratore Fusarri, un carattere strano ed anarchico, che gli era per familiare.
Il maresciallo, che aveva la tendenza a credere che la sua presenza fosse d'impaccio durante un'indagine importante, diede una spiegazione breve dei fatti e fece per ritirarsi nel suo ufficio ad occuparsi dei motorini rubati e dei gatti dispersi.
Splendido. Si tratta del suo territorio, quindi non c' dubbio che conosca i vicini, testimoni essenziali, e cos via. Al lavoro, maresciallo.
Guarnaccia sospir salendo le scale del piano superiore. Aveva la sensazione che dietro a questa fiducia nelle sue capacit ci fosse pi di quanto poteva giustificare un incontro di tre secondi. La chiamata d'emergenza era arrivata a Borgo Ognissanti e a Guarnaccia sembr in un qualche modo di vedere lo zampino del capitano Maestrangelo in tutto ci. Quell'osservazione sui vicini l'aveva tradito. Non aveva torto. E dunque, ora toccava ai vicini...
Suppongo che non dovrei meravigliarmi. Lei ha a che fare con molta gente. Eppure noi non potremo mai dimenticare il suo aiuto.
Da quanto tempo abitate qui?.
Solo da poco pi di due anni. Mio marito guadagna bene. Si ricorda,  architetto... ma no,  chiaro, perch dovrebbe....
Ora mi ricordo. A quei tempi era ancora studente.
Si ricordava il piccolo appartamento dove la maggior parte del posto era occupato dal tavolo da disegno del marito. L'appartamento  vostro?.
S... o almeno lo sar quando avremo finito di pagarlo.
Mi fa piacere sentirlo. Si ricordava ora che c'erano stati dei problemi per via di uno sfratto, cosa che a sua volta gli fece venire in mente la cartolina anonima della signora Hirsch. Sa per caso se la signora Hirsch era proprietaria dell'appartamento dove abitava?.
Mi spiace, non lo so. Era molto carina e gentile, ma un po'....
Riservata?.
Ecco, s, riservata. Non il genere di persone che si ferma per una chiacchierata sulle scale. Lisa - la mia bambina -dice che con lei parlava molto, ma forse perch si sentiva pi a suo agio.
Pu essere. Ricordo che la signora Hirsch aveva accennato al fatto che lei lavora e che la sua bambina a volte trascorreva un po' di tempo gi da lei.
Lisa ha dodici anni, ma a noi non piace che rimanga sola in casa. La signora Hirsch l'ha sempre trattata come una persona che le faceva compagnia. Non ha mai voluto essere pagata.
Una volta disse che da quando aveva perso la madre le mancava qualcuno a cui badare. Maresciallo, mi dica la verit. E morta, vero?.
Si,  morta.
Lo sapevo. L'ho detto al signor Rinaldi, ma non ha voluto ascoltarmi - tipico di uomini come lui non stare a sentire quello che dicono le donne - diceva che esageravo, sebbene l'odore fosse abbastanza penetrante sul suo pianerottolo... ha il negozio a piano terra e abita al primo piano. Come se una persona cos fine e rispettabile come la signora Hirsch potesse andarsene lasciando il sacchetto della spazzatura dietro la porta - questo era quanto diceva lui - ma del resto lui la guardava con la puzza sotto il naso. Credo che abbiano litigato. Sacchetto della spazzatura, ci mancherebbe altro! So che c' chi lo fa, ma non certo lei... e poi, non doveva andare via. Me l'avrebbe detto. Contavo su di lei per venerd pomeriggio, sa, per Lisa. Io faccio la libera professionista nel campo editoriale e lavoro per una casa editrice, quindi in genere sto a casa, ma certe volte devo andarci, come questo pomeriggio, cos sono scesa e ho suonato, e ho visto... oh.... Si copr la bocca e il naso con la mano come se l'odore le fosse rimasto appiccicato addosso. Vede, in qualche modo era nei guai. Le avevo detto di venire da lei, ma non so se l'ha fatto.
S,  venuta, ma non posso dire di aver capito bene quello che stava succedendo. Lei quando l'ha vista per l'ultima volta?.
Domenica scorsa.
Ne  sicura?.
Al cento per cento. Eravamo andati in campagna da dei nostri amici che stanno restaurando un rustico.  tutt'altro che finito, ma ci lavorano la domenica, e mio marito li aiuta un po', cos a volte ci uniamo a loro per un pic-nic domenicale. Quella domenica siamo tornati intorno alle sette, di sicuro non prima, e abbiamo raggiunto la signora Hirsch sulle scale.
Ha per caso detto dove era stata?.
S, da suo fratello. A volte andava a trovarlo per un'ora o due nel pomeriggio, negli ultimi tempi pi spesso, credo.
Ha mai detto come si chiamava?.
Non che mi ricordi, no.
E lui  mai venuto qui?.
Non saprei. Io non l'ho mai visto. Ma quello che volevo dirle  che non appena siamo entrati e abbiamo chiuso la porta  suonato il telefono. Era la signora Hirsch in uno stato di panico totale, diceva che c'era stato qualcuno nel suo appartamento. Non era la prima volta. Mio marito  sceso e, visto che non tornava, l'ho raggiunto anch'io. La signora era in uno stato pietoso. Le ho chiesto se c'era qualcosa che poteva prendere per calmarsi. Mi aveva sempre dato nell'occhio il fatto che salisse le scale molto lentamente e mi ero chiesta se non ci fosse qualcosa... Comunque prese una medicina, ma non volle andare a letto, dicendo che preferiva distendersi sul divano del salotto
e guardare un po' di televisione per distrarsi. Le consigliai di
venire da lei il prima possibile e mi promise che l'avrebbe fatto. Non l'ho pi rivista.
E non ha visto nessun altro sulle scale, nessun estraneo, ultimamente?.
No, mai. L'appartamento sotto al nostro  vuoto per il momento, e in questo palazzo c' poco movimento, a parte i mobili del signor Rinaldi che vengono spostati tra il negozio e l'appartamento del primo piano, dove mette a volte la roba quando  a corto di spazio. Di certo non ho mai notato degli estranei sulle scale e nemmeno gente in giro per il pianerottolo del secondo piano.
Il maresciallo diede un'occhiata all'orologio. Immagino che Rinaldi sar in negozio a quest'ora.
Non oggi. Quando l'ho visto - e parlavamo di chiamare i carabinieri - stava uscendo. Sa, lavora da solo, e quando va in giro per acquistare o per le fiere d'antichit  costretto a chiudere il negozio, a parte qualche rara eccezione quando riesce a trovare qualcuno che stia al suo posto. Oggi non c' nessuno.
Allora dovr ritornare. E mi dica, quando la madre della signora Hirsch era ancora viva, come andavano le cose? C'erano delle persone che venivano a trovarle?.
Oh, a quei tempi noi non abitavamo ancora qui. Sar un paio d'anni che ci stiamo e suppongo che questo appartamento,
come quello di sotto, prima venisse affittato con contratti brevi, per lo pi a stranieri, gente che era qui per l'anno accademico, e cose del genere. Lo so, perch  stata la signora Hirsch stessa a dirmi che era contenta che avessimo preso l'appartamento, cos lei poteva finalmente avere dei vicini stabili, un po' di compagnia.
Quello che intendevo... non dovrei forse chiederglielo, ma... forse avevo ragione a dire che aveva dei problemi di salute. Forse qualcosa al cuore?.
Non le posso dire molto. Ci sar un'autopsia, ma in ogni caso i giornali ne parleranno, quindi preferisco che lo sappia fin da ora: sembra che la signora Hirsch sia stata aggredita.
Aggredita? Intende dire che davvero qualcuno  entrato nell'appartamento?  stata assassinata?.
Non sappiamo ancora con esattezza cosa sia successo.
Ma il posto  sicuro? Intendo dire per Lisa. Mi scusi...  lo shock,  come se cominciassi appena ora a rendermene conto. Le mani le tremavano e lei cerc di dissimulare il nervosismo facendo finta di riordinare il soggiorno gi ordinatissimo. Forse vuole sedersi... Io mi devo mettere seduta. Mi scusi, ma non mi sento del tutto a posto.
Sprofond in una poltrona e il maresciallo rimase in piedi accanto a lei, mettendole la sua forte mano calda sulla spalla per rassicurarla. Suo marito torner presto?.
Non arriva mai prima delle nove.
Lo chiami e gli dica di venire. La bambina  qui?.
Sta facendo i compiti in camera.
Bene, adesso continui a fare quello che farebbe normalmente.
Dovrei preparare la cena.
E allora lo faccia. Non ha niente da temere. Il secondo piano  pieno di gente e sicuramente io rimarr qui finch suo marito non torna e salir di nuovo pi tardi a vedere come va.
Grazie.
Mentre lo faceva uscire, una voce proveniente dalla rampa inferiore delle scale chiam: Maresciallo?  lei, maresciallo? C' qualcosa che dovrebbe vedere!.
Guarnaccia si affrett a scendere, berretto in mano.
Nell'appartamento della signora Hirsch gli uomini si erano
raggruppati intorno a un armadio a muro aperto che si trovava sulla sinistra dell'entrata. Dentro c'era un guardaroba, ma la maggior parte dei cappotti che vi erano stati appesi erano caduti dalle grucce. Qualsiasi cosa avesse occupato lo spazio sul retro, quello che ora restava non era altro che un buco nel muro e un miscuglio di polvere e intonaco sul mucchio di cappotti, risultato evidente dell'operazione compiuta.
All'apertura dell'armadio ne cadde fuori uno scopino rosso che era stato gettato dentro con noncuranza.
Questo spiega molte cose - comment il sostituto procuratore, facendo cenno col suo cigarillo allo squarcio spalancato -. Cos a prima vista direi che qui c'era una cassaforte. Senza dubbio i rapinatori hanno minacciato la donna nella speranza di ottenerne la combinazione, ma lei non deve averla rivelata. Diede un'occhiata intorno. Non avrei supposto che potesse possedere qualcosa di cos prezioso da pagarlo con la vita. Naturalmente, riguardo alla vittima, lei ne sapr di pi, maresciallo.
Non un gran che....
Stanno ancora prendendo le impronte, venga fuori sulle scale, l hanno gi finito. Mentre uscivano, il sostituto abbass la voce. Vorrei poter accendere. Se non altro contribuirebbe almeno a migliorare l'odore in giro. Su, mi dica tutto.
Il maresciallo gli disse tutto, compresa la storia del coltello da cucina, della cartolina e dell'odore di sigaro. Il sostituto procuratore si tolse il suo, lo guard con un breve sorriso e se lo rimise in bocca. Non le ha mai detto di una cassaforte?.
No, ma i vicini del piano superiore potrebbero esserci d'aiuto su questo punto. Ci metter un attimo.
L'accompagno.
Non credo... c' una bambina, sa... potrebbe essere intimidita dalla presenza di una persona importante come lei. Se anche il sostituto avesse avuto dei dubbi su ci che gli stava dicendo, certamente avrebbe preferito essere ritenuto una persona importante piuttosto che uno incapace di trattare con i bambini.
Comunque fosse, lasci salire il maresciallo da solo. La signora Rossi sembrava essersi calmata, a giudicare dal profumo che veniva dalla cucina.
Lisa Rossi, che alz lo sguardo dal suo quaderno, sembrava nell'aspetto pi vicina ai quindici che non ai dodici anni, ma il maresciallo suppose che una tale impressione fosse solo dovuta al fatto che era lui che stava invecchiando. La ragazzina era snella e carina e solo lo spesso strato di crema che copriva i brufoletti ne indicava l'et giovanile. Le pareti della stanzetta erano tappezzate di poster di pop star dagli sguardi truci. Dei pupazzi di peluche erano disposti in fila sul lettino.
 un po' strana, ma a me resta simpatica.
Cosa intendi per "strana"? Tua mamma ti ha gi detto che  morta?.
L'ha fatto, ma per un momento me lo sono dimenticato... be', intendevo dire che mi era simpatica... devo proprio farlo?.
Fare cosa?.
Parlare di lei come se non ci fosse pi. Non mi riesce di farlo; non ho mai conosciuto nessuno che sia morto, prima d'ora.
Non ti preoccupare. Non devi mica farlo se non te la senti. Finch te ne ricordi, in un certo senso lei continua a vivere.
La mamma dice che  stata aggredita dai ladri.  proprio scombussolata.
E tu? Lo sei anche tu?.
No,  solo... una sensazione strana.
Strana come la signora Hirsch? In che senso lei era strana?.
Non so... lei era cos... come la nonna. Non parlava mai del presente, ma solo di cose avvenute tanti anni fa e di persone che non ho mai sentito nominare. Non me ne importa, per non  mica cos vecchia - intendo dire - era. Almeno non sembra, non si mette roba da vecchi.
Non aveva forse avuto anche lui la stessa sensazione? E forse non era solo una questione dei mobili materni. Lisa, posso sedermi un momento sul tuo letto?. Nella stanza c'era posto solo per la scrivania e una sedia, e Guarnaccia
non voleva far pesare alla piccola la sua autorit.
Va bene.
Ho una cosa importante da chiederti. C' un armadio a muro nell'ingresso dell'appartamento della signora Kirsch e devo sapere se ci hai mai guardato dentro.
La ragazzina esit, arrotolandosi una ciocca di capelli biondi intorno a un dito. Un segreto conta ancora se qualcuno  morto?.
Dipende.
E allora come faccio a sapere se glielo posso dire?.
Ascolta, non ti devi preoccupare. A me lo puoi dire perch se  un segreto che non si deve rivelare, allora te lo dir e nessuno di noi due ne parler con altre persone. Dirlo a me non conta, perch questo  il mio lavoro. Ora aveva proprio l'aspetto di una dodicenne, una bambina che per un momento si avventura nel mondo dei grandi per poi ritrarsene.
C'era una cassaforte. Non me l'ha detto, ma io l'ho vista. Aveva tirato fuori della roba per farmela vedere.
Che roba? Ti sembrava di valore? Gioielli o cose del genere?.
Lisa fece spallucce. Roba vecchia. Candelabri, dei libri vecchi e vestiti, roba cos. Forse erano della sua nonna. Non aveva mai conosciuto la nonna e il nonno, ma non faceva altro che parlarne, proprio come fanno le persone vecchie.
E del fratello? Te ne ha mai parlato?.
No. Solo dei nonni, e qualche volta di sua mamma e di suo babbo. C'era un'immagine di loro due nella cassaforte e un altro con dei fiori. Quello era il suo segreto, diceva, avere quei fiori. Non pensa che fosse strana?.
Dipende. Erano dipinti? Forse erano di valore.
Erano solo delle foto in bianco e nero. Allora non  proprio un segreto, vero?.
Il maresciallo consider un momento come comportarsi. Non era mai disonesto con i bambini fintanto che lo poteva evitare.
Non ne sono del tutto sicuro. Ti prometto che te lo dir appena l'avr scoperto. Nel frattempo continuerai a mantenere il segreto.
Anche con la mamma e il babbo?.
Anche con loro. Finora l'hai fatto, no?.
S....
Non c' bisogno che tu dica una bugia. Se te lo chiedono, puoi dirgli di domandarlo a me. Mi sei stata di grande aiuto, Lisa, ti ringrazio proprio.
Si accorse quanto la piccola fosse contenta, e sapeva di poter fare affidamento su di lei. Ritornando gi sent lo schiamazzo dei giornalisti.
 vero che le  stata tagliata la gola?.
Deve essere rimasta dentro per giorni a giudicare dal puzzo.
Con questo caldo....
Almeno una foto dall'esterno per far vedere l'ingresso!.
La casa  stata saccheggiata?.
Una foto dell'armadio a muro... c'era una cassaforte?.
Signori, per favore. Il sostituto procuratore rispondeva con estrema calma e gentilezza, perfettamente padrone della situazione. Stiamo cercando di rimuovere un corpo. Se mi permettete di portare a termine il mio dovere in pace, vi rilascer una dichiarazione ufficiale, gi. Ah, maresciallo. Per favore, faccia sgomberare le scale e l'entrata dai carabinieri. E non permetta che salgano i giornalisti con le telecamere della TV. Possono riprendere la scena mentre carichiamo il corpo e basta.
La storia della cassaforte sicuramente sarebbe stata riportata dai giornali e nessun cronista poteva avere cos poca fantasia da inventarsi un contenuto di vestiti vecchi e qualche fotografia.
Nel giro di venti minuti il sostituto procuratore apparve sulla strada e comunic alla stampa l'ora e la data approssimative della morte, riscontrata dal maresciallo durante una visita nell'edificio adiacente. Gli inquilini del secondo piano si erano infuriati a causa dei colpi sul muro riconducibili allo scasso della cassaforte. A parte il resto, avevamo degli ospiti per una cena... e da quando in qua i muratori lavorano a quell'ora? La cosa peggiore  che pensavamo che stessero per sfondare il muro dalla nostra parte. Non sarebbe la prima volta che succede in queste case vecchie. Comunque, saranno state le otto e mezzo, minuto pi minuto meno.
Davvero le hanno tagliato la gola? L'ho sempre detto che c'era qualcosa di strano... certo, era una straniera, no? L'accento non ce l'aveva, ma il nome....
Il patologo raggiunse il sostituto procuratore e, con una certa imprudenza - cos almeno ritenne il maresciallo - dichiar alla stampa che non si potevano stabilire particolari cause, ma che la ferita alla gola e la notevole perdita di sangue erano un dato di fatto, il che ebbe automaticamente come risultato l'annotazione Donna trovata uccisa nel suo appartamento con la gola squarciata!.
E poi le domande: la cassaforte rubata conteneva gioielli che la morta non aveva mai indossato? Era vero che era solita andare a trovare un uomo misterioso che non veniva mai da lei? Forse l'uomo era in prigione, cosa che poteva spiegare il fatto che lei non avesse voluto raccontarlo a nessuno? Non ebbero risposta. Ma di certo i giornalisti avrebbero citato le loro stesse domande e altrettante inventate pur di riempire gli articoli da presentare per il giornale del giorno seguente, concludendo il tutto con la frase di prammatica: Al momento gli investigatori non hanno rilasciato ulteriori dichiarazioni.
Va be' - si ritrov a pensare in modo filosofico il maresciallo mentre saliva il pendio in direzione della sua stazione nell'ala sinistra di Palazzo Pitti - devono pur fare il loro mestiere. Quando pass sotto l'arco di pietra con il suo grande lampione, ormai acceso, sper che anche sua moglie prendesse le cose con filosofia. Era di nuovo in ritardo, molto in ritardo, e non aveva telefonato.
Guerra ai teppisti del calcio: quarantacinque tifosi della fiorentina rischiano di essere esclusi dallo stadio per il resto dell'anno....
Il sindaco online: a Palazzo Vecchio cominciano i lavori nella stanza di Clemente VII, dove il sindaco potr mettersi in contatto con i cittadini una volta al mese a partire dal prossimo ottobre tramite i loro computer....
Donna muore dissanguata nel suo appartamento dopo che i ladri le tagliano la gola, la morte risale probabilmente a quattro giorni fa....
Buona sera. Queste le principali notizie della terza edizione
del nostro Telegiornale regionale. Passiamo ora allo stadio....
Salva! Sbrigati, c' un servizio sul tuo caso!.
Il maresciallo apparve dopo un momento, avvolto in un accappatoio bianco, e rimase in piedi vicino al divano strofinandosi la testa con un asciugamano. La cena era quasi stracotta quando era arrivato, quindi aveva dovuto rimandare la doccia.
Non vuoi metterti seduto a guardare?.
Non ci sar niente da guardare.
Guarda! Adesso che abbiamo un computer potremo collegarci direttamente col sindaco.
Noi non abbiamo un computer, sono i ragazzi che ce l'hanno, e a meno che il sindaco non abbia voglia di divertirsi con i loro giochi, non credo che abbiano intenzione di contattarlo.
 quella che stanno mettendo nell'ambulanza?.
S.
Ho letto di questi ladri che spruzzano il gas sotto la porta per far addormentare gli anziani e derubarli, per tagliarle la gola... Ma perch parlano in continuazione di "loro"? Come fanno a sapere che erano in pi d'uno?.
Una cassaforte di quelle dimensioni sarebbe stata troppo pesante per un uomo solo....
Eccoti l! Non sei tu quello accanto all'ambulanza? No, non sei tu.
Andiamo a letto.
Le quarantott'ore che seguono un delitto sono le pi cruciali. Dopo di esse, i testimoni cominciano a confondere ora e data, gli alibi si consolidano, i colpevoli scompaiono. Testimonianze che potrebbero discordare vengono adattate l'una all'altra, si fanno le telefonate importanti e gli indumenti macchiati vengono distrutti. E colui che in questi primi due giorni, quando tutto appare come illuminato dalle luci della ribalta, voglia porsi al centro dell'attenzione rivelando elementi di vitale importanza, non deve avere il tempo di ripensare se valga o no la pena di farsi coinvolgere nel caso. Il capitano non poteva dunque certo pretendere che lui, Guarnaccia, preso dal turbinio degli eventi, facesse un salto alla Villa l'Uliveto per
perdere tempo dietro a un paio di gingilli rubati.
Il sostituto procuratore mi sta chiamando sull'altro telefono. Ma resti in linea, disse il capitano Maestrangelo.
Il maresciallo aspett. Naturalmente non aveva un sospetto, neanche l'ombra di uno, ma voleva scorrere i documenti entro la mattinata per trovare il fratello e l'avvocato della signora Hirsch senza perdere tempo. Si accorse di non aver ancora raccontato a nessuno l'episodio della borsa scippata, il che avrebbe potuto far venire il dubbio che un estraneo si fosse impossessato delle chiavi di casa, piuttosto che il fatto che lei stessa avesse aperto la porta al suo assassino.
Maresciallo?.
S. C' una cosa che avrei dovuto dirle... quando la vittima venne da me, mi rifer che la borsa le era stata...
Il caso  suo, lo dica al sostituto procuratore. Sar all'appartamento della Hirsch tra un quarto d'ora e vuole che lei controlli i due negozi sotto prima di raggiungerlo... ma per quanto riguarda sir Christopher, preferirei che rimandasse la visita, piuttosto che disdirla del tutto. La scuser io e far in modo che le impronte digitali vengano prese stamattina. Mander qualcun altro, ma non gli far certo piacere, come pu immaginare, e non vorrei che da quel lato ci fossero ripercussioni... Guarnaccia?.
S, s, far come dice lei, naturalmente.
C' qualche problema?.
No... non credo. Se ci muoviamo veloci nelle indagini sulla Hirsch, possiamo trovarne le vere cause. Conduceva una vita talmente riservata che.... Il maresciallo si sorprese di se stesso; lui non era un investigatore. Come poteva pensare di poter risolvere un caso di cui non sapeva ancora niente? Il capitano si sarebbe chiesto che cosa gli stesse prendendo. Era talmente imbarazzato che non trov altro di meglio da dire della prima cosa che gli venne in mente, tanto per cambiare argomento. Non mi ha ancora detto... quest'affare di sir Christopher. Siamo davvero obbligati a mostrare la nostra efficienza a un importante residente straniero e basta? Mi scusi, sa, me lo stavo chiedendo, perch in questo caso basta che faccia una visita di cortesia, pi corta possibile. Capisce certamente cosa intendo. A dirle il vero, visto
che non c' la minima speranza di recuperare quella roba e non dobbiamo accusare nessuno che  di casa, non capisco perch ci abbiano chiamati. Questa gente deve pensare che non abbiamo di meglio da fare.
Certo che lo pensano, sempre ammesso che ne abbiano pensato affatto, cosa di cui dubito. Le dico la verit, Guarnaccia. In realt la faccenda  cominciata come fatto di cortesia e le ho gi detto perch sono venuto su anch'io. Gli faccia il favore di concedergli la visita che chiede, anche se breve, se non per rispetto all'uniforme che indossiamo, almeno per rispetto alla sua malattia e alla sua et. Lei ha sempre mostrato grande pazienza nei confronti della solitudine e della vecchiaia, molta di pi di quanto non abbia fatto nessun altro che conosca.
E anche questa bravissima persona....
S. Non  vecchio, per.
No, se si tiene conto delle aspettative odierne... e dicono che sia malato, ma potrebbe andare avanti per anni, se curato adeguatamente.
No.
Come no? Le ha detto qualcosa di particolare riguardo alla sua malattia? E questo nonostante sia un argomento che lo imbarazza?.
No, non mi ha raccontato molto, ma non  una cosa che l'ha imbarazzato. No, no... lui sta morendo e lo sa bene.
L'ha detto lui?.
No. No, no e ancora no! Il maresciallo sarebbe voluto sprofondare. L'omicidio della Hirsch, sullo sfondo dello Sdrucciolo de' Pitti, con i Rossi e i negozianti della zona per testimoni, era quello che faceva per lui. Poteva darsi che non riuscisse a risolvere il caso - non era ancora venuto alla luce uno straccio di indizio - ma conosceva il luogo, sapeva dove mettere le mani. Perch mai il capitano non aveva mandato un giovane ufficiale aitante alla villa, uno di quei tipi da accademia militare che vengono da una buona famiglia e sanno come bere il t con un inglese senza inciampare sui propri piedi nelle aiuole?
E anche questa bravissima persona. La rivedr, vero?. Quell'occhiata triste e quasi supplicante prima che sir
Christopher si voltasse.
Ma cosa voleva la gente, cosa si aspettava da lui?
Verr davvero a trovarmi come ha promesso?. Rivedeva gli occhi spaventati della signora Hirsch. Voleva concentrarsi su di lei ora, ma era un po' tardi, ormai. L'aveva dimenticata per giorni.
E anche questa bravissima persona.... Sir Christopher sarebbe morto. Quella  una strada che tutti dobbiamo percorrere da soli. Quale aiuto poteva mai offrire lui?
Guarnaccia?.
Ci andr non appena il sostituto procuratore potr fare a meno di me.
Si alz indossando la giacca e la fondina della pistola, quindi stacc il berretto dal gancio, avvert Lorenzini e scese gi per la scala stretta, gi tastando con la mano i suoi occhiali da sole. Nel cielo quasi scolorito il riverbero era tale da provocargli una lacrimazione pressoch istantanea. Scese gi per il piazzale dalla parte di un alto muro che gli offriva un po' d'ombra. Non serv a niente. Il calore si infiltrava in ogni angolo, l'aria era stagnante. A volte, in quest'atmosfera semitropicale, le gomme delle macchine sembravano sdrucciolare sul bagnato, sebbene non piovesse, a parte qualche raro gocciolone che poteva cadere di tanto in tanto per poi evaporare immediatamente accentuando l'effetto di un bagno turco. Il maresciallo camminava lentamente. Non voleva che la camicia gli si incollasse addosso.
E non voleva che il caldo lo sfinisse a un punto tale da fargli dimenticare le cose e perdere la pazienza. Se si comincia a perdere la pazienza a luglio, non c' speranza di recuperarla prima della doccia serale. E pensare che c' gente che paga un sacco di quattrini per venire a patire non solo tutto questo, ma anche lo stress di una citt e di una lingua che non conosce.
Stai tenendo la cartina sottosopra!.
Ti ho detto che non entro in un altro negozio nemmeno a pagamento!.
Mamma, ho sete!.
Un'importantissima collezione di dipinti, e non voglio sentire altre lagne da voi due! Basta!.
C'era proprio bisogno di impiastricciarti tutta la camicia di gelato?.
Senza capire una sola parola, il maresciallo riconosceva le lamentele che gli ronzavano intorno in una dozzina di lingue diverse. Aspettava di attraversare la strada, mormorando come faceva ogni anno, Ma che ci vengono a fare qui? Farebbero meglio a restarsene a casa loro.
C'era un ingorgo di traffico e il maresciallo smise di aspettare deviando nella strada stretta in mezzo alle macchine e all'inevitabile strombettio dei clacson.
Sdrucciolo de' Pitti era un'oasi di pace al confronto. La strada era ingombra di motorini parcheggiati e di biciclette e c'era a volte bisogno di appiattirsi contro il muro per lasciar passare un tass, ma, per il resto, si poteva camminare sul vicolo lastricato, proprio nel mezzo, al riparo dal peggio del fracasso cittadino. Rinaldi, l'antiquario, era sulla soglia, e guardava gi per la strada come se stesse aspettando qualcuno.
Invece quando si gir vide arrivare il maresciallo.
Ah, ho sentito cosa  successo alla signora Hirsch. Venga pure, se pensa che la possa aiutare. Mi scuser se tengo d'occhio la strada, ma sto aspettando una consegna. Bravi ragazzi, tra i migliori che si possa desiderare, per quando si tratta di oggetti di grande valore, lei mi capisce....
Ma certo, faccia pure. Io intanto entro e aspetto, parleremo dopo. Una volta entrato, il maresciallo quasi si pent della sua proposta. Gli piaceva guardarsi intorno senza essere osservato, per non parlare del fatto di osservare la gente dal di dietro. Ma l'affermazione cose di grande valore rispondeva, in questo caso, a un millesimo della verit, come lo sarebbe stato dire un elefante in un negozio di porcellane. Pertanto si tolse gli occhiali aspettando senza muoversi. L'unico movimento era quello dei suoi grandi occhi, ai quali non sfuggiva niente, e che sondarono la stanza lunga e scura dal rosso pavimento di lucido cotto, piena di cornici dorate e di statue deteriorate dalle intemperie. La larga schiena di Rinaldi impediva alla maggior parte della luce di filtrare dal vicolo. Una debole lampada con un paralume di seta gettava una pozza di luce dorata su una piccola scrivania
intarsiata alla quale Rinaldi sembrava stare abitualmente. Il ripiano non mostrava alcun disordine, ed era occupato solo da un elegante completo da scrivania e da una scatola d'argento contenente biglietti da visita. Lo scoppiettio del motore di un motofurgone annunci l'arrivo della consegna attesa. Rinaldi entr nel negozio e, mentre due giganti lottavano con una cassa alta quanto un uomo, ma senza dubbio ben pi pesante, prese a stringersi convulsamente le mani con una preoccupazione che ricordava quella di una gatta per i suoi piccoli. Le facce degli uomini, che respiravano affannosamente, erano rosse dallo sforzo.
Gi! Mettetela gi! Non ce la faccio.... I due misero la cassa in piedi al centro della stanzetta, ansando con la schiena ricurva e serrando convulsamente le mani al petto. Uno di loro, i cui capelli biondi e untuosi erano legati dietro a coda di cavallo, sudava cos tanto che le gocce gli scendevano gi per il naso gocciolando sul pavimento lucidato. L'altro aveva la scura testa rasata, ma anch'essa era lucida di sudore. Pensavo che non ce l'avremmo mai fatta a caricarla sul camioncino. La prossima volta bisogna farlo in tre... santo Cristo....
Non c' un terzo di cui mi possa fidare altrettanto. Lo stesso Rinaldi sembrava incapace di respirare. Dovete portarla nel retro per i restauratori.
E lo fecero anche, sebbene il maresciallo per un momento temesse che quello sforzo potesse provocare loro un infarto. La cassa venne aperta e Guarnaccia vide apparire fugacemente delle pieghe scolpite. Queste scomparvero sotto un telo e quando gli uomini tornarono nel negozio, chiusero la porta che dava nel retrobottega.
Se ne andarono senza essere pagati, anche se un segnale quasi impercettibile pass tra loro e Rinaldi. Il maresciallo era abituato a quel genere di cose. Stava facendo un'indagine su un omicidio e loro cercavano di nascondergli un pagamento in contanti senza fattura. La maggior parte dei guai nelle indagini  causata dalla gente che cerca di nascondere cose del tutto evidenti e comunque di nessun interesse. Per lo pi si tratta di evasioni fiscali e di adulterio.
Il maresciallo decise di distogliere Rinaldi da quelle preoccupazioni.
Se mi permette una domanda: ma perch chiama il contenuto di quella cassa che ha appena scaricato al femminile?.
Cosa...? Ah, capisco. Il commento ebbe il suo effetto e l'antiquario apparve sollevato. Nella cassa c' una statua della dea Atena. Una femmina d.o.c., non le pare? E purtroppo molto danneggiata dall'inquinamento. Immagino che lei voglia delle informazioni su quello che  successo su, ma purtroppo io la donna la conoscevo a malapena.
Ah s, in effetti ho sentito che stava molto sulle sue, e non parlava un gran che con i vicini.
Non lo faceva affatto, almeno per quanto riguarda me.
Le ha mai fatto visita?.
Mai. "Buongiorno e buonasera", sia che fosse sulle scale o per la strada, niente di pi.
Davvero? Mah, allora saranno chiacchiere, immagino, visto che c' chi parlava di un disaccordo....
Come ha appena detto lei, chiacchiere della gente.
Allora nessun disaccordo.
No.
Il maresciallo rest fermo in silenzio. Rimase in piedi, immobile e massiccio, fissando Rinaldi senza alcuna fretta. Capelli bianchi e ondulati, piuttosto lunghi, che sfioravano il colletto della camicia. Faccia rossa, occhi con piccole rughe agli angoli, che gli conferivano un aspetto gioviale. Un po' di pancetta. Pi che altro erano le mani a rivelare, a dispetto dei jeans che indossava, la sua prossimit alla settantina piuttosto che alla sessantina. Un uomo vanesio, la cui vanit non si limitava a cercare di nascondere l'et. Probabilmente era amante del rischio e degli affari lucrativi, la cui esecuzione richiede una certa temerariet. Poteva darsi che avesse un paio di affari del genere tra le mani in quel momento, ma anche se uno di essi avesse avuto a che fare con la "lei" della cassa, avrebbe sicuramente trovato ridicola la sola idea che il maresciallo potesse minacciarlo. Di certo aveva ragione. Ma il maresciallo non aveva nessuna intenzione di minacciarlo. Voleva solo provocare il suo imbarazzo per fargli dire qualcosa che riguardasse la vicina, e per questo cercava di metterlo a
disagio con il suo silenzio. La durata del tempo che occorre per raggiungere questo scopo  inversamente proporzionale al quoziente intellettuale e all'istruzione della vittima. C' gente che riesce ad affrontare in silenzio gli interrogatori, i processi, i ricorsi, la prigione, perfino la morte. Rinaldi butt la spugna dopo venti secondi. Un uomo molto colto.
Ascolti, sono sicuro che conosce il proverbio "non c' fumo senza arrosto". Nel suo lavoro  di certo abituato a sentire e a interpretare i pettegolezzi.
 chiaro.
E dunque, s, qualcosa c' stato - non un litigio - ma, come dire, una certa freddezza dovuta al fatto che la signora Hirsch ha cercato di vendermi qualcosa e l'offerta che le ho fatto l'ha in qualche modo offesa. Sono sicuro che se lei da un'occhiata in giro si render conto che il genere di cose che aveva non sarebbero state all'altezza....
Be', s. Questa  roba di gran valore, senza dubbio.
Esatto. Lei  stato di certo nel suo appartamento. Ho bisogno di aggiungere altro? Il suo orgoglio era perfettamente comprensibile, non metto in dubbio. A livello sentimentale il valore poteva esistere, e se era al verde e aveva bisogno di realizzare, pu darsi che si sia sentita trattata dall'alto in basso, il che pu averla indotta a parlare male di me.
Pu essere, ma non ho sentito dire da nessuno che la signora Hirsch abbia parlato male di lei. Alla fine, comunque, lei le ha comprato i candelabri?.
Come, scusi?.
Forse mi sono sbagliato. Avevo sentito parlare di candelabri e, dal momento che in casa non ci sono pi, pensavo che... comunque, se lei non le ha offerto abbastanza, li avr venduti a qualcun altro. Di sicuro sar cos. Lei era in casa la sera del delitto?.
Mi pareva di aver capito che non sapevate con esattezza quando  stata uccisa, visto che  stata trovata diversi giorni dopo la sua morte.
 avvenuto luned sera, c'era anche nel giornale di stamani.
Ah, io per non compro il giornale tutti i giorni.
Nemmeno nel caso che la sua vicina di casa sia stata assassinata?.
Nemmeno in quel caso. Visto che la conoscevo appena, non mi sento coinvolto nella faccenda. A proposito, proprio stamani ho parlato del fatto con il sostituto procuratore.  arrivato poco prima di lei, ed  venuto fuori che c'eravamo gi incontrati a una cena o roba del genere.
Accidenti.  arrivato prima di me? Allora  meglio che mi sbrighi a raggiungerlo. Sicuramente ci rivedremo, prima o poi. Buongiorno. La tappa seguente fu il pizzicagnolo accanto all'antiquario.
Il proprietario del negozio, Paolo, lasci il figlio, un ragazzo sveglio, al banco e fece sedere il maresciallo nel retrobottega, mentre con una telefonata ordinava al bar di Palazzo Pitti di far portare dei caff. Fu una buona chiacchierata.
Ha mai sentito parlare di un qualche litigio fra la signora Hirsch e l'antiquario qui accanto, Rinaldi? Lui lo definisce un rapporto di una certa freddezza.
Litigio? Freddezza? Non lo chiamerei n in un modo n nell'altro. La signora era letteralmente in lacrime, me lo ricordo bene. Venne qui piangendo appena uscita dal negozio di Rinaldi.
Era proprio cos la signora Hirsch: se l'immaginava in tutta la sua dignitosa eleganza, e appena un attimo dopo disperata e piangente.
Io le dissi, proprio cos le dissi, "Signora, vada su e il mio ragazzo le porta la spesa, l'acqua  troppo pesante per lei in ogni caso". Soffriva di angina, come sa.
Davvero? Ne  proprio sicuro?.
Ma certo che lo sono. Ne soffre anche mia moglie.  da anni che non pu lavorare. Deve stare molto attenta ed  proprio quello che io ho detto alla signora Hirsch. Le dissi "Deve fare attenzione. Non c' bisogno che porti su per le scale quella roba pesante finch ci sono io. E nemmeno deve agitarsi", le dissi, "non vale la pena di rovinarsi la salute per queste cose." Dico bene?.
Sicuramente. Quale cose?.
La storia della facciata da rifare. Be', anche il tetto, naturalmente, non dico certo che non ci fosse da pagare un sacco
di quattrini.
Ed  per questo che aveva litigato con Rinaldi? Lui afferma che fosse al verde... allora per doveva essere proprietaria
dell'appartamento, per dover pagare quel genere di riparazioni. .. Strano... lui dice che aveva cercato di vendergli della roba che, a suo parere, non valeva quanto lei si era aspettata.
Poveretta. Be', in un qualche modo davvero ce l'ha fatta. I lavori sono ormai finiti, e lei  comunque morta. Finch c' la salute, non vale mica la pena di prendersela troppo per il resto. Paolo si sporse in avanti per parlargli confidenzialmente, con uno sguardo azzurro nella faccia rosa. Probabilmente lo sa gi, ma mia figlia e suo marito luned sera erano a quella cena dell'appartamento accanto. Sa, al numero sei. Ebbene, lui  architetto, intendo dire mio genero, e conosce il Rossi che sta all'ultimo piano sopra alla signora Kirsch, e dato che anche lui era alla festa, quando cominci il fracasso nella casa accanto gli propose di andare a vedere cosa stavano combinando. Pensavamo che, se l'avessero fatto, forse sarebbero riusciti a salvarla.
Credo proprio di no. Suppongo che fosse gi spacciata quando hanno cominciato a rimuovere la cassaforte dal muro.
Di certo  troppo tardi ormai per preoccuparsene, eppure non mi riesce di non pensare che... Un altro caff?.
No, no... grazie e grazie anche per l'aiuto.
Non c' di che. E se ha bisogno, siamo sempre qui.
Berretto alla mano, il maresciallo sal con pesantezza fino al secondo piano, considerando il fenomeno tipicamente fiorentino delle cene di societ. Indipendentemente dal giro a cui si appartiene, sono sempre le stesse notizie a circolare. Il pizzicagnolo che conosceva l'architetto che conosceva il vicino... Il giornalista che conosceva il barista che procurava i ragazzini al marchese che aveva sposato l'americana la cui donna delle pulizie lavorava anche per il traduttore che conosceva il giornalista... E pi le storie circolano, pi si infarciscono di particolari, tanto che alla fine se ne riconosce a malapena la base di partenza.
I sigilli erano stati staccati, la porta era aperta. Il
maresciallo trov il sostituto procuratore seduto sul letto matrimoniale in disuso con davanti una pila di documenti. Alz la testa sorridendo e dicendogli con voce calma: Ah, maresciallo, buongiorno. Allora, cosa mi dice di bello del nostro amico Rinaldi?.
Ha detto che la conosce.
Eh s, l'ha detto anche a me. Sar stato a qualche cena che mi sfugge. Pu anche esser vero, naturalmente. Non ho una gran memoria per quel genere di cose. E c' altro?.
Dice di non essere mai stato in questo appartamento. E dice che la roba della Hirsch non valeva niente, che non era alla sua altezza, come noi possiamo confermare dopo essere stati qui. Ha detto che non ha praticamente quasi mai parlato con la vittima, pur ammettendo di aver avuto delle divergenze con lei. Ha detto che la donna aveva cercato di vendergli qualcosa.
Che genere di "qualcosa"?.
Questo non l'ha detto.
Ma gliel'ha detto il pizzicagnolo, ci scommetterei.
Ha detto che si sono presi per via delle riparazioni da fare all'edificio.
Rogne di condominio, c'era da immaginarselo. Maresciallo, si sieda.
Il maresciallo prese posto con una certa cautela sulla sedia dallo schienale arcuato ricoperta di broccato che era vicino al letto. Gli sembrava un pezzo di arredamento destinato piuttosto ad accogliere una camicetta di seta gettata con noncuranza piuttosto che non un maresciallo del peso di novanta chili buoni. In circostanze del genere, che gli capitavano tutt'altro che raramente, cercava sempre di sedersi ben dritto sul davanti, spostando la maggior parte del peso verso terra.
Pensavo che lei sarebbe stata la persona pi adatta per parlare con quei due - continu il sostituto -. Ho fatto fare un controllo porta a porta da due uomini di Borgo Ognissanti. Dopotutto, in qualche modo devono essere riusciti a portare la cassaforte fuori di qui. Purtroppo sembra che nessuno abbia notato niente.
I negozi erano chiusi ed era ora di cena - ripet il
maresciallo sulla scia di quanto gli aveva detto il pizzicagnolo - il che significa che praticamente gli unici a girare per le strade potevano essere dei turisti.
Ho proprio paura che abbia ragione. Per ho sentito che questa donna era venuta da lei. Vorrei sapere perch.
Il guaio  che non lo so neppure io con esattezza.
Il sostituto procuratore lo consider per un momento, quindi si infil un cigarillo nell'angolo della bocca senza accenderlo dicendo:  un viziaccio, mi scusi. Sto cercando di smettere. Resisto finch posso. Un po' serve. Dunque... immagino che lei sappia che il suo comandante ha un'ottima opinione di lei.
S, lo so, ma temo che a volte mi sopravvaluti. Non sono un investigatore. Alla stazione di Palazzo Pitti abbiamo pi che altro a che fare con scippi e biciclette rubate.
E di tanto in tanto con un omicidio.
Sono cose che succedono. Dopotutto siamo in una citt.
Va bene, Guarnaccia, mi fido del giudizio del suo comandante. Maestrangelo  una persona in gamba, un giorno sar generale. Inoltre la conosce da molto tempo... Lo ha mai visto sorridere? Mi scusi, era solo un'idea cos. Penso che sia la persona pi seria che abbia mai incontrato in vita mia. E ho sentito dire che tra i giornalisti si  guadagnato il soprannome di "La Tomba". Comunque sia, ritengo opportuno seguire il suo consiglio. Lei mi terr al corrente delle sue osservazioni e delle informazioni che riesce a raccogliere e io mi asterr da porle delle domande che incominciano con "perch". Tutto quello che le chiedo  di non tenermi nascosta nessuna delle sue osservazioni, per quanto confusa e inspiegabile le possa apparire. Le sembra un compromesso ragionevole?.
Far del mio meglio. Era la pura verit. Faceva sempre del suo meglio, anche se poteva darsi che non fosse un gran che. E per quanto riguardava il presentarsi all'ufficio del sostituto procuratore semplicemente per dirgli che c'era qualcosa che gli sembrava strano... be' se l'altro proprio ci teneva!
Fare del suo meglio  tutto ci che le chiedo. Da parte mia far del mio meglio cercando di essere paziente e aspettare
che sia lei a volermi parlare, senza seccarla con la mia insistenza. La stampa si  interessata molto poco di questo caso, considerandolo solo un riempitivo, quindi non abbiamo bisogno di temere delle pressioni da parte loro. Inoltre, io sono molto paziente, e questa  una delle ragioni per cui fino ad oggi non abbiamo avuto occasione di incontrarci. Fino all'anno scorso sono stato giudice al tribunale dei minorenni, un lavoro che richiede grande tatto e pazienza, come pu immaginare.
Il maresciallo rimase mortificato, ricordandosi la storia della bambina dei Rossi. Cerc di ricordare esattamente quello che aveva detto, senza peraltro riuscirvi.
Il sostituto procuratore comprese e sorrise. Ha fatto bene ad usare cautela. Ed avrebbe anche avuto ragione nel caso di almeno il novanta per cento dei miei colleghi. Allora, Guarnaccia, vogliamo metterci al lavoro per ricostruire la vita di Sara Hirsch?.


Capitolo 5.

Il maresciallo stava aspettando. Aspettava in piedi, berretto in mano, nella frescura ombreggiata di una stanza spaziosa dalle persiane chiuse, aspirando l'odore dolciastro della cera d'ape. I mobili antichi gli ricordavano i tempi passati, quando ancora era un chierichetto. Amido e incenso, l'ostia appiccicata alla lingua secca, la marmellata calda che gocciolava dai cornetti che gli davano per colazione... C'era una credenza che assomigliava alla credenza di quella stanza, dove tenevano la bottiglia di Marsala per la messa. Vittorio, che era orfano di padre, li aveva sfidati a berne un sorso.
Andrai all'inferno.
Non  vero! Non  il sangue di Cristo finch non viene consacrato.
E allora? Fa lo stesso,  vino per la santa messa, c' scritto sull'etichetta.
E chi se ne frega?.
Andrai all'inferno!.
Ne aveva davvero preso un sorso o aveva solo fatto finta? Gli altri erano indietreggiati, tutti, allontanandosi da lui. Quella mattina non fece colazione insieme agli altri. Il ricordo addolorava il maresciallo, perch sapeva che Vittorio era sempre affamato. Gli altri ragazzi raccontarono che era corso via piangendo per tutta la strada fino a casa, e un altro disse che aveva vomitato, il che voleva dire che era posseduto dal demonio. Come facevano a saperlo? Erano rimasti seduti insieme a ingozzarsi di bomboloni caldi, dunque come potevano averlo visto? Vittorio non era venuto a scuola il luned
mattina, ma non era malato, perch dopo l'avevano visto da solo in un vigneto sulla via di casa mentre staccava dalle viti mucchi di grappoli, premendoli contro la faccia alzata, mordendo e succhiando, buttando via gli avanzi e prendendo nuovi grappoli. Il succo color porpora gli colava lungo il mento e le braccia. Il cielo di ottobre era di un limpido azzurro, ma doveva avere piovuto poco prima, perch il maresciallo si ricordava come le scarpe senza stringhe di Vittorio sprofondassero nel suolo argilloso e come grandi foglie ingiallite fossero appiccicate alle sue gambe nude. Non riapparve mai pi a servire la messa e tutti dicevano che era perch la madre era una prostituta.
Proprio un bell'esempio di carit cristiana. Eppure... la quieta frescura di questo posto, l'ordine e la tranquillit... Avrebbe potuto aspettare, in pace col mondo intero, anche per un'ora, ma ben presto sent risuonare dei passi sulle mattonelle rosso scure.
Maresciallo? Mi dispiace, ma preferiamo che dorma per un po' durante le ore pi calde.  ancora sotto shock, e sono certa che lei capisca. Ha bisogno di riposo e di mangiare il pi possibile prima dell'interrogatorio.  chiaro che la sveglier, se dovesse essere assolutamente....
No... no. Il maresciallo, con la testa piena del caso Hirsch, dapprima fiss la suora, alta quanto lui e di aspetto agile e snello, senza capire di cosa stesse parlando. Poi si affrett a rassicurarla che non intendeva affatto parlare con la ragazza albanese alla quale avevano dato asilo, spiegando la ragione per cui era l.
Capisco. Allora bisogna guardare i nostri registri. E forse suor John Dolores pu aiutarla. So che era qui in quel periodo. Prego, si accomodi. Far un po' pi di luce. And ad aprire le finestre e scost un po' le persiane marroni, rialzandone le parti mobili in modo da far entrare la luce ma non il calore. Le finestre arrivavano quasi al soffitto della stanza e il maresciallo fu colpito dalle mani forti e snelle della suora e dalla grazia e precisione dei suoi movimenti. Lui era un uomo goffo, e cose del genere gli facevano sempre una grande impressione. Chiss quanti anni aveva. Non era bravo ad indovinare l'et delle donne, figuriamoci poi quella
di una suora. Suor John Dolores, che arriv insieme alla consorella pi giovane dopo un'ulteriore attesa piacevole, era molto anziana. Era anche malata, o per lo meno lo era stata, e camminava molto lentamente aiutandosi con due bastoni a treppiede perch aveva le estremit inferiori intraruotate. Gli occhi, sebbene nascosti da spesse lenti, brillavano, la mente era lucida. Dopo essersi seduta a un tavolo, riusc a ricostruire quel poco che sapeva di Sara Kirsch e di sua madre Ruth, aiutandosi in questo con le registrazioni annotate nel grosso libro che le aveva messo davanti l'altra suora e con i due certificati di battesimo che aveva portato il maresciallo.
Suor Filippa Antonia trascrive i dati attuali nel computer. Io sono troppo vecchia per imparare....
Anch'io, disse il maresciallo, la cui stima per quella donna cos formidabile era immediatamente aumentata dopo quel commento.
Ecco,  qui... riconosco la mia calligrafia. Quanto tempo  passato... Ruth venne da noi all'inizio del 1943, sebbene mi ricordi che era a Firenze gi da un po'. Veniva da Praga, mandata da suo padre, che credo avesse contatti d'affari con qualcuno di qui. Naturalmente volevano salvare la figlia. Loro morirono nei campi di sterminio. Non potevano immaginare come sarebbero andate le cose qui, alla fine. Nessuno se lo sarebbe immaginato. Nessuno credeva possibile che le leggi razziali emanate in modo cos precipitoso alla fine del 1938 potessero venire applicate. Ma furono applicate. La stessa Ruth era stata riluttante a venire da noi, ma il suo passaporto straniero avrebbe dato nell'occhio. Anche per noi costituiva un problema. Nascondere gli italiani era pi facile. Li battezzavamo e non c'era bisogno d'altro, o almeno questo valse fino all'occupazione. Per gli stranieri le cose si complicavano, e avevano anche bisogno di documenti italiani.
Ma era possibile procurarglieli?.
Qualche volta. Per Ruth ci riuscimmo. Molti altri, naturalmente, rimasero apolidi, quando i loro paesi passarono sotto il potere dei comunisti. Nel caso di Ruth Hirsch un ulteriore problema era costituito dalla sua condizione. Il modo pi sicuro per nasconderla sarebbe stato vestirla da novizia ma, come pu immaginare... Comunque ci riuscimmo, e la
bambina nacque e fu battezzata qui nel 1944, come ha potuto vedere.
In che modo vi contatt?.
Attraverso la comunit ebraica. Come molti altri arriv a noi attraverso la mediazione del Cardinale Dalla Costa, il quale a sua volta era in contatto con la comunit ebraica per mezzo di La Pira, che poi divenne sindaco. Pi di venti conventi della Toscana collaborarono, e riuscimmo a salvare molta gente. Ne avremmo forse potuta salvare di pi se non fosse stato per la riluttanza di molte famiglie ebree a considerarsi a rischio fin quando non fu troppo tardi... Ruth e la piccola Sara rimasero qui finch non cominciarono le deportazioni. A quel punto divenne troppo pericoloso farle rimanere, visto che di continuo c'erano retate e controlli e che non avremmo potuto spiegare la presenza della bambina. Le spostammo in una delle nostre case di campagna, un orfanotrofio, insieme ad altri bambini che nascondevamo. Qui  registrato il trasferimento di Ruth.
Suor Perpetua... questo il nome che le avevate assegnato? Parl mai del padre della bambina?.
Ci disse che erano stati separati dalla guerra. Parlava di lui come di suo marito....
Ma lei non le ha creduto.
Aveva diciott'anni quando nacque la bambina e, come ho detto, era a Firenze gi da un certo tempo. Sarebbe dovuta arrivare qui e sposarsi quasi subito. Non  nostro compito giudicare. E per quanto tragiche ne siano state le cause, non possiamo fare altro che ringraziare il Signore per il fatto di averle potute battezzare entrambe.
Pur non avendone un valido motivo, il maresciallo si sentiva in qualche modo in dovere di difendere Sara, la cui nascita e morte erano state accompagnate da cos grande violenza, e per questo disse: A quanto ho capito dai vicini la madre di Sara era sposata... cio, la signora Hirsch aveva una foto dei genitori, e credo ci sia stato anche un altro bambino. Aveva accennato a un fratello.... A giudicare dal gelido sguardo della suora, Guarnaccia non stava riscuotendo molto successo nel suo tentativo di avvocato difensore. Ci rinunci del tutto. Ruth se ne and subito dopo la guerra?.
Suor John Dolores gir le immense pagine indicando un'annotazione con un dito bianco lungo e asciutto.
15 gennaio 1945. Fino a quel momento non possedeva n denaro n casa.
E dopo? C' stato qualcuno che ha provveduto? Pensa forse al padre....
Mi dispiace, maresciallo, posso offrirle solo i fatti registrati qui. Immagino che apprezzer il fatto che non ci permettiamo di abbandonarci a inutili speculazioni.
Mi perdoni. Era solo la sua opinione che volevo... Sara  stata assassinata....
Pregher per lei.
Il maresciallo gir lo sguardo speranzoso in direzione della suora pi giovane. Non  pi tornata a farvi visita negli anni seguenti? A ringraziarvi?. La sola risposta fu un'occhiata al registro che suor John Dolores stava sfogliando.
Una donazione, c' stata una cospicua donazione, come vede... "Da parte di Ruth e Sara Hirsch"... nel settembre del 1946. Ecco l'annotazione che la concerne. Suor John Dolores ebbe bisogno di aiuto per alzarsi, i bastoni le erano stati messi da parte.
Il maresciallo ringrazi le suore per il loro aiuto dicendo che avrebbe trovato da solo l'uscita.
Quando raggiunse il sostituto procuratore nel suo ufficio, non ebbe bisogno di parlare per far notare l'evidente scontento. Quasi dimenticandosi della promessa fatta, il sostituto procuratore cominci con un Ma perch? Quale ragione potrebbero mai avere per nasconderci qualcosa? Mi scusi, vada avanti.
 tutto quello che mi hanno detto.
Ah s, ma suppongo che sia quello che non le hanno detto a preoccuparla.
 difficile credere che, almeno nella loro immaginazione, non supponessero che il padre non fosse cecoslovacco, bens italiano e naturalmente cattolico.
Il sostituto procuratore serr le labbra sul cigarillo infilato nell'angolo della bocca e aspett. Poi l'accese.  dall'ora di pranzo che mi sforzo di resistere.
Dev'essere difficile.
Lei non ha mai fumato?.
No, per ho cercato di fare una dieta,
Quello deve essere anche peggio. Non c' proprio modo di evitare "le occasioni di peccato", come direbbero le brave sorelle che lei  andato a trovare oggi. Sorrise. Mi ero abituato a fare a meno del mio cigarillo, dovendo lavorare con i bambini. Ora ci sto ricascando.
Anche con lui, pens il maresciallo, stava usando la stessa pazienza che avrebbe avuto con i bambini, e faceva solamente finta di occuparsi delle pile vacillanti di documenti che lo circondavano... ma no, stava solo cercando di disseppellire un portacenere...
Ce n' uno in cima a quel mucchio di carte, li sul pavimento.
Ah, grazie.
Guarnaccia fece uno sforzo: La suora ha detto che mi stava fornendo dei fatti, e io le credo. C' stata anche la donazione... da qualche parte i soldi dovevano venire. Mi ha dato i fatti, il resto  solo....
Supposizione?.
Direi di s. Non si pu mai sapere con certezza, se non a posteriori, se si sia trattato di supposizioni o se davvero ci sia stato qualcosa. Mi dispiace di non essere molto chiaro....
Lei  perfettamente chiaro, maresciallo, anche se confesso che non riesco a capire bene come Ruth Hirsch possa avere trovato quella particolare occasione di "peccato", visto che era sotto la sorveglianza dei conoscenti dei suoi genitori, e oltretutto in un periodo in cui si era tutt'altro che permissivi riguardo a quel genere di cose. Be', adesso diamo un'occhiata a quello che mi ha dato l'ospedale. Ho il resoconto clinico di Sara Hirsch, ma vedr di riassumerglielo: dunque, sembra che sia stata ammessa a Santa Maria Novella su sua stessa richiesta, dopo che la morte della madre, avvenuta sette anni fa, le aveva provocato tali crisi di disperazione da impedirle di gestire la vita di tutti i giorni. Aveva paura di impazzire. All'ospedale la esaminarono da capo ai piedi, partendo dal presupposto che a volte malattie non diagnosticate possono risultare causa di stanchezza e depressione. Le fu trovata un'angina e le fu consigliata una dieta perch era un
po' sovrappeso. Tra l'altro la madre era morta proprio nello stesso ospedale, nel reparto di terapia intensiva, dopo un attacco di cuore. Sara fu anche visitata da una psicologa e qui c' un rapporto separato... un po' lungo... dice che prima di farsi curare aveva aspettato sette mesi dall'inizio della depressione che, a sua volta, era cominciata alcuni mesi dopo la morte della madre. Il primo ritardo sembra aver meravigliato il medico pi del secondo - spesso la gente ha una certa riluttanza a farsi visitare da uno psichiatra - per non sembra essere giunto a conclusioni soddisfacenti su questo fatto. La dottoressa afferma che la paziente, durante le sedute, era profondamente ansiosa e mostrava un'esagerata agitazione al primo accenno di domande sulla vita quotidiana, sulle sue aspettative, sui rapporti con la gente e via dicendo. L'impressione generale era stata quella di una persona estremamente isolata che probabilmente non aveva avuto relazioni valide con altri che non fosse la madre.
Nessun accenno a un fratello?.
Certo. Sembra che Sara Kirsch lo nominasse in quasi ogni sua frase, mostrandosi per incapace o riluttante a dare informazioni pi precise sulla sua persona. Questo fatto era cos evidente che il medico si permise di annotare i suoi dubbi riguardo all'esistenza di quell'uomo. Nel caso di bambini soli capita abbastanza frequentemente che si inventino un fratello immaginario, ma non mi  mai successo di sentire qualcosa del genere da un adulto. E a lei?.
No, no. Comunque non c'erano foto di fratelli, solo dei genitori, se vogliamo credere a quello che dice la piccola Rossi. Naturalmente ce ne poteva essere una che non ha mai mostrato.
Allo stesso modo in cui la Kirsch non ha mai dato informazioni concrete su di lui? Devo ammettere che, per ora, sono incline a ritenere la storia puro frutto di fantasia. A proposito, nell'elenco ho trovato un solo Kirsch, che per nel frattempo non risulta pi avere il telefono, quindi non ha bisogno di perdere tempo. Comunque, andiamo avanti. Alla domanda se avesse mai lavorato, aveva risposto che la madre non aveva mai voluto, che non vi era necessit di farlo, e che lei stessa, se anche ci aveva pensato da giovane, col tempo
aveva finito con l'accettare la guida della madre, che le diceva sempre: "Ricordati chi sei, un giorno avrai il posto che ti spetta nella societ". Santo cielo... questo sembrerebbe fornire una prova di quanto lei mi diceva riguardo al presunto padre, non  vero?.
La Hirsch non aveva aggiunto nient'altro?.
Non ha mai fornito spiegazioni, solo una serie di fatti senza apparente relazione. L'unica cosa che risult con chiarezza fu il fatto che la donna aveva disperatamente bisogno di aiuto.
Mmmh,  proprio il modo in cui si  comportata quando  venuta da me. E anche a me era venuta l'idea che si stesse inventando tutto.
Ma  stata assassinata.
S.
Le legger le conclusioni riportate nel rapporto finale della psicologa:
'La paziente non presenta difficolt per quanto riguarda la comprensione del suo stato e, sebbene per il momento si senta incapace di badare a se stessa,  perfettamente conscia della sua situazione. Lo stato ansioso  profondamente radicato ed  riconducibile a problemi reali di cui per la paziente non riesce a discutere neppure in colloqui strettamente confidenziali.  evidente che si tratta di problemi legati alla madre, con la quale sembra nonostante tutto aver intrattenuto uno stretto rapporto affettivo. Come ella stessa riferisce, la sensazione di debolezza e di impotenza  iniziata dopo la morte della madre, senza la quale  venuta a mancare la persona capace di "difendere i suoi interessi". La paziente ha evidentemente trascorso la vita aspettando che il problema di cui evita di parlare si risolvesse da solo. La morte della madre, a prescindere dal dolore che logicamente ha provocato, sembra averla condotta alla consapevolezza di aver trascorso la propria vita nell'attesa senza averla in realt vissuta. Non si riscontrano sintomi di paranoia. Non sussiste un precedente di comportamento maniacale. Si pu pertanto parlare di depressione reattiva.
Tutto qui, pi o meno. La dottoressa prescrive tranquillanti, dieta, vita all'aria aperta, esercizio fisico eccetera.
Dopo di che.... Il sostituto procuratore scorse i documenti, mettendo da una parte le fotocopie di elettrocardiogrammi, di analisi del sangue, moduli e lettere manoscritte.
Ecco... dopo due anni  stata riammessa in condizioni pressoch identiche. Gli stessi esami, uno psicologo diverso che afferma pi o meno le stesse cose: "Riservata, ansiosa, reticente riguardo alle cause della depressione". Qui c' perfino qualche protocollo delle sedute:
"Quando dice se le cose fossero andate come avrebbero dovuto, pu spiegarmi cosa intende?".
"Ci sono dei problemi. Un giorno la mia vita sar come dovrebbe essere".
"Ha delle ragioni concrete per pensare che la sua situazione possa un giorno cambiare radicalmente?".
"S".
"E se la sente di parlarmene?".
"No, sono faccende private e... complicate. Per lei sarebbe molto difficile riuscire a capire".
Pensa che stesse ricattando il padre?.
Se anche lo stava facendo, non sembra che ci riuscisse molto bene. Era scoppiata a piangere perch non poteva permettersi di pagare le spese condominiali per le riparazioni dell'edificio... be', questo  quanto ha detto il pizzicagnolo....
E lei gli crede?.
Do per certo che non stesse mentendo.
Dunque pensa che sia vero?.
Oh no... non pu essere vero, no. E perci era venuta da me, da quanto ho potuto capire. L'appartamento non era suo. La frase scritta sulla cartolina "Ora sappiamo dove vivi"  tipica di quel genere di avvocati senza scrupoli che vogliono provocare uno sfratto veloce.
Il sostituto procuratore fiss i documenti tolti dall'appartamento della vittima e li ammucchi sulla sua scrivania. Non penso che trover qualcosa riguardante la casa fra queste carte.
No.
E probabilmente nemmeno un contratto d'affitto.
Probabilmente no, approv il maresciallo.
Allora dobbiamo cercare il proprietario nel registro del catasto cittadino... sempre sperando che la data non risalga a troppo tempo fa.
Quello che potrebbe trovare tra i documenti - sugger il maresciallo - potrebbe per essere il nome dell'avvocato, una lettera o qualcosa del genere. Mi aveva detto di averne uno, e aveva l'intenzione di chiamarlo, quando le dissi che pensavo che qualcuno stesse cercando di farla sloggiare dall'appartamento.
Ci potrebbe essere d'aiuto - concord il sostituto procuratore - ma certo non  che ci conti troppo. Queste cartelle erano state archiviate ed erano in perfetto ordine. Chiunque avesse voluto eliminare documenti compromettenti, non avrebbe avuto alcuna difficolt a trovarli.
 che....
Cosa c'?.
Sto cercando di ricordare qualcosa che mi disse nell'ufficio quando le suggerii l'idea che qualcuno stesse cercando di spaventarla per farle cambiar casa... qualcosa come il fatto che avesse una carta - o forse addirittura delle carte - in serbo.
Il sostituto procuratore si appoggi allo schienale della sedia, accigliato. Mostrare quelle carte pu essere stato come firmare la propria condanna. Quello che mi meraviglia  la celerit e l'efficienza con cui i presunti assassini sono stati capaci di reagire. Lei non lo trova impressionante?.
Io... no, no....
Ma, maresciallo, pensi un attimo al breve lasso di tempo intercorso fra la visita che le ha fatto la Hirsch e la sua morte... e possiamo supporre che abbia anche incontrato l'avvocato, prima di mostrare le carte.
Pu avergli telefonato.
Ma consideri con quale velocit  avvenuto tutto questo! Deve essere morta dopo due giorni, se non addirittura il giorno dopo il colloquio avuto con lei. E temo che neanche il referto dell'autopsia, quando ce lo faranno avere, potr dirci le cose con pi esattezza. Ha mai avuto a che fare con un omicidio pianificato ed eseguito con tale celerit... a parte naturalmente quelli del crimine organizzato?.
No, non posso dire che sia mai successo.
E allora? Non creder forse che ci sia qualche collegamento col crimine organizzato.
No, no....
Il sostituto procuratore sembrava sul punto di perdere la tanto vantata pazienza. Si ferm. Il maresciallo era preoccupato, non solo perch aveva cos poco da offrire, ma anche perch stava pensando a come recuperare un po' di tempo per passare un attimo dalla stazione di Palazzo Pitti prima di fare un'altra visita alla Villa l'Uliveto, dove purtroppo aveva ancora meno da offrire. Il sostituto procuratore fu abbastanza gentile da lasciarlo andare, quando glielo disse. Non dette l'impressione di essere seccato quando si strinsero la mano, ma con i procuratori non si pu mai sapere. Quella  gente di cultura, gente ben pi istruita di un semplice maresciallo. Riusciva a dissimulare il fastidio, anche se prima o poi questo si sarebbe fatto sentire. Sembrava un uomo gentile, ma era preferibile evitare conclusioni affrettate, come invece aveva fatto lo stesso sostituto procuratore accennando ripetutamente alla velocit e all'efficienza. Non conoscevano neppure il motivo dell'accaduto, e anche se le loro supposizioni fossero state esatte, la velocit risultava essere quasi meno strana dell'omicidio in s. Se il motivo era solo il contenuto di quella cassaforte, e se chi se ne era impossessato davvero conosceva gi la casa, non ci sarebbe certo stato bisogno di uccidere, quando un semplice furto avrebbe sicuramente causato meno problemi. Un omicidio senza necessit. .. velocit ed efficienza? No, no...
Fuori era buio e c'era un'afa opprimente. Lorenzini e il maresciallo stavano soffocando nell'utilitaria civile dei Carabinieri, ma lasciarono chiusi i finestrini. Nel vicolo c'era un'aria ancora peggiore, altrettanto calda ma appesantita dagli scappamenti delle macchine. Il giovane carabiniere seduto sul sedile posteriore, quella notte di turno per la prima volta, era troppo impaziente per i gusti del maresciallo. Aveva visto fin troppi giovani fare errori a causa del loro esagerato fervore, e ci costituiva per lui un costante motivo di preoccupazione. Guard l'orologio del cruscotto. Quasi
mezzanotte. Avevano parcheggiato in Via dei Serragli, e per trovare un posto avevano dovuto girare per quattro volte di seguito intorno all'isolato, riuscendo finalmente ad infilarsi in un parcheggio verso le undici, quando il cinema Goldoni si era svuotato. La macchina era civile, ma loro erano in uniforme. C'era stato un po' di movimento quando il cinema si era riempito di nuovo per l'ultimo spettacolo, ma ora nella lunga strada stretta si vedeva a malapena qualche passante. Le trattorie ormai erano chiuse. La luce diffusa dai lampioni era punteggiata qua e l dalle insegne al neon dei pochi bar. C'era ancora traffico.
Dove diavolo stanno andando a quest'ora..., borbott il maresciallo, secondo il suo solito.
Discoteche, club, replic Lorenzini automaticamente.
Via dei Serragli era la strada dove il cugino di Ilir, Lek Pietri, aveva la sede della sua "ditta di costruzioni". Quello che in realt aveva, era un appartamento piuttosto grande al secondo piano dell'edificio sulla destra, quasi di fronte al cinema. In certi periodi ci avevano abitato fino a otto immigrati albanesi. Il trucco di Pietri consisteva nel prendere questi uomini e registrarli alla polizia come operai della sua ditta, che di fatto esisteva solo sulla carta. Con un contratto di lavoro, e sebbene si trattasse di immigrati illegali, Pietri riusciva a regolarizzarne la posizione, ottenendo cos dalla polizia i permessi di soggiorno e i documenti di residenza. Una volta ottenutoli, gli uomini si spostavano - sempre all'interno del giro dei cugini di Pietri, passando generalmente ad attivit criminali proficue - e lasciavano l'appartamento libero per nuovi arrivi. Nessuno era ancora riuscito a sapere quale fosse il prezzo pagato per tale servizio, ma si sospettava che la "ditta" facesse parte di una rete a livello nazionale che controllava non solo le costose traversate piene di rischi dei clandestini provenienti dall'Albania e il processo di pseudolegalizzazione, ma anche il commercio di prostituzione e droga. Lo stesso maresciallo aveva scoperto il trucco della falsa legalizzazione a causa delle lamentele di una sua "vecchia conoscenza di lavoro" che abitava allo stesso pianerottolo, Giancarlo Renzi.
Il Renzi era un rispettabile ladro italiano che si opponeva
decisamente all'afflusso dei talenti stranieri nel mondo criminale. Il maresciallo e i suoi uomini erano gi usciti per la loro usuale ronda notturna quindicinale quando gli fu passata per radio la chiamata di Renzi.
Ho sentito del casino sul pianerottolo e cos ho guardato dallo spioncino della mia porta.
E sei sicuro che siano armati?  importante esserne certi.
Ne sono sicuro, almeno per uno di loro. Gli altri due non lo so. Porco Giuda! Quello che ho visto aveva la pistola puntata alla testa di una ragazza. Non ci sono mai state donne, prima. Se cominciano a portarci anche le prostitute,  il colmo. Io c'ho da tirar su due ragazze minorenni. Mi sembra che girino abbastanza stranieri a tutte le ore. Se non fate qualcosa....
Stiamo facendo qualcosa. Siamo qui sotto. Se vi fossero state delle armi, il maresciallo avrebbe potuto entrare senza un mandato. Eppure, se la rete era davvero cos grande come supponevano, avevano bisogno di pi tempo, di pi informazioni, prima di fare qualche mossa. Lek Pietri da solo non gli sarebbe servito a niente. Non volevano che si allarmasse. La macchina della regolare pattuglia notturna che gli copriva le spalle li chiam sulla radio.
Qui uno uno sette. Siamo in Piazza Santo Spirito. C' stato un arresto per droga qui alla stazione mobile. Avete deciso di entrare?.
Non ne sono convinto. Per ora stiamo qui in osservazione.
Il maresciallo sapeva di dover prendere una decisione, ma instintivamente si trattenne.
Lorenzini gli sfior il braccio.
Stanno uscendo.
Ma non erano gli albanesi, bens Renzi, in pantaloncini e canottiera che gli lasciava scoperta la pancia e le ciabatte di gomma, il quale, trovato un buco nel traffico, ciabatt per la strada buia attraversandola. Per la miseria boia, ma cosa aspettate! - si lament, togliendosi la sigaretta di bocca e prendendola fra pollice e indice - Dagli urli sembra che la stiano squartando!.
Il maresciallo e Lorenzini aprirono gli sportelli. Pesce piccolo o no, se Pietri stava picchiando la ragazza, non potevano certo starsene l seduti.
Tu resta qui, ordin il maresciallo al carabiniere seduto dietro.
Ma erano appena usciti dalla macchina quando il portone dall'altra parte della strada si apr di nuovo e tre uomini, insieme alla ragazza, entrarono in una Mercedes bianca che si mosse rumorosamente, strisciando prima contro un'auto parcheggiata sulla sinistra e poi contro una sulla destra un po' pi avanti, prima di prendere velocit in direzione di Porta Romana e dell'uscita dalla citt. I carabinieri chiusero gli sportelli sbattendoli e misero in moto per seguire la Mercedes, lasciando sulla strada Renzi che gli urlava dietro.
Il maresciallo chiam la macchina di rinforzo.
Se prendono l'autostrada, non c' speranza di stargli dietro... a parte la cilindrata della macchina, guidano come matti. La loro utilitaria era stata scelta per non essere notata, per passare nei vicoli e per trovare facilmente un parcheggio.
Come il maresciallo aveva temuto, la Mercedes bianca si allontan girando alla rotonda di Porta Romana in direzione di Siena. La rotonda seguente li avrebbe portati sulla superstrada, dove avrebbero davvero potuto accelerare al massimo.
La macchina di pattuglia spunt in Via dei Serragli nel momento in cui il cinema si stava di nuovo vuotando. In una strada come quella bastava che un'auto cercasse di infilarsi da una via traversa per bloccare il traffico strombettante fino al Lungarno. Se poi si aggiungeva anche un autobus al semaforo dell'incrocio con via Sant'Agostino, l'intero quartiere restava intasato. Proprio quello che successe. Tutti i guidatori continuavano a suonare il clacson inferociti, all'in-fuori dei due carabinieri della macchina della pattuglia, uno dei quali era uscito per cercare di spostare di lato una grossa motocicletta. Il maresciallo ricevette le notizie via radio, insieme alla raccomandazione Cercate almeno di non perderli di vista. Appena usciti da questo caos, vi raggiungiamo in un attimo.
Se non altro, la macchina da pattuglia non avrebbe avuto
problemi per raggiungerli, una volta preso l'autostrada, buia e vuota come era. La macchina bianca e le sue luci posteriori erano visibili da lontano.
Il giovane carabiniere, un ragazzo di leva, si sporse in avanti fra loro chiedendo, Ma cosa succede? Ma cosa stanno facendo?.
Lorenzini non gli rispose. Dai, dai, dai 117! Ci sta seminando, accidenti!.
Il maresciallo rest in silenzio. Sapeva cosa significava tutto ci. Sapeva anche che se fossero stati in una macchina della pattuglia tutto questo non sarebbe successo. L'unica cosa che potevano fare era cercare di non perderli di vista, ma non ce l'avrebbero fatta ancora per molto. L'unica vera speranza era l'auto di pattuglia.
Maresciallo? Dove sono....
Puntagli addosso gli abbaglianti.
Cosa...?  sicuro? E se ci scappano? Non ce la faremo mai....
Gli abbaglianti. Non ce la fai ad accelerare? Uno uno sette! Uno uno sette! Ma dove siete?.
Imbocchiamo la superstrada proprio ora. Stiamo arrivando....
Superateci. Sono in una Mercedes bianca. Mettete subito la sirena.
Il maresciallo scrut in avanti.
Lorenzini chiese, confuso: Ma io credevo che non dovessimo farci riconoscere... e la ragazza cosa c'entra?.
Lek manda avanti il giro delle ragazze di Ilir Kobi finch lui  dentro. Se questo significa quello che penso, la ragazza  un'amica di Dori, arrivata fresca fresca dall'Albania. Di certo Pietri non oserebbe toccare una delle ragazze pregiate del Kobi... non ce la fai ad avvicinarti? Santo cielo, li abbiamo persi!.
No,  solo la curva. Non sono tanto lontani e non ci possono vedere....
Io voglio che ci vedano, invece. Ci voleva una macchina pi veloce, accidenti. Dov' il 117? Non ce la fanno, sar troppo tardi!.
Lei pensa che - ora provo a lampeggiare con gli abbaglianti
- eccoli l! Sono a una distanza bestiale. E ora accelerano. Crede che ci abbiano visti?.
Le luci posteriori stavano scomparendo. Poi, mentre la macchina bianca si allontanava, videro aprirsi uno sportello posteriore. Ecco. Lo sapevano, e ora era troppo tardi. Il fagotto nero sbatt rotolando contro il fondo stradale, mentre la macchina bianca si allontanava dalla loro visuale. Lorenzini fren. Per un attimo non riuscirono a vedere niente, ma si fermarono senza aver colpito alcun oggetto.
Hanno gettato fuori qualcosa, sembrava uno di quei sacchetti neri della spazzatura.... La voce del giovane carabiniere tremava. Sembrava che stesse cercando di inghiottire. Sapeva bene che non era un sacchetto della spazzatura, ma cercava di autocon vincer si che lo fosse.
Esci e metti il triangolo. Poi resta sulla corsia di emergenza. Lorenzini si spinse il pi possibile sulla destra, accendendo le luci intermittenti di posizione.
Il fagotto nero aveva smesso di rotolare. Lo tenevano sottocchio. Si spost alzandosi in mezzo alla strada, vivo e muovendosi carponi.
Guardi! L a sinistra!.
Il triangolo! Ci manca solo che succeda un incidente, ora!. Il giovane corse dietro con il triangolo. Il maresciallo e Lorenzini uscirono alzando le braccia in direzione della ragazza.
Ehi, resta dove sei!, la chiam Lorenzini.  incredibile, sembra che non si sia fatta niente. Si  alzata in piedi.... Fece qualche passo sulla corsia, gridando Non ti muovere!.
Doveva essere vestita di nero o per lo meno di scuro. I carabinieri riuscivano solo a vederne la faccia, piccola e bianca. La ragazza barcoll facendo un passo verso di loro.
No! Lorenzini, attraversa. Tienila indietro! Oh no, no....
Lorenzini fece per avanzare, ma si ferm vedendo sopraggiungere dei fari alla sua destra. A sinistra ne stavano arrivando altri, una luce blu ruotante, una sirena.
Lorenzini si stagli contro le luci della macchina che si stava avvicinando verso di loro a tutta velocit e alz una
mano. Gli occhi del maresciallo erano fissi sul volto della ragazza, come se volesse trasmetterle la volont di reagire, pur sapendo che lei non l'avrebbe fatto, vedendo il suo sbalordimento, rendendosi conto di quello che sarebbe successo. Era il volto di una bambina quello che vide mentre lei gli barcollava incontro. Sembrava che stesse dicendo qualcosa, ma la sirena che si stava avvicinando sulla sinistra ne copr la voce. Nei secondi prima che la macchina proveniente da destra la colpisse, la ragazza incontr lo sguardo del maresciallo, allung la mano verso di lui e sorrise.
Il corpo ruot in aria come un fantoccio in un film d'azione, quindi cadde con un tonfo sulla strada. I freni stridettero e la macchina la invest con uno scricchiolio assordante, fermandosi subito dopo.
C', dopo ogni catastrofe, un primo momento che sembra interminabile, un momento in cui pare che il mondo tutto intorno trattenga il respiro.  come se sulla superficie della vita si fosse aperta all'improvviso una spaccatura che inghiottir alcuni, lasciando gli altri ad adeguarsi come meglio possono. Ma prima che ci avvenga, c' come un attimo di stasi paralizzante. Poi, se si tratta di un incidente automobilistico, il silenzio insopportabile si riempie di grida d'aiuto, mormorii d'angoscia, o urla di panico. Le finestre si aprono con fracasso, la folla si raduna, le uniformi opportune vengono mandate a chiamare, quelle nere e quelle bianche. Si sentono i rumori del caso - sirene, freni, il fracasso delle barelle tirate gi dal retro delle ambulanze - un altro momento di silenzio, questa volta carico di attesa, quando i morti o i feriti vengono recuperati. Poi subentra una fase lenta e monotona, in cui si segnano i numeri delle targhe e si fanno le misurazioni. Quasi tutti i curiosi se ne ritornano alle loro case, al loro lavoro, alle loro solite conversazioni interrotte. Gli indifferenti, gli ignari fanno pressione per affrettarsi, suonando i clacson per l'inspiegabile e irritante ritardo. L'ultima scena   breve e banale. Qualcuno che sparge della sabbia o dell'acqua insaponata su una pozza di sangue, veicoli danneggiati che vengono rimorchiati, il traffico che riprende il suo corso normale, come la vita che assorbe gli eventi continuando a
scorrere.
Ma un'autostrada di notte  un posto desolato, una terra di nessuno, pensava il maresciallo mentre aspettavano l'ambulanza nell'oscurit afosa, illuminati da due paia di fari e dalla luce blu che continuava a girare sul tetto della 117 illuminando in silenzio degli alberi, un pilone, un uomo che vomitava sull'erba al bordo della corsia, una barriera posizionata pi avanti sulla strada scura, e ancora alberi, la macchina con un paraurti contorto a met fra due corsie, degli alberi, un pilone, un uomo che vomitava, una barriera...
Sotto la macchina con il paraurti contorto una torcia aveva illuminato una pozza di sangue che si stava allargando,
riconducibile a una macchia bianca sulla testa della ragazza. Qualcuno le aveva tastato il collo alla ricerca del battito cardiaco. Nessuno osava spostarla da sotto la macchina. Stava morendo dissanguata.
Il maresciallo rimaneva in silenzio. Respir con un certo sollievo quando arrivarono l'ambulanza e l'auto dei pompieri e con loro subentrarono nuovamente delle voci, dei movimenti, una luce abbagliante. Dissero che non era intrappolata e la macchina fu spostata. Dissero che era ancora viva e un medico le infil un ago nel braccio tenendole sollevata sopra una bottiglia contenente un liquido incolore. La misero su una barella e il maresciallo intravide una piccola faccia bianca. Il corpo sembrava troppo molle e informe per essere ancora vivo. Eppure dicevano che non era morta. I piccoli arti afflosciati gli richiamarono alla mente l'immagine di suo padre mentre rovesciava sul tavolo di cucina il flaccido corpo ancora caldo di un coniglio per farlo spellare dalla madre. Un frammento di cranio rifletteva la stessa bianchezza del volto. La ragazza sembrava troppo giovane per poter essere fuori di notte da sola. Se solo si fosse mossa due passi nella direzione opposta quando si era alzata, intontita ma non ancora troppo ferita, sarebbe stata sulla striscia d'erba a lato nel momento in cui sopraggiungeva la macchina. Ma non l'aveva fatto. Attratta probabilmente dalle luci della loro macchina e dalla figura del maresciallo con un braccio alzato nella sua direzione, si era mossa verso di lui, dicendogli qualcosa che lui non aveva potuto udire, e sorridendogli.


Capitolo 6.

Non ha senso che stiate ad aspettare... a meno che non possiate identificarla. Come c'era da aspettarsi, non avevano trovato documenti sul corpo della ragazza.
Ancora non posso identificarla, ma immagino che potr farlo pi tardi. Quando avevano trasferito il corpo della ragazza dalla barella dell'ambulanza a quella dell'ospedale, il maresciallo avrebbe voluto chiedere all'infermiera qualcosa riguardo a quegli arti flaccidi e penzolanti che sembravano quelli di un piccolo coniglio morto, ma non l'aveva fatto e ora non sapeva come affrontare l'argomento. Aspettiamo per sentire cosa ha da dirci il medico, poi ce ne andiamo.
Fate voi, basta che non vi aspettiate che riprenda conoscenza e faccia una dichiarazione di quanto  successo.
No, no... sappiamo bene cos' successo. Seguivamo la macchina.
La donna non ebbe il tempo di commentare. Alcuni infermieri, accompagnati da due poliziotti, stavano portando dentro un caso di overdose appena arrivato con un'ambulanza. Poco prima era stato constatato il decesso di un uomo ricoverato d'urgenza per un infarto e sua moglie protestava singhiozzando e sbattendo i pugni sul petto di un giovane dottore. Su una fila di sedie di plastica erano sedute tre o quattro persone con ferite leggere, e che mostravano facce grigie ed esauste per la lunga attesa, dovuta al fatto che ai loro erano stati anteposti casi pi urgenti.
Lorenzini disse: Vado a prendere un caff dal distributore automatico, e cos anche loro si sistemarono sulle dure
sedie rosse a sorseggiare caff bollente e a scottarsi le dita con le tazzine di plastica. Si metter in contatto con Dori?. Ci prover. Spero che nel frattempo si sia gi sposata, ma se non l'ha ancora fatto pu darsi che quanto  successo la convinca definitivamente, sia che la ragazza fosse sua amica o
no.
Lo crede davvero? A me  sempre sembrata una che sapppia cavarsela da sola.
Sembrano sempre pi forti di quello che sono in realt.  la brutalit che le rende cos, come se la violenza le avesse corazzate.
Pu darsi che abbia ragione. Ecco. C' un cestino dalla mia parte. Lorenzini gett via le tazzine sbadigliando. Mamma mia, che giornata. Come' andata la visita alla villa?.
Come se non ci fossi stato. Quando sono arrivato, sir
Christopher non stava bene. Ha avuto un altro piccolo attacco, recentemente, e ora non pu sopportare nessuno sforzo e nessuna eccitazione. Mi aveva detto che da bambino aveva sofferto di febbre reumatica.
Ah, come la mia mamma, allora. Anche lei ha avuto un paio di colpi prima di quello che l'ha ammazzata.  che la febbre danneggia le valvole e lascia in giro dei frammenti che possono poi bloccare la circolazione. E allora, deve ritornare di nuovo alla villa? Tre visite per una spazzola rubata, o che diavolo era! Davanti alla legge siamo tutti uguali, fuorch i ricchi....
Mmh...Per la febbre reumatica non risparmia nemmeno i ricchi....
Sebbene il maresciallo non avesse visto sir Christopher, la visita era almeno servita a soddisfare un po' della sua curiosit riguardo agli impegni giornalieri di un uomo ricco, anche se alcune cose, come la constatazione della mancanza di personale adeguato in un luogo come quello l'avevano lasciato pi confuso di prima. Un giovane straniero, un giardiniere molto alto e biondo, gli era venuto incontro al cancello dicendo che aveva ricevuto l'ordine di accompagnarlo dalla governante. Parl brevemente usando una ricetrasmittente, dopodich, su suggerimento del maresciallo, si avvi con lui
a piedi per il lungo viale.
Il suo autista pu andare in portineria, se lei lo desidera.
No, no. Gli basta parcheggiare all'ombra, laggi. Una camminata poteva offrire l'occasione per qualche domanda apparentemente improvvisata. Lei lavora qui a tempo pieno?.
Nel giardino, s... sono una specie di... cio, attualmente
lo faccio perch sono in vacanza. In Inghilterra studio alla scuola di orticoltura.
In Inghilterra? Ma parla bene l'italiano.
Per uno straniero, intende dire. Certo, ho preso un po' di accento fiorentino dagli altri giardinieri, il che  sicuramente preferibile a quel tremendo accento inglese tipico di chi studia una lingua senza parlarla. Comunque nel mio curriculum
il periodo di pratica trascorso qui far un'ottima impressione, e questa  gi la quarta volta che ci vengo. Mi piacerebbe ritornare per rimanerci sempre, dopo aver preso il diploma. Rallent il passo girandosi verso il maresciallo e abbassando la voce, sebbene in giro non ci fosse un'anima. Per la verit sono una specie di parente povero.
Un parente?.
Alla lontana. Molto alla lontana e molto povero. Fece una risata. I suoi occhi azzurro scuro erano ridenti, ma continuava a tenere la voce scrupolosamente bassa. Mia madre  una lontana parente, cugina di quarto grado, o gi di l, di qualcuno che si  sposato con un discendente della linea materna di sir Christopher. Cos ha scritto a sir Christopher parlandogli di me e lui ha gentilmente risposto, quindi eccomi qui.
E come va con lui?.
Oh,  molto cortese. Ogni mattina viene a parlare con noi, per lo pi con il giardiniere capo, naturalmente. Lui  nato qui ed ha avuto la sua casetta in eredit dal padre di sir Christopher... la vede? Quella lass, in mezzo ai due vigneti.
Il maresciallo rest sorpreso. L sulla cima? Cosa? Il giardiniere abita l?.
No!. Il giovane abbass la voce fino a ridurla a un sussurro, tanto che il maresciallo dovette fermarsi e sporgersi in
avanti per poterlo sentire. La casetta del giardiniere  molto pi vicina, pi in basso; si pu vedere solo il tetto. Quella casa lass  praticamente una villa, usata in passato per gli ospiti, i preziosi amici blasonati di sir Christopher, i reali, gli scrittori, gli artisti e i miliardari. La governante la potr informare meglio su queste cose; dice che l'hobby del padre era raccattare antichit e che il suo invece  lasciar cadere nomi importanti. Lei disapprova. A me sembra un passatempo innocuo. E poi  cos che si  beccato un titolo nobiliare.
Credevo che il suo hobby fosse la pittura.
Santo cielo, no davvero! Quella  una cosa che prende sul serio, e che, a mio parere,  pi problematica. Una specie di diritto acquisito, capisce cosa intendo?.
No, a dire il vero non la seguo.
La gente che nasce con un cucchiaio d'argento in bocca -o com' che dite voi... con la camicia? - pensa di avere il diritto di essere quello che desidera, o che si immagina, all'occorrenza anche un famoso pittore, e questo anche senza avere un briciolo di talento. Nell'ambito artistico  un atteggiamento che fa piangere, senza dubbio, visto che c' gente ricca che spreca tutta la propria vita per cose di cui non sar mai capace, per quanto si dia da fare; e sono certo che queste persone lo sanno, anche se si illudono del contrario, lei non crede? Il guaio  che in certi casi pu anche funzionare, come ad esempio nel mio campo, l'architettura di giardini. Io non ho la minima speranza per il futuro, a meno che non abbia abbastanza fortuna da poter rimanere qui, eppure vedo un sacco di gente che svolge questo genere di attivit non in funzione della propria capacit, ma semplicemente perch ha ereditato casa e terreni o si  sposata con qualcuno che li possiede. Vorrei poter barattare le mie ambizioni con quelle di sir Christopher... intendo dire che ce la potrei anche fare a comprarmi qualche tela e una scatola di colori, ma quello di cui ho bisogno per lavorare  tutto questo.
Il maresciallo si guard intorno prendendo atto del "tutto questo", e comprendendo cosa intendeva dire il giovane.
Dal mio punto di vista  un peccato che qui non venga pi tutta quella gente da favola. Per me significherebbe una
potenziale clientela, non so se rendo l'idea. Ma ora non c' pi nessuno nella villa degli ospiti. E, mi dica, la casa principale com'? Lei c' stato dentro?.
Solo per poco. Ma lei non l'ha vista?.
Non ci ho mai messo piede. Sir Christopher mi ha fatto accogliere al mio arrivo dal giardiniere capo, ma dubito che sarebbe capace di riconoscermi se mi vedesse ora qui con lei.
Questo riport il maresciallo alla questione che ancora non era riuscito a spiegarsi.
Ma com' che ho visto cos poco personale qui? Questa  solo la mia seconda visita,  vero, per non sembra che ci sia molta altra gente... a parte il segretario.
In un posto come questo il personale non si deve notare, maresciallo.
Ah,  per questo... Non ci avevo pensato.
Comunque, lei in un certo senso ha ragione. Ad esempio, a parte il giardiniere capo e me, ci sono altri sei giardinieri che abitano fuori e attualmente sono quasi tutti in vacanza. Questo  un periodo morto per il giardino. Con questa siccit e questo caldo non crescono neppure le erbacce. Il giardiniere capo andr in vacanza per tutto il mese di agosto. Per quanto riguarda la villa, be', visto che non ci sono ospiti a causa dello stato di salute di sir Christopher, poveraccio, non  rimasto nessun altro del personale fisso, escluse la governante e la cuoca. L'ultimo maggiordomo non  stato rimpiazzato quando se n' andato dopo il furto grande e le ragazze addette alle pulizie e al servizio della cucina vengono da fuori. Al momento la cuoca  in vacanza e c' un cuoco inglese che la sostituisce per un mese. La governante se ne andr in agosto e, considerato il suo stato d'animo, non mi meraviglierebbe se non tornasse. Il giardiniere capo dice che  per via della storia delle impronte. Non sospetter mica di lei?.
No di certo. Io non c'ero, ma sono sicuro che le impronte sono state prese a tutto il personale della villa.  semplicemente per poterli escludere da ogni sospetto, e solo le impronte non identificate e quelle trovate in luoghi dove non dovrebbero essere necessitano di un ulteriore controllo.
Qui si pensa che sia stato il povero Giorgio.  perch  albanese. La governante continua a dire che non si dovrebbero assumere stranieri. Naturalmente lo dice davanti a me.
Se  cos preoccupata, forse sarebbe opportuno che scambiassi due parole con lei, fintanto che sono qui.
 enormemente preoccupata. Le sue impronte sono state le uniche ad essere rilevate nella camera del padre di sir Christopher, e lei lo sa.  lei che bada a quella stanza. Non viene mai usata, eccetto quando sir Christopher viene preso da un attacco di sentimentalismo e ci va per comunicare col padre defunto. Lei lo fa entrare e l'ha pure sentito chiacchierare.  lei che ha le chiavi, quindi....
Le chiavi si possono rifare.
Lo so. E i ladri portano i guanti, cosa che non fanno le governanti. Ma prendere la sua spazzola per i capelli - dico io - che razza di idea. Be', si lascer perdere ora, suppongo. Naturalmente se la governante se ne va, ci potrebbe far comodo a qualcuno... Immagino che conosca gi la storia del furto grande avvenuto alcuni anni fa, vero?.
S. Anche lei comunque mi sembra che sia bene al corrente dei fatti della villa.
Il giovane rise tranquillamente. Certo. I giardinieri lavorano per lo pi in coppia, e non si pu sempre parlare solo di afidi. Ecco, siamo arrivati. Mi meraviglierebbe se riuscisse a vedere sir Christopher. Dicono che sia stato molto male ieri e stamani. Suppongo sia sconvolto, poveraccio. Credo che sia una brava persona. Tutti quelli che lavorano qui gli vogliono bene e per me il loro giudizio  quello che conta. Comunque, davvero mi piacerebbe poter rimanere a lavorare qui una volta finiti gli studi... Spero che lo possa vedere. Sia il giardiniere capo che la governante dicono che lei gli sta molto simpatico. A proposito, io mi chiamo Jim. Dobbiamo fare una chiacchierata, noi, un giorno....
Il maresciallo non riusc a vedere sir Christopher e nemmeno la governante malcontenta. Si stava ancora domandando se il giovane giardiniere non avesse sperato che potesse mettere una buona parola per lui - cosa decisamente ridicola, anche se il ragazzo gli stava simpatico - quando sulla porta apparve Porteous, e il
giovane si dilegu come per magia senza aggiungere altro.
Mi dispiace, ma sir Christopher non sta affatto bene. Ho paura che lei abbia fatto un viaggio a vuoto.
No, no. Il maresciallo tir fuori alcuni fogli da una cartellina mostrandoli a Porteous. Se pu dare questi a sir Christopher, pregandolo di leggerli e firmarli...  il rapporto ufficiale del furto. La copia  per lui, per l'assicurazione.
Va bene. L'avvocato si occuper di tutto. Adesso  da sir Christopher. Esit, evidentemente ripensando se fosse opportuno mandare via il maresciallo cos bruscamente. Mi segua.
Questa volta se non altro non andarono nei locali delle cucine. Passato l'ingresso con l'alta volta, il pavimento a mosaico e la fontana spenta, girarono a sinistra camminando per lunghi corridoi senza pronunciare parola. Poi Porteous si infil in una stanza lasciando il maresciallo ad aspettare fuori. Mentre teneva socchiusa la porta, rimase visibile una sua mano. Il maresciallo, pur sforzandosi, non riusc a distinguere una sola parola di ci che veniva detto, finch Porteous non usc in fretta, dicendogli di aspettare. Quindi la porta si riapr di nuovo e si pot udire la voce di sir Christopher, eccitata, tremolante e piena d'ansia.
In particolare i lasciti minori.... Era questo che cercava di dire? I-pa-i-co-ae i lasci-i mi-ori. Continuava a ripetere le parole. Era forse ubriaco? Era quella la ragione per cui il maresciallo non era stato ammesso, dopo essere stato chiamato?
Non si preoccupi. Avr redatto la prima bozza per domani.
I... pa-ico-lae!. Tutte quelle bottiglie in giardino, quel giorno. Forse il maresciallo, sotto l'effetto dell'assonnata bellezza del parco estivo, si era lasciato trasportare da suggestioni romantiche ritenendo che fosse stato il pensiero della morte imminente a far chiudere gli occhi a sir Christopher, mentre forse ci era piuttosto dovuto ad un eccesso di alcool. Si diceva che gli inglesi bevessero molto.
Dopo un mormorio quasi impercettibile apparve l'avvocato, che chiuse silenziosamente la porta dietro di s. Alla sua vista il maresciallo strabuzz i grandi occhi. L'uomo
aveva occhi di un azzurro profondo ombreggiati da ciglia folte e setose, ma la cosa che pi sorprese il maresciallo fu l'et giovanile. L'avvocato di un uomo cos importante come sir Christopher avrebbe dovuto essere un uomo maturo e di grande esperienza. Certamente questo poteva essere il socio pi giovane di un importante studio legale. Senza dubbio di bell'aspetto, non c' che dire. O forse era di nuovo l'et del maresciallo a farsi sentire.
Ha qualcosa per me?. L'uomo prese una penna dorata dal taschino interno e, mostrando una mano paffuta e ben curata, apport una piccola firma su una copia del rapporto della rapina, tenendo l'altra per s senza alcun commento. Accompagn il maresciallo per buona parte del percorso di ritorno con l'aria di qualcuno che conduce un orso legato a una catena.
Tutto a diritto dopo l'ingresso....
Grazie, da qui ce la faccio da solo. Non si era affrettato, sfruttando l'occasione per scrutare nell'oscurit della cupola affrescata e avvicinandosi alla fontana quasi in punta di piedi. Si chiese se fosse funzionante o no, optando per la seconda possibilit. In effetti la vasca era asciutta e polverosa.
Non ci sono ospiti ora, a causa dello stato di salute di sir Christopher, poveraccio.
Al maresciallo sembrava che tutto il luogo avesse un aspetto asciutto e polveroso, e anche molto triste. Un rumore proveniente da destra attrasse la sua attenzione. Qualcuno stava piangendo. Una luce era accesa dietro una porta a due ante rimasta socchiusa.Una voce di ragazzo stava protestando per qualcosa che il maresciallo non riusciva a capire, pur individuando qualche parola. Poi la stessa voce sfoci in un pianto. Il maresciallo rest in silenzio; poi vide una mano, la mano di Porteous - ne era sicuro - che faceva un piccolo movimento ripetitivo. Una faccia si volt verso la luce, la faccia alzata di un ragazzino in lacrime. Porteous gli teneva una mano sulla spalla, non battendogli sopra in modo amichevole, ma piuttosto massaggiandogliela con un piccolo movimento circolare.
Il maresciallo era intanto tornato il pi silenziosamente possibile fino al corridoio da cui era passato per attraversare
poi nuovamente l'ingresso con passi sonori. Quando arriv alla porta a due ante, questa era chiusa.
Mentre raccontava a Lorenzini tutto ci all'ospedale alle una del mattino, pi che altro per distrarsi dalla diagnosi che stavano aspettando, la vicenda gli sembr quasi irreale. Ma Lorenzini si strinse nelle spalle senza rimanerne particolarmente colpito.
A quanto pare sono tutti omosessuali, compreso questo sir come-si-chiama. E se non hanno altro di cui preoccuparsi che di un paio di spazzole rubate....
Non dimenticare la sua salute - lo riprese il maresciallo -. Dicevano che  stato veramente male, ieri e oggi.
E loro fanno venire un avvocato?. Lorenzini, un toscano d.o.c., non aveva peli sulla lingua. Forse avrebbero fatto meglio a chiamare un dottore.
S, in effetti... Naturalmente io sono rimasto l solo un minuto. Pu darsi che ci sia stato anche un dottore, ma mi  sembrato che sir Christopher fosse pi agitato per la questione dell'eredit che non per il pensiero della morte imminente.
Mi piacerebbe, a me, avere i suoi problemi... quell'infermiera cerca noi?.
Come Lorenzini aveva supposto, l'infermiera stava cercando loro, ma solo per mandarli via. Se domani  ancora viva, il chirurgo le far fare una radiografa e decider se operarla.
C' qualche speranza che sopravviva?.
Poche, ma anche in quel caso avr poco da stare allegra per il resto della vita. Se potete riuscire a farci avere l'identificazione, ci sarebbe d'aiuto.
Ma certo. Resteremo in contatto.
I due si stirarono e lasciarono la fresca sala d'aspetto per rientrare nel caldo soffocante della notte. Il giovane carabiniere, che aveva aspettato seduto al posto di guida, usc per rimettersi sul sedile posteriore, ma la voce tremolante e il passo incerto tradirono il fatto che doveva essersi appisolato, cosa che sembrava lo preoccupasse un po'.
Nessuno per gli disse niente. Lorenzini guid fino a Palazzo Pitti e poi se ne and a casa con la sua macchina. Il
maresciallo, mentre tastava le chiavi, non riusc ad evitare le immagini che gli si presentavano via via nella mente. Quel sorriso fiducioso della ragazza mentre traballava verso di lui... ma che cosa voleva dire? Chiss chi aveva creduto che fosse. Poi il piccolo corpo afflosciato, povero coniglio pronto per essere spellato. Entrando silenziosamente in casa,
Guarnaccia si augur che il leggero clic della porta svegliasse Teresa in modo che gli dicesse qualcosa.
Salva?.
Da principio la moglie non parl molto. Lo ascolt mentre le raccontava della ragazza, guardandolo in viso con attenzione, poi lasci che lui andasse a lavarsi e si infilasse a letto e gli port una tazza di camomilla con del miele.
Quindi si mise a letto anche lei, lasciando accesa la lampada sul comodino in modo che potesse finire di bere mentre lei parlava. A Guarnaccia non importava di ci che gli avrebbe detto. Lei non l'aveva mai capito, e quando erano molto giovani lui a volte l'aveva offesa dicendole che chiacchierava come un macinino. Non voleva essere scortese, e nemmeno canzonarla; era la soddisfazione che lei provava nel chiacchierare a meravigliarlo, visto che si trattava di qualcosa di cui lui era del tutto incapace.
Non smettere. Non volevo che smettessi.
Spreco solo il fiato se non stai ad ascoltare una sola parola di quello che dico.
Non  vero, io ti ascolto, davvero.
Teresa aveva ragione. Lui non ascoltava le sue parole, ma semplicemente lei... la sua voce, la sua presenza, il suo affetto. Era uno di quei soliti malintesi che capitano in tutti i matrimoni duraturi, duraturi perch portano non tanto alla comprensione, ma all'accettazione. Cos lei gli prese la tazza continuando a parlargli, intuendo la sua necessit, chiacchierando prima di quello che era successo e passando poi con tranquilla naturalezza ai loro problemi, specialmente a quello della nuova scuola di Giovanni, e quindi ai problemi di altra gente, familiari e amici, il tutto seguito da una coda sulle minuzie della giornata... Tot che aveva preso otto nel compito di matematica, l'idraulico che non era tornato. Lui la stringeva a s mentre lei parlava, avendo bisogno di sentire
la vibrazione della sua voce contro il petto e di immergersi nel suo confortante mormorio. Il battito gli si fece pi calmo e il respiro pi rilassato. Dopo un certo tempo Guarnaccia si addorment. Quando nel sonno prov una sensazione di freddo, seppe che lei si era cautamente districata dal suo affettuoso e forte abbraccio e aveva spento la luce sul comodino.
La storia della ragazza gettata sull'autostrada, considerato il fatto che si trattava di un'ennesima prostituta albanese che nemmeno era morta, occup solo un piccolo paragrafo tra le notizie locali de La Nazione. Non era quel genere di roba che fa vendere i giornali. Era gi successo troppe volte, e chi non aveva direttamente a che fare con l'accaduto reagiva n pi n meno come se si fosse trattato di un cane investito all'inizio delle vacanze di agosto. Il paragrafo era stato ritagliato e posto sulla scrivania del maresciallo, che lo vide tornando dall'ufficio del registro con risultati deludenti. Stava guardando il ritaglio di giornale quando entr Lorenzini.
 arrivato questo rapporto per lei.
Il maresciallo lo prese. Hai trovato Dori o Mario ai numeri che ti ho dato?.
Ho trovato Mario. Ho lasciato un messaggio e mi ha richiamato circa un'ora fa. Non sono ancora sposati, ma la data  stata fissata, e la ragazza  proprio quella che diceva lei. Dori ha sentito la storia. Ho trovato la copia della lettera che Dori le aveva mandato fra i nostri documenti. Il nome ... aspetti, l'ho scritto, per non lo so pronunciare... N-D-O-K-E-S, nome di battesimo Enkeleda, e ha diciott'anni. Il problema  che l'indirizzo non ci serve a niente, perch riguarda solo la gente da contattare per il passaggio clandestino fino a qui. Sembra che fosse gi scappata dalla sua famiglia, che vive in qualche sperduto villaggio del nord, per sfuggire a un matrimonio forzato, quando incontr Dori.
Allora nessuno la sta cercando, questo  poco ma sicuro. Per loro lei  gi morta. Da' al capitano Maestrangelo l'indirizzo da inserire negli atti di Lek Pietri. Portami il nome e chiamer l'ospedale per sentire se c' qualche novit.
Lo stato della ragazza era immutato. Non aveva riacquistato conoscenza. Il chirurgo l'avrebbe operata il giorno seguente.
Dopo aver riagganciato il telefono, il maresciallo non pot fare a meno di pensare a quel piccolo corpo floscio e al fatto che, a parte la questione albanese, giovani di tutti i paesi viaggiavano per il mondo di questi tempi, e se uno dei suoi ragazzi fosse stato investito in un paese straniero... be', lui ci sarebbe stato attento. Non sarebbero andati da nessuna parte da soli fintanto che non fossero stati adulti... gi, per quand' che si smette di pensare ai propri figli come a dei bambini? Quando si smette di avere paura?  una cosa che avviene da un giorno all'altro? E la paura pu mai scomparire del tutto quando si vedono le cose che vedeva lui ogni giorno? Sapeva che alcuni dei suoi colleghi arrivavano al punto di seguire i loro ragazzi adolescenti per paura della droga e delle cattive compagnie. Non era una cosa che andava bene, ma se anche a lui fosse davvero venuta paura, non avrebbe forse fatto lo stesso?
Davanti a lui sulla scrivania c'era il referto dell'autopsia di Sara Hirsch. Di certo non un argomento pi allegro, ma almeno qualcosa su cui poteva concentrare l'attenzione.
La lettura ebbe un effetto insperato.
Al Sostituto Procuratore della Repubblica, Firenze.
Il 15 del corrente mese il sottoscritto patologo, dott. Federico Forli dell'Istituto di Medicina legale di Firenze,  stato convocato in via Sdrucciolo dei Pitti n 4 per effettuare un esame esterno del cadavere di'HIRSCH SARA, seguito dalla richiesta di procedere all'autopsia della suddetta. In risposta alle precise richieste del magistrato, dichiaro quanto segue:
1)  Il decesso  avvenuto approssimativamente settantadue ore prima del rinvenimento del corpo.
2)  Causa del decesso: infarto cardiaco del ventricolo sinistro...
Il maresciallo si appoggi allo schienale, sollevato. Sara Hirsch era stata da lui il luned, era tornata a casa e aveva chiamato l'avvocato, come aveva detto che avrebbe fatto. Aveva mostrato le carte che aveva in serbo e la stessa sera, come risultava dall'autopsia e dalla testimonianza dei vicini, qualcuno era entrato nell'appartamento e l'aveva minacciata
per cercare di ottenere quelle carte. La donna aveva dei problemi di cuore, come aveva detto il pizzicagnolo. Era morta di paura, era morta per sbaglio. Se avesse mollato la combinazione della cassaforte quando le avevano tenuto il coltello alla gola, sarebbe ancora vva, magari cercando tutt'ora di convincere il maresciallo o qualche psichiatra a credere alla sua storia senza rivelarla del tutto.
L'autopsia continuava dando una lista delle ferite di Sara Hirsch, che non avevano peraltro influenzato le cause del decesso: una ferita superficiale da coltello monofilo sul lato sinistro della gola, con un lembo di pelle rialzato; una ferita cranica e contusioni al cranio nel punto in cui la testa aveva battuto contro il pavimento di marmo. La maggior parte del sangue perso proveniva da questa ferita, come mostrava la documentazione fotografica. In genere le ferite craniche sanguinano abbondantemente, ma questa non l'aveva fatto a lungo. L'attacco cardiaco era stato grave. Il sostituto procuratore avrebbe ora richiesto rapporti pi dettagliati riguardo a quelle ferite superficiali che potevano essere d'aiuto per ricostruire la dinamica della morte della vittima.
I fatti posteriori alla morte interessavano ben di pi al maresciallo. I rapinatori avevano esitato? Un corpo senza vita non era compreso nel loro piano. Il loro piano si limitava alla cartolina intimidatoria, a visite di preavviso nell'appartamento, al coltello nell'ingresso d'entrata, tutte cose - a parte forse il coltello - che indicavano un padrone di casa senza scrupoli...
Ora sappiamo dove abiti....
Anche questo faceva pensare allo stesso motivo. Quello che mancava all'equazione doveva essere aggiunto dalla parte di Sara Hirsch. Era stata lei a costituire una minaccia per qualcuno che alla fine si era voluto difendere. Se solo il registro del catasto fosse stato aggiornato... L'edificio in cui si trovava l'appartamento della vittima era registrato come propriet di Jacob Roth. Un impiegato, diffidente e sulla difensiva, aveva insistito col dire che le registrazioni erano in arretrato di soli due anni, cosa che il maresciallo sapeva per certo essere un'assurdit. I Rossi avevano depositato il loro contratto di acquisto due anni prima e a Rinaldi appartenevano
probabilmente sia il negozio che l'appartamento al primo piano. Comunque c'era ancora qualche speranza, visto che i cambiamenti di propriet venivano denunciati in prima istanza dall'acquirente stesso all'ufficio del Registro di Via Laura e la trascrizione all'ufficio del Catasto era spesso ritardata da cavilli burocratici. Naturalmente c'erano persone che evitavano di far registrare l'acquisto di immobili, e di conseguenza finivano col non pagare le tasse per anni. In un primo momento il nome di Jacob Roth aveva dato una speranza al maresciallo, visto che si trattava sicuramente di un nome ebreo, e quindi poteva stare ad indicare l'esistenza di un legame personale, forse un accordo amichevole senza contratto d'affitto. Erano cose frequenti, e poteva anche darsi che fosse stato concordato un prezzo d'affitto pr forma o addirittura un contratto esente da pagamento con l'impegno da parte dell'affittuario di coprire eventuali spese di restauro e manutenzione; cosa che avrebbe potuto spiegare il problema di Sara relativo al pagamento delle riparazioni della facciata e del tetto.
Il maresciallo interruppe le sue speculazioni per andare a pranzo, dopodich si rec all'ufficio dell'Anagrafe di Palazzo Vecchio. Rimase sorpreso in quanto l'estratto dal registro del catasto riportava come data e luogo di nascita di Jacob Roth il 13.6.1913, a Londra, Inghilterra, mentre all'anagrafe non vi era traccia n dell'esistenza n della morte di una persona che portasse quel nome.
Non aveva bisogno di abitare qui - sottoline il sostituto procuratore, quando il maresciallo si present nel suo ufficio con queste notizie - per essere proprietario di un palazzo. Se era nato a Londra, c' il caso che vi sia ritornato.
S... ma  solo....
Il sostituto procuratore rest in silenzio e il maresciallo, sorprendendosi di se stesso, disse deciso: La mia  una semplice sensazione, niente di pi, eppure ho idea che, di
qualsiasi cosa si tratti, essa sia avvenuta in questa citt. Sara Hirsch mi ha dato qualche frammento del puzzle, ma gli altri pezzi sono qui a Firenze. Pu darsi che dipenda da ci che ha detto o dal modo in cui l'ha detto, vorrei potermi ricordare con esattezza delle sue parole... del resto non pensa anche
lei che se il problema avesse avuto le sue radici da un'altra parte, Sara vi sarebbe andata? Dopotutto aveva un passaporto, non era tra quelli rimasti senza nazionalit dopo la guerra. E per quanto fosse nervosa e angosciata, appariva molto sicura delle sue ragioni, pienamente convinta, direi.
Il sostituto procuratore continu a rimanere in silenzio, esaminando un sigaro e aspettando.
E poi c'era stata la guerra... Era ebrea, ma era stata battezzata.... Il maresciallo aggrott le sopracciglia, incapace di collegare i fatti secondo un filo logico.
Il sostituto procuratore, molto tranquillamente, cerc di venirgli incontro: "Se le cose fossero come avrebbero dovuto essere...". Cos sta scritto nel rapporto psichiatrico.
Maresciallo, dobbiamo scoprire chi era suo padre. Credo che dovremmo continuare a cercare questo Jacob Roth al quale appartiene o apparteneva il palazzo. E se fosse stato lui suo padre? Ma se fosse cos non riesco a immaginare che suor Dolores volesse tenercelo nascosto.
I soldi! Non sappiamo quanto sia stato donato. Forse era molto, e lei non desidera far sapere che il convento ha un deposito considerevole di denaro di ebrei sul conto.
Se davvero fosse cos - disse il sostituto procuratore - abbiamo qualche speranza di farla parlare. Se abbiamo a che fare con un esempio di falso orgoglio piuttosto che con un segreto da confessionale, potrebbe essere opportuna un'altra visitina alle nostre brave sorelle. Ci penso io. E quale sar la sua prossima mossa?.
Il maresciallo non si accorse di quanto strana fosse una domanda del genere. Solitamente era lui che seguiva con rispetto e cautela le inchieste del sostituto procuratore almeno fino al momento in cui il caso arrivava ad assorbire talmente la sua attenzione da fargli dimenticare le gerarchie e farlo procedere nelle ricerche come un bulldog che non molla l'osso. Questa fase stava ora cominciando, e Guarnaccia si rese appena conto che stava facendo qualcosa che non aveva mai fatto prima in vita sua - spiegare cio molto tranquillamente il modo in cui aveva intenzione di procedere. Innanzitutto intendeva passare un po' di tempo da solo nell'appartamento di Sara Hirsch, ora che le prove erano state raccolte e
messe al sicuro, per poter essere libero di girare per le stanze dove aveva abitato la donna, di stare seduto sul suo divano, di guardare i suoi scaffali, di interrogare quelle cose che erano state testimoni della sua vita di ogni giorno. Anche se non voleva ammetterlo neppure a se stesso, stava per renderle quella visita che aveva promesso di farle prima che morisse. Armato di un permesso scritto e di un mazzo di chiavi, ritorn dunque in Va Sdrucciolo dei Pitti numero 4.
Allora..., disse Guarnaccia, parlando al salotto vuoto. Allora, ma cosa? Niente, a parte quella sensazione tipica dei bambini lasciati soli in casa. C' un po' di paura, ma tutto  molto eccitante. Non c' nessuno che dica Non toccare, nessuno che possa dissipare il terrore degli angoli d'ombra. L'atmosfera freme di possibilit recondite, carica dei segreti degli adulti che finalmente possono essere rivelati, guardando nei cassetti chiusi a chiave, sbirciando nelle lettere. Nessun paese straniero, nessun pianeta lontano racchiude cos tanti misteri come una casa lasciata incustodita, tanto pi se si tratta di una casa dove  avvenuta una morte violenta. Ma quando la scena del delitto  piena di investigatori e di tecnici, l'atmosfera che emana  tutt'altro che magica. Bisogna essere soli e in silenzio per sentir parlare una casa.
Le persiane del salotto erano chiuse. Il maresciallo accese la luce, osserv con attenzione un divano di pelle fino ad individuare la posizione in cui era solita mettersi Sara Hirsch, e si sedette per guardarsi intorno. Rinaldi aveva ragione a dire che qui non c'era niente che fosse alla sua altezza. Comunque era tutta roba di una certa qualit. Nessuna imitazione di bassa lega fra il mobilio, ma nemmeno esempi di artigianato di grande qualit. Nessuno di quei pezzi unici che si vedono esposti nelle vetrine degli antiquari di Via Maggio sullo sfondo di ricchi broccati. Al maresciallo sembrava che tutto rivelasse non tanto il gusto di Sara quanto piuttosto quello di sua madre. Eppure c'era qualcosa di strano nella disposizione dei mobili. Di certo lui era seduto al posto abituale di Sara. A destra c'era una tavola con sopra un piccolo vassoio d'argento per bicchieri e tazzine da caff mentre... mentre cosa? La luce centrale che proveniva da un lampadario con tanti ciondoli di cristallo e una mezza dozzina di lampadine a
forma di candela non era abbastanza forte per permettere di leggere, e non c'era un'altra lampada. Dunque... mentre cosa? Mentre fissava davanti le ante di un grande armadio? Prima si usavano mettere sedie e divani intorno al fuoco, oggigiorno si sistemano piuttosto davanti alla TV. Guarnaccia si alz e apr le ante dell'armadio. Il televisore era grande e dotato anche di un videoregistratore. Su un ripiano pi in basso trov una bottiglia di brandy e una di Napoleon. Ma il suo interesse fu attirato da quello che mancava sullo scaffale proprio sopra al televisore. Chiuse l'armadio e decise di fare un'altra chiacchierata con Lisa Rossi, la ragazzina del piano di sopra.
Ce n'era uno scaffale pieno... be', quasi pieno. A volte ne guardavamo uno dopo che avevo finito i compiti prima che tornasse la mamma. A me per non mi piacevano mica tanto. Molti erano in bianco e nero e quelli sembrano sempre cos tristi, non le pare? Forse perch raccontano di gente di tanto tempo fa. C'entrano qualcosa con il segreto?.
Non saprei. Forse.
Il mio segreto  importante? Non l'ho detto a nessuno.
 molto importante. Sai disegnare?.
Disegnare? Mica tanto bene, non ho un buon voto a scuola.
Ma potresti disegnarmi le cose che hai visto nella cassaforte della signora Hirsch? Ad esempio i candelabri? Prova, su... qui nella mia agenda.
Erano cos... un po' piatti con tante candele, ma non mi ricordo quante. Mi  venuto uno sgorbio; gliel'avevo detto che non so disegnare.
Non importa. E le altre cose?.
Quelle non le posso mica disegnare. C'era un vestito con una frangia - io credevo che fosse una gonna, ma non l'ha mai aperto - e un cappellino. Poi c'erano dei libri, credo. A me mostrava solo le foto. Non ha mai detto niente delle altre cose, ma io le ho viste.
Il maresciallo esitava. Era di essenziale importanza non suggerire a un testimone la risposta, eppure doveva insistere su quel punto. Se le videocassette erano scomparse, una ragione ci
doveva pur essere. I ladri dovevano sapere che ce n'era una che
gli serviva, una diversa da quelle dei soliti film famosi. Con un morto inaspettato fra i piedi non si erano certo messi a cercare con attenzione, ma avevano preso tutto quello che potevano, nel caso che non avessero trovato nella cassaforte quello che cercavano. Non doveva suggerirglielo... Lisa continuava a guardarlo con i calmi occhi grigi, aspettando.
E le videocassette erano tutte nell'armadio, su quello scaffale sopra alla TV? Non ne hai mai vista una da qualche altra parte?. Non suggerire, dille qualsiasi altro posto che non sia la cassaforte. Forse nei cassetti, Lisa? La gente a volte infila in fondo ai cassetti le cose che sono importanti. Hai mai....
No! Io non, io non volevo... Voglio la mamma!.
Le lacrime cominciarono a scorrerle sulle guance e il volto pallido improvvisamente arross. Ma cosa aveva fatto? La porta dietro era rimasta aperta e lui chiam. Signora!.
Che  successo? Ma che cosa le ha detto?. La bambina si gett in avanti singhiozzando e nascose la faccia in seno alla madre.
Non avrebbe dovuto farlo, lo sa ?. Il sostituto procuratore, sorpreso, con il cigarillo acceso, continuava a fumare guardando il maresciallo senza traccia di fastidio. Sempre con un genitore, o almeno un testimone nella stanza. Viviamo in tempi difficili, maresciallo, tempi in cui non  pi possibile nemmeno fare una carezza sulla testa a un bambino. Questa ragazzina ora potrebbe inventare chiss che cosa.  chiaro che non pu provare nulla, ma non ne avrebbe bisogno.
Ma perch mai....
Evidentemente ha qualcosa da nascondere, certo qualcosa di stupidamente banale che lei ha per involontariamente fatto venire alla luce. E lei si  messo in una posizione che potrebbe suggerire alla ragazzina di accusarla per averla fatta piangere, piuttosto che ammettere il vero motivo. Resta da vedere se lo far. Non ha detto niente di preciso mentre lei era l?.
Nemmeno una parola. Non ha fatto altro che piangere,
come se fosse stata presa da una crisi isterica. Non sarei mai dovuto salire. Ma cosa credevo di ottenere?  lei la persona... quando ho scoperto che mancavano le videocassette avrei dovuto chiamarla subito, non era compito mio... io non sono un investigatore....
 perfettamente naturale che lei sia salito dai Rossi. L'unica cosa che ha sbagliato  stata quella di parlare con la bambina da solo.
S. Ma quello che mi ha detto... quel segreto di Sara
Hirsch...era qualcosa di cui non aveva parlato nemmeno alla madre e non me l'avrebbe detto se non fosse stata sola.
Allora doveva portare un carabiniere della sua stazione... ormai  troppo tardi. Se ora ci andate in due, la piccola penser di stare per essere arrestata e chiss quale crimine si immaginer di avere commesso. Dopotutto ci stiamo occupando di un omicidio, e questo fatto ha sicuramente spaventato la bambina, per quanto poco possa avere a che fare con il suo piccolo atto di disubbedienza. Adesso vada avanti con l'inchiesta. Parler io alla signora Rossi per sdrammatizzare la situazione. Si fidi di me.
Il maresciallo ritorn alla stazione di Palazzo Pitti. Si fidava del sostituto procuratore, ma lo stesso era abbattuto. Il sostituto procuratore era una persona a posto, un uomo con anni di esperienza come giudice di minorenni. Se c'era qualcuno che poteva rendere il danno reversibile, questo era sicuramente lui. Quello che opprimeva il maresciallo era il fatto di non potersi pi fidare delle sue reazioni. Anche lui, dopotutto, aveva i suoi anni di esperienza, anni in cui si era occupato della gente del suo quartiere, instaurando con loro un rapporto di fiducia, anni in cui era stato la persona a cui sapevano di potersi rivolgere per i loro piccoli e grandi problemi. Prima di allora non si era mai soffermato a pensarci. Se una cosa del genere gli fosse anche solo balenata nella mente, sarebbe stato solo per farlo brontolare sulla quantit di gente seduta nella sala d'aspetto disposta a parlare solo ed esclusivamente con lui. Lui era l'unica persona di cui si fidavano. E ora poteva essere accusato di aver molestato una bambina? Se poteva succedere qualcosa del genere allora davvero si viveva in tempi pericolosi senza che lui se ne fosse
reso conto, continuando a carezzare la testa dei bambini e a consolare le bambine. Mentre attraversava il suo ufficio si ricord con orrore che una volta una piccola ragazzina che si era persa per strada in preda ad un attacco isterico si era strappata di dosso i vestiti proprio in quella stanza e che lui aveva cercato di tranquillizzarla rivestendola alla meglio, e tutto senza testimoni. Questo pensiero gli provoc un eccesso di sudore. Si chiuse nell'ufficio senza dare la solita occhiata nella stanza del piantone. Se ne stava seduto rimuginando sulla sua situazione. Lisa stava ancora singhiozzando senza sosta, quando lui era uscito. Se non aveva fatto un solo cenno per sfiorarle i capelli, se aveva chiamato la madre, era solo perch la reazione era stata cos improvvisa, cos del tutto inaspettata da sorprenderlo, impedendogli di reagire. Be', c'era da ringraziare il cielo almeno di quello.
Ma la verit era che non ringraziava il cielo per niente. Non ne andava bene una. Poteva darsi che tutta la storia non conducesse a niente, ma le cose non sarebbero state mai pi le stesse. Se il mondo ora era cos, voleva dire che non era il posto adatto per lui. Se non poteva fare le cose nel modo che riteneva opportuno... e qual era questo modo? Ricordarsi della promessa fatta a Sara Hirsch quando ormai era troppo tardi? Era quello il modo di occuparsi della gente del suo quartiere? Se ora fosse stato accusato di qualcosa che non aveva fatto, non se lo sarebbe forse meritato, visto che nessuno lo poteva accusare di ci che aveva fatto? Nel caso di Sara Hirsch la sua mancanza era stata doppia, primo perch non era riuscito a salvarle la vita, e secondo perch non aveva scoperto i suoi assassini.
Rimase seduto per un po', spostando le pratiche da un lato all'altro della scrivania, aprendole e chiudendole, facendo finta di leggerle. Non respirava bene, era troppo caldo... Si alz in piedi. Sebbene fosse caldo, sentiva come un blocco ghiacciato dentro lo stomaco. Gli sembrava di avere ingoiato un rospo. Si sentiva sommerso dai fallimenti. E che ne era della ragazza albanese all'ospedale? La decisione di non entrare nell'appartamento era stata solo sua. E sir Christopher Wrothesly? Allora anch'io sono sotto la sua protezione. Me ne rallegro. Non aveva molti motivi per rallegrarsi. Troppo
da fare per andare a trovare un uomo malato; il grande investigatore era occupato a risolvere il caso Hirsch. E ora era troppo tardi. L'uomo era troppo malato per riceverlo.
No, no, no.... Se il mondo circostante non sapeva cosa fare di lui, non c'era da meravigliarsene.
Lorenzini apr la porta. C' qualcuno da lei?.
No.
Ah, credevo di averla sentita....
No.
Esce?.
No.
Oh... ci sono un paio di cose che dovrebbe firmare.
Lasciale sulla scrivania.
Lorenzini appoggi la roba e si ritir.
Il rospo rannicchiato nello stomaco del maresciallo si gonfiava, divenendo sempre pi freddo e pi grande. Doveva muoversi, fare qualcosa. Apr la porta e chiam un carabiniere dalla stanza del piantone. Aveva deciso di andare all'ospedale, controllare la ragazza, comunicarne il nome, fare qualcosa di utile...
Dietro di s sent Lorenzini che diceva: Ma che ne so io, aveva detto che non usciva....
La strada che portava all'ospedale era piena di traffico ma, pur osservandolo, il maresciallo in realt nemmeno lo vedeva. Sent il suo autista fare degli sporadici commenti e riusc a scuotersi abbastanza da rispondere: Hmm.... Solo dopo essersi accorto che il giovane carabiniere insisteva con le sue domande e che erano ormai nel parcheggio, riusc ad articolare un Cosa?.
Devo aspettare qui o vuole che venga dentro anch'io?.
Vieni dentro.
Lo mand alla sala infermieri con il nome e l'indirizzo della ragazza albanese.
Poi torna in macchina ad aspettarmi.
Mentre percorreva il corridoio scrutando nelle singole corsie, una giovane infermiera gli venne incontro per bloccarlo, dicendogli qualcosa riguardo all'orario delle visite.
S... grazie.... Le era passato davanti, fermandosi sulla soglia di una porta. La testa della ragazza era completamente bendata, ma lui sapeva che si trattava di lei. Distesa nel letto sembrava ancora pi giovane. Da ogni parte del piccolo corpo
fuoriuscivano dei tubi. Aveva gli occhi chiusi. Guarnaccia fece un passo nella stanza. C'era anche un'altra paziente, seduta sul letto di fronte, intenta a rimirarsi in uno specchio che teneva in mano. Indossava una vestaglia lucida con sopra dei draghi cinesi ricamati. Il maresciallo la fiss spaventato, ma non certo a causa dei draghi; si era messo a fissarli solo per evitare di dover guardare la testa della donna.


Capitolo 7.

Credevo che fosse mio marito, quando ho sentito i passi. A volte fa una capatina fuori degli orari consentiti. Sa com'... ha un ristorante, e l'ora delle visite  proprio quella quando ha pi da fare.
S.... Guarnaccia continu imperterrito a fissare i draghi fino a quando non gli venne in mente che forse la donna poteva pensare che le stesse osservando il corpo. Era giovane e snella. Si sforz di alzare gli occhi per guardarla in faccia. Era carina: molto truccata, con le labbra rosse lucide come la vestaglia. Si gir di botto e guard in basso verso la ragazza albanese: Enkeleda. Dietro di lui, la donna dai draghi continu imperturbata a chiacchierare. Sembrava dimentica del fatto che, per una qualche ragione, le era stata da poco aperta la scatola cranica - come si fa con un uovo sodo - e quindi ricucita con dei brutti punti neri. Faceva proprio venire in mente Frankenstein. Oltre a questo, in cima alla testa rasata c'era un buco dal quale spuntava un tubo trasparente dove un liquido giallo fluiva lentamente fino ad un sacchetto di plastica attaccato alla testa con dei cerotti.
Pi che i punti sulla ferita arrossata era questo armamentario a indurre il maresciallo a guardare altrove. La donna sembrava accettare questo atteggiamento senza sentirsi offesa. Era pi che chiaro che lui era venuto per Enkeleda e altrettanto chiaro che non avrebbe potuto conversare con la ragazza; pertanto la donna continuava a parlare.
Le spiace se continuo a depilarmi le sopracciglia? Quando lei  entrato avevo gi cominciato, e non posso mica lasciarle a met, non crede?.
Ma come poteva fare una cosa del genere? Al maresciallo si serr lo stomaco al pensiero che potesse compiere un'operazione cos dolorosa in prossimit della ferita alla testa.
Il primario dice che  un buon segno quando una donna operata ricomincia ad occuparsi del suo aspetto.  stato proprio stamattina, quando  entrato mentre mi stavo dando lo smalto. Be', pu essere come dice lui, ma io devo curare il mio aspetto per via del mio lavoro: sa, sono parrucchiera... pensi che roba! Peggio di cos non mi poteva andare! Lo so che i capelli ricrescono, ma chiss quanto ci vuole!  quello che vorrei sapere. Secondo lei, posso forse farmi vedere al
negozio in queste condizioni?.
No....
Pensa che dovrei mettermi una parrucca?.
Non saprei....
Costano un mucchio di quattrini, se si vuole qualcosa di decente.
Immagino di s.
Per cos potrei tornare a lavorare prima, quindi forse ne vale la pena. Lei cosa farebbe al mio posto?.
Non poteva certo dirle che si sarebbe messo a urlare dalla paura se avesse avuto un buco in cima alla testa con un tubo pieno di liquido che ne fuoriusciva... e quella roba gialla, chiss poi cos'era.
Dicono che pi si tagliano i capelli e pi veloci ricrescono, e credo che i miei siano cresciuti un bel po'. Io direi che sono gi a mezzo centimetro, non le sembra?.
Oh, s, direi proprio di s.
Ma se non ha nemmeno guardato! Forza, me lo dica onestamente.
Guarnaccia gir la testa verso la donna, pur cercando di non guardare. S, direi un mezzo centimetro buono. Poi si rivolse di nuovo alla silenziosa figura avvolta dalle bende. Agganciato al sostegno laterale del letto, c'era il sacchetto del catetere.
Non da ancora segno di vita, povera piccola. Le ho parlato molto e ho tenuto accesa la radio. Sembra che aiuti.
S. L'avrebbe aiutata di pi essere tolta dalle mani di quegli uomini mentre erano ancora nell'appartamento, accidenti...
Dovrebbe dirle qualcosa, stringerle il braccio, farle sentire che  qui. Hanno detto che non ha nessuno...  albanese, vero?.
S.
Non ha mica delle belle prospettive allora, se riesce a cavarsela. L'infermiera mi ha raccontato come  andata. L'hanno buttata fuori da una macchina, vero? Non  la prima. L'ho visto al telegiornale. Ma lei si sente bene? Non mi sembra che abbia un buon aspetto. Credevo che gente come lei fosse abituata a questo genere di cose, col lavoro
che fa. Incidenti stradali, assassinii e roba del genere.
E lei ha avuto un incidente?.
Io? No. Un tumore al cervello.
Un tumore al cervello? Ma se sta cos bene,  cos piena di vita....
Be', adesso me l'hanno levato. La cosa che mi preoccupa di pi sono i capelli. Pensare di fare la parrucchiera ed essere calva. Ma voglio dire, mi guardi un po'!. Accenn al cranio e il maresciallo fece finta di guardare. Dal letto accanto a lui si sent una risatina divertita. I due fissarono Enkeleda. Aveva aperto gli occhi, occhi marrone scuro che guardavano divertiti quell'affare strano in cima alla testa calva dell'altra paziente.
Brava, tesoro, fai una bella risata. Sembro scema, vero? Proprio scema!. Continuava a ripeterlo, indicando la testa e ridendo.
Scema!. La risposta fu inequivocabile, anche se pronunciata male, e venne seguita da una risatina.
Il maresciallo si alz e suon il campanello alla testata del letto.
Sarebbe bene che venisse subito un dottore.
Ci penseranno le infermiere. Sentiamo un po' cosa dice prima che la rigirino da cima a fondo. La donna si avvicin chinandosi sul letto. Allora tesoro, come ti chiami? Su, diccelo. Io sono Marilena - disse indicando se stessa -.
Marilena, e tu? Tu?.
Enkeleda.
Enkeleda. Bellino. Guardi, muove il braccio.
Il braccio era insicuro e la mano fiacca, ma era chiaro che cosa volesse indicare la ragazza. Scema!. Ridacchi di nuovo con gli occhi scuri che le brillavano. Poi il braccio ricadde gi e l'espressione cambi mentre scrutava la stanza, come se stesse cercando qualcosa. Mamma? Mamma!.
Vuole la mamma, ecco cos'. Deve essere pi giovane di quanto hanno detto, a giudicare dalla voce. Non ti preoccupare, tesoro. L'infermiera si occuper di te e il maresciallo trover la tua mamma e le dir di venire da te. No, no, non piangere. No!.
Ma gli occhi scuri si erano gonfiati di lacrime che cominciarono
a scorrerle lungo le guance. I lamenti erano pi deboli ora, ma pieni di disperazione. Mamma! Mamma!. Si toccava il corpo con la mano tremante, aggrottando la fronte e protestando come un micino affamato, alla ricerca di qualcosa.
Fa male?  solo un ago... non toccare il tubo, tesoro. Poverina. Ti fa male?.
Fa male!. Con la mano fiacca e insicura indic la flebo. No, fa male! No, fa male! Mamma!. Si era messa a piangere sul serio ora; singhiozzi deboli e scoraggiati le scuotevano tutto il corpo.
Il maresciallo si precipit fuori passando davanti a un'infermiera che gli stava dicendo qualcosa, ma lui non la sent nemmeno.
Dove sono i ragazzi?.
In camera loro, hanno gi mangiato.
Stanno ancora giocando con quel maledetto computer. Era un'affermazione, non una domanda, dati gli inconfondibili e fastidiosi rumori che si avvertivano.
Salva, per l'amor del cielo. Sono in vacanza. E il fascino della novit si sar dileguato prima che ritornino a scuola.
Tutto quello che pretendo  di poter mangiare a tavola tutti insieme come una normale famiglia, invece di dover stare seduti qui in due ad ascoltare quel fracasso mentre mangiamo.
Ma lo sai almeno che ore sono?.
No, perch?.
Sono le dieci meno venti.
Davvero?.
Oh, santo cielo. Parlo arabo forse? Tua madre aveva ragione.  inutile rivolgerti la parola quando sei di questo umore. Vuoi del pane? Ma veramente, Salva, potresti almeno....
Il maresciallo mangiava meccanicamente, assorbendo il suono della voce della moglie, che impediva al ranocchio accovacciato dentro di lui di muoversi. Dopo esser tornato dall'ospedale era rimasto a lungo seduto nel suo ufficio. Si ricordava vagamente di aver firmato della roba che Lorenzini
gli aveva lasciato sulla scrivania, e anche di aver messo da parte un appunto che gli chiedeva di telefonare a qualcuno, ma avrebbe a mala pena saputo dire che ne era stato del resto del tempo. Poteva darsi che l'avesse trascorso ad aprire e a chiudere cartelle di documenti, spostandoli da un posto all'altro, esaminandoli minuziosamente alla ricerca di qualcosa. In effetti era davvero alla ricerca di qualcosa, ma non sarebbe mai riuscito a trovarla nei documenti che sfogliava senza in realt nemmeno vederli. Eppure questo esame minuzioso era necessario, come una consuetudine gestuale, anche se l'inutilit pratica lo irritava. E intanto il tempo passava, mentre nella mente gli si proiettavano a turno le immagini di documenti senza senso, della piccola Rossi in lacrime, di una mano tremante che cercava di strapparsi l'ago di una flebo. Come si fa a difendersi dai pensieri? Non basta chiudere gli occhi per eliminare un'immagine da dentro la testa. Continuava ostinatamente a spostare le sue carte. Rossi... l'appunto di Lorenzini. Di nuovo lo spinse da una parte per evitare la dolorosa fitta di angoscia che gli provocava, senza per mollarlo. Che cosa aveva detto la signora Rossi? No, no, non era lei, era il pizzicagnolo. Non c' bisogno che porti questi pesi... ma cos'era? O l'aveva detto Rinaldi? Detto cosa? Deve essere stato nel suo appartamento....
No, no, era la signora Rossi... Riprese in mano l'appunto senza rendersi conto del suo contenuto. Era stata lei a dirgli qualcosa del mobilio. Nella sua memoria tornavano ora con chiarezza le parole di Linda Rossi: C' poco movimento in questo edificio, se si escludono i mobili di Rinaldi che a volte vengono spostati tra il negozio e il primo piano.
Spinse tutto in un cassetto sbattendolo e si appoggi allo schienale fissando insistentemente la cartina di Firenze attaccata alla parete opposta. Fece un profondo respiro, quasi un sospiro, si alz per avvicinarsi concentrandosi con espressione tetra sullo Sdrucciolo dei Pitti e battendovi ripetutamente l'indice sopra.
Non c' bisogno che porti la roba pesante..., disse a voce alta, citando il pizzicagnolo. Non era necessario correre nessun rischio.
Poi era tornato nel suo appartamento, presentandosi in
cucina alle dieci meno venti. Dopo cena rimase seduto accanto a Teresa che guardava il telegiornale della notte, fissando lo schermo in silenzio. Quando andarono a letto si addorment all'istante e a colazione rimase muto come lo era stato a cena. Si affacci alla stanza del piantone solo per annunciare: Esco.
Ha visto il biglietto con l'appunto del numero di telefono...?.
Pi tardi, quando torno.
Lorenzini lo scrut attentamente chiedendo: Ha bisogno di un'auto?.
No, vado a piedi.  solo dall'altra parte della strada, ma pu darsi che mi ci voglia del tempo.
Era pi caldo che mai, ma il sole non si vedeva, nascosto da un'abbagliante cappa di piombo.
'Giorno maresciallo.
Oh, maresciallo! Prende un caff?.
Il riverbero lo disturbava anche attraverso le lenti scure. Si pass un fazzoletto piegato sugli occhi, lasci scivolare gli occhiali nel taschino della giacca, e spinse la maniglia del negozio d'antiquario. La porta non si apr. Guarnaccia scrut nell'oscurit. La lampada sulla piccola scrivania era accesa, ma dentro non c'era nessuno. Naturalmente poteva darsi che qualcuno fosse nel retrobottega.
Buss sul vetro, aspettando, suon anche il campanello. Probabilmente c'era un cortile con il bagno dietro al laboratorio di restauro, ma se Rinaldi era dentro, perch aveva chiuso la porta a chiave? Inoltre c' un istinto che ci dice quando i campanelli e i telefoni suonano in una stanza vuota. Il maresciallo guard il furgone parcheggiato a met sul marciapiede e segn la targa. Poi si gir di nuovo verso i campanelli. Il dito rimase sospeso su quello del primo piano con la scritta "Rinaldi", poi si spost su "Rossi". Se non fosse successo niente avrebbe chiesto a Linda Rossi di aprirgli il portone in modo da sorprendere Rinaldi. Era sicuro che l'antiquario non fosse nel retro del negozio, e altrettanto sicuro che l'avrebbe trovato nell'appartamento. Purtroppo, era successo quel che era successo. In quel momento il portone si apr e Linda Rossi usc portando un sacchetto di spazzatura.
Oh maresciallo, sono cos contenta che sia venuto. Quando non mi ha richiamato ieri sera pensavo.., ho riprovato io, e mi hanno detto che era uscito. Spero che non sia arrabbiato con Lisa. E solo una bambina dopotutto, e la morte della signora Hirsch l'ha spaventata.
Certo, certo,  comprensibile.
E poi era una cosa da niente.
Una cosa da niente....
Una stupidaggine da bambini... mi spiace, forse vuole salire?.
Devo parlare a Rinaldi.... Ecco. Era dentro.
Linda Rossi continuava a chiacchierare, imbarazzata. Non voglio approfittare ancora del suo tempo. Solo una stupidaggine da bambini, come le ho detto. La signora Hirsch era andata a comprare della roba dal pizzicagnolo e Lisa aveva guardato nei suoi cassetti, provando qualche gioiello, sbirciando in giro alla ricerca di chiss quali segreti. Credo che quella storia della cassaforte le abbia fatto venire l'idea che ci fossero dei dispositivi antifurto, delle telecamere nascoste o sa Dio che cos'altro. Comunque, pensava che lei l'avesse scoperto e aveva paura, e poi con il fatto della morte... vede, quando lei le ha chiesto se aveva guardato nei cassetti, Lisa ha pensato di aver commesso un crimine. Non c' verso di convincerla. Non si sentir sollevata finch lei....
Verr su a parlarle dopo che ho fatto con Rinaldi.
Devo andare a prendere un paio di cose al mercato di Santo Spirito. Non ci metter pi di mezz'ora, comunque, suoni pure il campanello, Lisa  in casa. Gliene sarei proprio grata.
Non si preoccupi. Stava per procedere, con lo sguardo rivolto in su verso il primo piano. Le parler. Si mise a salire le scale. Sul pianerottolo sent delle voci che provenivano da dietro la porta chiusa. Aspett senza fretta per non interrompere. Del resto non c'era bisogno di tendere le orecchie; e non tanto per il tono infuriato con cui gridavano, bens perch gli era chiara la causa del litigio e i dettagli delle invettive reciproche non lo interessavano particolarmente, visto che comunque non sarebbero potute servire come capo d'accusa. Le voci si avvicinarono alla porta.
Nemmeno un centesimo di pi!.
Non ti puoi mica permettere di dettare le condizioni.
E invece s! Eccome se lo posso!.
Abbiamo fatto quello che avevi detto. Ora devi pagare.
Per cosa? Per cosa?.
Non  colpa nostra! Noi abbiamo fatto quello che hai detto.
Vi avevo forse detto di ammazzarla?.
Forse no, ma tanto non ti fa mica scomodo, giusto?.
Ma siete imbecilli? Mi fa comodo avere gli sbirri alle calcagna? Dovreste essere voi a pagare me per la cazzata che avete fatto... e tutto per niente.
E la roba che abbiamo preso? Che fine ha fatto?.
Che roba? E dove sarebbe? Che prove avete? Se volete il mio consiglio, prendete questa busta e levatevi dalle palle prima che qualcuno vi scopra.
Si sent una terza voce, pi bassa e meno sicura. Se  cos, ti facciamo venire dentro anche te.
Eh, no che non lo farete. E ne sono cos sicuro che quasi quasi mi viene voglia di fare una soffiatina al mio amico procuratore sul vostro conto.
Aveva forse alzato la cornetta del telefono mentre pronunciava queste parole? Sembrava di s. Si sent come una zuffa, un grido di Figlio di troia. La porta si apr.
Buongiorno - disse il maresciallo -. Stavo proprio per suonare il campanello. Le spiace se entro?.
Un breve lampo di paura illumin gli occhi di Rinaldi, ma il maresciallo mostr un volto cos indifferente e privo d'espressione che l'antiquario si riprese all'istante.
Ah, maresciallo. Cosa posso fare per lei? Se vuole scusare i miei facchini... se ne stavano giusto andando.
I due giganti, rossi in faccia come quando avevano scaricato la cassa con la statua di marmo, fecero per passare davanti, poi si fermarono. Il maresciallo se ne stava fermo sulla soglia, riempiendola con la sua figura massiccia, fissandoli a turno con i suoi grandi occhi. Aspettava. Il loro sguardo si mosse, ma loro non cercarono di uscire passandogli davanti. Lo guardavano come se temessero che li avrebbe potuti azzannare alla minima provocazione. Ma non avevano da temere
niente. Al maresciallo interessava Rinaldi. Per me non c' bisogno che ve ne andiate - disse Guarnaccia, tranquillo tranquillo -. Al contrario, preferirei che rimaneste... oh, solo un momento. Sto facendo qualche indagine sul signor Rinaldi qui presente e.... visto che siete suoi collaboratori, potreste forse essermi utili in qualche punto. Niente di particolare, tutte cose di ordinaria amministrazione. Intanto lasciatemi i vostri nomi e indirizzi.
Quando pi tardi disse loro che erano liberi di andarsene, i due indugiarono, disorientati, come se avessero avuto bisogno di un segnale particolare di via libera. Non ottennero che un'occhiata blanda e assente. Guardarono Rinaldi, che li spinse fuori chiudendo la porta dietro di loro prima di volgersi di nuovo al maresciallo.
E allora? Cosa posso fare per lei?. La giovialit messa in mostra fino a un momento prima si era dissolta del tutto. E nemmeno cerc di riprendere l'argomento del "mio amico procuratore". Si sentiva ancora sicuro di s, ma non era uno stupido.
Avrei bisogno di un piccolo favore - rispose il maresciallo -. Gradirei usare il suo telefono.
Ma certo. Ce n' uno proprio qui. Esco un attimo, cos pu parlare liberamente.
No, no. Resti qui. Mentre il maresciallo componeva il numero, i suoi occhi si posarono sul mozzicone di sigaro spento nel portacenere d'argento accanto al telefono. Pass i numeri di targa del furgone a Lorenzini dandogli istruzioni su come procedere.
No, devi semplicemente seguirli. S, sono in due. Ti dir il resto quando sei per strada. Guarnaccia riappese.
Rinaldi continuava a controllarsi. Non so cosa abbiano fatto quei due, ma mi sembra opportuno sottolineare che non sono miei dipendenti, per cui....
No, non credo che troveremo una sola fattura per i trasporti che hanno fatto per lei, ma non importa. Non dubito affatto che saranno loro a dirci tutto. Inoltre, come dicevo,  lei che mi interessa.
Non riesco a capire perch.
Mi dispiace dover confessare - ammise il maresciallo -
che non lo so neppure io con esattezza. So quello che lei ha fatto, ma non so per quale motivo. Ma, dopotutto,  per il fatto in s, e non per i motivi, che ho intenzione di arrestarla.
Lei non mi pu arrestare. Rinaldi era sinceramente stupito. Non credo che lei abbia un mandato.
No - ammise il maresciallo - non ce l'ho, e pertanto dovr chiederle di poter usare di nuovo il telefono per chiamare il suo amico procuratore e farmene rilasciare uno. Pu darsi che si rifiuti, come  probabile, ma nel caso che questo non avvenga, le consiglio di chiamare prima il suo avvocato. In ogni caso dovremo aspettare per vedere cosa succede con i due facchini, e non so dove stanno andando. Guard i loro indirizzi, accigliato. Immagino che andranno a questo indirizzo. Un bel posticino di campagna e nemmeno troppo lontano....
Ma  ridicolo!.
Il maresciallo lo fiss. Rinaldi stava facendo del suo meglio per mostrarsi contrariato, ma sembrava sul punto di svenire. Forse dovrebbe sedersi. Meglio ancora, faccia quella telefonata all'avvocato e poi ci metteremo seduti tutti e due. In ogni caso, ci vorr del tempo.
Ci volle quasi tutto il giorno. Rinaldi fu condotto al comando di Borgo Ognissanti, e cos il maresciallo fu lasciato libero di raggiungere i suoi uomini che stavano seguendo il furgone con una macchina civile. Quando Guarnaccia li raggiunse, stavano parcheggiando su una strada di campagna vicino a una stradina sterrata che scendeva a destra nella valle.
 una strada senza sfondo - disse Lorenzini indicando il cartello inchiodato a un albero - e non penso siano andati tanto oltre quella svolta laggi in fondo, dove finisce il vigneto. Da qui abbiamo sentito spengere il motore. Sta arrivando anche una macchina di rinforzo.
Pu darsi che dobbiamo rastrellare la zona... a meno di non essere fortunati. Il maresciallo disse al giovane carabiniere che aveva fatto da autista a Lorenzini di andare alla villa che si trovava dall'altra parte della strada. Domanda se c' una discarica, o un posto dove la gente getta rifiuti illegalmente. Potrebbe risparmiarci del tempo. Chiese poi a
Lorenzini: Hai detto ai nostri di arrivare senza farsi notare?.
S.
Bene. A volte era il caso di arrivare lampeggiando e a sirene spiegate, spruzzando ghiaia in tutte le direzioni, a volte invece no. Arrivata la macchina di rinforzo, che si mise accanto alla loro bloccando l'entrata della stradina, il maresciallo entr nell'altra auto con Lorenzini e scese lentamente fino alla fine del vigneto. Stava cominciando a piovere. Da entrambi i lati le grandi foglie delle viti, colpite dalle gocce, si agitavano. Quando i due carabinieri girarono la curva fermandosi davanti a una casa di contadini, aveva di nuovo smesso di piovere. Scendendo dalla macchina sentirono l'odore della pioggia e della polvere bagnata della stradina. I tuoni brontolavano vicino.
Rimasero fermi a osservare una delle poche case coloniche della zona che non era stata ristrutturata dalla gente di citt, abituata a farne delle dimore da cartolina con tanto di lampioncini di ferro battuto e pavimenti in finto cotto. Questa era rimasta allo stato originale. Era in pietra, e aveva una torretta centrale con una piccionaia. Sotto l'arco della facciata erano appese trecce d'aglio, mazzi di erbe da essiccare e pannocchie di granturco rosso per i polli che beccavano l sotto, all'ombra, tutt'intorno. Una vecchia, mentre con un mestolo tirava fuori da un bidone del mangime per le galline, sollev lo sguardo. Portava uno straccio di vestito a fiori fermato sul petto con una grossa spilla da balia e delle ciabatte di plastica. Mentre le andavano incontro, un cane schizz fuori da destra, abbaiando, per arrestarsi poi all'improvviso e balzare indietro con un guaito di protesta, quando la catena ebbe raggiunto tutta la sua estensione.
Che c'?. La vecchia, essendo gobba, guard in alto senza per raddrizzarsi.
Stiamo cercando - il maresciallo lesse i nomi nell'agenda - Giusti Gianfranco e Falaschi Pietro.
La vecchia indic la porta principale con un cenno della testa. Sono dentro.
Non mostr n sorpresa n curiosit, e questo fu pi eloquente di qualsiasi commento.
I  due carabinieri entrarono. Il maresciallo si tolse gli occhiali e scrut nella stanza buia. L dentro non c'era nessuno. Sentirono il rumore del furgone che veniva messo in moto e se ne andava crepitando.
Bene - mormor il maresciallo -. Direi di dare un'occhiatina in giro. Si gir per chiamare la donna anziana: Signora? Possiamo dare un'occhiata veloce? Non toccheremo nulla.
La vecchia scroll le spalle spargendo il mangime, poi prese un cesto e se ne and a raccogliere le uova.
Esaminarono la grande cucina.
Lorenzini disse: Non credo che abbiano nascosto qualcosa.  pi probabile che stessero qui seduti a pensare a cosa fare.
S. La stanza era pulita e arredata in modo spartano. Sul grande tavolo dal ripiano di marmo c'erano un fiasco di vino e due bicchieri da cucina con ancora qualche goccia rossa rimasta sul fondo. Due sedie ai lati opposti erano state spostate all'indietro. Quel genere di casa aveva di solito una sola entrata, ma il maresciallo trov dopo poco una stanza contenente mangime e fertilizzanti che aveva un'uscita su una scala esterna. In fondo alla scala si vedeva un guazzabuglio di baracche tirate su alla meglio sul livello pi basso del terreno dietro alla casa. I due uomini scesero a vedere. Una delle baracche era vuota, e serviva evidentemente da rimessa per il furgone con cui erano andati via. In un'altra c'era un vecchio trattore, un motorino e diversi arnesi agricoli. La successiva era buia e maleodorante, piena di conigli stipati in gabbie.
Stiamo cercando qualcosa di particolare?, chiese Lorenzini.
No... s. Non la cassaforte, ma quello che possono aver usato per aprirla. Non conosco questi due tipi. Forse dovresti. ... Tir fuori l'agenda e gliela pass.
Lorenzini, abituato ad interpretare i pensieri del maresciallo senza l'aiuto della parola, la prese e fece per andarsene. Torno subito.
Il maresciallo continu a ispezionare senza toccare. Lorenzini fece fare un controllo via radio sui precedenti penali dei due uomini. Mentre era assente, il maresciallo aveva trovato
in una madia senza sportelli una fiamma ossdrica e una maschera di protezione. Aveva toccato qualcosa mentre tirava via un vecchio lenzuolo a fiori che serviva da copertura. Lorenzini ritorn confermando i suoi sospetti.
Furto aggravato di auto, tre condanne. Suppongo che cambiassero le targhe qui. E ora? Ci facciamo dare un mandato per poter rovistare dappertutto?.
No, no. Erano seduti in cucina a bere il vino.  meglio che ce ne andiamo. Gli altri sono ancora in cima al sentiero ad aspettare?.
S, sono ancora l.
Apparve la vecchia, con del mangime per i conigli. Il maresciallo le chiese: Uno dei due  suo figlio?.
La donna fece una smorfia. Piero. Uno smidollato come il padre, ma  tutto quello che mi rimane. Quell'imbroglione di Giusti l'ha trascinato di nuovo nei guai, vero?.
Ho paura di s.
E ora devo di nuovo arrangiarmi da sola se lo mettete dentro? Mi dice come faccio? So bene come vanno le cose in prigione. Se ne stanno a giocare a carte, a fumare, a drogarsi, a progettare ancora pi truffe per quando usciranno, mentre io sfacchino qui da sola.
No, signora, lei non ce la pu fare. Ha bisogno di aiuto.
Ho bisogno di aiuto! S che ce l'ho! Ho anche un figlio, no? Dovrebbe essere lui ad aiutarmi, lui!.
Li scrutava attentamente, con il volto rugoso come pietrificato dalle lacrime e portando sulla schiena gobba un fascio di erba tagliata. Non sapevano cosa dirle e lei se ne rendeva conto. Il suo lamento era una reazione istintiva come l'attacco del cane incatenato. Non si aspettava n risposte, n risultati. La speranza aveva ormai lasciato il posto alla monotonia della sorte giornaliera.
I due carabinieri se ne andarono. Il tuono si stava avvicinando.
Era stato deciso che Lorenzini e il giovane che fungeva da autista arrestassero Giusti e Falaschi. Falaschi, quello con l'unta coda di cavallo bionda, era il figlio della vecchia. Se anche gli fosse venuto in mente di preoccuparsi per la sorte
della madre che si dava da fare per tirare avanti il podere durante la sua assenza, non lo diede a vedere. Senza dubbio il suo avvocato avrebbe sfruttato la situazione pi tardi. Giusti, il pi vigoroso e forte dei due, con la scura testa rasata, aveva una moglie e due bambini piccoli a casa. Lorenzini avrebbe dovuto portare alla moglie la cattiva notizia.
Il maresciallo rimase in piedi al bordo di un sentiero che passava per un boschetto declinando ripidamente sulla destra. Un cartello inchiodato a un albero accanto alla sua testa ammoniva "Divieto di scarico". L in fondo da qualche parte fuori della sua vista due carabinieri stavano cercando. Guarnaccia era ben felice dell'ombra che gli offriva il boschetto, nonostante l'aria ferma e soffocante. I lampi si intervallavano veloci illuminando il cielo, seguiti a breve distanza da tuoni i cui rimbombi e schianti si facevano ormai sentire da vicino.
Maresciallo!. Gli stavano facendo cenno con la mano mentre risalivano.
La cassaforte  proprio laggi, tutta intera. Non  molto grande,  stata aperta con fresa, ascia, randello, qualsiasi cosa avessero a disposizione per demolire. C' della roba dentro, ma bisogna sbrigarsi e far chiamare la Scientifica prima possibile. Sta per venire un acquazzone.
Dubito che ci siano delle impronte - disse il maresciallo -. Che altro....
Sangue. Ce n' un sacco su dei vestiti da uomo e sulla cassaforte. Era pieno di rifiuti laggi e abbiamo cercato di tirar su una specie di riparo arrangiato con un po' di mobili e di materassi, ma dobbiamo muoverci!.
Si mossero. Il maresciallo chiam la scientifica, ma era inutile. Con un fracasso assordante di tuoni ebbe inizio il diluvio estivo.
Non posso arrestare quell'uomo. Il sostituto procuratore guard il maresciallo e poi il capitano Maestrangelo, che li aveva ricevuti nel suo ufficio. Lui e il sostituto procuratore erano seduti su un lungo divano di pelle. Il maresciallo stava in piedi spostando il proprio peso da una gamba all'altra, berretto alla mano, occhi puntati sul dipinto a olio dalla cornice dorata che pendeva sopra alle teste degli altri due.
Se mi lascia solo un minuto con quei due....
Lei  davvero convinto che parleranno?. Maestrangelo aveva uno sguardo dubbioso. I due non hanno bisogno di molta fantasia per immaginare che Rinaldi sgancer i quattrini per farli difendere da un avvocato capace di tenere il suo nome fuori da tutta la faccenda. Si pu mettere seduto, Guarnaccia.
Sto bene cos, grazie. Non tutti hanno fantasia, giusto? Io, ad esempio, non ne ho. I due sono stati separati tutto il tempo, questa  la cosa importante. Rinaldi  troppo sicuro di se stesso e di certo non si aspetta una cosa del genere.
Che occhiata era quella che si scambiarono il capitano e il sostituto procuratore? Fu una frazione di secondo, ma anche il maresciallo la vide. Significava forse che non gli credevano?
Il guaio  - sottoline il sostituto procuratore, ma perch sorrideva? - che nemmeno io me l'aspettavo. Lei ha una reputazione - per cos dire - di persona un tantino lenta, per cui  ancora pi....
Ha ragione, mi dispiace. Faceva del suo meglio, ma era sempre la stessa storia, arrivava sempre troppo tardi. Quell'acquazzone... Il fatto  che non potevo far chiamare la scientifica prima di sapere dove fosse la roba.
"La roba", messa al sicuro in sacchetti di plastica, era sparpagliata sulla scrivania del capitano dall'altra parte della stanza: il candelabro a sette bracci, il Talmud, la stola per pregare e la papalina che il sostituto procuratore chiamava kipphah, le fotografie ingiallite.
Il capitano si alz e attravers la stanza per andare a guardare tutto di nuovo e scosse la testa. Questa roba non ci sar di grande aiuto, perch non vogliamo quello che hanno lasciato, ma quello che hanno preso, e che ha causato la morte della Hirsch, che sia stato un atto intenzionale o no.
Dietro di loro il maresciallo toss discretamente. Non credo....
Cosa?, chiesero i due all'unisono. Guarnaccia era imbarazzato ed evit il loro sguardo, rivolgendosi piuttosto a un altro dipinto ad olio, una pastorella vestita di seta e con scarpette a punta - ma perch era vestita in quel modo? - e dicendo
Dubito che abbiano trovato quello che stavano cercando.
Sebbene il suo sguardo fosse rivolto in un'altra direzione, Guarnaccia avvert l'occhiata che ancora una volta pass fra i due. Non avrebbero dovuto sprecare il tempo in quel modo. Rinaldi stava aspettando nella stanza accanto per fare quella che era stata chiamata una "chiacchierata non ufficiale". Era un modo per indurlo a riconoscere di avere bisogno di un avvocato. Fino a quel momento l'aveva rifiutato con arroganza, sostenendo di non averne bisogno. Bisognava cercare di farlo uscire allo scoperto. Non appena fosse intervenuto un avvocato, questi si sarebbe sicuramente anche occupato di difendere i due facchini, e cos le informazioni avrebbero cominciato a fluire da una parte all'altra. Non capivano che questo costituiva un pericolo?
Naturalmente lei ha ragione, disse il sostituto procuratore. Si interruppe per prendere uno dei suoi cigarilli, ma, incontrato lo sguardo del capitano, si affrett a rimetterlo a posto, prendendo atto del pavimento lucido, dei tappeti eleganti, del rigoglioso e lucido ficus e dell'aria fresca e pulita, tutto cos diverso dall'atmosfera del suo ufficio.  essenziale tenerli separati, ma posso farlo solo se tengo dentro i due - per quello ci sono abbastanza prove - e lascio uscire il terzo.
Rinaldi gli mander un avvocato.
S,  vero, gli mander un avvocato. Mi dia le prove per un mandato d'arresto, altrimenti tutto quello che posso darle  un mandato di perquisizione. Come fa a sapere che non hanno trovato quello che cercavano? Che non  nell'appartamento di Rinaldi?.
Ma perch la gente perde cos tanto tempo a chiacchierare? A cosa serve cercare le parole per spiegare il perch e il percome? C' il tribunale per quello. Chiacchierare  compito degli avvocati. Gett uno sguardo speranzoso in direzione del capitano Maestrangelo, come per fargli comprendere che aveva bisogno di andare via, che aveva bisogno di essere sciolto. Era vero, s, che l'acquazzone aveva eliminato ogni traccia di sangue, ma gi c'erano due uomini in cella, pieni di paura. Non era il loro primo arresto, ma pur essendo
ladri di macchine e probabilmente anche disposti ad ogni genere di affare losco, non erano dei killer su commissione. Ed era certo quello a cui pensavano, laggi, chiusi nel caldo claustrofobico delle loro celle, ognuno da solo senza avere la possibilit di parlare all'altro. Per le tracce di sangue era stato troppo tardi, ma quei due questo non lo sapevano e ora non poteva perdere altro tempo.
Guarnaccia si avvicin alla porta borbottando qualche scusa, e guardando i volti dei suoi superiori. Lo lasciarono libero.
Ho la sensazione di dover preparare quel mandato, lei che dice?.
Era la voce del sostituto procuratore dietro di lui. Intendeva dire un mandato di perquisizione? No, no... non sarebbe servito a niente. I due uomini gi gli avrebbero detto quello che voleva sapere. Un paio d'ore con quello dalla testa rasata, probabilmente un paio d'ore di silenzio pressoch totale. E poi il pi debole, Falaschi, quello con la coda di capelli untuosi. Era stato lui a pronunciare quella debole minaccia che il maresciallo aveva sentito sul pianerottolo davanti all'appartamento di Rinaldi, Se  cos, ti facciamo venire dentro anche te.
Era la madre la chiave giusta!  tutto quello che mi rimane adesso. Come far a cavarmela?. Falaschi doveva uscire di prigione e il maresciallo aveva intenzione di salvarlo da una condanna. Ci mise meno di un'ora e mezzo. Se Giusti, con la sua testa rasata che luccicava nonostante la fievole luce artificiale della cella senza finestre, poteva essere usato come testimone contro il pi debole Falaschi, il fatto che Rinaldi non fosse stato arrestato costituiva a sua volta la miglior arma contro Giusti. Il maresciallo riusc a farsi dire tutto quello che sapevano e torn a casa in tempo per il pranzo. Ora aveva anche appetito.
Teresa disse: Mi sembri proprio contento oggi.
S.
E allora?  un segreto?.
No, no... Ero solo un po' preoccupato che le cose non andassero per il verso giusto. Fai la pasta corta? Oggi proprio non mi va.
Teresa richiuse il recipiente di vetro e prese un pacchetto di spaghetti dalla credenza. Immagino che me lo dirai, prima o poi.
Cosa?.
Probabilmente proprio mentre stiamo guardando un film alla televisione.
Un film? Che film?.
Salva, adesso ti sei piazzato proprio nel mezzo. Lasciami cucinare, no?!.
Ma lui la ferm per abbracciarla, poi qualcosa che aveva detto gli sugger di accendere il televisore piccolo per sentire sul terzo canale il telegiornale regionale delle due.
Ragazzi ! A tavola !. Teresa butt gli spaghetti nell'acqua che bolliva.
E spegnete quel maledetto arnese!, aggiunse il maresciallo regolando il volume del televisore. Anche i Rossi stavano seduti a tavola con il televisore acceso, a guardare il TG2, quando si era fermato da loro mentre tornava a casa. La sedia in mezzo a loro era stata spostata, e il piatto di pasta era pieno a met.
Sapesse come si vergogna. Abbiamo cercato di spiegarle che quello che ha fatto  stato un gesto da bambina e che non aveva niente a che vedere con... ci che  avvenuto. Non  vero, forse?.
Certo,  vero.
Vuole scusarsi con lei per essersi comportata in quel modo.  proprio mortificata, perch lei le sta simpatico. Pu andare di l per favore? Davanti a noi si vergogna.
Lisa era seduta sul letto. Il volto era arrossato e si vedevano ancora delle tracce di lacrime.
Non dir a nessuno quello che ho fatto, vero?.
A nessuno. Tu hai mantenuto il segreto. E allora anche questo sar un segreto. Scordatene, non  importante. Dai, ora, che la pasta ti si fredda, vieni. Mentre ritornavano nell'altra stanza le fece una carezza sui capelli.
Pap? Pap! Sto parlando con te! Mamma, non sta mai a sentire.
Sta ascoltando.
Sto ascoltando.
Allora, se noi non possiamo tenere acceso il computer durante i pasti, perch tu puoi guardare la tele?.
Perch....
Allora, perch?.
Perch finch non sei adulto devi obbedire.
Oh, pap!.
Tot, ora smettila, intervenne Teresa, dando un'occhiataccia al marito per farlo tornare in s.
Dai, finisci di mangiare e poi facciamo una partita insieme, prima di tornare a lavorare.
Bene - disse Tot, dimenandosi sulla sedia e martellando sulla tavola con la forchetta come se avesse davanti una immaginaria tastiera -. Tanto vincer io.
Adesso stai fermo, disse la madre con voce che non ammetteva repliche.
Dopo pranzo, mentre andavano in camera a giocare, Giovanni mormor: Pap?.
Dimmi, figliolo.
Possiamo fare una partita anche solo io e te una volta, cos che anch'io posso vincere?.
Ma certo, anzi, facciamola subito. La prima partita la facciamo noi due e chi vince gioca con Tot.
Dopo cinque minuti, quattro dei quali spesi in inutili spiegazioni, gli fu possibile andare a prendere il caff con Teresa.


Capitolo 8.

La "chiacchierata senza impegno" per la quale Rinaldi acconsent a ritornare nel pomeriggio - non c'era necessit di disturbarlo durante l'ora di pranzo, come disse il sostituto procuratore, recitando il ruolo assegnatogli, il compagno delle cene fiorentine - dur meno della partita del maresciallo al videogioco. Se fosse stato per Rinaldi sarebbe comunque potuta durare ancora meno, visto l'evidente disagio procuratogli dalla presenza di Guarnaccia. In occasioni come queste il maresciallo generalmente cercava di farsi notare il meno possibile, lasciando parlare coloro che meglio di lui sapevano farlo. Nella grande maggioranza dei casi la conseguenza era che il sospettato o il testimone finivano col dimenticarsi della sua esistenza, permettendogli cos di osservare e interpretare i segnali. Questa volta per non and cos. Se fossero stati presenti solo il capitano e il sostituto procuratore Rinaldi se la sarebbe cavata bene, ribattendo sul tasto del "noi gente di mondo" e del "noi gente raffinata e di cultura". Non poteva sapere quello che era stato trovato nella discarica e si sentiva ancora abbastanza sicuro di cavarsela. Ma appena cominci a parlare, con un po' troppa eloquenza e a una velocit leggermente eccessiva, il suo sguardo guizz verso il maresciallo, che quel giorno si sentiva invisbile quanto una gigantesca bomba nera ad orologeria.
Rinaldi rifer quello che si aspettavano, cio che i facchini erano forti e affidabili per il trasporto di statue e pezzi d'antiquariato, e che lui non sapeva nient'altro di loro, dato che non intratteneva con i due altri rapporti se non quelli a cui
aveva accennato. Ammise con esagerata enfasi di impiegarli a nero, rilassandosi quindi, dopo una serie di sospiri ancora pi esagerati e di risatine di sollievo, come se avesse "confessato" l'unica cosa che sembrava dovesse pesargli sulla coscienza.
Poi il sostituto procuratore si alz scusandosi con Rinaldi per averlo interrotto nell'adempimento dei suoi importanti impegni, e anche il capitano si alz ringraziandolo. Il maresciallo, in piedi vicino alla porta, era rimasto in silenzio. Rinaldi doveva necessariamente andare verso di lui per uscire, e ci lo intimoriva. Guarnaccia intu, pi che vedere, al di sopra della sua testa il capitano e il sostituto procuratore alzare le sopracciglia sorridendo quasi all'unisono. Si stava forse rendendo ridicolo? In effetti stava osservando la faccia disonesta di Rinaldi con una tale concentrazione da non rendersi conto di bloccare la via d'uscita, cos come non si era accorto che la "chiacchierata senza impegno", alla quale peraltro non aveva prestato la minima attenzione, era ormai finita. Scusandosi, apr la porta. Prego.... Si spost indietro, conscio della paura di Rinaldi nel passargli davanti, del suo trattenersi dall'andarsene in punta di piedi. Non appena l'antiquario mise piede nel corridoio, il maresciallo si riscosse dal torpore delle sue riflessioni ricordandosi di chiedere: Dato che abbiamo dei problemi per trovare il proprietario dell'appartamento della vittima, le dispiacerebbe dirmi chi  quello del suo? E anche del negozio. Mi pareva che qualcuno avesse accennato al fatto che sarebbe lei il proprietario di tutto,  esatto?.
Rinaldi si volt. Io ho l'usufrutto dell'appartamento e del negozio.
Ma non del resto dell'edifcio?.
No.
Il maresciallo rimase un attimo a pensare. Vide le tempie di Rinaldi imperlarsi di gocce di sudore che gli scendevano ai lati del volto.
Un bel caldo oggi, vero? Anche se ha piovuto. Proprio come in un bagno turco. Da quando ha l'usufrutto?.
Da circa due anni. Ero in affitto fin dagli anni cinquanta; quando il proprietario  morto ha provveduto....
Bene, bene....
Bene cosa?. Gli altri due si erano avvicinati alla porta e Rinaldi allontan lo sguardo dal maresciallo per rivolgerlo a loro quasi nella speranza che potessero salvarlo. I due rimasero in silenzio.
Va bene - disse il maresciallo - perch cos ci pu dire chi era il proprietario e se gli apparteneva tutto l'edificio. Ecco perch... non era per caso... come si chiama?. Se solo avesse avuto per i nomi la stessa memoria che aveva per le immagini e gli odori! Meglio non aprire bocca piuttosto che rendersi ridicolo. I suoi superiori avevano dimostrato sangue freddo e intelligenza, senza rivelare niente, ed ecco che lui si metteva a seccare quella persona bloccandola sulla porta e facendola sudare.
Roth - disse il sostituto procuratore -. Jacob Roth. Questo  l'ultimo nome sotto al quale  stata registrata la propriet dell'edificio.
Ah, s. Il maresciallo si sent sollevato. Jacob Roth.
Il nome rimase sospeso nell'aria. Rinaldi era rosso in faccia. Gli occhi erano vitrei dalla paura e sembrava stesse impiegando tutta la sua forza di volont per non crollare.
Se ha provveduto per lei nel testamento suppongo che fosse suo parente o almeno amico.
Ci conceda qualche minuto, Rinaldi - disse il sostituto procuratore, mantenendo la loro falsa familiarit -. Ci potrebbe essere di grande aiuto, gliene saremmo oltremodo grati.
Ancora una volta Rinaldi dovette riguadagnare lo spazio di fronte al maresciallo, il cui sguardo lo segu rimanendogli fisso addosso e facendogli arrossare la base posteriore del collo, mentre parlava. E parl perch non aveva scelta, anche se il maresciallo aveva l'impressione che ci fossero dei momenti in cui il corso della sua esposizione deviava da una direzione all'altra, finendo poi per optare addirittura verso una terza alternativa. Il capitano fece chiamare un carabiniere per stendere un verbale e tutti si sedettero in silenzio per ascoltare il testimone riluttante. A dispetto di quello che il maresciallo defin dopo "un contorcimento da anguilla", Rinaldi non pot fare a meno di fornire alcuni fatti.
Jacob Roth era il figlio di Samuel Roth, un ebreo del quartiere di Londra noto come East End, la cui attivit si basava sul commercio di dipinti e antichit, e che dopo vari viaggi di lavoro era pervenuto a Firenze, entrando in affari con i proprietari del negozietto dello Sdrucciolo dei Pitti. In seguito aveva sposato Naomi, la figlia dei proprietari, e si era trasferito con lei di nuovo a Londra, dove era nato il loro unico figlio, Jacob. La prima guerra mondiale provoc l'interruzione degli affari e dei contatti, e i genitori di Naomi morirono nell'epidemia di spagnola che segu la fine del conflitto. La giovane coppia si trasfer a Firenze e rilev il negozio. Il giovane Jacob crebbe nella citt in mezzo ai pi bei dipinti del mondo. Lui stesso era pittore di talento, e avrebbe voluto studiare al Liceo artistico, ma a quei tempi i figli di un negoziante non andavano oltre le elementari, e Jacob cominci a lavorare per suo padre dall'et di dodici anni. Per un certo periodo utilizz la sua abilit per ritoccare i quadri del negozio, ma a quindici anni gett i pennelli alle ortiche. Non accontentandosi di essere un dilettante, si dedic completamente al commercio. Insieme a suo padre svilupp una rete di attivit che si estendeva in tutta Europa, e alla fine degli anni venti divenne assai prospera. Sebbene Jacob fosse giovane e senza esperienza, il suo senso estetico e l'intuito per gli affari tramutarono quello che era stato poco pi di un negozio di rigattiere dove si poteva occasionalmente trovare un quadro decente in un vero e proprio commercio di opere d'arte e di antichit che continuava ancora a prosperare. A poco a poco Samuel e Naomi rilevarono l'intero edificio e Jacob, come prima di lui suo padre, intraprese viaggi attraverso l'Europa, nei luoghi dove si trovavano i migliori clienti, mentre Samuel trattava da casa con le altre capitali europee. In seguito alla seconda guerra mondiale, nel 1943 Samuel e Naomi furono deportati e morirono ad Auschwitz. Dopo la fine del conflitto Jacob ritorn a Firenze, ma decise di abbandonare l'attivit commerciale, che fu rilevata alla fine da Rinaldi. Prima di morire Jacob cre una fondazione, fissando una clausola testamentaria secondo la quale Rinaldi avrebbe goduto dell'usufrutto del negozio e di quello dell'appartamento del primo piano.
Durante il suo racconto Rinaldi continu a pi riprese a spostare lo sguardo dalla faccia del capitano a quella del sostituto procuratore per misurarne le reazioni, adottando un tono confidenziale e accentuando eccessivamente i particolari nel tentativo di mantenere l'apparenza di voler solo contribuire attivamente alle ricerche della polizia. Allo stesso tempo faceva per di tutto per evitare lo sguardo del maresciallo.
Quando termin la narrazione ci fu un momento di silenzio. Il sostituto procuratore lo ringrazi.
Ci  stato di grande aiuto. Ha chiarito del tutto il mistero. Ci sono solo due cose....
Ben pi di due, pens il maresciallo, osservando come la paura si ridipingesse sul volto di Rinaldi.
Due cose... Questi contatti europei ai quali ha accennato includevano anche la citt di Praga?.
Be',  chiaro che ripeto solo quello che mi  stato detto. Tutte cose successe prima della mia venuta, ma suppongo di s.
Dunque i contatti avrebbero potuto riguardare anche la madre di Sara Hirsch, ad esempio. Forse Jacob aveva fissato anche per lei l'usufrutto dell'appartamento nell'ambito delle clausole della fondazione.
Immagino che sia possibile, ma a dire la verit non lo so. Non godevo della sua fiducia a tal punto. Posso solo rispondere con certezza di cose che mi riguardano personalmente.
 chiaro. Era solo una mia idea, visto che non abbiamo trovato nessuna ricevuta d'affitto. E l'altra cosa era - aspetti, cosa volevo chiederle ancora... - ah, s: il mistero dei misteri. Dov' ora Jacob Roth?.
 morto, naturalmente! Ma l'ho gi detto!.
Certo, certo, ha ragione. Ma anche se moriamo, le nostre spoglie vanno pure a finire da qualche parte, giusto?  morto a Firenze?.
Pu darsi.
Niente pi contatti, col passare degli anni, o sbaglio? Dopo che si era ritirato dagli affari immagino che vi siate persi di vista.
Esattamente. Mi sembra pi che naturale.
Perfettamente naturale. Per lui non l'ha dimenticata, alla fine. Immagino che lei abbia apprezzato un gesto del genere.  andato al suo funerale?.
Sembrava una domanda abbastanza innocua, ma l'interrogato ammutol e lo scarto del suo sguardo rivel come stesse vagliando la possibilit di rispondere con la verit o con una menzogna.
Be',  avvenuto cos tanto tempo fa da non ricordarsene? Dopo una certa et sono cos tanti i funerali ai quali si  costretti ad andare - uno dei miei colleghi  morto proprio la scorsa settimana, cinquantatre anni, infarto - memento mori, come si suol dire. Forse se si concentra un momentino... cerchi di ricordare... forse le viene in mente.
Ma certo che mi ricordo! Ma  una cosa di cui preferirei non parlare.
Capisco. Comunque sono sicuro che, viste le circostanze e la morte di una donna, lei comprender che....
Rinaldi tagli corto, pronunciando lentamente e deliberatamente le parole: Non sono andato al funerale di Jacob Roth.
Comprendo. Va bene. Non c' dunque bisogno che la tratteniamo ancora... a meno che non ci sia qualcosa che voglia chiedere ancora lei, capitano.
Il capitano, immobile, solenne e silenzioso, fece un minuscolo movimento con un dito della mano ad indicare che da parte sua non c'erano ulteriori domande.
Rinaldi ricominci a respirare pi liberamente.
Maresciallo? Qualcosa da chiedere al signor Rinaldi?.
Come preso alla sprovvista, il maresciallo articol No, no... io non....
Prego, non si riguardi. Dopotutto questo caso  di sua competenza....
Il maresciallo si schiar la voce e prese il coraggio a quattro mani. Vorrei fare una domanda al signor Rinaldi. Non riusciva ad essere cos diplomatico come il sostituto procuratore; del resto non aveva nessuna intenzione di far sentire l'antiquario a proprio agio: voleva arrestarlo.
Chi gliel'ha detto?.
Detto cosa?.
Che era morto. E della fondazione.
Il suo avvocato, naturalmente.
E come si chiama?.
Rinaldi mostrava realmente di essere allarmato, ora, e indeciso sul da farsi. Il maresciallo non gli dette il tempo di inventare nomi. Sa, Sara Hirsch mi aveva lasciato un nominativo quando venne a parlarmi, e mi stavo chiedendo se ci potesse essere un collegamento fra i due; potrebbe trattarsi della stessa persona. Potremmo controllare anche noi,  chiaro, visto che ora sappiamo di Jacob Roth, ma lei potrebbe risparmiarci di perdere tempo....
S - ringhi Rinaldi -. Vi posso risparmiare di perdere tempo. Il nome  D'Ancona, Umberto D'Ancona. E posso risparmiarvi ancora pi tempo:  morto. Lui e Jacob erano praticamente coetanei.
Dovettero lasciarlo andare. Il maresciallo sarebbe voluto andargli dietro, standogli incollato addosso finch l'altro non l'avesse pi sopportato e gli avesse detto tutto. Tutto cosa? Non faceva alcuna differenza. Ora era andato via. Tanti discorsi, tante parole...
Maresciallo?.
Mi scusi, non l'avevo sentita.
Mi aveva detto che non c'era bisogno che le dessi un mandato di perquisizione per il negozio e l'appartamento di Rinaldi, che pensava che non avremmo trovato quello che cerchiamo. Come fa a saperlo?.
Per via di una cosa che ha detto, capitano. Lo far pedinare?.
A partire da questo momento, e appena arriva a casa metteremo il telefono sotto controllo.
Bene, bene... Non ricordo le sue parole esatte, mi dispiace.  stato quando cercava di saldare il conto con i due facchini e io ero fuori della porta ad ascoltare. Ha detto che li stava pagando per niente... o qualcosa del genere. Posso cercare di far parlare uno dei due uomini.... Tutti quei discorsi. Il maresciallo, seduto sul bordo della sedia e con i piedi saldamente piantati per terra, pronto per alzarsi, guardava speranzoso in direzione del capitano Maestrangelo, che lo conosceva e sapeva che l'eloquenza non era il suo forte. Il
sostituto procuratore, invece, che non lo conosceva, stava cercando di capire. Era evidente, come era evidente il suo desiderio di fumare.
C'era un mozzicone di sigaro nell'appartamento di Sara Hirsch. Tutto quello che aveva detto era vero ed io ho aspettato troppo....
Il capitano disse: Ascolti, Guarnaccia, si ricorda che all'inizio lei disse che le sembrava che dietro a tutta questa storia ci fosse un problema di sfratto?.
S, e questa  la ragione per cui non c' tempo da perdere.
Ma se la donna  ormai morta?.
Esattamente. Pu darsi che non fosse stata loro intenzione ucciderla, ma quando lei mostr la carta che aveva tenuto in serbo, la reazione fu l'aggressione. Per una qualche ragione volevano che se ne andasse dall'appartamento e forse la ragione ... La morte  stata un incidente. Era un ostacolo sul loro percorso ed il motivo per cui costituiva un ostacolo  forse quello che... Pu darsi che il crimine sul quale dovremmo indagare non sia stato ancora commesso. Si stava alzando. Doveva andare avanti.
Scendo con lei, disse il sostituto procuratore. Si gett una giacca di lino spiegazzata sulle spalle, strinse la mano a Maestrangelo e prese la sua logora cartella. Appena furono sul pianerottolo, accese un sigaro. Quando arrivarono alle macchine, nel chiostro, il sostituto trattenne ancora una volta Guarnaccia, ma solo per dirgli: Ho cercato di approfondire la sua teoria dello sfratto e mi sono messo in contatto con gli archivi di via Laura, dove si trova una documentazione di ogni variazione di propriet in attesa dell'aggiornamento nel registro del catasto. Sembra che la storia di Rinaldi sia vera. L'edificio  di propriet della RAE - Roth Art Education -societ registrata a Panama. I Rossi hanno comprato l'appartamento dell'ultimo piano dalla societ due anni fa. La ragione per la vendita potrebbe essere stato il costo degli ampi lavori di manutenzione che lei ha affermato essere la causa dei problemi tra Sara Hirsch e Rinaldi. Che ne dice? A meno che non riusciamo a trovare dei contratti privati in cui siano stipulate le condizioni dell'affitto e dell'usufrutto di Sara, a
seconda del caso, non  che queste informazioni ci aiutino molto.  possibile che dietro all'idea della societ vi sia quella di evitare le tasse di successione, anche se non credo che una propriet del genere possa giustificarlo.
No. E poi....
E poi?.
Tasse di successione pagabili da chi? Chi era l'erede? Sono sicuro che Sara Hirsch si aspettava di ereditare qualcosa, ma questo non  avvenuto.  finita in un reparto psichiatrico due volte, una dopo la morte della madre, e di nuovo due anni pi tardi. Se riesce a scoprire cosa  avvenuto a Jacob Roth e quando... insomma, da qualche parte deve essere pure sepolto, santo cielo!.
Se davvero  morto. I documenti della propriet danno come anno della sua nascita il 1913. Potrebbe essere ancora vivo. Far controllare anche in Inghilterra, decise il sostituto procuratore.
Eppure Rinaldi....
Lei vuole arrestarlo, lo so, ma non sappiamo cosa abbia in mente. Gli dia abbastanza corda per impiccarsi da solo. Una telefonata che lo possa incriminare....
 troppo furbo per quel genere di cose. Si guarder bene da fare mosse false.
Ho paura che lei abbia ragione, quel Giusti e quel Falaschi nelle loro celle sono la nostra sola speranza. Li interrogher domani mattina alla presenza di un legale d'ufficio e speriamo che non cambino la versione della storia che le hanno raccontato.
E se viene fuori che hanno gi un avvocato? Rinaldi se ne occuper usando il cellulare.
In questo caso non posso fare niente. E lei? Quale sar la sua prossima mossa?.
Non posso fare altro che aspettare cercando di capire... Le dispiace se faccio venire qualcuno al suo ufficio a prendere l'album di fotografie che era nella cassaforte... e le poche altre foto che abbiamo preso nell'appartamento?.
Non c' bisogno che mandi nessuno. Gliele far avere io appena rientro. A proposito, non c' stato tempo di parlarne fino a ora, ma ho provveduto a telefonare ai genitori della
piccola Rossi e loro non hanno fatto altro che tessermi le sue lodi. Mi dispiace di averle creato delle preoccupazioni senza motivo.
Ha fatto bene a mettermi in guardia, data la sua esperienza.
Anche lei ha la sua esperienza, e non ha bisogno della mia - disse stringendo il braccio del maresciallo -. Segua il suo istinto, non c' amico migliore. A proposito, sapeva davvero il nome di Umberto D'Ancona?.
No, no....
Ah!.
Il maresciallo lo guard salire in macchina ed andarsene. Rimase fermo per un momento, fissando l'uscita e tastando con la mano le chiavi e gli occhiali scuri. Li trover - mormor - li trover tutti e due, il fratello di Sara, se davvero esiste, e Jacob Roth. Per prima cosa si mise gli occhiali. Il chiostro era abbastanza in penombra, c'era una fontana che gocciolava e il passaggio a volta pavimentato di pietra che conduceva all'esterno era buio. Al di l di quello, incorniciata dall'arco d'entrata, l'aria di via Borgo Ognissanti, ripulita dalla pioggia, brillava sotto un limpido sole splendente.
Non chiamarmi se non  strettamente necessario. Come se Lorenzini l'avesse mai fatto. Lui apparteneva a quel genere di persone la cui presenza  data per scontata fintanto che non si ammalino o vadano in vacanza e all'improvviso la vita quotidiana diventa una corsa a ostacoli. Lorenzini chiuse silenziosamente la porta uscendo dall'ufficio e il maresciallo si sistem alla scrivania aprendo il grande album di fotografie. Non era polveroso ed era stato conservato con grande cura dentro un astuccio di velluto marrone legato con una cordicella. Le prime fotografie risalivano alla fine dell'Ottocento, e rappresentavano tradizionali gruppi di signore con alti colletti di pizzo e pettinature voluminose. Con tutta probabilit l'album non era cos vecchio come le immagini, che erano state montate su dei passepartout del tutto inadatti alle fessure laterali create appositamente per fissare le foto, col risultato che molte di loro stavano sciolte fra le pagine, semplicemente protette da fogli di
velina. In margine al passepartout era scritto in diagonale
il nome del fotografo con caratteri elaborati difficili da decifrare, forse anche perch si trattava di un nome straniero. Sotto si leggeva stampata a chiare lettere la parola PRAHA, che il maresciallo suppose fosse Praga. Alcuni ritratti di singole signore e di coppie di sposi mostravano qualche allestimento scenico, tipo una colonna di marmo o un arco, oppure lo sfondo di un giardino o una scena di campagna. Seguivano quindi ritratti di soldati, rigidamente seduti con un guanto in mano o in piedi in uniforme con la sciabola a fianco. Altre sembravano foto di fidanzamento, con il giovane in uniforme dallo sguardo fisso rivolto alla macchina fotografica e la ragazza appoggiata al suo braccio che alzava gli occhi verso di lui. Una foto della stessa coppia in abiti matrimoniali, montata su un passepartout e sciolta fra le pagine, e ancora il nome dello stesso fotografo di Praga con l'indicazione dell'anno 1919. C'era poi un'altra foto di matrimonio, questa volta con damigelle d'onore sedute davanti a gambe incrociate con in mano enormi mazzi di fiori. Non c'era una data, ma il maresciallo suppose che la fotografia fosse stata scattata pi tardi, negli anni venti, a giudicare dalle fasce lucide legate basse sulla fronte delle donne e dal vestito corto e le scarpe a punta della sposa. Le immagini erano in quel caso inserite nelle apposite fessure e avevano un aspetto meno formale. Niente colonne di marmo o alberi dipinti. Bambini a piedi nudi sedevano su panchetti ricoperti di pelliccia, con vestiti della stessa foggia - sia maschi che femmine - e teste piene di riccioli. Nomi ed et erano annotati in corsivo, sotto, in seppia.
Ruth, anni cinque. 1931.
Eccola qui, la madre di Sara Hirsch, con un vestito bianco alla marinara e un nastro di raso fra i lunghi capelli scuri. Un'altra immagine mostrava un uomo e una donna in un parco - questa volta vero. Guarnaccia gir qualche pagina e trov la stessa coppia, con la donna che teneva un neonato avvolto in un lungo scialle. Guard pi da vicino. Stavano sulla soglia di una porta e una stretta striscia di finestra alla loro destra mostrava l'inizio di un nome del quale era visibile solo la "H".
Pi oltre il maresciallo riusc ad individuare la stessa
coppia, stavolta un po' pi matura, senza dubbio fotografata in occasione di un qualche anniversario, con la donna in una grande sedia intagliata e l'uomo accanto a lei in un abito attillato dal rigido colletto rotondo. I nonni di Sara. L'ultima parte del grande album era vuota. La vita si era fermata nel 1939, per loro. La madre di Sara, Ruth, aveva portato questo a Firenze, insieme ai candelabri dalle sette braccia, alla stola per pregare, al Talmud e al resto, la sua storia, la sua eredit. Nella citt toscana i suoi genitori avevano dei contatti che pensavano potessero salvarla: una piccola ragazza con un grande fardello. Il maresciallo non aveva dubbi che Samuel Roth in Via Sdrucciolo de' Pitti fosse il punto di contatto degli Hirsch. E Jacob Roth, il figlio cos dotato...
Scommetterei che era lui il padre di Sara! - disse il maresciallo - E ora, dov' quella fotografia? Eppure avrei giurato che la piccola Lisa Rossi avesse parlato di.... Aveva gi il telefono in mano quando Lorenzini entr. Cosa c'?.
Qualcuno che vuole parlare con lei, solo un attimo. Non  che....
No, no. Va bene, fallo entrare. L'intero quadro della faccenda gli era ormai chiaro, e non c'era interruzione che potesse fargli perdere il filo, adesso.
 una lei.
Cosa?. Ma Lorenzini si era gi allontanato.
No...!.
S! L'ho fatto ed ecco qui l'anello che lo prova. Ufficialmente registrato,  chiaro. Dori aveva un aspetto splendido. Era sempre stata bella, ma ora c'era qualcosa di diverso. Forse perch era vestita pi discretamente, forse perch faceva una vita pi regolata. La gravidanza ancora non si vedeva, e poi era cos alta e snella. Vedo che ha da fare.
Non ti preoccupare. Siediti un momento.
Okay. La ragazza si sedette. E quello cos'? Il suo album di famiglia?.
No, non  mio.
Hm. Mi ricorda qualcosa: lei mi ha detto una balla riguardo alla madre di Mario;  morta.
Lo so, scusami....
Va bene cos. Lei  una brava persona.  stato a vedere
Enkeleda all'ospedale un paio di volte, vero?.
Te l'ha detto lei? Ti ha riconosciuto?.
Ma sta scherzando? Dicono che abbia il cervello di una bambina di cinque anni e di certo rester cos.  stata la donna del letto accanto a dirmi che c'era stato, quella con il cranio ricucito... Santo Cristo!.
Lo so....
Comunque stanno cercando di trasferire Enkeleda da qualche parte dove le insegneranno di nuovo a camminare. Sembra contenta. Quel bastardo di Lek....
Gi, ma non dimenticare il tuo amico, il cugino Ilir, che non mi pare fosse tanto contrario a fare anche lui quel genere di lavoro con le ragazze che non stavano al gioco.
Ilir  a posto. Sar meglio che vada e la lasci al suo album di famiglia. Grazie ancora, maresciallo.
Per ringraziarmi non devi fare altro che testimoniare.
E grazie anche per essere andato da Enkeleda. Povera bestiolina.
Ha avuto sfortuna.
Certo, come no,  nata femmina.
Enkeleda... Quando Dori se ne fu andata, il maresciallo, mentre digitava il numero dei Rossi, si mise a pensare a quel piccolo corpo spezzato. Anche se la ragazza avesse di nuovo imparato a camminare, a cosa le sarebbe servito? Dove avrebbe potuto andare?
Signora Rossi? Sono il maresciallo Guarnaccia, buona sera, buona sera. Mi chiedevo se potessi parlare un momentino con la sua bambina - no, no,  per una cosa che mi aveva detto e che vorrei controllare - e, signora... se non le dispiace, potrebbe lasciarla sola mentre parla?  convinta che la signora Hirsch si fidasse di lei, ed  una cosa che vorrei cercare di rispettare - no, non credo che sia a conoscenza di qualche cosa di pericoloso, oltretutto  molto discreta... grazie. Lisa? Lisa, ti ricordi di avermi parlato delle foto nascoste nella cassaforte? No, lo so che non hai detto niente a nessuno, nemmeno io l'ho fatto. Solo, dimmi una cosa: la signora Hirsch ti aveva mostrato una foto di sua mamma e suo pap. Mi puoi descrivere un po' come era? Ad esempio se ti sembrava fatta in uno studio fotografico o all'aria aperta.
Cosa? Davvero? Sei proprio sicura? Te l'aveva detto lei? S, capisco,  passato un bel po' di tempo. E c'era qualcun altro nella foto? Solo loro due... quanti anni avranno avuto? Cerca di dirmi che aspetto avevano. Capisco, va bene, Lisa. E ora cerca di ricordarti: ti ha mai mostrato una foto di suo
fratello o detto di averne una? No. E il ritratto segreto era quello di sua mamma e suo pap? E i fiori, l'immagine dei fiori. Grazie, Lisa, mi sei stata di grande aiuto. S,  molto importante. .. e per ora ancora un segreto. Non ti devi preoccupare perch ho detto alla tua mamma di non farti domande. Quando tutto sar finito glielo diremo. Adesso ripassamela... Signora, grazie per il suo aiuto... oh, s, certo che mi ha aiutato. S,  vero. Sono stati arrestati due uomini, l'ha gi sentito... il telegiornale delle sette e trenta? Di gi?.
Non poteva arrivare di nuovo tardi a cena. Ci nonostante rimase seduto ancora per un momento, annotando quello che gli aveva detto Lisa.
L'uomo sembrava anziano... intendo dire maturo. Tutti gli uomini maturi sembrano vecchi e tristi su quelle foto marroni, e lui indossava anche dei vestiti tristi, un abito proprio scuro e severo e un cappello. Era alto e magro e bruno, ma lei era solo una ragazzina. Gli arrivava appena alla spalla e aveva le trecce.
Una ragazzina. Mandata via da sola e con il suo passato in una valigia, in un luogo dove i suoi pensavano che potesse salvarsi. E dove erano state fatte le fotografie.
Me l'ha detto lei. Si poteva anche vedere la roba nella vetrina dietro di loro. Era proprio qui in Sdrucciolo del Vitti.
Era proprio cos; lui l'aveva detto fin dall'inizio e ne era ancora convinto. A dispetto di Praga e di Londra, quella era una storia fiorentina e tutti gli elementi importanti si trovavano a Firenze. Proprio qui in Sdrucciolo de' Pitti...
Ora era palese che Rinaldi fosse colpevole, ma colpevole di cosa? Aveva detto di aver pagato i facchini per niente, di essersi ritrovato con un morto e un'inchiesta per omicidio
tra i piedi invece di avere quello che voleva.
Il maresciallo scribacchi una lista sul bordo sinistro di un foglio preso dal cassetto.
Foto di mamma e pap in Sdrucciolo de' Pitti.
Foto dei fiori.
Videocassetta?
La piccola Lisa non aveva visto nessuna videocassetta nella cassaforte, ma le cassette erano sparite tutte, dunque...
Non li aveva pagati per niente; queste cose mancavano.
No, no, disse il maresciallo a voce alta. Sara Hirsch era spaventata, ma non era stupida e di qualsiasi affare si trattasse, la sua vita ne era stata completamente assorbita. Erano gi stati nel suo appartamento. Non avrebbe corso altri rischi dopo un avvertimento del genere.
Parli con il suo avvocato e gli dica quello che le ho detto io.
Lo far... Intendo difendere i miei diritti.
Il suo avvocato. Doveva trovare il suo avvocato. Nell'appartamento non erano rimaste tracce del suo nome, quindi Rinaldi dopotutto almeno in questo aveva raggiunto il suo scopo. Se Jacob Roth era il padre di Sara, lei sarebbe di certo andata dallo stesso avvocato, quell'Umberto D'Ancona. Se era suo padre...
Sul lato destro del foglio Guarnaccia scribacchi un paio di altre cose, ricopiandole dai pochi documenti del fascicolo della Hirsch. La data di nascita di Roth riportata nel registro del catasto. La data di nascita di Sara e di sua madre annotate nei certificati di battesimo. L'anno in cui era stato acquistato l'edificio in Sdrucciolo de' Pitti. Questi pochi fatti, e davvero erano pochi, dovevano combaciare. Quando ci fosse avvenuto si sarebbe potuto individuare l'elemento mancante. Uno spazio vuoto che, nel momento in cui il maresciallo ne avesse potuto definire i bordi, gli avrebbe rivelato quello che stava cercando.
Jacob Roth era nato nel 1913 in Gran Bretagna.
Ruth Hirsch era nata nel 1926 in Cecoslovacchia.
Nella foto che aveva visto Lisa, Ruth era una ragazzina con le trecce. Jacob aveva tredici anni di pi, un uomo con abito scuro e cappello. Ma Ruth era cresciuta. Guarnaccia sapeva che in quegli appartamenti c'erano solo due camere; del resto c'era la guerra e la gente doveva arrangiarsi. Nel 1943 Ruth rimase incinta. Era stato amore, promiscuit, matrimonio? Il matrimonio no di sicuro, altrimenti che senso avrebbe
avuto il convento? Jacob aveva un passaporto straniero e avrebbe potuto portarla via con s durante l'occupazione. Lui era scappato? Dove era riuscito a sopravvivere mentre i suoi genitori venivano deportati e uccisi e Ruth rimaneva nascosta in un convento?
Si tornava sempre al punto di partenza. Dove era Jacob Roth? Dove era stato a quel tempo, dove era morto, dove era sepolto? Rinaldi si era mostrato riluttante a dire loro quel poco che aveva detto riguardo a quell'uomo, eppure doveva sapere ben pi di quanto non avesse detto. Senza poi mettere in conto il fatto che poteva anche aver mentito.
Un momento! Rinaldi.... Fece un appunto su quando Rinaldi aveva rilevato il negozio di antiquario.
La porta si apr e Lorenzini sbirci dentro. Ha chiamato?.
No, no... intendo dire... no niente. Stavo solo pensando a voce alta. Scusa.
Ci mancherebbe, tanto sarei venuto in ogni caso. Il sostituto procuratore ha mandato questa roba. Ancora un rapporto dell'autopsia di Sara Hirsch, e c'era anche una chiamata dall'ospedale riguardo alla ragazza albanese. Mi hanno detto che ha chiesto di essere tenuto al corrente.
Come sta?.
L'hanno operata di nuovo. Le condizioni sono stabili, ma suppongo che nel suo caso questo non voglia dire molto, no?.
In effetti no.
Ci si potrebbe quasi augurare... comunque, fuori c' un giovanotto che vorrebbe parlarle.
Suppongo che non...?.
No, solo con lei.. Ormai anche Lorenzini aveva accumulato una vera e propria piccola "clientela" tutta sua, ma non sempre la gente accettava sostituti. Il maresciallo aggrott le sopracciglia guardando il foglio di carta davanti a lui. Due o tre righe scribacchiate, qualche data. Il grande investigatore! Si sarebbe dovuto vergognare di farlo vedere al sostituto procuratore o anche solo a Lorenzini. Lorenzini era pi sveglio, pi al corrente delle cose, pi giovane. Be'... l'orgoglio non aveva mai risolto nessun caso.
Va bene, fallo entrare... per prima vieni qui un minuto. Puoi dare un'occhiata a questi dati qui? Gli uomini che sono stati arrestati stamattina....
Falaschi e Giusti?.
S, loro. Il commerciante di antichit, Rinaldi, l'uomo per cui lavorano, tu cosa ne sai?.
Lo conosco. Lo vedo qualche volta per i controlli mensili della merce rubata.
E cosa ne pensi? Uno che fa affari loschi?.
Non proprio, no. Ma nemmeno troppo onesto. Tutto il contrario del tipo all'angolo di Piazza San Felice, che fa il suo lavoro di restauratore con passione. La passione di Rinaldi  piuttosto, direi, quella di un commercio che renda al massimo con l'aiuto di un bel po' di furbizia. E lo fa senza farsi dei problemi nei nostri confronti. Ce l'ho nel mirino da anni, ma non mi sono mai trovato in una posizione tale da poter fare qualcosa contro di lui, e Rinaldi lo sa bene. Ci riderebbe in faccia.
Eccome se lo farebbe. Il fatto  che... guarda un po' questi dati del caso Hirsch, per favore. Sto cercando un filo conduttore e non ci riesco. Non saprei come dire... in questa storia sono tutti ebrei eccetto Rinaldi, ecco il punto. Prendi tutto il fascicolo e ritorna dopo che ho finito con quel giovanotto.
Glielo mando subito.
Promiscuit, amore, matrimonio... di qualsiasi cosa si trattasse, il ritratto che il maresciallo non aveva mai visto era quello che gli era pi presente di tutti nella mente. La ragazza con le trecce accanto al giovanotto in abito scuro. Promiscuit, amore, matrimonio... incinta a diciott'anni in un paese straniero, in fuga dalla guerra, pregiudizi e persecuzione.
Mamma!.
Questa era la voce di Enkeleda. L'avevano operata di nuovo. Anche questa una bambina...
Un giovanotto era entrato in silenzio e stava aspettando in piedi davanti alla scrivania. La faccia aveva qualcosa di familiare, gli occhi azzurri... un ricordo piacevole, ma Guarnaccia non riusciva a trovargli la giusta collocazione...
Non credo che si ricordi di me. Ci siamo conosciuti recentemente all'Uliveto, lavoro l come giardiniere, disse il giovane passandosi una mano fra i biondi capelli lisci, ed esitando, un po' intimidito. In quella stanza piccola dava l'impressione di essere incredibilmente alto. Il maresciallo l'aveva gi visto, ma era all'aria aperta...
Ma certo. Il parente povero... oh, mi scusi, non intendevo....
Oh, non si preoccupi. Dopotutto sono stato io ad averglielo detto. Comunque anche a me succede lo stesso: non dimentico mai una faccia, ma quando poi vedo la stessa persona in un contesto diverso mi  difficile ricordarmi chi sia. Mi chiamo Jim, e penso che, anche ora che mi ha riconosciuto, lei sia sorpreso di vedermi qui. Va be', le dispiace se mi siedo? Penso che sia venuto il momento di fare quella chiacchierata.


Capitolo 9.

Santo cielo... era meglio chiarire subito le cose. Pur con tutta la buona volont possibile, quello non era proprio il giorno in cui poteva permettersi di perdere tempo.
Ascolti,  molto gentile da parte sua venire qui a dirmi che sir Christopher ha un'ottima opinione di me. E non dubito affatto delle sue parole, perch sembra proprio che sia cos. Sa, lei non  il primo a dirmelo, anche se non so bene perch sir Christopher mi abbia in simpatia; dopotutto mi conosce appena. Capisco anche perfettamente quanto sia difficile per i giovani al giorno d'oggi trovare lavoro. Ma io non posso aiutarla in questo senso, mi dispiace....
Aiutarmi? Ho paura che mi abbia frainteso. La cosa che mi preoccupa  quel nostro piccolo furto. Sa - continu Jim sporgendosi in avanti e guardando il maresciallo con uno sguardo cos serio e fisso da suggestionarlo - io sono convinto, e anche il capo giardiniere lo , che sia stata tutta una messa in scena, una faccenda organizzata dall'interno, cosicch, nel caso avvenga un furto pi consistente, i sospetti possano ricadere su qualcuno che avrebbe potuto far entrare i ladri, ad esempio la governante.
Ma se le ho gi detto che nessuno la sospetta.
Gliel'ho riferito, ma lei sa cosa successe l'ultima volta: il "Giorgio" di allora se ne and e anche il maggiordomo, a causa delle pressioni di coloro che comandano in casa, anche se da parte della polizia non c'erano dei sospetti validi nemmeno allora: tutto senza uno straccio di prova. Ma la governante dice che questa volta la posta in gioco  anche maggiore,
dice che con gli esami del DNA che si possono fare oggi....
Quella donna dice delle sciocchezze.
Davvero? Forse, ma come le ho detto l'altro giorno, andr in vacanza in agosto e gi pensa di trasferirsi da sua sorella, dopo. Pensiamo che sir Christopher stia morendo e quando lui non ci sar pi... be', capisce cosa intendo,  lei che segue il caso dopotutto, ma ci non cambia il fatto che, se avviene un furto di maggiore entit, sar sempre Giorgio ad essere accusato e al tempo stesso protetto, pertanto se ne star zitto, o dir quello che altri vorranno che dica. Mi segue?.
Io... no. Giorgio  il ragazzo del Kosovo che sta catalogando i testi della biblioteca o qualcosa del genere, giusto?.
La collezione d'arte. Almeno in teoria, ma anche su quest'argomento  una tomba. S,  il ragazzo del Kosovo, l'ultimo di una lunga serie di ragazzi.
Avevo immaginato qualcosa - sebbene, a dire il vero, sir Christopher, nelle sue condizioni....
Oh, no. A lui piace solo la loro compagnia. Molti di loro sono stati praticamente salvati dai marciapiedi, immigranti illegali, ragazzi italiani che avevano dei problemi con la giustizia, e cos via... In realt  un po' come una forma egoistica di carit da parte sua, ma in questo caso gli  andata proprio bene. Giorgio parla perfettamente l'italiano e un buon russo,  un vero cervellone. Era studente di medicina, ed  disposto a fare qualsiasi cosa gli si chieda, a parte lo stendere un catalogo, anche se viene pagato una miseria.
Comincio a seguirla. Il ragazzo per avr nostalgia di casa sua.  molto giovane. Un'occhiata al di l della soglia ed ecco la figura di un bambino in lacrime e la mano di Porteous che lo massaggiava...
Nostalgia? Del Kosovo? Un immigrante illegale salvato dalla strada con l'intervento di un avvocato importante? Del resto ora che si sente minacciato per il grande furto delle spazzole sar sempre lo stesso avvocato ad offrirgli con benevolenza la sua protezione.
Capisco. Ma il furto precedente, quello grande? Mi ha detto che il maggiordomo se ne and. Sicuramente sir Christopher....
Non sir Christopher, lui non c'entra mai. Sono gli altri ad agire, guidati da Porteous. Gli avvelenano la mente, accusando a caso solo per sbarazzarsi di chi vogliono loro. Ad esempio di quelli che sono in casa da troppo tempo e sanno ormai troppe cose. Saranno contenti se ora la governante se ne va. Pensi che  nata nella villa; ha esattamente la stessa et di sir Christopher. Gi la madre era stata governante dei genitori di sir Christopher e cos lei sa tutto di quella storia. Il giovanotto, continuando a sporgersi in avanti dalla sua sedia come gi aveva fatto parlando in giardino, abbass la voce fino a farla divenire un sussurro. Sembra che James Wrothesly fosse un vero e proprio Don Giovanni e che sua moglie l'abbia sorpreso in flagrante nel suo giardino ritornando prima del previsto da una sua visita in Inghilterra. Fece mettere la lastra di marmo proprio in quel punto senza ritornarci pi. Tutto il personale l'adorava, soprattutto i giardinieri. Parlano ancora oggi di lei e mantengono il giardino cos come lei aveva voluto che fosse quando era ancora in vita.
Sir Christopher me l'aveva gi detto. Ho anche visto la lastra. Il maresciallo diede un'occhiata all'orologio. Non poteva fare di nuovo tardi, e doveva ancora parlare con
Lorenzini, per quel tono basso e confidenziale e l'immagine del giardino e di un uomo che stava morendo...
Mi fa venire in mente una cosa: l'altro giorno, quando non mi  stato permesso di vedere sir Christopher, ho sentito la sua voce attraverso una porta e devo ammettere che mi  sembrato che avesse alzato un po' il gomito. Biascicava stranamente le parole. Beve, forse?.
Un bicchiere ai pasti, di questo si occupa ora "Giorgio-la tomba". Da quando  divenuto pi debole, sir Christopher  stato messo nel vecchio salotto della madre al piano terra, con Giorgio nella stanza accanto in modo da non rimanere mai solo. E non viene pi a chiacchierare con i giardinieri come ha sempre fatto, giorno dopo giorno, da quando  adulto - anche se lo portano sempre sul terrazzo del salotto che sovrasta il giardino di sua madre e dove noi potremmo raggiungerlo facilmente. Riusciamo a vederlo dal pomario
davanti alla limonaia. Un paio di volte gli abbiamo fatto un cenno di saluto, ma lui non ci ha mai risposto. Non  da lui. Il giardino  sempre stato la cosa a cui pensava per prima, la mattina.
Ma dove voleva mai arrivare con tutta quella storia? Il maresciallo fiss bene il giovanotto con i suoi grandi occhi sporgenti, desideroso che venisse al dunque, semprech ce ne fosse uno. Niente da fare.
Tra qualche giorno, comunque, comincer il mese di agosto e ci  stato dato l'ordine di ripulire la limonaia... naturalmente questo  un periodo morto per il giardino. Il giardiniere capo parte per le vacanze il primo del mese... Ma lei  a conoscenza del furto maggiore e pu immaginare la mia preoccupazione. Anche il portiere ha avuto il permesso di andarsene e toccher a me stare in portineria.
Be', s, capisco che ci le procuri una certa inquietudine. Le ville sono molto a rischio in agosto, ma lei non pu certo assumersi la responsabilit dell'intera propriet. Come ha gi detto, sir Christopher a mala pena sa che lei esiste.
Appunto. Io credo che lui sia una brava persona - in un certo senso ingenuo come un bambino - e mi sembra proprio una stronzata - mi scusi il termine - che debba essere tradito. Non se lo merita.
Lei crede che sia stato ingannato?.
Sappiamo bene che  cos, e questo dopo tutto ci che lui ha fatto per loro. Porteous  stato a suo tempo anche lui un "Giorgio", sa, raccattato dalle strade, a dispetto di tutte le arie che si da adesso.
L'altro giorno lei mi diceva che se sir Christopher la vedesse non la riconoscerebbe nemmeno. E dunque, se  venuto qui il motivo sarebbe...?. Come spiegarlo? Il maresciallo cercava di trovare le parole adatte senza peraltro trovarle.
Lei pensa che il mio sia un atto da Don Chisciotte, vero? Quando qualcosa non mi sembra giusto, io lo dico, non ho niente da perdere. Finch sir Christopher  vivo non mi butteranno fuori, e quando sar morto non mi chiameranno pi, e dunque non corro rischi.
Ma lei non  forse... mi rendo conto che stare da soli in
portineria di notte... lei non ha... paura? Intendo paura che le succeda qualcosa?.
All'improvviso era balenata in mente al maresciallo l'idea che il caso della Hirsch potesse ripetersi solo per non aver prestato la dovuta attenzione a dei sospetti, e non aveva affatto intenzione che questo potesse succedere. Fu sollevato quando si accorse che il giovane era alquanto divertito da una supposizione del genere.
Figuriamoci, per quello che conto! Farebbero pi attenzione a una lumaca in giardino che a me. Sa, sir Christopher si preoccupa molto delle lumache. Ci  capitato di parlare per ben mezz'ora sui relativi meriti dell'esca e dei gusci d'uovo! E la sa una cosa? Quella volta che lei  venuto su da noi, dopo che sir Christopher si era sentito male... Be', non l'ho pi visto da allora. Giorgio dice che adesso non riesce pi a camminare.
Capisco. Bene, far un rapporto di quello che mi ha detto al mio comandante... e non si preoccupi: lui stesso ha preso in considerazione la probabilit di un furto di pi vasta entit.  un grande ammiratore della villa e del giardino. Faremo in modo di tenere d'occhio la propriet durante il mese di agosto.
Grazie. Adesso sar meglio che torni. Arrivato alla porta, il giovane si gir aggiungendo: Posso farle una domanda? Mi scuso in anticipo se dovesse sembrarle indiscreta e se non se la sente di rispondermi. Ne parlavamo proprio stamani durante il lavoro alla limonaia, sicch quando ho detto che volevo venire da lei... Tutti sono curiosi di sapere, me incluso - visto che alle notizie dei giornali si pu credere solo a met - qual  la verit sulla storia di Sara Hirsch? Prima si diceva che le era stata tagliata la gola, poi che  morta d'infarto. Ma cosa  successo davvero? Non le dispiace, vero, se glielo chiedo?.
Ma niente affatto!  stato un attacco di cuore, cos come dice il giornale.
Grazie. Temo che gli altri saranno delusi... non che qualcuno volesse del male a quella poveretta, solo che l'altra versione sarebbe stata pi emozionante. Ci vediamo.
Richiuse silenziosamente la porta. Il maresciallo mormor
fra s e s: Qualcos'altro di cui parlare a parte gli afidi.... Povera Sara! La diseredata e il super-erede. Be', se non altro poco alla volta cominciava a capire che razza di problemi assillassero un uomo ricco. Lumache... !
Lorenzini!. La porta si apr immediatamente.
Stavo arrivando. C' qualcosa che non torna in questi dati. Lorenzini sbatt gi il fascicolo della Hirsch sulla scrivania.
Sono tutti corretti. Non ho segnato niente nella lista che non corrisponda ai documenti. Ho evitato qualsiasi supposizione e anche ci che si basa esclusivamente sulla testimonianza di Rinaldi.
Ha fatto bene... soprattutto per quanto riguarda Rinaldi. Per qualcosa non torna lo stesso. Ad esempio qui c' una nota che dice che Rinaldi ha rilevato il negozio subito dopo la guerra. Ora  chiaro che possiamo far controllare, visto che avr una licenza, e lui sa bene che possiamo farlo, ma ci non toglie che i suoi dati su quel punto non siano del tutto convincenti
Ecco. Sapevo che tu ce l'avresti fatta.
Ci sarebbe arrivato anche lei. Sul protocollo della dichiarazione di Rinaldi ha segnato la sua data di nascita. "Dopo la guerra"  un po' vago, ammettiamolo, ma anche se fissassimo nel 1950 la data in cui Jacob Roth si ritir dagli affari e Rinaldi rilev il negozio, vorrebbe dire che uno se ne sarebbe andato a trentasette anni e l'altro sarebbe divenuto proprietario a diciannove. Non dico che sia impossibile, ma per lo meno sarebbe un po' fuori dell'ordinario, lei che dice?.
Che strano... avrei giurato di aver detto la stessa cosa non molto tempo fa... ma probabilmente me lo sto inventando. Abbandonato il commercio a trentasette anni, eh...? Doveva aver fatto una bella fortuna.
C' gente che l'ha fatta durante la guerra.
Certa gente.
S. Ma maresciallo, lo sa che ora ?.
Santo cielo... Teresa mi far scena muta. Hai preparato il brogliaccio?.
Eccolo. Basta che firmi. Non faccio per dire, sa, ma anch'io ho una moglie.
Suon il telefono. Teresa.
Allora, devo buttare questa pasta o no?.
S... no. I ragazzi hanno cenato? Allora mangia con loro. Scusa, ma devo ancora parlare con il capitano Maestrangelo. Lo chiamo ora. No, no, ma pu darsi che debba andare da lui. Lo sai com', non va mai via prima delle nove e mezzo o delle dieci. Hai ragione, dovrebbe farlo....
Al Comando di Borgo Ognissanti tutto era tranquillo. Mentre il maresciallo saliva gli scalini di pietra, qualcuno usc dalla porta a vetri della centrale operativa, lasciando percepire il basso brusio di un tranquillo alveare. Poi le porte si richiusero e torn il silenzio. Arrivato al piano superiore, il maresciallo cammin in solitudine lungo il lucido corridoio rosso. Dalle finestre di sinistra poteva vedere al di l del chiostro la luce accesa della sala di ricreazione, dove quattro ragazzi in maglietta bianca giocavano a ping pong. Eppure anche a quell'ora era troppo caldo per tutto quel movimento. Guarnaccia si ferm davanti a una grossa pianta rigogliosa e buss alla porta di quercia chiara posta all'interno di un arco. La cella di un monaco era proprio l'ambiente adatto per il capitano. Lo disturbava sentire Teresa quando diceva che Maestrangelo era un bell'uomo, ma a parte questo sua moglie aveva ragione nel giudicarlo. Sicuramente sarebbe diventato generale, per avrebbe anche potuto divertirsi un po', sorridere, qualche volta. Anche il sostituto procuratore l'aveva accennato.
Avanti. Non stava sorridendo, ora. Ma era l, presente, come sempre quando si aveva bisogno di lui. Solido come una roccia, attento, serio, un uomo in gamba. Ah, Guarnaccia... stavo proprio pensando a lei. E per chi sa quale ragione la sua faccia scura si illumin per una frazione di secondo come il sole che si affaccia tra i banchi di nubi e, per un attimo, il capitano sorrise.
Il maresciallo era rimasto seduto con le mani appoggiate sulle ginocchia in attesa che Maestrangelo gli proponesse una soluzione. Magari non avrebbe dovuto occupare il tempo del capitano in quel modo, ma al telefono non si pu capire quello che realmente intendono dire le persone.
Ho idea che sia stato esageratamente scrupoloso, Guarnaccia.
Lo crede davvero? Ci ho pensato anch'io, ma poi mi sono detto che era meglio dirlo a lei. Sir Christopher  un residente straniero importante. Se quel giovanotto dovesse avere ragione e in agosto dovesse ripetersi un furto appena dopo che siamo stati alla villa per quei tre gingilli e addirittura dopo che questo giovanotto ci ha avvertito... Volevo dire che se c' qualcuno che cerca in qualche modo di gettare fumo negli occhi a sir Christopher....
Magari lo stanno facendo anche con noi?.
Be', s. A dire il vero l'intera storia  un po' strana.
E poi a lei non  simpatico quel Porteous.
No, no... Non sto dicendo questo. Non  una questione di.... Be', ha ragione lei, Porteous non mi piace. L'altra cosa  che mi sento... il caso Hirsch...,
S, so che il sostituto procuratore  molto soddisfatto del modo in cui lei ci sta lavorando.
 molto gentile da parte sua, ma non mi pare che si renda conto di quanto abbia fatto male a non andare a trovare la donna prima che succedesse tutto il resto, e non vorrei rifare lo stesso errore. Il maresciallo si pass una mano sul volto. Era stanco e aveva fame. Non avrebbe dovuto essere l. A cosa serviva?
Non creder sul serio che andare a fare una chiacchiarata con la donna sarebbe servito a evitare quello che  accaduto.
No, certamente no. Me lo sono ripetuto anch'io. E, per, chiss che non avesse cambiato qualcosa. Rinaldi c' dentro fino al collo. Forse se mi avesse visto salire dalla Hirsch non avrebbe corso rischi. No, no... ha ragione. Solo che io... o arrivo troppo tardi o prendo la decisione sbagliata. Anche quella storia della ragazza albanese... peggio non poteva andare. Se solo io....
Se anche avesse preso la decisione giusta - sempre che ce ne fosse stata una - crede forse che l'intero problema degli albanesi si sarebbe dileguato nel giro di una notte? E la ragazza come sta, a proposito?.
L'hanno operata di nuovo. Rinaldi non ha chiamato nessuno?.
Nessuno. Nulla di nulla dalla postazione di ascolto, purtroppo.
 come immaginavo.  uscito?.
No,  solo tornato un momento in negozio e poi ha chiuso. Il nostro uomo l'ha visto aprire le persiane al primo piano. Lei sar il primo ad essere informato dei suoi movimenti.
 troppo furbo per me.
Il capitano si appoggi allo schienale della sedia e fiss il maresciallo. Il sostituto procuratore non  della stessa opinione, come le ho detto.
Il maresciallo avrebbe voluto dire: Non dovrebbe dare di me una falsa immagine alla gente, crearle troppe speranze. Non  una cosa che va bene. Ma aveva troppo rispetto del suo comandante per contraddirlo apertamente. Si guard la punta della scarpa sinistra dicendo: Ha intenzione di interrogare domani Falaschi e Giusti... sa, i due facchini. Suppongo che riuscir a capire cosa c' dietro.
Credevo che lei gli avesse gi fatto dire tutto quello che sapevano, cio che hanno rapinato la Hirsch su ordine di Rinaldi
facendo fare una copia delle chiavi ed entrando poi nell'appartamento per spaventarla.
S, s, su quello non ci piove. Hanno affermato che Rinaldi voleva che le facessero paura in modo che rivelasse la combinazione della cassaforte e che volevano prenderne il contenuto, cio un fascicolo di documenti contraddistinto dall'etichetta "APPARTAMENTO", la sua agenda e tutte le videocassette che riuscivano a trovare. Sulla mia scrivania c' il rapporto dell'autopsia, che sembra fornire la prova che si  trattato molto probabilmente di morte accidentale....
Il capitano attese per un po' e, visto che il maresciallo non aggiungeva altro, disse: Non credo di capire dove vuole arrivare....
No, no... va bene cos - disse il maresciallo con espressione scontenta -. Le cose stanno cos, ma qual' il motivo di tutto questo? Voglio dire: di certo quei due stamani mi hanno detto tutto quello che avevano da dire. Non sono delle cime d'intelligenza, ma nemmeno io lo sono. Quindi
speriamo che il sostituto procuratore riesca a scovare la ragione di tutta questa faccenda prima che....
Prima che?.
Prima che avvenga quello che Sara Hirsch stava tentando di mandare a monte. Io non sono arrivato in tempo. Il segreto sta nelle fotografie. Cosa non darei per vedere una foto di Jacob Roth. Il maresciallo alz lo sguardo tetro dalla punta delle scarpe e lo rivolse verso il capitano. Cercava di concentrarsi, ma l'immagine restava fissa nella sua mente. Al posto di quella di Jacob Roth, sulla quale avrebbe voluto fissare i suoi pensieri, ce n'era un'altra che continuava a lampeggiare, e che lui non riusciva a spegnere: un'esile figurina che barcollava a lato dell'autostrada, avanzando verso di lui, un sorriso fiducioso sul volto, e verso la traettoria di un'auto che sfrecciava a tutta velocit. Poi quel crampo allo stomaco. Di cose brutte ne ho viste abbastanza in tutti questi anni, e non importa che le dica.... Invece importava, e lui non riusciva a dirlo. Avete trovato Lek Pietri?.
Non ancora, ma non sar difficile, e mi domando se davvero voglio arrestarlo, a questo punto. Non aiuter la ragazza, e se lo lasciamo a piede libero abbiamo almeno la possibilit di riuscire a beccare i capi di questo giro nazionale.
Questo  vero. La ragazza  regredita a uno stadio infantile e non c' sua madre a starle accanto....
Non pu salvare l'intera umanit, Guarnaccia. Il problema  troppo grande. E la cosa peggiore  che ogni volta che succede una cosa del genere i pregiudizi aumentano. Ci sono studenti di legge del Kosovo che lavorano come muratori, insegnanti che puliscono i pavimenti, tutta una massa di lavoratori che, a dispetto della formazione professionale, fa i lavori pi umilianti che noi italiani rifiutiamo, e di questi non si legge nulla sui giornali. Sono esseri invisibili. La gente si accorge solo delle rapine e della prostituzione o di episodi come questo della ragazza gettata fuori dalla macchina. C' da sperare che prima o poi le cose si calmino, laggi. Alla resa dei conti, disponiamo di troppi pochi uomini gi qui, figuriamoci se possiamo occuparci anche di ristabilire l'ordine in Albania! Senza pensare a quello che costa per i maxi-stipendi che paghiamo a chi ci vuole andare. Dio sa come andr
a finire e quando. Guarnaccia, vada a casa, vada da sua moglie e dai suoi figli. Lei  stanco, il problema  solo questo.
Cos il maresciallo ripercorse faticosamente la via fino al chiostro, accompagnato dal solo rumore del suo respiro e dei suoi passi pesanti sulle scale di pietra. Non ce l'aveva nemmeno fatta a leggere il referto dell'autopsia... Domani sarebbe stato un altro giorno...
Hai fame, ecco cosa c', fu il verdetto di Teresa. E certo sua moglie non si sbagliava. Vuoi che ti faccia una fetta di carne?.
Solo la pasta.
Seduto in cucina, dopo aver fatto la doccia e indossato una comoda maglietta, dei vecchi pantaloni color cachi e le ciabatte infradito, con una scodella di pasta e un bicchiere di vino rosso davanti, mentre Teresa chiacchierava tranquilla durante il pasto, gli sembr finalmente che la vita tornasse alla normalit.
Un'arma da taglio, probabilmente di uso domestico, ha tagliato un lembo di pelle, sollevandolo fino in prossimit dell'orecchio sinistro. Altri piccoli tagli sotto il lato sinistro del mento, dai quali  possibile dedurre l'angolatura dell'arma tenuta presumibilmente dalla mano destra dell'aggressore mentre minacciava la vittima da posizione retrostante. Il taglio del suddetto lembo di pelle sembra sia stato provocato dal movimento che la vittima ha involontariamente compiuto scivolando tra le mani dell'aggressore durante l'infarto seguito da collasso e da decesso quasi immediato...
Pronto? Sono il maresciallo Guarnaccia. Come sta, signora? No, no... niente affatto. Mi dica... oh, santo cielo. Questi giovani non hanno proprio il minimo riguardo... no signora, no! Se gli fosse successo qualcosa ne sarebbe gi stata informata.  mai rimasto fuori una notte prima d'ora? No, va bene, le posso solo dire che sono cose che succedono spesso. Sar rimasto da qualche amico. Telefoni a quelli che conosce,  la cosa migliore.  un ragazzo giudizioso e probabilmente ha preferito non tornare a casa col motorino se aveva fatto troppo tardi a una festa... bene, bene...  passato
con la lode? Oh, signora! Gli faccia finire la scuola in bellezza! Cosa? Sta arrivando? Allora riattacco... e signora, non gli dica che mi ha chiamato. A proposito... complimenti!.
... seguito da decesso quasi immediato...
Pronto? Maresciallo Guarnaccia, stazione di Palazzo Pitti. Buongiorno, signor sostituto procuratore. Mi dispiace. Ancora lo sto leggendo.
Non c' fretta, non contiene niente che lei gi non sappia. Ho appena finito con Falaschi e Giusti.
E l'avvocato?.
Legale d'ufficio. A quanto pare Rinaldi non si  preso la briga di procurarne uno. Sta agendo con molta cautela.
S....
Lei non  della stessa opinione?.
Pensavo solo... be', vuol dire che da quella parte non teme niente. Ci avevo gi pensato quando li ho sentiti parlare nell'appartamento. Era Falaschi, credo, che aveva cercato di minacciarlo... suppongo perch non stava pagando quello che aveva promesso. A Rinaldi non gliene importava niente. Ho paura che non sappiano niente che valga la pena di sapere. Ho l'impressione che i due gli abbiano procurato un bel po' di merce che scotta, ma sembra che lui non se ne curi pi di tanto.
Allora non si tratta di cautela, ma solo di una buona dose di sangue freddo.
Mi sa di s. Ho parlato di lui con il mio brigadiere,
Lorenzini. Ha detto testualmente: "Ci riderebbe in faccia". Lui pensa che faremmo bene a non credere una parola di quello che Rinaldi dice, e mi sa che abbia ragione....
Ne sono certo anch'io. Il guaio  che non ha detto molto a cui si possa credere o meno. Maresciallo?  ancora in linea?.
S. Devo trovare questo Jacob Roth e stavo pensando....
Pronto? Maresciallo?.
Gli avvocati... mi scusi, sto guardando sull'elenco... Spesso gli avvocati restano in famiglia, giusto?.
Come, scusi?.
E allora l'avvocato Umberto D'Ancona potrebbe avere un figlio o un nipote dal quale  andata Sara ... s, eccolo qui. Naturalmente l'elenco  un po' vecchio.
Di certo mai quanto il registro del catasto. Ha trovato qualcuno?.
S, perfino un Umberto, di certo  un parente.  in via Masaccio. Ci vado subito, se mi vuole scusare. Le telefono appena torno.
Lorenzini! Chiamami un autista e pensa a tutto tu, qui. Devo uscire.
Quando arrivarono in via Masaccio, dalla parte opposta della citt, il maresciallo era in un bagno di sudore. Il carabiniere autista - uno giovane e magro, la camicia asciutta e ben stirata - ferm in doppia fila chiedendo: Ci metter molto? Devo cercare un parcheggio? Sar meglio che mi metta all'ombra, allora. Segu una risposta incomprensibile. Il maresciallo usc, con gli occhi protetti dalle lenti scure, fissando l'alta costruzione tipica per quella zona. Dietro alla cancellata di ferro c'erano delle piante di alloro e degli oleandri, non proprio quello che si poteva definire un giardino. Probabilmente ce n'era uno sul retro dell'edificio... Sulla placca d'ottone era inciso U. D'ANCONA. Guarnaccia suon. Una donna giovane, probabilmente una filippina, gli apr prendendo appunto del nome e facendolo entrare. Nell'ingresso, buio e con un pavimento di piastrelle a disegni rossi, bianchi e neri, un uomo basso e di carnato scuro, senza dubbio il marito della cameriera, si affacci da un corridoio sulla destra per controllare, scomparendo subito dopo. Il maresciallo rimase ad aspettare accanto a una pianta di aspidistra che troneggiava da un immenso vaso di maiolica, quindi fu fatto entrare in una stanza che sembrava contenere pi libri che mobili, e che nel complesso era stipata sia degli uni che degli altri. Dalla porta-finestra aperta spirava un alito di aria fresca nonostante le persiane verdi fossero quasi chiuse per impedire al caldo di entrare. Dietro alla scrivania massiccia, sulla quale era accesa una lampada, un uomo piccolo era seduto in una poltrona. Questo non era n il figlio n il nipote di D'Ancona, bens lui stesso in persona. L'et avanzata aveva ridotto la faccia ad una forma scheletrica, la pelle era di una pallida
trasparenza bluastra e tirata sulle tempie e sul dorso del naso, mentre sulla fronte era visibile qualche chiazza di color marrone chiaro.
L'uomo disse, indicando una sedia: Mi scusi se non mi alzo. La stavo aspettando. Per la verit pensavo che sarebbe venuto prima.
Grazie. L'avrei fatto - disse il maresciallo, sistemandosi in una grande sedia di fresca pelle - ma mi era stato detto che lei era morto.
Non ancora - disse l'avvocato con un sorriso - non ancora del tutto. Il sorriso scomparve. Povera Sara, per. Morire senza aver mai veramente vssuto.  per Sara che  venuto, vero?.
S,  per Sara - disse il maresciallo - e anch'io ho avuto la stessa sua impressione, sebbene la conoscessi appena.
Davvero? Devo dire che lei mi sorprende. Mi pareva di aver capito che lei fosse un amico valido e fidato della nostra sfortunata Sara. Davvero lei mi sorprende.
No, no.... Il maresciallo era un po' imbarazzato. Avrebbe potuto considerarlo un complimento se si fosse ricordato di andare a trovare la donna un po' prima, se lei non fosse morta. L'ho incontrata solo una volta. Venne da me poco prima di morire e mi disse che si sentiva... be'... minacciata. Temo che non mi abbia detto molto riguardo alle circostanze... effettivamente, niente che potesse in qualche modo darmi degli indizi. A volte ci si accorge troppo tardi che se si fosse avuto fiducia in qualcuno certe cose non sarebbero avvenute. Comunque mi disse di avere un avvocato e io la consigliai di andare a parlare con lui... con lei. Pensavo che lei, conoscendola meglio, sarebbe stato in grado di giudicare....
Oh, santo cielo.... D'Ancona appoggi la testa alla mano destra restando in silenzio per un momento. Sospir guardando il maresciallo con un'occhiata indagatrice, cercando forse la ragione per la quale Sara aveva mostrato una fiducia cos assoluta in questo estraneo. Il maresciallo ricambi il suo sguardo in silenzio, preoccupato. Alla fine l'avvocato decise di parlare. Lei e io, maresciallo, avremmo dovuto incontrarci prima. Insieme... Eh, be'... Inutile speculazione.
S, anch'io ci ho pensato molto. Come dicevo, ho incontrato Sara solo una volta. Si aspettava molto da me, a quanto sembra, ma lei forse si sbaglia a pensare che si fosse fidata di me, a meno che ci non sia avvenuto a posteriori. A volte succede: quando  ormai troppo tardi, percepiamo la buona volont degli altri, ci rendiamo conto che avremmo potuto, avremmo dovuto parlare, avere pi fiducia in un'altra persona. Parlando con lei pu darsi che Sara si sia accorta di potersi fidare di me, ma se io sono qui oggi  perch non l'ha fatto. Non so niente di lei. Non so perch sia morta in quel modo, anche se ho trovato i responsabili. So solo quello che  stato scritto in due rapporti psichiatrici da dottori dei quali non poteva o non voleva fidarsi, e so che cosa ho trovato, o forse dovrei dire non ho trovato, nel suo appartamento.
Capisco. L'avvocato ammutol, pensando a tutto ci, e guardandosi le mani appoggiate sulla scrivania. Mani pallide, trasparenti, con le giunture un po' deformate, forse dall'artrite, e con larghe macchie chiare sul dorso.
Si sarebbe forse ripetuta la scena della conversazione con Sara Hirsch, lacrime a parte? Di certo il maresciallo non aveva intenzione di fare domande. Se l'uomo voleva parlare, che lo facesse, ma Guarnaccia non intendeva sprecare altro tempo.
Alla fine l'avvocato disse: Immagino le difficolt che le avr posto Sara. Aveva paura e voleva il suo aiuto, come quando non era pi riuscita a gestire la vita perdendo il controllo sulla realt e, pur necessitando di un aiuto psichiatrico, ne era stata spaventata. Ma lei aveva un progetto a lungo termine, e in entrambi i casi non  riuscita ad aprirsi, ad essere franca.
E lei? Dopotutto adesso Sara  morta.
Vale a dire che qualsiasi fosse il suo progetto, ora io gliene posso parlare? S, s... fino a un certo punto  vero, e certamente le posso chiarire alcuni dei misteri della vita di Sara.
Alcuni.
Anch'io, maresciallo, ho i miei progetti, che sono ancora pi ampi, pi globali di quello di Sara, anche se certi punti coincidono.
Stava diventando reticente come lo era stata Sara. Ormai il maresciallo era quasi certo che gli avrebbe rivelato solo un paio di fatti senza dare spiegazioni.
Non c' bisogno di fare una faccia cos delusa. Non  il caso, mi creda.
Ma Guarnaccia non ci stava a questi discorsi. Lei mi ha detto di credere che venissi prima e io le ho risposto che credevo che lei fosse morto. Mi scusi la franchezza, ma lei sapeva di non esserlo e sapeva invece che Sara lo era. E anche che era stata da me, i giornali hanno parlato della sua morte come di un assassinio. E allora perch non  venuto lei da me?.
Una domanda comprensibile. Ho aspettato, guardato....
Le indagini su un assassinio non possono aspettare. Con tutta probabilit, dopo quarantott'ore, le prove sarebbero gi inquinate.
Ma non  stato un assassinio, da quanto ho capito. Giusto?.
Legalmente no; moralmente....
Ah, moralmente... moralmente... eccoci qui a cercare il buono e il vero piuttosto che quello che pu avere un esito giuridico. Comprendo il suo risentimento, perfino la sua disapprovazione. Lei ha un lavoro da fare, ma io ho il mio e quando sapr qual' - e glielo dir - allora mi capir. Per venire a lei: so da Sara che lei si era accorto subito di come le minacce avessero a che fare con l'appartamento. Lei aveva ragione. Le visite misteriose, le lettere anonime avevano lo scopo di spaventarla al punto da farla andare via. Aveva l'usufrutto del suo appartamento e di quello soprastante, come del resto sua madre prima di lei, fintanto che vi avesse abitato.
Andandosene avrebbe dunque perso quel diritto?.
Esatto. E anche le entrate provenienti dall'appartamento del terzo piano, ai cui inquilini era stata pagata una buonuscita e l'appartamento venduto prima che cominciasse la pressione su Sara. Senza quell'entrata le sue condizioni economiche erano divenute difficili. Non doveva succedere, ma del resto Sara non aveva un controllo diretto sulla propriet.
L'edificio appartiene a una societ.
C'era un contratto privato stipulato in questi termini nella sua cassaforte?.
S, c'era. L'avvocato stava esitando, ma il maresciallo non aveva intenzione di fermarsi proprio ora.
Jacob Roth era il padre di Sara?.
S.
Ma non ne ha mai sposata la madre.
No. Non spos Ruth. Jacob se ne era appena andato in Inghilterra per affari nel 1943, quando i tedeschi occuparono Firenze. Suo padre, Samuel, chiaramente in pensiero per il futuro del figlio, gli consigli di restare l. Aveva lasciato la madre di Sara, Ruth, che era stata mandata dai genitori a Firenze dai Roth per motivi di sicurezza quando era gi incinta. Lei non l'aveva detto a nessuno, a chi avrebbe potuto dirlo? Jacob se n'era andato. I suoi genitori erano stati deportati a Praga. La sua sopravvivenza dipendeva dai Roth e anche loro erano a rischio, in seguito all'occupazione nemica. Ma loro la salvarono, mettendola in un convento e facendola battezzare. Si occuparono di farle avere un passaporto italiano per mezzo della comunit ebraica di qui. Io stesso ho avuto la mia parte in tutto ci: a quei tempi lavoravo per la Delasem, in via de' Rustici, un'organizzazione creata per aiutare gli immigranti ebrei. Al riparo nel convento, la bambina Ruth diede alla luce la bambina Sara. I Roth salvarono quello che poterono: il figlio, Sara, l'eredit di Sara - due dipinti di pregio che erano arrivati arrotolati nella sua valigia con alcuni ricordi di famiglia - e le poche foto e gli oggetti di valore che essi stessi possedevano. Tutto fu sotterrato nel giardino dietro a casa mia. Dopo aver nascosto quello che poteva, questa brava gente fu arrestata dalla Gestapo e mandata a Fossoli, da dove gli ebrei italiani venivano tradotti ad Auschwitz.
E lei? Lei era qui a quel tempo?.
Ero qui. Entrarono anche in questa casa, come nelle altre. C'erano abbastanza oggetti di valore per soddisfare le pretese dell'ufficiale in carica. Non toccarono mia moglie. Sono stato molto fortunato.
Ma....
Ma?.
Le suore del convento mi hanno gi informato di alcuni di questi fatti, ma quello che non capisco  perch, dopo le leggi razziali del 1938, gli ebrei che come lei potevano permetterselo, non fuggirono.
Maresciallo, noi siamo italiani, io come lei. Entrambi sappiamo bene, per il lavoro che facciamo, che l'approvazione di una legge  una cosa, la sua applicazione un'altra. Tutti immaginavano che quelle leggi fossero solo una mossa politica per tenere buono Hitler, e nessuno credeva seriamente che potessero essere applicate. E si ricordi anche che gli ebrei italiani sono prima di tutto cittadini italiani. Questo non perch ormai siamo qui da sei secoli, ma perch l'Italia, politicamente parlando, esiste solo da un secolo e mezzo, e noi abbiamo avuto una parte attiva nella sua creazione. In quanto mercanti, e potendo viaggiare liberamente e frequentemente, avendo contatti attraverso tutto il paese e attraverso tutta l'Europa, chi meglio di noi avrebbe potuto servire da tramite per il recapito di importanti informazioni? Chi avrebbe potuto essere pi utile alla causa del Risorgimento? E durante la Prima Guerra Mondiale non abbiamo forse combattuto a fianco degli italiani per questo nostro paese?.
Non avrei mai pensato...Direi che non ho mai avuto occasione di approfondire l'argomento. Eppure so che negli anni trenta qui si era a conoscenza di ci che avveniva nel nord Europa, e questo proprio attraverso quelle stesse linee di contatto a cui accennava. Le persone come Ruth Hirsch, quelli che lei ha aiutato per mezzo di questa organizzazione... perch venivano qui? Dopotutto questo era un paese di regime fascista.
L'altra cosa che non ha mai avuto occasione di considerare  che c'erano ebrei che sostenevano il regime fascista. La sorprende? Eppure  cos. Si consideravano perfettamente al sicuro, e molti di loro lo erano. Un gran numero di rifugiati, d'altro canto, facevano qui una tappa provvisoria per vendere alcuni dei loro beni, soprattutto se si trattava di opere d'arte, e continuavano poi il viaggio in direzione dell'America, se potevano permetterselo.
Perch gli riusciva cos difficile fare quella domanda? E la
consapevolezza della risposta che stava per ricevere non rendeva la sua situazione pi facile. Evidentemente D'Ancona comprese.
Lei non ha conosciuto Jacob Roth. Era un uomo complicato, deluso, ma aveva anche dei lati positivi.
 cos per tutti noi. Durante la guerra fece una fortuna. Non era una domanda, ma un'affermazione oggettiva senza traccia di giudizio.
Fece una fortuna,  vero, una notevole fortuna. Chi fuggiva portava con s quello che poteva. Furono questi i clienti di Jacob, come la piccola Ruth, che avevano dipinti arrotolati nelle valigie. Li vendevano a Jacob, continuando poi il loro cammino.
Dunque fece una fortuna comprando dipinti di valore a prezzi stracciati da ebrei in fuga e vendendoli presumibilmente con ampio guadagno dopo la guerra?.
In ogni guerra ci sono quelli che fanno dei grandi guadagni, maresciallo.
Ma era un ebreo!.
E allora? Avrebbe dovuto essere pi onesto degli altri per questo? Non mi dir che tutti i tedeschi sono cattivi.
No, no... sarebbe ridicolo. Dappertutto ci sono persone per bene e delinquenti. No....
E sarebbe pi facile per lei immaginare un tedesco innocente che non un ebreo colpevole?.
Io... s. Quello che ha fatto Roth mi scandalizza, se  questo che vuole sapere.
Allora caro maresciallo, lei  un razzista. Ascolti: essere una vittima  un tragico destino, non  una virt, una virt che per una qualche forma di osmosi magica viene a costituire un attributo di tutta una razza. Questo  un punto centrale dell'opera che sto cercando di portare avanti. Ed  questo anche il mio pi grande problema: cercare di combattere l'immaturit emozionale che non permette che le colpe di uno Jacob Roth siano giudicate alla stessa stregua di quelle di un qualsiasi altro uomo. Per me Jacob Roth ha compiuto un'ingiustizia come uomo. Per lei  stato l'ebreo a compierla.  difficile una comprensione reciproca su questa base. Di conseguenza le dir solo i fatti rilevanti per la morte di Sara,
pur assicurandole che Jacob non ha fatto niente di illegale.
L'avvocato fece una pausa piegandosi verso il ripiano destro della scrivania e cercando di prendere qualcosa che sembrava essersi incastrata.
Posso aiutarla?.
No,  solo un po' ingombrante. Finalmente riusc a sollevare una scatola oblunga di cartone che pos sulla scrivania. Ecco qui le cose che cercavano gli aggressori di Sara. Quelle stesse che cerca anche lei, suppongo. Me le port Sara perch fossero al sicuro proprio su suo consiglio, a quanto mi disse.
Su mio consiglio... Be', ha fatto bene.  quello che le avrei consigliato di fare se avessi saputo che esistevano.
Davvero non le aveva detto niente? Potrebbe aiutarmi ad aprire il coperchio? Si  incastrato... cos non ho bisogno di alzarmi... grazie. Forse sar sorpreso della banalit del contenuto.
No, no. La bambina dei vicini mi aveva accennato a queste cose. Sara Hirsch le aveva mostrato alcune foto che lei mi ha poi descritto.
Eccole.
E la sorpresa davvero fu grande: ecco che finalmente teneva in mano la foto che aveva tanto atteso di vedere, quella dei genitori di Sara, di Jacob e di una giovanissima Ruth. Era proprio come gliel'aveva descritta la bambina, anche se, guardando gli abiti fuori moda e la tetra ombreggiatura marrone della stampa scolorita, il maresciallo dovette ammettere che Jacob, oltre ad essere molto alto, era anche un bellissimo giovane. Ruth appariva magra e sgraziata, anche se i grandi occhi neri e i lineamenti fini lasciavano intravedere una bellezza ancora acerba. La cosa inaspettata era che questa foto era un ingrandimento, mentre Guarnaccia se l'era sempre immaginata come una normale foto preservata tra la carta velina o in una busta. Era perfino incorniciata con una di quelle tipiche cornici marmorizzate che si vendevano in Piazza Pitti.
A quanto pare questo ritratto non  sempre stato tenuto nascosto.
No, assolutamente no. Ruth era solita tenere quella fotografia
in salotto. Era l'unica di loro due insieme. Sara l'aveva nascosta a causa di quello che era successo negli ultimi tempi. Le foto nella busta erano invece sempre state nella cassaforte per ovvie ragioni.
Era una busta rigida di cartoncino con dentro grandi foto in bianco e nero avvolte in carta velina.
I fiori.
Ora fu D'Ancona ad essere sorpreso. Ha fatto vedere le foto a qualcuno? Ne  proprio sicuro?.
Sicurissimo, alla stessa bambina di cui le ho parlato. Tutti ci fidiamo di qualcuno, e un estraneo, o almeno una persona che non  coinvolta nella nostra vita,  spesso quella su cui puntiamo di pi. Mi pu dire qualcosa di questi fiori?.
Penso proprio di s. Come ha detto lei, tutti ci fidiamo di qualcuno. Ma deve assicurarmi che quello che le dico non verr riferito ad altri.
Il maresciallo lo fiss, dicendo: Sa bene che non posso farlo.
Ma gli uomini che ha arrestato non ne sapevano niente.
E nemmeno delle altre cose. Hanno fatto solo quello che gli aveva detto Rinaldi.
Ah, gi, Rinaldi.
Lo conosce?.
Lo conoscevo quando era ancora il commesso del negozio, e lavorava per Samuel e Naomi.  stato molto fortunato. I Roth lo aiutarono, quando rimase orfano del padre durante la guerra. Viveva con la madre, che aveva affittato il primo piano, dove immagino che abiti ancora. Jacob gli fece rilevare il negozio, dicendo che aveva gusto....
 stato Rinaldi a dirmi che lei era morto.  al corrente di come Jacob ha fatto la sua fortuna?.
Sa qualcosa della vita di Jacob, ma non quello. Negli anni trenta era ancora un bambino. Rinaldi  un problema, e certamente non  del tutto estraneo alla dolorosa fine di Sara, ma se lei avr un po' di pazienza, sono certo che riusciremo a trovare una soluzione. Vogliamo prima prendere in considerazione il dipinto? Come dicevo prima, Ruth arriv da Praga con due quadri. Costituivano il suo futuro. Suo padre li affid ai Roth e a loro volta i Roth li diedero in custodia a me,
prima di essere deportati. Per diversi anni rimasero insieme ad altri dipinti portati da Jacob e ad alcune cose di valore del negozio in una cassaforte sotterrata qui in giardino. Quando Jacob ritorn, port via tutto. Uno dei dipinti di Ruth fu poi venduto per lei. Pi tardi fu fatta una donazione al convento che l'aveva ospitata con la piccola Sara. Il resto del denaro fu investito per il suo sostentamento.
Perch Jacob non la spos?.
Non giudichi troppo in fretta. Si ricordi che lui non sapeva niente prima di tornare qui a casa. Pensava che Ruth fosse stata deportata con i suoi genitori. Non sapeva nemmeno se erano vivi o morti. Venne da me come suo padre gli aveva scritto di fare nella sua ultima lettera. Nemmeno io sapevo della bambina di Ruth. La prima volta che la vedemmo Sara aveva quasi un anno. Jacob si era fidanzato, mentre era via. Quanto era successo con Ruth... erano giovani, erano stati gettati l'uno nelle braccia dell'altro. La guerra li separ. Sono cose che succedono.
Il maresciallo non riusciva ad accettarlo. No, no... Va bene, sono cose che succedono, l'ammetto, ma c'era un bambino da una parte e una fortuna dall'altra, una fortuna comunque ottenuta in modo scorretto, sia che Roth abbia fatto o no qualcosa di illegale.
Considera l'accaduto in modo molto pragmatico, ma si dimentica di un elemento d'informazione di vitale importanza. Ruth amava Jacob. L'ha amato fino al giorno in cui  morta. Lui era un giovane bello, pieno di talento, una personalit tormentata, complessa. L'aveva affascinata, corpo e anima, a quella giovane et e lei non riusc pi a trovare nessun altro che potesse rimpiazzarlo. Ho la tendenza a credere che cose del genere accadano pi di quanto non si creda, sia agli uomini che alle donne. La maggior parte della gente cerca di opporsi con ragionamenti razionali, imponendosi di accettare relazioni con persone meno amate, forse anche due, tre o pi volte. Ma questi rapporti non tengono.  l'unico modo in cui posso, se non spiegarlo, almeno descriverlo. Se poi aggiungono a questo le circostanze, la guerra, la persecuzione, la paura, la solitudine, l'isolamento di Ruth, intrappolata in un paese
straniero, con una religione straniera, con la prospettiva della maternit... Quale evento, dopo quello, avrebbe mai potuto avere una simile intensit? Cosa avrebbe potuto toccarla? Aveva imparato ad amare Jacob con quella che potrei definire una purezza che bruciava costante e luminosa in solitudine, trascurata in gran misura per un'intera vita.
In gran misura....
La loro relazione... continu anche dopo, s. Ella viveva delle briciole della tavola di Jacob, se vuole.
Il maresciallo aggrott le sopracciglia. La natura dell'amore era un'altra di quelle cose sulle quali non aveva mai avuto molta occasione di riflettere, ma si sarebbe sentito pi a proprio agio con qualcosa di pi tranquillo di quello di cui stava parlando l'avvocato. La vicenda gli faceva venire in mente molti particolari della vita dei santi, dai nomi ormai dimenticati, storie raccontate con un tale gusto dal prete della sua infanzia da fare gelare il sangue. Tutta quella purezza ardente concessa con abnegazione...
Come se fosse una specie di dio.
Oh, no. Ruth conosceva i difetti di Jacob, solo che sembravano legarla a lui ancora di pi.
E lui? In fondo mentre lei dava alla luce sua figlia, lui si preoccupava solo di mettere insieme una fortuna. E allora cosa significava per lui Ruth?.
Poteva sembrare una domanda retorica, in fondo, visto che l'uomo aveva sposato un'altra, ma l'avvocato sembr prenderla in seria considerazione. Alla fine disse: La sua coscienza, la sua verit. L'uomo che Ruth amava era il vero Jacob Roth. E lui vi era attaccato.
Il maresciallo osserv con attenzione l'avvocato, ripensando a quello che aveva detto su quanto accade agli uomini e alle donne. Era sicuro che D'Ancona fosse stato innamorato di Ruth Hirsch e della sua fiamma ardente e pura durata tutta una vita. Forse li aveva amati entrambi, e la loro storia. Dopotutto, quale altro evento di una tale intensit avrebbe potuto scuotere la vita di un avvocato di provincia? L'unica a rimanere fuori della storia era Sara, che non aveva mai potuto vivere una vita propria. Sara, cresciuta sugli avanzi di un grande sogno, che forse avrebbe potuto avere una vita felice
con un uomo comune e qualche grazioso bambino. Invece di tutto ci, distrutta dalla guerra e dall'avidit, dall'egoismo e dalla passione, aveva iniziato la vita nascosta in un monastero con una madre sola e spaventata, per finire poi...
Posso chiederle perch ha un'espressione cos severa? Ritiene poco convincente la mia valutazione della loro relazione?.
No, no... non mi permetterei mai di esprimere giudizi, no. Stavo pensando che la morte di Sara  stata un incidente, e... oh, in realt  una stupidaggine, ma sembra che non sia mai stata molto importante, non crede? Nemmeno importante abbastanza per venire assassinata. Perch volevano che se ne andasse dall'appartamento?.
Non lo so, ma probabilmente per venderlo.
Lei ha detto che  di propriet di una societ.
Costituita da Jacob, s,  vero.
Anche lei faceva parte del consiglio?.
S.
E Rinaldi?.
Anche lui.
Dunque  parte direttamente interessata.
Le devo chiedere di avere pazienza. Quando conoscer i fatti nella loro complessit e potr apprezzare quello che sto cercando di fare, sar in grado di aiutarla.
Le chiedo scusa. Sono qui per ascoltarla, non per interrogarla.  che - come dicevo prima - Sara non sembra aver mai contato molto
Contava per lei. Mi disse che lei era stato molto gentile e che l'aveva presa sul serio. Devo confessare che io non l'ho fatto.
Come non l'ha fatto?.
Sono certo che anche lei si deve essere chiesto se quello che raccontava fosse vero o inventato.
Il maresciallo si sent sollevato. S,  vero, me lo sono chiesto, e fino ad ora mi ero anche detto che ci dipendeva dal fatto che non la conoscevo abbastanza bene da poter giudicare, ma se lei dice lo stesso... Le avevo promesso di passare a farle una visita, ma ho aspettato troppo. Quando ci sono andato, era morta.
E ora lei si fa dei rimproveri?.
Non esattamente. So bene che non avrebbe senso.  che mi sembra un vero peccato che Sara non abbia mai contato niente. Certa gente riesce a ottenere l'attenzione degli altri per le minime sciocchezze, mentre altri....
Gi... Ma nel caso di Jacob, c'era un'immensa forza trainante a determinare le sue azioni. Ci sono ragazzi che hanno l'opportunit di studiare, ma non il figlio di un negoziante. Altri possono scegliere il loro futuro, sviluppare i loro talenti, ma non il figlio di un negoziante. Jacob era intelligente e dotato, voleva dipingere, ma all'et di dodici anni cominci a lavorare nel negozio di suo padre. I suoi genitori avevano lavorato duramente ed erano orgogliosi di aver creato un commercio fiorente, un futuro sicuro per il loro figlio. Non avrebbero mai immaginato il destino che li attendeva ad Auschwitz o quello di Jacob, un uomo che dallo stesso regime di terrore avrebbe tratto i mezzi per arrivare a una ricchezza tale da potersi permettere di disfarsi del loro piccolo negozio. L'intenzione di Jacob era stata quella di arricchirsi, ma soprattutto di arrivare a far parte di coloro che schiacciano gli altri nella vita, non di quelli che vengono schiacciati. Ecco perch alla fine aveva gettato i pennelli alle ortiche.
E avrebbe davvero potuto diventare un grande artista?.
Avrebbe potuto... Non ho mai creduto in un "avrebbe potuto", maresciallo. Vista la ferocia della forza trainante di Jacob, avrebbe senz'altro avuto successo in qualsiasi cosa avesse scelto di fare... come Picasso, la cui madre una volta disse che, se fosse stato un religioso, sarebbe diventato papa. Jacob non mise la sua forza a disposizione dell'arte, ma la us per se stesso, per divenire l'uomo che voleva essere ai propri occhi e agli occhi del mondo.
S, in un certo senso riesco a capire. Ma sapeva dipingere bene?.
Oh, s che sapeva. Non ho niente da mostrarle qui... almeno niente di originalmente suo. Da ragazzo aveva passato molto del tempo di cui disponeva a fare copie dei grandi maestri, come ogni studente d'arte fiorentino. Ce n' uno in particolare... Gli chiesi di regalarmelo. Ne ero rimasto colpito,
e ancora oggi lo sono. Se non le dispiace accendere la luce l vicino alla porta-finestra, pu giudicare lei stesso.
Il maresciallo si diresse, berretto in mano, fino in fondo alla stanza stipata. A causa dell'oscurit non riusc ad evitare di sbattere un fianco contro l'angolo di un tavolo sovraccarico di libri e documenti. Sembrava di essere nell'ufficio del sostituto procuratore, con la sola differenza che l i libri erano accatastati anche sul pavimento. Comunque meglio fare attenzione, non si poteva mai sapere. La sottile lama di luce che si insinuava dalle persiane leggermente aperte faceva apparire la stanza ancora pi buia.
L'interruttore  a sinistra.
Il maresciallo guard il dipinto, rimanendo anche lui ugualmente colpito. Il concerto.
Lo conosce... ma certo, visto che ha l'ufficio a Palazzo Pitti. Me l'aveva detto, ma l'avevo dimenticato. Sicuramente conoscer bene la Galleria.
No, no... Solo qualche dipinto... Di questo me ne ricordo perch fu inaugurata una mostra speciale in occasione del suo restauro. A eventi del genere ho l'obbligo di essere presente. Ma - il giovane a sinistra, quello con il cappello piumato - ha la faccia incompleta.
S. Se guarda pi da vicino vedr che i lineamenti sono stati leggermente schizzati. Jacob lasci i volti per ultimi, perch, come disse, erano la parte pi difficile, e alla fine alcune cose rimasero incompiute.
Fu quando decise di smettere?.
S.
E lei ha appeso questo quadro come una sorta di rimprovero nei confronti di Jacob?.
Non ci avevo pensato, ma suppongo che potrebbe avere ragione. Comunque avevo solo due anni e mezzo pi di lui e avevo appena cominciato a studiare legge. Io ho avuto pi fortuna, come vede. I miei genitori avevano un po' pi di soldi dei suoi e le loro ambizioni coincidevano con le mie. Non mi posso permettere di criticarlo, e a quei tempi non riuscivo a capirlo. Forse non ci sono mai riuscito nemmeno dopo, sebbene, come tutti facciamo, mi illudevo di essere la sola persona della sua vita che fosse riuscita ad avvicinarsi a
lui, a parte Ruth. Ma in quel caso era amore.
Il maresciallo ritorn alla poltrona di pelle esitando e chiedendosi se fosse opportuno sedersi di nuovo o se non fosse meglio far parlare il sostituto procuratore con quest'uomo. Gli aveva raccontato molte cose, ma dove erano i fatti riguardanti la morte di Sara? Mentre stava mentalmente decidendo di passare il compito al sostituto procuratore, chiese quasi senza accorgersi: Quella faccia in bianco... c' ancora una faccia in bianco nel ritratto di questa famiglia... La ringrazio per l'aiuto, naturalmente, ma mi chiedo dove sia il fratello di Sara. Aveva parlato di un fratello. E dov' l'altro dipinto?.


Capitolo 10.

Nell'aula-bunker della corte d'assise, le gabbie erano tutte vuote. Si allungavano per il lato opposto a quella dove il maresciallo, in piedi davanti alla porta riservata alla stampa, aspettava che il sostituto procuratore uscisse. Alla fine lo vide sulla destra, in prima fila davanti al giudice. Stava in silenzio, senza muoversi, perci facilmente individuabile fra gli avvocati che gesticolavano discutendo in piedi. L'udienza riprese. Il maresciallo si volt verso l'ufficiale seduto al tavolo nell'anticamera. Credevo che oggi ci fosse il processo contro la mafia per i parcheggi.
Nell'aula accanto.
Oh. Ecco perch le gabbie vuote.
Qui c' quell'ergastolano che aveva avuto un permesso d'uscita per un giorno, e che poi ha assassinato una prostituta dando fuoco al letto. Il giudice aggiorner la seduta dopo questa testimonianza. Ci doveva essere la relazione di uno psichiatra, ma non si  presentato.
Grazie. Il maresciallo entr proprio quando la corte si alzava, ma mentre stava per raggiungere il sostituto procuratore, un investigatore in borghese lo precedette tenendo occupato il magistrato con una complicata discussione sottovoce. Il maresciallo indietreggi e aspett finch i due non finirono di parlare. Alzandosi per andarsene, il sostituto procuratore finalmente lo vide.
 successo qualcosa? Come ha fatto a trovarmi?.
Ho telefonato in ufficio.
Hanno aggiornato la seduta a luned. Andiamo a
prendere un caff.
Il tavolo del sostituto procuratore in aula era una perfetta versione in miniatura del suo ufficio. Il magistrato stip tutto il malloppo dentro la vecchia cartella di pelle e si sganci la toga.
Guarnaccia gli raccont quasi tutto mentre si avviavano al bar dall'altra parte della piazza affollata.
E gliel'ha detto?.
Del fratello? C' un fratello, questo s.
Allora  lui che ha il quadro.
 possibile.
Due caff! Potrebbe essere il mandante dell'aggressione di Sara, allora, nel caso che lei avesse voluto riavere il dipinto. Che cosa ha detto D'Ancona?.
In realt niente. Mi ha dato questo. Ha detto che ora che Sara  morta, non serve a niente. Il maresciallo gli fece vedere una videocassetta nel suo astuccio nero di cartone. Ha detto che dobbiamo incontrare personalmente Jacob Roth.
Guarnaccia! Non mi dir che  ancora vivo anche lui?.
No, no...  morto. Ha lasciato questo per sua figlia Sara.
Venga, C' un videoregistratore nell'ufficio accanto al mio... no, pago io.
Bevvero il caff, facendosi poi strada fino all'uscita attraverso un'orda di turisti che entravano.
Dove ha la macchina?.
Laggi.
Se arriva prima lei,  l'ufficio a sinistra del mio.
Mia cara figlia, quando vedrai questo, io ormai sar scomparso, e forse scomparso da molto tempo. Lo dar a Umberto, che lo terr come una sorta di polizza di assicurazione per te in caso di difficolt. Non ne prevedo, ma la maggior parte delle cose che mi sono capitate nella vita non poteva essere prevista.
Il volto di Jacob era smagrito e i capelli erano divenuti bianchi, ma dall'intensit dello sguardo scuro si poteva ancora riconoscere il giovanotto della fotografia. Stava seduto proprio in quella stessa sedia che lo stesso maresciallo aveva
occupato poco meno di due ore prima.
Sai che nel mio testamento il tuo nome non  menzionato. Ti devo una spiegazione e te la dar adesso. Tua madre, la mia cara Ruth, nella sua vita non ha mai voluto spiegazioni, giustificazioni, scuse. Quando cercavo di dargliele era solita mettermi un dito sulle labbra guardandomi fin nel profondo degli occhi per farmi tacere. Tu hai gli stessi occhi, Sara. La prima volta che ti ho visto nella stanza di ricevimento di quel tetro convento mi hai guardato con lo stesso sguardo solenne di Ruth, anche se eri ancora una neonata. Sembravi rimproverarmi per essermi introdotto fra te e tua madre, distraendone l'attenzione. Al suono di una voce maschile, tenevi nascosta la faccia nei suoi capelli, e dopo, quando una delle suore ti port via, ti mettesti a urlare. Ieri, quando te ne sei andata, avevi la stessa espressione. Ho deciso di registrare questo messaggio per te. Ti dir la verit sul quadro che ti appartiene, perch  tuo e ritorner nelle tue mani, e sar fonte di gioia se sarai sposata e finanziariamente al sicuro, cosa che spero per te, o sar almeno un mezzo di sussistenza nel caso tu resti sola.
Sai da tua madre che quando arriv da Praga aveva portato due dipinti di Monet, e che io ne vendetti uno per lei al mio ritorno a Firenze, investii una certa somma per Ruth oltre al ricavato della vendita e le detti l'usufrutto degli appartamenti del secondo e terzo piano in Sdrucciolo de' Pitti in modo che avesse una casa e una piccola entrata.
Fino a quel momento i due dipinti, come anche molti altri, erano stati nascosti nel giardino di Umberto a causa dell'occupazione. Dopo la guerra ne presi diversi, per venderli. Quando mi trasferii qui con la mia giovane e ingenua moglie -per lei la guerra aveva solo significato carenza di carne e di calze, e ragazze che andavano a lavorare nella propriet del padre al posto degli uomini - lei vide il tuo dipinto. Questo fu il primo di una lunga serie di disastri imprevisti. Non ne sapeva niente, naturalmente, ma quando fu recapitato con il resto della roba che era rimasta da Umberto, lei era presente... Avrebbe cambiato qualcosa se fossi stato capace di inventarle qualche storia? Magari che era un oggetto che avevo in custodia per un amico, o altro? Lei disse: E cos bello. Sono proprio i miei
fiori preferiti. E aggiunse: Ti prego, dammelo! Sar il tuo regalo di matrimonio!. Ebbi paura. Mi comportai da codardo, e le dissi di s, E lei lo appese nella sua stanzetta preferita continuando ad amarlo pi di ogni altra cosa in casa nostra per il resto della sua vita. Quando penso alla sua vita, vedo solo luce, serenit e fiori. Quando penso alla mia, tutto  buio, un tumulto di incubi che sono riuscito a trattenere a stento, e non sempre ce l'ho fatta... Tutto quello che ho fatto  stato un tentativo di divenire parte di un mondo che non era il mio. Ero destinato all'insuccesso, ora lo so. Ci devi essere nato dentro, ignorare tutto il resto, essere come era mia moglie.
Dissi a Ruth quello che era successo. Offrii il prezzo del dipinto, offrii di venderne un altro per lei, di valore ancora maggiore, uno dei miei. Ma lei rifiut, non voleva denaro. Aveva perso la sua famiglia nei campi di concentramento, perso la casa, perso tutto all'infuori di quello che aveva portato in valigia. Non chiese niente e non prese niente eccetto quello che era necessario per assicurarti un futuro. Quando le chiesi perch non mi aveva detto di essere incinta prima che partissi da Firenze per rimanere bloccato in Inghilterra per il resto della guerra, lei mi rispose: Avevo diciassette anni, perch non sei stato tu a chiedermelo?.
Tua madre era orgogliosa, Sara. E mi amava incondizionatamente. Non pens mai di usarti per convincermi a sposarla, anche se quando la ritrovai ero solo fidanzato. Credo - no, anzi, ne sono sicuro - che avesse intuito fin dall'inizio la vera ragione del mio matrimonio. Come intuiva che l'amavo e che non l'avrei mai lasciata. Era parte stessa di me, alla fine rimase l'unica parte di me che riusc a sopravvivere. Lei e Umberto mi hanno tenuto in vita.
E cos il tuo dipinto rimase nella stanza di mia moglie pur restando al tempo stesso di propriet di Ruth. La nostra decisione fu che le sarebbe stato restituito - o restituito a te - alla morte di mia moglie. Fu Ruth a morire per prima, come sai, seguita da mia moglie dopo solo pochi mesi. Il dipinto fu lasciato in eredit a nostro figlio, che ne pag le tasse di successione utilizzando il patrimonio ereditato dalla madre. Il quadro era l'unico ricordo rimasto dei tempi felici, non tanto perch era stato il mio dono di nozze, ma perch ero riuscito a convincerla che
non era uno di quelli... sporchi, quelli che avevano provocato il suo disprezzo nei miei confronti... Come avrei potuto dirle che apparteneva alla donna che amavo e alla figlia nata da quell'amore?
Qui Jacob si interrompeva, spostando lo sguardo mentre una voce sullo sfondo mormorava qualcosa. Guardando da un lato, Jacob diceva S, e nello stesso istante lo schermo si copriva di macchie indistinte, mentre l'immagine scompariva.
Accidenti!. Il sostituto procuratore si alz per prendere il telecomando. Non pu finire qui.  proprio un lavoro da dilettanti, speriamo che il nastro non sia strappato.
Non era strappato; il volto di Jacob riapparve. Era seduto in una sedia diversa e l'immagine, che mentre parlava si era via via oscurata, era adesso pi brillante e pi chiara.
Alcune foglie di color rosa pallido si muovevano leggermente sulla destra e adesso era anche possibile distinguere l'ottima qualit degli abiti di Jacob, e le sue mani lunghe e brune. Evidentemente si era spostato nel giardino dell'avvocato, forse quando la luce pomeridiana aveva cominciato a scomparire dalla grande stanza.
Doveva esserci una terza persona, perch un'altra voce disse: Cos va bene, non toccate niente e chiamatemi se c' qualche problema. Era una voce giovane e allegra che sembrava appartenere a un altro mondo. Quindi ci fu una pausa.
Sara, la cosa imprevedibile... Jacob si ferm un momento chiudendo gli occhi, e anche quando riprese a parlare continu a tenerli chiusi per un po', come se fosse incapace di fissare la telecamera, e una Sara immaginaria. La cosa imprevedibile che accadde a me... e a mia moglie... be',  molto difficile per me raccontartela. Del resto ormai la mia vita si avvicina alla fine, e l'ultima cosa che mi resta da fare  proteggerti dicendoti tutta la verit e affidando questa videocassetta alla custodia di Umberto, nel caso che tu ne abbia bisogno.
Toss, mormorando qualcosa e guardando in basso. Qualcuno gli porse un bicchiere d'acqua da dietro la telecamera.
Il maresciallo riconobbe le lucide giunture artritiche delle dita e la pelle chiazzata per l'et. Jacob prese un sorso dal bicchiere e, continuando a tenerlo in mano, si impose di continuare.
Dieci anni dopo il mio matrimonio ricevetti una lettera da un uomo il cui nome non ha importanza: ormai  morto. Negli anni trenta mi aveva venduto a basso prezzo un certo numero di dipinti di Impressionisti. Come tua madre, anche lui era in fuga dal regime nazista. Era stato in affari con mio padre per molti anni. Era ritornato da me perch lui e sua moglie erano vecchi, ammalati e senza un soldo. Lo ricevetti di persona facendolo accomodare nella stanza di mia moglie, dato che lei non c'era e che nessuno della servit avrebhe potuto disturbarci l. Era... molto agitato. Quando gli offrii un compenso -che consider cos basso da ritenersi offeso - si arrabbi ancora di pi, e cominci ad alzare la voce. Avevo paura che ci sentissero. Gli chiesi di uscire in giardino.
Teme che qualcuno possa sentire la verit su di lei?  questo, non  vero? I suoi genitori sono morti della peggiore delle morti, ma almeno non hanno saputo come lei abbia derubato i loro amici fidati. Quanti ne sono tornati qui? E quanta altra gente ridotta alla disperazione ha imbrogliato?.
Non ho imbrogliato nessuno. Ho pagato, pagato per tutto quello che prendevo.
Pagato una miseria! Pagato tanto da insultare la gente!.
Ho pagato quello che potevo permettermi di pagare allora.
Ma pagher anche il prezzo del suo strozzinaggio! Se ne ricordi. Pu darsi che non paghi con i soldi, ma pagher lo stesso, e finir male! Sotto quei bei vestiti, lei  corrotto fino al midollo!.
Ho gi pagato! I miei genitori sono morti nei campi di sterminio. Sono stato defraudato della ma vita in tutti i modi possibili. Ne ho costruita una nuova e lei non me la distrugger.
Mi dia quello che mi deve!.
Gli diedi un assegno per una somma notevole, una somma verosimilmente corrispondente al valore effettivo...
Da dietro la telecamera Umberto D'Ancona gli aveva forse
detto qualcosa che non si poteva sentire? O forse gli aveva semplicemente indirizzato un'occhiata?
No... non era il valore complessivo, nemmeno allora che ero ricco e avevo tutto. Non era... io avevo paura. Quanti altri fantasmi del mio passato sarebbero potuti ancora apparire?
Comunque quell'uomo ebbe non solo la soddisfazione di farmi pagare una somma accettabile - oh, vedevo bene dal suo sguardo che si rendeva conto che io stavo ancora barando - ma anche quella di vedere avverarsi la sua terribile maledizione. Mia moglie era tornata, e ci aveva sentito discutere ad alta voce. Era venuta cercarmi e aveva sentito tutto. Il mio matrimonio fin quella notte: era il 13 giugno, il giorno del mio compleanno. Era il motivo per cui era tornata prima, non volendo farmi cenare da solo proprio in quell'occasione.
Se Umberto riterr opportuno che tu debba aver bisogno di questa registrazione, sarai la terza persona al mondo a sapere la verit su di me. Umberto l'ha sempre saputa, e a tua madre l'ho raccontata io. Qualsiasi cosa avessi fatto, avrebbe sempre continuato ad amarmi con tutta la forza e la fierezza del suo spirito generoso. Credo che solo le donne siano capaci di amare in quel modo, e solo poche anche fra loro.
Jacob si sporse in avanti e mani invisibili lo aiutarono a mettere il quadro incorniciato sulle sue ginocchia.
Questo dipinto, Sara,  tuo. Umberto mi dice che ora dobbiamo fare una foto con la Polaroid sulla quale ci siano il dipinto, io e un giornale di oggi, proprio come per le vittime di un sequestro. Direi che  il tuo quadro ad essere la vittima di un sequestro. Umberto mi dice anche che tutto questo non ha nessuna validit giuridica. Pu solo esserti d'aiuto per proteggerti da un'accusa di richiesta illegale. Umberto pensa che io stia facendo questo per togliermi un peso dalla coscienza, e che ora dovrei dire la verit a mio figlio. Spero che si sbagli quando dice che il credere da parte mia che Kista agir spontaneamente in modo giusto  solo un prodotto immaginario della mia codardia. Penso che ti dar il dipinto quando trover il rispettivo legato nel mio testamento. Ha preso pi dalla madre che non da me. Non ho il diritto di chiedere la tua indulgenza,
Sara, anche se lo faccio. Nella lettera che ricever mio figlio sar scritto tutto quanto riguarda Ruth, te e il Monet. A meno che tu non abbia bisogno di questa videocassetta, nessuno al mondo, a parte Umberto, sapr mai in quale modo abbia acquisito il patrimonio che ha reso possibile che mi sposassi con una donna ancora pi ricca di me. Nessuno al mondo, a parte le mie... vittime. Abbiamo fatto il possibile per evitare che Kista venisse a conoscenza del fallimento del nostro matrimonio. Mia moglie si  sempre comportata in modo impeccabile. Con le sue buone maniere da perfetta signora inglese non si  mai tradita, mai. Oh, pu darsi che Kista abbia intuito qualcosa della verit, deve averlo intuito, ma non ne ha mai avuto le prove. Il resto. .. il mio passato  qualcosa da cui devo proteggerlo. Sua madre ne ha sofferto per tutta la vita e io lo sento come una sorta di malattia ereditaria che non voglio trasmettere a mio figlio. A volte mi guarda in un certo modo, mi fa qualche domanda, e credo che sospetti di me, ma non cerca mai di sapere. So che non mi ama; appartiene al mondo di sua madre, e mi vede come un estraneo. Con lui non parlo nemmeno: cosa potrei dirgli? Ho sentito dire che il grado di civilizzazione di un uomo pu essere misurato sulla base della distanza che egli mette fra se stesso ed i suoi escrementi. Credo che nei termini del mondo corrente ci si possa tradurre con la distanza esistente fra un uomo e l'origine della sua ricchezza. Solo qualche generazione, e il cattivo odore scomparir.
Spero che se sar necessario che tu conosca questa storia, tu possa avere qualcosa della forza e della compassione di tua madre, non tanto per amor mio, ma per quello di tuo fratello. Cerca di amarlo, la solitudine  una cosa terribile... La solitudine...
Prese un sorso d'acqua. La mano che teneva il bicchiere tremava. Di nuovo si sent, fuori campo, una voce appena percettibile. Jacob scosse la testa e si gir. L'immagine scomparve dallo schermo.
Aspettarono ancora ma non c'era pi niente, e il sostituto procuratore premette il tasto di riavvolgimento: E ha detto che non l'ha mai fatto vedere a Sara?.
Esatto. Quando and da lui per chiedergli aiuto, le disse
della videocassetta, rivelandole per solo quel poco che la riguardava, l'ammissione di paternit di Jacob e la storia del dipinto. Le sugger semplicemente di dire al fratello che era a conoscenza della sua esistenza.
Si  reso conto di aver accelerato la sua fine, in questo modo?.
Certo, naturalmente. Ma ha detto che se le avesse mostrato il nastro, il risultato sarebbe stato lo stesso.
Non sembra smuoversi tanto facilmente dal suo proposito, questo Umberto D'Ancona. E lei pensa che valga la pena che io gli parli?.
Assolutamente. Non che io creda che possa fargli cambiare idea. Quello che sta facendo la sua organizzazione  troppo importante per correre rischi e, come dice lui, ormai  troppo tardi per aiutare Sara.
E sono riusciti ad aiutare altra gente?.
Questo s, e un bel po'. Mi ha raccontato di una coppia di francesi finiti nella miseria pi nera, la donna malata di cancro. Uno dei loro dipinti che era stato rubato dalle SS fu individuato da un membro dell'organizzazione a una mostra di Parigi. Naturalmente ora sto parlando di opere rubate, quella di Jacob  una storia diversa, ma  una bella impresa cercare di recuperare tutte quelle opere d'arte, specialmente se sono passate dalle mani di pi proprietari, l'ultimo dei quali finisce poi col rimetterci.
Mah... Ma i compratori potrebbero pure aver saputo della provenienza dubbia.
Anche in quel caso, non  facile.
No, e D'Ancona ha ragione, naturalmente. Se la storia di Roth diventa di dominio pubblico - non tanto i suoi guadagni scorretti, ma la storia di Ruth e la morte della povera Sara - le cose saranno ancora pi difficili per l'organizzazione. Vero e proprio pane per i denti dei razzisti, sul tipo di "Gli ebrei si azzannano l'un l'altro mentre da noi si pretende un comportamento integerrimo". D'Ancona non cambier certo la sua opinione per me.
Se solo potesse parlare con lui... Ci deve pur essere un modo. Potreste cercare di trovare insieme una qualche soluzione.
Va bene, far un tentativo.
S. E dobbiamo trovare il fratello, e anche in che modo c'entra Rinaldi e....
E?.
C' anche dell'altro.
 un pezzo che continua a dirmelo. Ma sicuramente D'Ancona le ha anche gi detto che Sara, inasprita per il modo in cui era stata menata per il naso per tutta una vita, aveva rivendicato ben pi dell'eredit di Jacob che non solo il suo dipinto. Per me, sua madre  stata in gran parte la vera colpevole in tutta questa storia ma, in ogni caso, i dati che mi ha mostrato coincidono tutti. Il fatto ad esempio che Sara abbia avuto bisogno dell'aiuto di uno psichiatra, ma non subito dopo la morte della madre. C' uno strano intervallo di tempo. Fu la morte della moglie di Jacob alcuni mesi dopo a provocare quella reazione. Ruth pensava di poter riavere il suo quadro, ma Jacob continuava a tenerla in sospeso, non voleva che suo figlio venisse a saperlo. E poi la sua ricaduta pi recente. Quello  stato quando  morto Jacob. Ha ereditato un fratello, ma non il quadro. Aveva contatti con lui, andava a trovarlo. Voleva dei soldi; lui, presumibilmente, voleva liberarsene. Sono d'accordo con lei sulla necessit di trovare il fratello. Sono anche d'accordo che venga chiarito l'interesse di Rinaldi ma, una volta fatto questo, quel che  stato  stato. L'avvocato ha ragione su questo punto, ormai niente pu pi salvare Sara, e il problema  puramente giuridico. Vogliamo una condanna per l'aggressione che ha subito. Il resto appartiene al passato.
Certo, ha ragione. Non sono abbastanza competente da... Allora andr a trovarlo?.
Ci andr. E nel frattempo continuer a far tenere d'occhio Rinaldi. Se lo lasciamo in pace abbastanza a lungo facendo girare la voce che il caso  chiuso dopo l'arresto dei due facchini - ho intenzione di rilasciarli su cauzione - far minor attenzione e finir con l'usare il telefono fisso.  anche probabile che ricominci a fare affari con loro, dopo un po'. Perch no? Lavorano per lui. Col passare del tempo la gente tende a ricadere nelle proprie abitudini, e a fare meno attenzione. Il fatto che pensi di poterci ridere in faccia, come dice
Lorenzini, torna a nostro vantaggio. Il sostituto procuratore si alz e premette il pulsante di espulsione. Far copiare la videocassetta e gliela riporter.
Anche il maresciallo si alz, prendendo il berretto. E adesso cosa devo fare?.
Non lo so, ma so cosa far io: torner nel disordine del mio ufficio a fumare un sigaro. Meglio spegnere questa roba... Ecco, andiamo.
Quando furono fuori, nel corridoio, il sostituto procuratore diede un'occhiata alla faccia del maresciallo e disse: Si conceda una pausa, Guarnaccia, ora come ora non pu fare molto per questo caso. Ci sono altre cose che la preoccupano in questo momento?.
No....
Non suona molto convincente.
No, no... un affare in cui sono stato coinvolto, per la verit non un caso vero e proprio....
Venga dentro un minuto.
Anche il maresciallo se l'era detto quando aveva sentito da D'Ancona come Sara lo considerasse una persona di fiducia, qualcuno con cui si era confidata, anche se in realt non l'aveva fatto. Solo troppo tardi ci si accorge che sarebbe stato possibile ricevere aiuto se solo ci si fosse fidati di qualcuno. Stava seduto con le mani appoggiate sulle ginocchia, fissando muto il sostituto procuratore, incerto se seguire almeno in parte i suoi consigli.
Il sostituto procuratore cercava ostinatamente di trovare un portacenere.
Anche se sembra che qui ci sia confusione, io so perfettamente dove sono le cose, fintanto che nessuno muove niente... Ah!. Si accese il cigarillo, appoggiandosi soddisfatto allo schienale.
C' qualcosa che volevo chiederle, mi viene in mente ora... Stamattina parlavo con Maestrangelo riguardo alle disposizioni per la sorveglianza di Rinaldi; era davvero presto, mi domando se il capitano vada mai a casa... va be', lasciamo perdere. Comunque ho accennato a lei. Sembra essere un po' preoccupato per lei, ecco perch le ho chiesto se ha altre cose in sospeso in questo momento. Mi diceva dell'ultima
storia con gli albanesi, quella della ragazza sull'autostrada. Lei era presente, vero?.
S, c'ero, e se avessi....
Come sta?.
L'hanno operata due volte. Ora l'hanno trasferita in un posto dove possono insegnarle a camminare, ma non  che vada molto bene. Piange e cerca la madre.
Ho paura che sua madre non pianga per lei, o anche se lo fa, non la star certo cercando. Ma la rimetteranno in piedi, mi creda, e quando l'avranno fatto... mi pare di averle detto quando ci incontrammo che sono stato giudice minorile per un certo periodo....
S. Il volto del maresciallo si illumin. C' qualcosa che potrebbe fare per aiutarla?.
Penso proprio di s. Un mio buon amico - un amico di vecchia data, siamo stati insieme alle elementari - manda avanti un piccolo istituto, in campagna, per bambini con problemi. Quando ero giudice del tribunale per i minori ho avuto spesso bisogno di lui. Sa, conosce quel genere di cose: un uomo uccide la moglie, viene messo dentro e i bambini restano orfani di entrambi i genitori. Un sacco di casi di minori maltrattati o molestati sessualmente all'interno della famiglia, bambini rapiti da chiss quale paese dagli zingari, sfuggiti poi a una vita di elemosina e maltrattamenti, insomma, roba di quel tipo. Attualmente vengono ospitati circa quattordici bambini. Per la maggior parte di loro  il primo posto dove riescono a vivere in pace. Vanno a scuola, fanno i compiti insieme seduti intorno a un tavolo rotondo davanti al fuoco, mangiano fino a che ne hanno voglia, aiutano a dar da mangiare a polli e conigli, giocano. Ha mai visto bambini che non hanno mai giocato, maresciallo?.
Penso che Enkeleda potrebbe essere una di quelli, anche se probabilmente sa come dar da mangiare alle galline e ai conigli. Non  pi una ragazzina, ma il trauma al cervello l'ha fatta regredire allo stadio di una bambina di cinque anni.
Penso che potrebbe stare bene insieme agli altri.  un bel posto, in alta collina, e quindi fa anche pi fresco. L'unico lato negativo  che, per quanto salutare,  un posto un po' fuori mano, e quelli che sono l sono tutti bambini che hanno
paura del mondo esterno. Per loro va bene ricevere un certo numero di visite, imparare qualcosa della vita stando al sicuro nel loro rifugio. Ci andr appena possibile, e le suggerisco di venirci insieme a me una volta e pranzare con loro. Si metta l'uniforme e gli parli un po' del suo lavoro, gli presenti Enkeleda.
Presentargliela?.
S, proprio cos. Andr a scambiare due parole con l'assistente sociale dell'ospedale e far in modo che possiamo portarla con noi lass. Cerchi di farle capire con poche parole che se impara a camminare potr trasferirsi e vivere l. Si impegner di pi avendo uno scopo, vedr. Le dar un colpo di telefono e fisseremo il prima possibile. Nel frattempo, si prenda una pausa e lasci stare il caso Hirsch. Mi sa che mi far una telefonatina al nostro amico Rinaldi per una chiacchierata amichevole, per scusarmi. Mi sembra anche di ricordare quando ci siamo incontrati a cena.
Davvero?.
No, per niente, anzi penso proprio che non ci siamo mai incontrati da nessuna parte, ma sceglier un nome abbastanza illustre, con qualche titolo, naturalmente, cos sar soddisfatto.
S, ha ragione.
Un piccolo trucco, l'ho imparato da lei.
Da me?.
 vero che l'idea non  cos buona come quella del nome di D'Ancona....
Avrei fatto meglio a chiedere a Sara Hirsch il nome del suo avvocato, insieme a qualche altra cosa ancora. Ora sar bene che vada.
Si conceda quella pausa, Guarnaccia.
Si concesse una pausa. Vale a dire che non fece niente di utile per il caso Hirsch, anche se, secondo lui, era proprio quello che aveva fatto tutto il tempo. La "pausa" consisteva nel venire a galla quanto bastava per litigare con Teresa riguardo a Giovanni.
Salva, non si pu forzare i bambini a fare quello che non vogliono.
Ho mai detto di volerli forzare? Sto solo dicendo che
avremmo potuto parlarne, tutto qui!.
Parlarne? Parlarne? Ho cercato di dirtelo per tutto il mese scorso, ma  come se avessi parlato al muro. Te l'ho ripetuto tutti i santi giorni, ma le parole non significano niente per te. Hai mai ascoltato qualcosa di quello che ho detto?  mai successo? Allora?.
Ma certo che ho ascoltato.... Dalla nebbia della sua mente emersero alcune frasi, frasi alle quali aveva risposto con un grugnito o un abbraccio, a seconda dell'umore. Quella notte... quell'orribile notte dopo l'autostrada... le era stato cos disperatamente grato di aver parlato tranquillamente e a lungo dei ragazzi, facendolo calmare finch non si era addormentato. Quelle piccole membra flaccide, un povero coniglio morto... ma il sostituto procuratore...
Salva, santo cielo! Non mi ascolti nemmeno ora! Se non ti puoi nemmeno dar la pena di fare attenzione, allora va bene, per non ti mettere a sparare ordini quando la guerra  ormai finita.
Guerra? Ordini?.
Trascorri tutto il giorno a spedire quei poveri ragazzi a destra e a sinistra e poi quando torni a casa cominci....
Poveri ragazzi? Cosa intendi dire con "poveri ragazzi"?.
Be', a vivere in caserma lontano dalla famiglia non si divertono mica! E alcuni di loro hanno poco pi di Giovanni. Immagino che li starai a sentire cos poco come i tuoi figli.
L'Arma non  un confessionale!.
Contento te. Vuoi un caff?.
S, ma cosa intendevi dire con "Quando la guerra  ormai finita"?.
Intendevo dire che Giovanni ha gi scelto. Si  iscritto all'Istituto Tecnico.
Ma questo vuol dire.... Sapeva di trovarsi ormai su un campo minato e la prudenza ebbe la meglio. Aveva gi deciso alla fine dell'anno scolastico, prima che andassimo in vacanza.
Lo disse in modo da farla sembrare qualcosa a met fra una domanda e un'affermazione... nel caso che Teresa gliene avesse gi parlato. In effetti era proprio cos. Dovette sopportare con sottomissione una seconda ramanzina.
Era confuso. Lui aveva smesso di studiare a quattordici anni e aveva sperato che i suoi figli andassero al liceo. L'ultima cosa che gli sembrava di aver sentito era che Giovanni sarebbe andato allo scientifico. Quella prospettiva l'aveva riempito di orgoglio.
Aveva detto di essere sicuro.
Be', ha cambiato idea. Alla sua et....
No, lui non ha cambiato idea.  Tot che gli ha fatto cambiare idea, per farsi preparare la strada!  tutta colpa di quel maledetto computer!.
Sei tu a volere che Giovanni entri nei Carabinieri.
E questo cosa c'entra?.
Oggigiorno hanno bisogno di una preparazione adatta ai tempi che corrono. Scommetto che sei la sola persona della tua stazione a non saper usare il computer.
Non  vero. Lorenzini ha quindici anni meno di me e nemmeno lui lo sa fare. Lorenzini si sarebbe meravigliato di sentire una cosa del genere, ma Teresa non sapeva come stavano realmente le cose e il maresciallo pot fare affidamento sul suo solito alleato. E comunque, Tot avr gi abbastanza difficolt ad arrivare in fondo al servizio militare, figuriamoci poi entrare nell'Arma! Dunque non ha scuse per non frequentare una buona scuola, solo per poter poi battere a computer le denunce di furto.
L'Istituto Tecnico  una buona scuola e Tot vuole fare il programmatore, te l'ho gi detto.
Che cavolo  un... no, non me lo dire! Non ne voglio pi sentir parlare!.
Il cuore gli batteva forte, lo sentiva rimbombare nella testa. Teresa si alz dal tavolo di cucina dove stavano bevendo il caff.
Dove vai?.
Sua moglie gli gir intorno e gli prese la testa attirandosela vicino. Cosa c' Salva? Perch sei cos nervoso?.
Non lo so, rispose il maresciallo cercando di inghiottire quel martellare che gli impediva di respirare. Non so che cosa c' e non so come fai a sopportarmi. Mi sento inutile. Avrei dovuto aiutarti settimane fa. Ora  troppo tardi, sono troppo lento. Mia madre l'ha sempre detto e aveva ragione.
Non devi dirlo.
Perch no? Tu lo dici sempre.
E allora basta, non c' bisogno che lo ripeta anche tu, giusto?. Continuava a tenergli la testa guardandolo negli occhi grandi e tristi. Cosa c' Salva? Non  solo la scuola. Cos'altro c' che ti preoccupa?.
 solo questa lentezza. Cos'altro mi esploder in faccia perch non ho ascoltato....
Finch Teresa lo teneva stretto a s e lui poteva sentire le vibrazioni della sua voce, tutto andava bene, ma negli altri momenti sentiva quel rospo, sempre pi freddo e pesante, accucciato nel suo stomaco ad aspettare. Un brutto presentimento.
Eppure i giorni passavano senza che succedesse niente. Continuava ad occuparsi con ostinata attenzione della solita gente con i soliti problemi. Alcuni di loro non potevano fare a meno di meravigliarsi per l'interesse che i loro passaporti perduti, i motorini rubati e i finestrini delle automobili rotti sembravano risvegliare in lui.
Non pensa mica che ci sia qualche rapporto con un crimine pi grave, vero?.
No, no....
Con il mese di agosto incominci il grande esodo dalla citt. Il telegiornale della sera mostrava le file chilometriche in attesa dei traghetti per l'Isola d'Elba, la Sicilia e la Sardegna. Le notizie locali annunciarono la morte causata da un ictus cerebrale di sir Christopher Wrothesely.
Sir Christopher era malato da tempo.
Pover'uomo. Se non altro, era una cosa in meno di cui preoccuparsi. Dopo tutto, se ci fosse stato un grosso furto, a questo punto non avrebbe pi potuto sconvolgere sir Christopher.
La temperatura in citt arriv a trentanove gradi. All'aeroporto, il luogo pi caldo, tocc la massima di quarantun gradi.
Ci furono vari avvisi per limitare le uscite durante le ore pi calde della giornata. Gli allarmanti valori d'inquinamento, che per giorni erano stati proiettati sui tabelloni elettronici dei viali, tornarono nella media non appena la popolazione
residente disert la citt. Al nord e al sud furono segnalati forti temporali, ma Firenze continuava ad essere avvolta da un soffocante torpore, mentre i turisti arrostivano sotto il sole, sempre pi accaldati e stanchi e dimenticandosi sempre pi spesso delle loro macchine fotografiche e delle loro borse. Ogni giorno l'ufficio del maresciallo era strapieno.
Alla fine, dopo qualche falso allarme, scoppi il primo temporale d'agosto, che fece piombare la citt in un buio pomeridiano. Un diluvio. Verso il tramonto, il sole si riaffacci tra le nuvole dorate e la citt ben lavata brill, rosso, verde, oro e bianco rosato.
Come al solito il maltempo non interess le zone costiere. Al telegiornale continuavano le immagini di spiagge stipate di gente, di radio a tutto volume sullo sfondo di bambini urlanti e di grida di venditori di bibite. Un giornalista chiese a delle belle ragazze, sdraiate fitte fitte, unte come sardine: Si dice che negli ultimi tempi gli italiani stiano cominciando a prendere le ferie in giugno e in settembre, lei cosa pensa di questa nuova tendenza?.
Ma sta scherzando! Chi  che vuole rimanere in citt in agosto? C' da morire di caldo!.
Anche qui fa un bel caldo.
Ma qui possiamo fare un bagno.
L'immagine si spost in direzione dell'acqua, mostrando una marea di corpi attaccati l'uno all'altro esattamente come sulla spiaggia.
La mattina dopo quel servizio, che aveva fatto respirare il maresciallo e sua moglie di sollievo per il fatto di non essere al mare, il telefono suon alle sette e mezzo, mentre Guarnaccia
era seduto al fresco del suo ufficio.
Guarnaccia? Sei tu?.
In persona, chi parla?.
Non so se ti ricordi di me. Sono Brogio, Antonio. Siamo stati insieme alla Scuola Sottufficiali.
Non mi pare....
Fa lo stesso.  passato un bel po' di tempo e sono uscito dall'Arma una decina di anni fa. Me ne sono andato dopo la morte di mio padre. Ho rilevato la sua attivit di pompe funebri.
Ah! Brogio... s. Ora mi ricordo. Saranno... e chi lo sa quanti anni, ormai.
Di sicuro troppi, lascia perdere. Senti, ti chiamo per lavoro, non per fare una chiacchierata.
Lavoro? No, senti....
No, no, no, ma cosa credi, non per quello!.
Era risaputo che gli impresari di pompe funebri avevano l'abitudine di pagare bustarelle ai poliziotti e ai dipendenti del pronto soccorso per farsi passare gli incarichi. No, ti telefono per un consiglio. Ho qui qualcosa che non mi torna, e non  un affare per cui possa dare uno squillo al 112. Pensavo che, visto che ci conosciamo, mi potresti dire chi devo chiamare. Vedi, il fatto  che qui c' un corpo che non posso far sotterrare.
E perch no? Il sostituto procuratore mi ha detto....
Forse qualcun altro l'avrebbe fatto senza pensarci tanto, ma dopo dieci anni da carabiniere io non mi faccio prendere per il culo. Tu mi capisci, no?.
No....
Ci voleva un'autopsia.
Il maresciallo sapeva che il giorno prima il sostituto procuratore aveva dato il permesso di far seppellire Sara Hirsch, e per un assurdo momento gli si chiuse lo stomaco al pensiero di non aver letto la seconda parte dell'autopsia: ma il sostituto procuratore non aveva forse detto che non ce n'era bisogno? Comunque...
Ehi, ci sei ancora?.
S, ci sono ancora. Si dette una scrollata. C' gi stata un'autopsia, ne ho una copia qui nel fascicolo. E comunque, puoi vedere da solo....
Io vedo solo un braccio sinistro fratturato alla spalla e quattro dita della mano sinistra spezzate.
Un braccio...? No, no, Non credo... Se vuoi ti posso
leggere....
Senti Guarnaccia, io so il fatto mio e so leggere i segni su un corpo anche senza un'autopsia. Qui c' un braccio rotto, va bene? E c' anche una ferita dietro alla testa. E prima che tu mi venga a dire che quello pu essere successo quando il
corpo ha colpito il pavimento nel momento del decesso....
S,  cos. Ho visto il corpo e mi ricordo della ferita alla testa.... Il maresciallo aveva afferrato il fascicolo e stava cercando di estrarre il rapporto dell'autopsia con il ricevitore schiacciato contro il mento. Un braccio rotto? Forse nel secondo rapporto... L'attacco  stato piuttosto violento e la ricostruzione... Maledizione! C'erano pagine e pagine... Non  improbabile che un braccio sia stato piegato dietro alla schiena... Se aspetti un minuto....
Aspetto quanto vuoi tu, ma mi sa che stai facendo un po' di confusione. Io non ho detto che non  morto di un ictus cerebrale come dice il certificato. Lo vedo anch'io dalla faccia che questo qui ha avuto un ictus. Dicevo solo che non posso seppellire questo tizio prima che sia stata fatta un'autopsia perch, di qualsiasi cosa sia morto, direi che qualcuno gli ha dato una mano per andare all'altro mondo, e se come dici tu hai l il fascicolo, e il caso  ancora aperto, faresti meglio a venire a dare un'occhiata.
Ecco cos'era successo.


Capitolo 11.

Nel giardino pioveva. Il temporale pomeridiano era passato e il cielo si era aperto, ma l'aria era ancora velata dall'umidit di una pioggerella che stillava leggermente sulla terra e sulle foglie bagnate. Il maresciallo stava in piedi dietro alla porta-finestra del salottino e guardava fuori aspettando che smettesse di piovere. Un paio di volte aveva fatto qualche passo all'esterno pensando che non piovesse pi, ma appena uscito dal riparo del portico si era accorto di essersi sbagliato. Guardando il cielo si vedeva solo una foschia brumosa, ma la pioggerella gli spruzzava in viso, bagnandogli le spalle coperte dalla stoffa scura dell'uniforme e rendendola ancora pi scura. Il maresciallo odiava la pioggia quanto la odia un gatto. A un uomo obbligato a stare fuori tutto il giorno in uniforme la pioggia non piace mai, non avendo n ombrelli n la possibilit di cambiarsi e di indossare qualcosa di asciutto, quando si bagna. Chi si bagna, resta bagnato.
Pertanto il maresciallo aspettava, continuando a guardare fuori, e a brevi intervalli arrivava fino al sentiero per controllare. Era ansioso di andare alla vasca delle ninfee. Qualche uccello stava ricominciando a cantare, sebbene nel giardino continuasse a piovigginare.
La visita fatta nel caldo soffocante di quella mattina all'Istituto di Medicina Legale gli sembrava ormai passata da giorni. Il corpo di sir Christopher vi era stato trasportato il giorno prima. Il medico di famiglia, contattato dal sostituto procuratore, non si era mosso dalla sua diagnosi.
Certo che mi hanno fatto notare la contusione alla testa.
Sir Christopher era stato colpito da una serie di episodi ischemici minori e, alcuni mesi fa, da uno pi grosso che gli aveva paralizzato il lato destro danneggiando anche l'uso della parola. Avevo suggerito una clinica, ma quell'idea lo preoccupava. Non lo si poteva certo obbligare. C'era un giovane, uno studente di medicina a quanto mi  stato detto, che lo assisteva costantemente. Sir Christopher era stato confinato su una sedia a rotelle, negli ultimi tempi, e l'unico movimento autonomo di cui era capace era quello del trasferimento dal
letto o poltrona alla sedia a rotelle e viceversa. Per qualsiasi altra cosa di pi complicato o potenzialmente pericoloso - ad esempio andare in bagno - aveva bisogno di aiuto. Da quanto ho capito era stato proprio quello che aveva cercato di fare, cadendo e battendo la testa. La ferita era stata medicata e io avevo tolto la medicazione per esaminarla. Si trattava di un'escoriazione decisamente superficiale, del tutto irrilevante per quanto riguarda la causa della morte... comunque, mi chieda pure quello che vuole sapere.
Ma le domande non approdarono a niente.
No, non ho esaminato il braccio sinistro, dato che non c'era ragione di farlo.
Direi che approssimativamente era morto da dodici ore.
Sono stato chiamato dal segretario di sir Christopher un po' prima delle otto, e visto che avevo da fare due visite urgenti, sono arrivato all'Uliveto alle nove e mezzo circa...
Era disteso nel letto, cos come l'aveva trovato il ragazzo quando era entrato nella stanza, come al solito intorno alle sette e trenta.
Il corpo aveva un aspetto tranquillo e il letto era in ordine. L'attacco letale sembra averlo sorpreso nel sonno.
Non ho rilevato segni in qualche modo sospetti. Avrei avvertito le autorit competenti se fosse stato cos. Sir Christopher era molto malato ormai, da diverso tempo, e la sua morte non ha trovato nessuno impreparato.
Vedr che un'autopsia confermer che la morte  stata causata da un'ischemia cerebrale, probabilmente accompagnata da un'emorragia, visto lo stato di sclerosi delle arterie.
Cos avvenne. Il medico legale aveva guardato Maestrangelo e il maresciallo al di sopra del corpo seminudo. La cupola
della scatola cranica era stata ricucita al suo posto con dei brutti punti neri.
E la ferita alla testa?, domand Maestrangelo.
Superficiale.
E il braccio? Le dita?.
Quella  roba di vostra competenza. Di certo non  caduto dal letto.
Avendo presente nella mente quanto era avvenuto a Sara Hirsch, il maresciallo disse: Lo facevano stare calmo e tranquillo per evitare il rischio di altri attacchi. Da bambino aveva sofferto di febbre reumatica. Se qualcuno l'ha aggredito, torcendogli e spezzandogli il braccio, potrebbe avere avuto... sa....
Intende che potrebbe aver causato un aumento della pressione, accelerando il battito cardiaco e affrettando l'arresto del sangue e la rottura dell'arteria?  questo che vuol sapere?.
Io... s.
No.
No...?.
Impossibile. Guardi qui. Il medico legale alz l'arto freddo e cereo. Quello che vede sul lato inferiore  la cianosi post mortem....
Un momento. Il capitano osserv le macchie venate di rosso, quindi si rivolse al patologo. Pu confermare che  morto in posizione supina?.
Posso confermare che  stato disteso sulla schiena per molte ore quasi immediatamente dopo la morte, ma la cianosi post mortem ha bisogno di un po' di tempo prima di essere visibile e se il corpo  stato rimosso in tempo e il processo non era ancora troppo avanzato, la forza di gravit avr fatto la sua parte e il sangue si sar depositato in base alla nuova posizione. Ma comunque sia, per quanto mi riguarda non ci sono contusioni visibili sulla spalla lussata o sulle dita spezzate. Queste sono fratture avvenute dopo il decesso. A chi verrebbe in mente di torcere il braccio di un morto? Questo  un trucco da becchino.
No, no.... Quei grossi punti gli ricordavano quelli della parrucchiera... non l'aveva pi vista da quando avevano
trasferito Enkeleda. No. Mi ha chiamato per dirmelo, rifiutandosi di seppellire quest'uomo. Vede, si tratta di un ex-carabiniere....
E allora non posso aiutarvi. Sa, i becchini a volte lo devono fare quando gli arti non vengono composti immediatamente dopo il decesso e il rigor mortis rende difficile vestire il corpo.
Non l'ha vestito - sottoline il capitano -. Ci ha chiamato subito. E si suppone che l'uomo sia morto nel suo letto, molto probabilmente durante il sonno. Il corpo era composto quando il medico curante l'ha esaminato redigendo il certificato di morte.
Come ho detto, un affare di vostra competenza. E il medico legale spinse il lungo cassetto con il cadavere dentro il frigorifero.
Continuava a piovere. Il maresciallo era ancora in piedi fuori della porta-finestra, al riparo sotto il pergolato, in attesa. Se invece di guardare in alto verso il cielo nebbioso e menzognero rivolgeva lo sguardo alle foglie delle rose rampicanti e del glicine che gli incorniciavano la visuale, gli sembrava quasi di intravedere il tremolio delle gocce di pioggia che le sfioravano.
Un lavoro per i carabinieri. C'era da ritrovarsi davvero nei guai a non fare le cose per bene, e forse anche di pi a farle bene.
Be', non era il maresciallo a doversene assumere la responsabilit e il capitano Maestrangelo era l'ufficiale adatto per una cosa del genere. In seguito alle informazioni pervenuteci si ritiene opportuna un'inchiesta riguardo alle circostanze della morte.., eccetera eccetera. S, Maestrangelo era l'uomo adatto per quel genere di cose, cose che richiedono tatto, delicatezza. Il maresciallo considerava del tutto superflua la sua propria presenza. Mentre aspettava che il capitano venisse a prenderlo dopo pranzo, aveva avuto una chiamata dall'ufficio del procuratore. Rinaldi era uscito e una macchina civile lo stava seguendo sul Viale Petrarca.
Il sostituto procuratore stesso era venuto al telefono quando il maresciallo gli aveva esposto il problema.
Non si preoccupi, preferisco lasciargli abbastanza corda. Mi chiami quando torna e le far sapere dove va.
Su alla villa, il cancello era stato aperto dal giovane giardiniere che, visto che era agosto, aveva assunto le funzioni del portiere.
A bassa voce gli disse: C' una bella folla qui. Sono contento di vederla. A dire la verit speravo che avessero almeno la decenza di aspettare che fosse morto... ma del resto non hanno avuto scrupoli nemmeno l'ultima volta, quando suo padre era all'ospedale, quindi immagino che non dovrei essere sorpreso.
Questa volta fu il maresciallo a dire: Dovremo fare una chiacchierata, dopo.
Basta che mi chiami. Mi hanno detto di riaprire la limonaia. Aprire la stalla invece di chiuderla. Non gli hanno mica fatto male, vero?.
Non lo so.
Chiamer su alla villa per annunciare il suo arrivo. Vada alla porta centrale. Naturalmente non c' nessuno del personale.  meglio che si sbrighi a entrare, c' un altro temporale nell'aria. I tuoni rombavano sulle colline circostanti e soffiava un vento caldo e umido. Quando uscirono dalla macchina, fuori della casa era molto buio.
Appena furono nell'ingresso con il mosaico e la fontana polverosa, con uno schianto assordante il temporale scoppi, e cominci il diluvio. Sebbene fossero al buio, la direzione da seguire era chiara. Forse non c'era nessuno del personale, ma c'era un'unica luce proveniente da una stanza alla loro sinistra, quella dove il maresciallo aveva intravisto il ragazzo in lacrime e la mano di Porteous che lo massaggiava lentamente.
Oltre la porta aperta si sentivano forti voci maschili, non acute, ma arroganti e autoritarie. Fu il capitano ad entrare chiedendo permesso, seguito dal maresciallo che rimase dietro di lui di un paio di passi.
La pioggia batteva ancora contro le alte finestre quando gli uomini presenti nella stanza si azzittirono: un silenzio interrogativo si dipinse sul volto dei rappresentanti dell'Ufficio delle imposte e della Sovrintendenza alle Belle
Arti, un silenzio di paura su quello del giovane magro e biondo
che se ne stava un po' in disparte. Ma n al capitano n al maresciallo interessava quella gente. Ad attirare la loro attenzione furono i tre uomini al centro del gruppo, intorno ai quali l'aria era elettrica. Porteous e il giovane avvocato stavano all'allerta, ma comunque sicuri di s, Rinaldi sulla difesa, lo sguardo aggressivo, la faccia rossa. Nel tempo che avevano impiegato per arrivare l dalla portineria l'antiquario aveva avuto il tempo di adeguare la sua espressione alla situazione, anche se un po' di rossore continuava a persistere.
Buona sera signor Rinaldi - disse il capitano gentilmente -. Signori....
In un modo o nell'altro tutti risposero qualcosa. O Rinaldi no, forse? In realt il maresciallo non ci fece caso. I suoi grandi occhi inquadrarono il lungo salotto, le sue sedie di broccato polveroso, gli arazzi. Ma Rinaldi provoc solo una fugace impressione, quella di un cartello cercato nel buio di una lunga strada che indicasse... Renato Rinaldi... Il caro Renato, il cui gusto artistico mi ha sempre guidato nelle mie scelte... pi di quello di mio padre.... Un segnale che indicava una quarta faccia, la faccia che attrasse l'attenzione del maresciallo quando il capitano inizi il suo discorso, quella faccia accanto al dipinto a olio della bellissima donna ritratta nel suo giardino.
Se va in casa, dia un'occhiata al suo ritratto appeso nel salotto lungo... la pi bella donna che abbia mai visto,.. c' anche un ritratto di mio padre, naturalmente.. :.
Anche quello era un ritratto ad olio di dimensioni naturali, su uno sfondo interno e in tenuta da sera. Fu il volto del padre ad attrarre l'attenzione del maresciallo. Ancora giovane e bello, James Wrothesly nel fiore degli anni. Non c'erano dubbi; quegli occhi, quella torva determinazione, quello sguardo deciso: quello era Jacob Roth.
Ora era Rinaldi a parlare.
Data la mia familiarit con la collezione, l'Ufficio delle imposte mi ha chiesto di essere presente alla valutazione, e quindi, naturalmente....
Senza pensare, e senza distogliere lo sguardo da Jacob, il maresciallo tocc il braccio del capitano interrompendolo
con le parole: Dobbiamo chiamare il sostituto procuratore.
Il capitano lo guard. Gli bast un'occhiata. Senza alterare minimamente la sua solita espressione grave, chiese ai presenti che li conducessero nella stanza dove era morto sir Christopher e, una volta l, di esser lasciati soli. Era evidente che Porteous, dopo averli accompagnati, non avrebbe voluto andarsene, ma se anche avesse pensato di sollevare qualche obiezione, un'occhiata alla faccia del maresciallo fu sufficiente anche per lui. Usc, dunque, chiudendo la porta.
Il maresciallo respirava a fatica. Odori, suoni, immagini gli si accavallavano nella mente. Volti di vivi che lo fissavano intensamente, ciechi volti di morti che esprimevano muti rimproveri. Il buio fetente di un campo di con centramento, l'aria profumata di un giardino...
E il capitano aveva bisogno di spiegazioni, nessi logici, parole, cos tante parole...
Fece del suo meglio, mentre con gli occhi fotografava quel nuovo ambiente, quella stanza cos violata, con il grazioso mobilio spinto da una parte e il grande letto di quercia con le coperte gettate ai piedi, dove era ancora visibile l'impronta del grave fardello. Accanto c'era la sedia a rotelle... e il quadro! Il quadro di Sara, non pi ridotto in bianco e nero, ma vivo, brillante. Le ninfee... E se le guardavo abbastanza....
Guarnaccia....
S. Sto ancora cercando di inquadrare la situazione nella mia mente. Mio figlio una volta mi ha mostrato una cosa in uno dei suoi libri scolastici, una specie di illusione ottica, di immagine doppia: poteva apparire sia come una silhouette di un calice di colore arancio che come quella nera di due volti. L'immagine era la stessa, ma tutto dipendeva dal modo in cui la si guardava, comunque non era possibile vedere entrambe le cose allo stesso tempo, nemmeno per una frazione di secondo. Non so se mi segue....
Il capitano gli gett un'occhiata disperata.
Mi dispiace. Quel dipinto in salotto  stato un bel colpo per me, ma mi rendo conto che me lo sarei dovuto aspettare. Quando la gente cambia nome, mantiene sempre qualcosa del passato, non  vero? A volte le stesse iniziali, o un secondo
nome. Probabilmente lei lo capisce meglio.
Guarnaccia, prima che arrivi il sostituto procuratore, ho bisogno di....
S. Wrothesely.  un po' difficile per me pronunciarlo, ma se lo vede scritto - e, dopo tutto io l'avevo visto scritto -lo si capisce subito, non crede? Il suo vero nome. James Wrothesly, il padre di sir Christopher, era Jacob Roth. Fece una fortuna approfittando dei suoi fratelli ebrei che erano fuggiti dai nazisti negli anni trenta, poi cambi nome, forse in Inghilterra, spos una giovane ricca e la port qui, avendone un figlio. Ma aveva lasciato una piccola ragazza ebrea incinta nella casa di suo padre sopra il negozio di Sdrucciolo de' Pitti. Sir Christopher e Sara erano fratellastri. C'erano dei problemi relativi all'eredit. Sappiamo cosa  avvenuto a Sara, ma.... Il maresciallo si avvicin al grande letto, fissando l'impronta. Cosa  successo a te?.
Quando arriv il sostituto procuratore, Porteous e il giovane Giorgio furono chiamati per descrivere le circostanze relative alla morte di sir Christopher. Fu chiaro fin dall'inizio che per Porteous ci non costituiva alcun problema. Solo il ragazzo era nervoso e stava attento a parlare solo quando gli si rivolgeva la parola. Per il resto del tempo continuava a tenere gli occhi fssi su Porteous, che parlava con scioltezza. Erano tutti in piedi. Nessuno sembrava avere intenzione di sedersi, in quella stanza..
Del resto non pareva ci fosse molto da raccontare. Sir Christopher aveva trascorso l'ultimo giorno della sua vita complessivamente nello stesso modo di molti altri precedenti. Si era alzato presto, aiutato come al solito dal giovane Giorgio, e aveva passato la prima parte del mattino sulla terrazza sovrastante il giardino della sua defunta madre, che era il luogo da lui preferito, e convenientemente vicino alla stanza in cui dormiva. Quando fuori si era fatto troppo caldo, sir Christopher era stato portato dentro e il ragazzo gli aveva letto il giornale. Aveva mangiato molto poco a pranzo, ma per il resto il suo stato era apparso del tutto normale. Era rimasto sul letto e aveva dormito per un po'. Nel pomeriggio si era annunciato un temporale che gli aveva impedito di uscire. Giorgio gli aveva letto di nuovo un po' di giornale, cosa che
sir Christopher non poteva pi fare da solo, dato che dopo l'ultimo attacco aveva perso completamente l'uso della mano destra . Dopo aver guardato, come era solito fare, alcuni documenti fra le sei e le sette, aveva mangiato qualcosa di leggero a cena e quindi era stato aiutato a mettersi a letto. Non si era lamentato di nessun malessere. Dopo essere entrato nella camera alle sette e trenta circa del mattino seguente e avere aperto le persiane esterne e la porta-finestra, il ragazzo aveva trovato sir Christopher morto nel suo letto. Aveva chiamato immediatamente il segretario. Nonostante che lo stato di salute di sir Christopher fosse peggiorato negli ultimi tempi, la sua morte, soprattutto per il fatto di essere avvenuta senza un immediato preavviso, era stata un colpo terribile.
Naturalmente, conferm il sostituto procuratore.
Me lo posso immaginare, disse il capitano, ed entrambi guardarono il maresciallo.
Cosa volevano che dicesse? Tutte quelle chiacchiere e la faccia del ragazzo... lui era stato a guardare la faccia del ragazzo, ricordandosi di come aveva pianto quel giorno. Era impaurito adesso, impaurito e confuso. Al contrario di quell'altro, che non faceva che chiacchierare, presuntuoso e sicuro del fatto suo. E allora, perch mentire? Il ragazzo sapeva.
Quando quella sera l'hai lasciato, cosa stava facendo?.
Stava - segu un'occhiata a Porteous - stava dormendo, credo.
Anche il maresciallo si volt verso Porteous.
E durante la notte?.
Scusi?.
Gi. Questo dovrei chiederlo a... Giorgio, vero? Giorgio. Vorrei chiederlo a te. Immagino che sir Christopher avesse bisogno di te nel caso avesse dovuto alzarsi la notte.
S.
Come faceva? Dove dormi tu?.
Giorgio indic una porta di servizio, camuffata con la stessa seta che rivestiva le pareti. Nel corridoio l fuori. C' una stanzetta dove dormo e un bagno.
E il cordone del campanello  quello l vicino alla piccola
scrivania? Cos lontano dal letto?.
No... voglio dire, s. Quello  per suonare in cucina. Sir Christopher usava un campanellino di ottone. Per me era pi facile sentirlo. Se lo portava anche fuori, nel caso avesse avuto bisogno di me.
E quell'ultima notte ha avuto bisogno di te?.
Io...no... non che mi ricordi. Arross, cercando con gli occhi lo sguardo di Porteous, che per non gli venne in aiuto.
 un po' strano per. O forse non aveva mai bisogno di te?.
Di solito s.
Una volta ogni notte? O forse anche due?.
Due. La voce si sent a malapena, coperta dal rumore del temporale.
Hai detto due?.
S.
Si sentiva che aveva la bocca asciutta. Il maresciallo lasci un po' la presa. Be', il dottore dice che doveva essere morto da dodici ore buone quando l'ha visto, quindi ci spiegherebbe perch non ti abbia chiamato, lei che ne dice, capitano?.
Il ragazzo tir un sospiro di sollievo ben pi udibile delle sue risposte.
Grazie molte a tutti e due - disse il capitano -. Ora possiamo lasciare il maresciallo al suo sopralluogo, a meno che lei..., aggiunse poi, alzando le sopracciglia per rivolgersi al sostituto procuratore.
No, no, per me tutto  chiaro. Liberiamo il campo in modo che il maresciallo possa prendere gli appunti per il suo rapporto. Burocrazia, la rovina della nostra vita. Si avviarono verso la porta, con Giorgio per ultimo. Quando vi giunsero, il ragazzo sent una mano pesante appoggiarsi sulla sua spalla.
Giorgio? Posso darti del tu?.
S....
Scusami se non ricordo il tuo cognome - se  per questo, neanche il modo giusto di pronunciare il tuo vero nome di battesimo -. Lasciali andare, lasciali andare. Tu non hai mica
questa gran fretta, vero?.
No.
Allora resta e dammi una mano. Fammi vedere quel campanello di cui ci parlavi.
Lo sguardo del ragazzo vol verso il comodino. Sopra c'erano una scatola intagliata, un abat-jour e una caraffa piena d'acqua con un bicchiere appoggiato a testa in gi sul tappo.
S... anch'io pensavo che sarebbe dovuto essere l, ma non c'. Mi chiedo dove sia andato a finire. Pensi che l'abbiano spostato nella confusione?.
S. S, dev'essere... Mi scusi, io... avrei bisogno di andare in bagno.
Il maresciallo sollev la mano, ma quando il ragazzo si avvi verso la porticina nascosta, era facile vedere come ne sentisse ancora il peso sulla spalla.
Solo un attimo, scusa, ma se mi potessi almeno dire una cosettina... Che documenti stava guardando sir Christopher quell'ultima sera? Sai, io so che cosa significa perdere l'uso della mano destra, a mia madre  successo lo stesso. Non poteva leggere i giornali, non riusciva a tenere in mano i fogli. Immagino che fossi tu a sistemare quella roba per lui.
S.
Il maresciallo si mosse in direzione del ragazzo piantando la sua grande mano su alcune carte appoggiate su una piccola scrivania. Era troppo buio per, per vedere di che cosa si trattasse. Immagino che fosse questa roba qui, questa polizza di assicurazione... be', visto il suo stato di salute... era questa?.
S. La polizza di assicurazione.
Va bene. Vai pure, ti aspetto. Sollev la mano e accese l'abat-jour sulla scrivania. Le carte erano degli estratti conto. Usc dalla stanza, sicuro che il ragazzo sarebbe rimasto in bagno per un po'. Poveraccio, sembrava un cane bastonato. Per fortuna gli altri si erano fermati nell'ingresso centrale e stavano parlando accanto alla fontana spenta.
Scusate. La conversazione cess all'istante. Dovrei farle una domanda, disse Guarnaccia fissando Porteous negli occhi. Ma cosa aveva da divertirsi? Be', al maresciallo non importava molto che Porteous lo trovasse ridicolo. Voleva
una risposta. Abbastanza semplice. Mi stavo chiedendo... Lei ha detto prima che sir Christopher aveva guardato dei documenti quella sera e il ragazzo non si ricorda di che cosa si trattasse. Visto che lei era il segretario, pensavo che: forse aveva riordinato quella roba... cose private e cos via. Allora mi chiedevo se quella sera sir Christopher non avesse riletto quelle vecchie lettere di sua madre che sono appoggiate sulla scrivania. Il ragazzo dice che  probabile, ma io vorrei che lei me lo confermasse.
Ha fatto bene. S, le lettere di sua madre. Pensavamo di darci un'occhiata per decidere cosa tenere. Visto che la sua salute continuava a peggiorare, sir Christopher stava cercando di mettere ordine fra le sue carte.
Bene. Guarnaccia si allontan, ma il silenzio persistente del gruppo alle sue spalle gli fece venire in mente che forse avrebbe dovuto dire qualche parola di congedo... o l'aveva fatto...?
Fece in tempo a ritornare nel salottino prima di Giorgio, che riapparve con le guance umide e gli occhi azzurri piccoli e gonfi nel volto tirato. Aveva un carnato molto pi chiaro, eppure, forse per la sua magrezza, ricordava al maresciallo suo figlio Tot quando sapeva di aver combinato qualche grossoguaio. Solo allora si rese conto che gli stava dando del tu. Non era un bambino. Per...
La mano che gli pos sulla spalla aveva ora un tocco pi leggero.
Va tutto bene. Non devi avere paura di me, non ce n' motivo. Mi credi? Guardami: mi credi?.
S.
E allora, per l'amor di Dio, dimmi cosa  successo.
Il cielo pian piano si stava schiarendo, sebbene la pioggerella non avesse ancora smesso di cadere. Il maresciallo, cerc nuovamente di fare qualche passo all'esterno, annusando con piacere l'odore della terra bagnata e il profumo dei fiori di
camomilla nascosti da qualche parte nell'erba alta e iinzuppata.
Si ricord di sua madre che li raccoglieva nei campi appendendoli a mazzi per farli seccare prima di piluccarne i fiori per fare la tisana. Teresa invece li comprava gi pronti
nelle bustine e quando lui stava male gliene preparava una tazza mettendovi dentro del miele. Nella vita c' bisogno di avere qualcuno accanto; non  giusto essere soli. Tutti hanno bisogno
di una famiglia. E la cosa pi triste riguardo a sir Christopher Wrothesly era che, se il suo visto non fosse stato bloccato dai cosiddetti "amici" che volevano isolarlo per i loro scopi egoistici, avrebbe potuto avere la famiglia di cui aveva bisogno - una sorella che era cos disperatamente alla ricerca di qualcuno da accudire dopo la morte di sua madre da prendere "a prestito" la bambina dei vicini; e anche un parente povero che lo rispettava e si occupava del suo giardino, e il giovane Giorgio, cos grato per essere stato salvato da una vita di orrori nel Kosovo, in fondo l'unico ad essere veramente afflitto per la morte di sir Christopher.
Be', ora sapeva la ragione di quella afflizione. Non vedeva l'ora di finirla con tutta quella storia per sfuggire al peso opprimente di quella tristezza, della pioggerella sul viso. Avrebbe fatto meglio a rientrare e aspettare che spiovesse, ripensando a quello che gli aveva detto Giorgio.
Quando quella sera l'ho lasciato, stava male.
Aspetta, Giorgio. Siediti, stai tremando. Ecco, qui, alla scrivania. No, io sto bene.
Non voleva che me ne andassi. Lui....
Continua, ti ascolto. Non voleva stare addosso al povero ragazzo, opprimendolo, o sedersi davanti a lu come se si trattasse di un interrogatorio. Inoltre, camminando per la stanza, poteva ricostruire meglio la storia, mentre Giorgio gliela raccontava. Adesso si era fermato davanti al letto vuoto e guardava l'impronta sul cuscino.
Aveva steso la mano sinistra verso di me, cercando di parlare, ma non era riuscito a dirmi niente. Io per sapevo cosa voleva dirmi. Il segretario mi fece andare via. Si intromise fra noi due prendendogli la mano, ma io sapevo che era di me che aveva bisogno. Ero l'unico che riusciva a capire sempre cosa voleva.
Gli volevi bene....
Glielo volevo, si, perch era gentile con me. Prima dell'ultimo attacco mi aveva raccontato molte cose, informandosi
della mia infanzia. Quando gli raccontai che mio padre era stato ucciso, sembr davvero commosso. Mia madre aveva speso tutto quello che aveva per farmi uscire dal paese. L'ultima cosa che mi disse fu: "Dimentica. Scappa. Incomincia una nuova vita". Era quello che volevo,  quello che voglio ancora, ma sono... cos solo... Non ho avuto pi notizie di nessuno dopo l'ultimo bombardamento.
Feci richiesta di asilo politico. Un agente della polizia, una giovane molto gentile, mi chiese delle mie origini. Parlo un buon italiano e mi arrangio col russo. Studiavo medicina a Belgrado, prima che cominciassero i guai e scappassi per tornare a casa... L'agente mi diede il numero di telefono dell'avvocato di sir Christopher. Disse che avevano gi impiegato altri ragazzi prima. Mi disse di fare attenzione nel caso approfittassero della mia situazione. Mi avrebbero fatto lavorare molto pagandomi poco, per avrebbero legalizzato la mia posizione qui. Sarebbe stato pi semplice e pi veloce per me che non tentare di ottenere asilo politico, e dopo avrei potuto cercare qualcosa di meglio.
Prima di venire qui lavavo i pavimenti e pulivo i gabinetti in una scuola di danza.
 stato circa un anno e mezzo fa. Non posso tornare a casa! Mi rimanderanno indietro?.
Adesso non preoccuparti di questo.
Non ho rubato i gemelli che hanno trovato nella mia stanza, lo giuro. So che c' qualcuno del personale che lo crede, ad esempio la governante e alcuni dei giardinieri. Ho sentito dire da uno di loro che sono albanese e che albanese significa ladro. E questo  stato anche prima che il segretario dicesse che avevano trovato alcune cose nella mia camera quando i carabinieri vennero la seconda volta, il giorno dopo che lei aveva parlato con sir Christopher. Pu darsi che le abbiano trovate, ma non ce le ho messe io.
No, no... Non hanno trovato proprio niente.
Mi presero le impronte digitali, comunque, e poi, quel giorno lei torn con un mandato, un mandato di arresto contro di me, ecco cosa mi hanno raccontato. Il segretario di sir Christopher mi disse che era riuscito a sbarazzarsi di lei, che sir Christopher non avrebbe sporto denuncia perch non sapeva
niente e dirglielo avrebbe significato sconvolgerlo, e non l'avrebbe fatto perch era malato. Mi disse di non preoccuparmi, perch ci avrebbero pensato lui e l'avvocato di sr Christopher a sistemare le cose.
L'unica persona alla quale l'ho raccontato  stato Jim, il ragazzo inglese che lavora in giardino. Siamo coetanei, e a volte andiamo gi a Firenze insieme.
Lui diceva che stavano cercando di spaventarmi per farmi stare zitto riguardo a quello che succedeva qui. Diceva che se lei avesse davvero trovato i gemelli, l'avrebbe detto, e mi avrebbe interrogato.
Jim ha ragione, l'avremmo fatto.
Diceva che lei  una persona per bene. Ma lui pensava, come anche il capo giardiniere, che la vera ragione del furto fossero state le spazzole per i capelli a causa della signora Hirsch, la sorellastra di sir Christopher. Pensavano che lei avesse inventato tutto, che non ci fossero prove e che si potesse fare un controllo del DNA di qualche capello sulle spazzole. Lo potevano fare senza che sir Christopher lo sapesse, e cos le avrebbero messo paura se si fosse trattato di un inganno. Per poi sembra che ci abbiano rinunciato. Naturalmente, dopo morta non c'era pi ragione di farlo.
Sono tutte sciocchezze, chiacchiere. Hanno rubato quella roba solo perch la colpa poteva essere facilmente attribuita a qualcuno nella tua posizione. Era perch avevano bisogno di te, per ricattarti, per costringerti a stare dalla loro parte, lo capisci questo? Volevano che sir Christopher rimanesse a casa per manipolarlo meglio quando cominci a indebolirsi e a diventare completamente dipendente. Non volevano un'infermiera, qualche estraneo che avrebbe potuto testimoniare contro di loro. Volevano costringerti a rimanere qui facendoti paura.
Ma la governante ha sentito dire che....
Pu darsi. Pu darsi anche che ci abbiano pensato, dopo aver preso le spazzole. Ma restano tutte chiacchiere. Sapevano bene che Sara Hirsch veniva qui. Sir Christopher avrebbe potuto confermare che era la sua sorellastra. Si saranno sicuramente accorti che non era il tipo da ingannare nessuno. Tu l'hai mai vista qui?.
L'abbiamo vista tutti. Quando veniva, di solito prendevano il t in giardino. Ero con lui quando lesse della sua morte sul giornale, e poco dopo ebbe l'attacco. Fu mentre stava camminando col bastone dopo essersi alzato dalla sedia del giardino; io gli stavo portando la sedia a rotelle, il bastone gli sfugg di mano e lui cadde. Era cosciente e cercava di dire qualcosa, ma non riusciva a respirare bene e la faccia era stravolta. Dopo qualche giorno riusc a parlare un po' meglio, ma non nomin mai pi sua sorella. Qualche volta per mi parlava dei suoi genitori.
Il maresciallo si avvicin al ragazzo, guardando una fotografia in una cornice d'argento appoggiata sulla scrivania.
Quelli sono i nonni materni. Erano inglesi. Quando gli raccontai di mio padre lui mi disse di non aver mai parlato molto con il suo. Credo che parlasse con me perch non c'era nessun altro, a parte quelli che venivano per sbrigare i suoi affari amministrativi. Dopo l'ultimo attacco, quello forte, il segretario e l'avvocato e quell'altro che a volte viene a guardare i quadri e le statue si facevano vedere solo se c'era qualcosa da firmare. Forse perch sir Christopher non riusciva pi a parlare bene. Io in genere lo capivo, non riuscivo a comprendere tutte le parole, ma sapevo sempre cosa intendeva dire. Decisero di spostare il letto qui gi per via del rumore al piano di sopra.
Che rumore?.
Dovevano spostare alcune statue e alcuni quadri da sopra. Li abbiamo portati nella limonaia perch ha un ingresso sulla strada e dovevano portarli via per restaurarli, cos avevano detto.
Ho capito. E tu devi aver sospettato che glieli rubassero. Non c' motivo che ora ti preoccupi di quello che  successo. Non pu pi fargli alcun male.
Non  per quello. Il problema era che lui aveva bisogno di me e che io dovevo continuamente aiutare gli altri. Di solito la mattina lo portavo in terrazza o gi nel giardino di sua madre sulla sedia a rotelle, lasciandolo l... mi costringevano a farlo. In nessun altro luogo era cos tranquillo come in giardino, dove guardava sempre lo stagno con le ninfee. Nel pomeriggio invece era pi agitato, perch dovevo lasciarlo qui
dentro, dopo pranzo. C' una bella vista da qui, ma la stanza  piuttosto buia, soprattutto nel pomeriggio. Immagino ci sia pi fresco, per senza luce  tutto cos triste... Lui non poteva fare niente, n leggere, n... nient'altro. Solo stare seduto nella sedia a rotelle per tutto il pomeriggio. E non  vero che io gli leggevo. L'avrei fatto volentieri, ma gli altri dicevano di avere bisogno di me e... Ma non lo dir a nessuno, vero? Lui aveva cos paura di perdere la ragione, prima di morire. Nessuno lo deve sapere e loro non vogliono che si sappia. Non facevano altro che fargli firmare dei documenti. Lui non riusciva a leggere ed era lucido solo di tanto in tanto. In quei momenti si metteva a piangere. Forse perch non riusciva a parlare. Lei non pu immaginare....
So di cosa si tratta. Anche mia madre era cos dopo l'ictus. Non faceva altro che gridare che voleva essere portata a casa. Abitava in quella casa da sessant'anni, ma lei pensava alla casa della sua infanzia, credo.
Quello che chiedeva sir Christopher era per lo pi di essere portato fuori dove poteva stare tranquillo accanto alla vasca delle ninfee. Quando cercavo di fargli capire che era caldo, non riusciva a comprendermi, e alzava la mano sinistra indicando quel quadro come se volesse dirmi qualcosa. Anche l ci sono delle ninfee, forse per quello. Un Monet.  un dipinto che amava molto. Ho idea che quando lo lasciavo solo stesse a fissarlo per ore. Spesso ho inventato qualche scusa, come andare in bagno o roba del genere, per tornare gi a vedere se stava bene. E lui a volte era nella stessa posizione di quando l'avevo lasciato due o tre ore prima. Non dormiva, se ne stava solo l a fissare il quadro. O il muro. Una volta l'ho trovato mentre cercava di aprire la porta-finestra con la sinistra, ma la maniglia  dura e bisogna essere in piedi. Si era fatto buio perch stava per venire un temporale, come oggi, e lui singhiozzava, forse perch era avvilito o forse perch aveva paura. Da allora cominciai a lasciare accesa la luce. Un giorno riusc ad alzarsi da solo aiutandosi col pomo della maniglia e riuscendo ad aprirla proprio durante un temporale. Si era spinto all'esterno inzuppandosi scarpe e calzini in una pozza d'acqua. Se ne stava l ridacchiando; a volte era proprio come un bambino.
Il maresciallo si avvicin alla porta-finestra. Riusciva a spingere fuori la sedia a rotelle da solo con una mano?.
S,  fatta per chi pu usare solo la sinistra. Bastava che girasse l'anello esterno. Quelli sono segni dove... quei graffi l....
Continua.
Loro mi dissero "Prenditi una sera libera, vai a fare un giro a Firenze". Era un ordine, anche se  vero che era pi di un mese che non uscivo. Il segretario disse che sarebbe rimasto con sir Christopher, e quando uscii, lui era qui. Andai gi con l'autobus. Non  che feci molto: mangiare una pizza, andare un po' in giro... Non conosco molto di Firenze e negli ultimi tempi pi che altro mi ero abituato a guardare la citt da quass. C'era un'aria strana in citt, calda e appiccicosa, i palazzi illuminati, tutti quei turisti che gironzolano...in Piazza della Signoria c'era un mangiatore di fuoco... non so come dire, tutto mi sembrava cos irreale. E ogni tanto si vedeva lampeggiare, in cielo. Avevo bevuto un paio di birre, con la pizza, quindi pu darsi che fossi un po' brillo, e poi ero molto nervoso.
Perch eri nervoso? Ti rendevi conto che quella sera sir Christopher stava peggio?.
S. Non aveva mangiato niente tutto il giorno. Non aveva voluto che lo vestissi e non era voluto uscire. A colazione e a pranzo aveva pianto tenendomi il braccio e cercando di dirmi che c'era qualcosa che non andava. L'unica parola che gli usc di bocca fu "Male...".
Quando gli chiedevo dove sentiva male, non faceva che piangere. Non credo che se ne rendesse conto. Dalla parte paralizzata non aveva una sensibilit normale. Vede quel sostegno imbottito per il braccio destro sulla sua carrozzella? Una volta lo trovai l accanto a quel tavolo. La mano, che era stata legata al supporto perch non scivolasse e si ferisse, era rimasta intrappolata sotto il bordo del tavolo. Sir Christopher sudava dal dolore, ma non riusciva a tirar fuori la mano perch non si rendeva conto da dove proveniva il dolore. Quel giorno dissi al segretario che stava male, glielo dissi due volte, ma il dottore non venne. Non so nemmeno se l'abbia chiamato.
Non lo fece. Dimmi cosa successe quando tornasti.
So bene che loro volevano che me ne restassi fuori tutta la notte, ma cominci a piovere e, inoltre, l'ultimo autobus passa alle una e dieci. Ritornando con l'autobus vidi le luci accese nella limonaia e un motofurgone parcheggiato fuori. Mi accorsi di essere stato uno stupido: li avevo praticamente avvertiti che lui stava morendo e per questo volevano sbrigarsi a portare via la roba. Se non avessi detto niente... S, lo so che sarebbe morto comunque, ma non in quel modo, non... No! No, avrei... avrei dovuto....
Ora smetti. Calmati, su, respira piano, s, cos va meglio.
Volevano sistemare tutto prima che morisse, prima che quegli uomini venissero a chiedere dell'inventario e iniziassero a controllare. Continuo a pensare che se avessi raccontato tutto a Jim... lui non  di quelli che dicono che gli albanesi sono tutti delinquenti. Mi  sempre stato amico. Se solo avessi pensato a....
Nella posizione in cui eri non potevi fare niente. Non continuare a tormentarti. Come era facile a dirsi!
S, mi dispiace, lo so che lei ha ragione. Jim mi fece entrare senza alzarsi. Sent la mia voce e apr col pulsante. Entrai in casa dalla porta di cucina, nessuno si accorse di me. Li vidi gi alla limonaia, il segretario e l'avvocato e quei due facchini che vengono sempre. Usai l'entrata della servit ed entrai dentro dalla porticina. Pensavo che sir Christopher poteva avermi chiamato, avere avuto bisogno di alzarsi. Ma non c'era nessuno. Avevo lasciato la sedia a rotelle a sinistra del letto, ma anche quella non c'era. La porta-finestra era aperta e pioveva a dirotto. Immaginai subito dove avesse cercato di andare. Forse voleva morire l, accanto alla vasca delle ninfee che era il suo rifugio di pace. Ma non era andato lontano. Doveva essersi sbagliato uscendo dalla parte della terrazza della sala da pranzo invece di rimanere sul sentiero che conduce al giardino di sotto.
Fammi vedere.
Il ragazzo non voleva uscire, ma il maresciallo si alz in piedi, insistendo. Sebbene anche lui fosse riluttante ad uscire sotto la pioggia, era una cosa che andava fatta, e fatta prima che il sostituto procuratore, il capitano, il segretario o
chiunque altro potesse riapparire interrompendo il racconto. Le scarpe scricchiolarono sulla ghiaia bagnata e le foglie bagnate gli sfiorarono le spalle mentre passavano in silenzio sotto l'arco coperto di rose. Arrivarono alla terrazza. Alla loro destra una figura fradicia avvolta in un mosso drappeggio di marmo puntava in alto con un dito nella nebbia come se volesse fermare la pioggia o qualche altra cosa. Le lucenti foglie di alloro annuivano gocciolando.
Era disteso l come un gatto investito e lasciato morto ad irrigidirsi sulla strada. La pioggia gli batteva addosso. La sedia a rotelle era girata in direzione della limonaia. Tutte le luci erano accese, laggi, e lui aveva visto tutto.
S. Le grandi porte della limonaia erano aperte. C'era una bella distanza, ma non c' bisogno di vedere le facce per riconoscere delle persone che si conoscono bene. Gli amici fidati. S, ha visto tutto.
Per tutto il tempo, dopo, chiuso in camera mia mentre loro lo stavano... sistemando, ho cercato di convincermi che lui non si fosse reso conto di quanto accadeva, che magari fosse stato in una delle sue fasi infantili, come la volta prima, quando aveva aperto la porta-finestra e si era bagnato i piedi ridendo. Ma so bene che non  cos. Sapeva di essere malato, sapeva che la fine era vicina. Aveva preso il campanello, visto che non c' pi e non so dove  andato a finire. Deve aver sentito qualcosa, stava troppo male per dormire.  uscito e li ha visti, i suoi amici. Io so che la sua mente era lucida. Per alzarsi da una sedia a rotelle, e soprattutto per riuscire a muoversi usando solo una mano, si deve alzare la pedana per i piedi in modo da poterli appoggiare in terra e mettere il blocco ai freni. Ha fatto tutto per bene.  morto mentre era in piedi a guardare i suoi amici. Deve essersi afferrato al bracciolo sinistro della carrozzella mentre cadeva. Sulla ruota sinistra si vedono ancora i graffi, nel punto in cui la sedia si  ribaltata insieme a lui. C'era rimasto aggrappato. Non sono riuscito a ritrovare il campanello, era troppo buio. Lui era rigido e tutto bagnato.
L'hai toccato?.
Ho toccato il collo per sentire il battito, ma sapevo... e anche la mano, la sinistra. Non c'era verso di staccargli le
dita dalla ruota. Ho tastato per trovare gli occhi; erano aperti e ci stava piovendo dentro, per questo glieli ho chiusi.
Non hai cercato di spostarlo?.
No. Sapevo quanto pesava anche quando era ancora vivo. Sono andato da loro a dirglielo. Stavano trasportando un dipinto alla limonaia. Credo che fossero furiosi per essere stati visti. Mi hanno fatto aspettare l in piedi mentre discutevano a bassa voce su cosa fare. Io ero spaventato, ma loro erano terrorizzati. Poi mi hanno detto di andare in camera mia e di entrare nella stanza di sir Christopher alle sette e mezzo, come al solito.
Ci hanno messo un sacco di tempo a portarlo dentro e a sistemarlo. Io mi sono coperto la testa con le lenzuola cercando di non sentire niente. Sono rimasto sveglio tutta la notte; ero ghiacciato e indolenzito. E poi ero tutto bagnato, senza dubbio perch ero andato a letto senza spogliarmi. Mi sono solo tolto le scarpe.
Il maresciallo lo interruppe: Stai tremando dal freddo, vieni dentro.
La stanza sembrava ancora pi buia, sebbene fuori il cielo si stesse rischiarando.
Non c' un'altra luce da accendere? Oh, grazie. Ti dovresti cambiare la camicia.
Non fa niente.
Il maresciallo apr la porta del corridoio che portava al bagno
e alla camera di Giorgio. Quanto puoi sentire da qui di quello che si dice in questa stanza, quando sei a letto? Sei riuscito a capire quello che stavano facendo?.
Posso solo supporlo. Proprio per questo mi sono coperto la testa con le lenzuola, per cercare di non sentire. Distinguevo le voci, ma non le parole. Poi se ne sono andati. Sono rimasto sotto le lenzuola con le orecchie che mi ronzavano nel silenzio. Poi gli uccelli hanno cominciato a cantare, e dopo un bel po'  suonata la sveglia. Tutto sembrava normale, ma io sapevo che non era cos, come in un incubo. Non sono venuto qui dentro, sono andato in cucina e ho aspettato, guardando fuori della finestra. Quando  arrivata, la ragazza della cucina mi ha detto: "Stamani ti sei alzato presto. Devo preparargli il t?".
Io dissi: "No,  morto"... Cos sarebbe stata lei ad andare a riferirlo al segretario. Io non ho rubato la roba di suo padre.
Il maresciallo comment: No.
Dopo mi sono seduto accanto a lui fino all'arrivo del medico. Gli avevano messo il pigiama azzurro, quello che non gli piaceva.
Gli ultimi minuti prima che smettesse di piovere, il maresciallo rimase da solo in salotto, pensando non tanto alla morte quanto alla madre di sir Christopher.  vero che quel grazioso salotto era stato creato per impedire al caldo di entrare, soprattutto grazie alla veranda coperta da un fitto fogliame. Ma in quel modo si veniva a creare un'atmosfera tristemente buia nei pomeriggi piovosi, nonostante la luce artificiale. Guarnaccia individu una lampada a piantana e accese anche quella. Per prima cosa guard le ninfee di Sara. Quel dipinto non le aveva portato fortuna. E alla giovane donna che gliel'aveva involontariamente rubato? Non si chiamava forse Rosa? O si era immaginato quel nome per una qualche associazione con il giardino? No, il nome era proprio quello. La foto dei genitori nella cornice d'argento aveva una dedica che lo confermava. Sul muro accanto alla piccola scrivania c'era una semplice cornice di legno con un disegno infantile dello stagno delle ninfee. Uno dei primi tentativi di pittura di sir Christopher, fatto prima ancora che riuscisse a compitare il suo nome, a scriverlo in lettere della stessa grandezza, perfino a pronunciarlo correttamente. A mamma da Kista.
I nomignoli dati da bambini restano appiccicati per tutta una vita. Anche Tot non sarebbe mai stato Antonio, se non per gli estranei.
Forse solo la governante che era nata in quella casa e aveva diviso l'infanzia con sir Christopher conosceva quel nome, ma apparteneva alla servit e doveva chiamarlo sir Christopher.
Perfino sua sorella probabilmente non lo aveva mai sentito, e il suo parente povero nemmeno lo sapeva. Avrebbero dovuto saperlo, avrebbero dovuto essere vicino a lui alla fine, avrebbero dovuto sapere quale era il pigiama che non
gli piaceva.
Quando smise di piovere, il maresciallo usc, tornando sulla terrazza della sala da pranzo dove sir Christopher era morto. Chinandosi, trov subito il campanello di ottone, rotolato accanto a un orcio che traboccava di molli gerani rosa, e lo prese. Il velo di nebbia che copriva il giardino si stava dissolvendo e il maresciallo sent il calore del sole sfiorargli la testa e le spalle. L in fondo, vicino alla limonaia, una figura familiare si muoveva tra i grossi vasi. Suon il campanello e la figura si ferm, guard in alto e salut con la mano. Il maresciallo indic una direzione e scese gli scalini per dirgersi verso il giardino segreto di Rose.
Si incontrarono alla vasca delle ninfee.
Come va? Le hanno mostrato il testamento?.
Non mi dir che lei l'ha visto.
Due dei giardinieri hanno fatto da testimoni. Doveva farlo qualcuno che non  tra i beneficiari, e non volevano nessun estraneo. Naturalmente si tratta di un falso... be', la firma  uno sgorbio, ma nessuno opporr obbiezioni, visto che sir Christopher aveva perso l'uso della mano destra. Non poteva pi neanche leggere. Lo pu chiedere a Giorgio. Il testamento  un falso.
Potrebbe essere stato steso prima. Non si pu sapere....
Non c' nessun lascito per i giardinieri, niente per il personale. Non avrebbe mai fatto una cosa del genere.
Naturalmente. "I legati minori...". La voce implorante di Sir Christopher, incapace ormai di articolare. In particolare i legati minori... i-paco-lae....
Non si preoccupi. Avr redatto la prima bozza per domani.
L'hanno fatto morire solo come un cane, ma era un gentiluomo. Non pu fare niente contro quelli che l'hanno lasciato solo in quel modo?.
S, c' una legge che punisce la mancata assistenza a malati e invalidi... ma quei due, Porteous e l'avvocato, non sono dei familiari. Qualsiasi colpa ricadrebbe su Giorgio. La loro parola contro la sua.
Non solo la sua. Tutti sappiamo cosa stava succedendo. Anche noi sentiamo le cose....
Le credo, ma questo - disse indicando la lastra di marmo ai loro piedi -  un esempio di come le chiacchiere inventino false ragioni per fatti veri.
Intende dire che Rose non lo sorprese qui?.
S, questo s, ma non con un'altra donna. La moglie di James Wrothesely aveva scoperto cose ben peggiori.
Eppure un'altra donna ci deve essere stata. Sara Kirsch era una figlia illegittima, lo sappiamo tutti. E veniva qui con una certa abitudine, dunque era una persona vera.
S, Sara Hirsch era una persona vera.
E il vero segreto verr rivelato, adesso?.
No.
Allora passer alla storia cos come l'abbiamo raccontato noi, anche se dice che  falso.
La storia  fatta cos.
Immagino che voglia sapere del testamento.
No. Voglio che lei mi dica che cosa c' scritto qui, se lo capisce. Rose, la signora che amava il suo giardino.
E che l'abbandon. Non so il latino, ma tutti noi sappiamo cosa c' scritto.
dalla fonte di delizia si alza qualcosa di amaro che anche i fiori incupisce
Bisogna diserbare, qui, dopo tutta quella pioggia.
Il sole del tramonto irradi la sua luce da un caldo cielo azzurro. Le ampie nubi rimaste sembravano bianchi sbuffi radiosi screziati di rosa e d'oro, cuscini per putti rosei dalle ali dorate, un soffitto affrescato per la citt.


Capitolo 12.

La Corte d'Appello conferm la sentenza relativa ai due facchini, Gianfranco Giusti e Piero Falaschi, che furono condannati entrambi a quattordici anni di reclusione. Anche Rinaldi era stato condannato con loro in primo grado, ma senza le informazioni riguardanti Jacob Roth e le fotografie del dipinto di Monet, l'accusa dei facchini, che l'avevano incolpato di essere il mandante dell'aggressione, non convinse la Corte, e la sentenza fu modificata in appello.
Mi sembra che non la sorprenda, disse il maresciallo. Stavano andando in campagna, e il sostituto procuratore, al volante, era di buon umore.
Prima regola per una vita felice: dimenticare un caso quando  chiuso. Nemmeno lei sar stato sorpreso. Siamo stati fortunati a ottenere una condanna in prima istanza. Aveva un buon avvocato e noi avevamo ben poco in mano... nessun movente, tanto per cominciare. Penso che siamo tutti d'accordo nell'ammettere che il piacere di vedere Rinaldi dietro le sbarre fosse minore rispetto a quello del successo di Umberto D'Ancona. Hanno fatto molto, sa, quelli dell'organizzazione. Non ho seguito l'appello, ma ho seguito con interesse il lavoro di D'Ancona. Ha visto l'articolo nel supplemento a colori di venerd scorso, "Czanne viene restituito alla figlia del collezionista"? Anche se dovessi arrivare all'et di D'Ancona, non credo che riuscirei ad avere la sua energia. Non ce l'ho nemmeno ora. Comunque, non so cosa ne pensi lei, ma rendere pubbliche le colpe di Jacob Roth non mi avrebbe procurato nemmeno la met della soddisfazione che
ho avuto dalla confessione di Rinaldi riconoscente e disposto ad ammettere quello che  successo alla villa in tutti questi anni. Che razza di triumvirato! Porteous, Rinaldi e quel rileccato giovane avvocato. E come si sono dati da fare per insinuarsi nel consiglio della fondazione in modo da ottenere il controllo della villa e del patrimonio della madre di sir Christopher.
Eppure non sappiamo tutto - obiett il maresciallo -. Nessuno verr mai a conoscenza di quanta roba non sia stata inserita nell'inventario ed  scomparsa, in parte quando Jacob stava morendo, e il resto quando sir Christopher  stato spostato al piano inferiore, per non parlare poi del famoso "grande furto". La prima volta che sono andato alla villa mi ricordo che sir Christopher mi disse che il piano superiore era una specie di caverna di Aladino.
Davvero? Be', non lo era pi quando siamo saliti io e Maestrangelo. Naturalmente, qualcosa si vedeva. I quadri appesi non corrispondevano ai segni lasciati sulle pareti... un po' da dilettanti, questo, direi.
Cosa vuole che gliene importasse. Porteous era libero di muovere quello che voleva. Il fisco per ora ancora non molla, questo  vero, e naturalmente il giovane giardiniere  stato di grande aiuto.
Jim era apparso un giorno al comando di Borgo Ognissanti, sveglio come sempre e, come sempre, con un sacco di storie da raccontare.
Be', io credo, e il capo giardiniere crede..., e con l'aiuto del libro di foto del capitano avevano potuto identificare alcune urne e statue che, sebbene non inserite nell'inventario, una volta erano state nel giardino. Le fotografie erano state fatte alcuni anni prima, quando Jacob era ancora in vita.
Naturalmente - osserv il capitano - non sappiamo cosa fu venduto da Jacob e da sir Christopher, e nemmeno cosa gli fu rubato da coloro che avevano trattato con tanta generosit.
La limonaia era piena di roba fino al soffitto - disse Jim -e il capo giardiniere dice che sir Christopher era legato dalle clausole del testamento del padre che aveva assegnato a Rinaldi il solo usufrutto, anche se lui avrebbe voluto lasciargli
la propriet del negozio e dell'appartamento. Perci, quando sir Christopher cominci a non aver pi la testa a posto, l'avvocato e il segretario gli fecero firmare un contratto di vendita pr forma. Uno sgorbio come firma sotto un contratto che non poteva essere letto, cos come per il testamento... e le labbra del loro ricettatore sono state sigillate.
E loro gli credevano, ma dove erano le prove?
Comunque, almeno fino ad un certo punto, la curiosit del sostituto procuratore e quella del capitano erano state soddisfatte.
Ha perfino sorriso - disse il sostituto procuratore al maresciallo - non subito e davanti a tutti, ma dopo... adesso devo stare attento a non sbagliare di nuovo l'uscita, come faccio sempre... vediamo se  questa... s. Ha visto come era contento? Credo che abbia addirittura toccato la cornice del quadro con un dito. Se ne ricorda?.
Be' - mormor il maresciallo cercando nella tasca gli occhiali scuri, dopo che una forte raffica di vento primaverile aveva spazzato via una nube di pioggia facendo apparire il sole - non si vede ogni giorno un disegno di Leonardo in mano a dei privati.
No - ammise il sostituto procuratore -. Non  certo la stessa cosa che vederlo agli Uffizi, giusto? Non so come mai... almeno quello non potevano farlo scomparire. Con la notifica del ministero avrebbe dato troppo nell'occhio. Si  mai chiesto che cosa sarebbe avvenuto a Ruth e ai figli se Jacob avesse impiegato le sue energie e la sua determinazione maniacale per divenire un pittore?.
Le cose non sarebbero certo andate meglio - rispose il maresciallo convinto -. Ruth sarebbe stata messa al secondo posto dopo la pittura, invece che dopo Rose. Avrebbe sacrificato Sara alle pretese di Jacob e sir Christopher sarebbe rimasto lo stesso solo un pittore dilettante di terza classe. L'unica differenza  che avrebbe cercato di farsi strada attraverso la fama del padre e dei suoi amici aristocratici.
Il sostituto procuratore alz una mano in segno di resa.
Come non detto.
Anche il maresciallo per era rimasto soddisfatto, almeno su un punto. Finalmente aveva un'idea di quelli che potessero
essere i problemi giornalieri di un uomo ricco. Le preoccupazioni finanziarie sembravano essere al primo posto. I grandiosi progetti di Jacob erano andati bene, all'inizio. Aveva comprato quel posto per una sciocchezza negli anni del dopoguerra, quando la nobilt fiorentina aveva cominciato a sbarazzarsi dei suoi possessi in vista delle nuove leggi fiscali e della temuta confisca da parte dello stato delle terre incolte. Dopodich aveva sposato una donna con un patrimonio tale da poter mantenere tutto, ma alla sua morte gi i soldi non bastavano pi, e negli anni seguenti sir Christopher aveva cominciato ad intaccare il capitale della madre per riuscire a mantenere lo stesso tenore di vita dei suoi dispendiosi ospiti. La sola alternativa alla rovina finanziaria era stata la fuga in un'invalidit a tempo pieno. Il triumvirato aveva estorto a Cesare un impero nel quale i soldi bastavano a malapena a coprire la manutenzione ordinaria, ma non le estese opere di restauro di cui la propriet necessitava dopo anni di trascuratezza. Oltretutto, essendo la villa vincolata, la legge obbligava il proprietario a restaurarla sotto il controllo delle Belle Arti. La situazione era da tempo disperata, e i tre avevano dovuto liquidare tutto il possibile, compresi gli appartamenti sopra a quello di Rinaldi in Sdrucciolo de' Pitti, e specialmente tutto ci che potevano sottrarre dall'eredit materna di sir Christopher, compreso il Monet. Ci mancava solo che saltasse fuori una figlia con l'inaspettata richiesta di una parte del patrimonio. Il sostituto procuratore aveva affermato che con il loro spirito machiavellico avrebbero certamente trovato una soluzione, visto che ora si erano sbarazzati del problema di dover imbrogliare sir Christopher e di spaventare Sara. E i fatti dovevano dargli ragione. Secondo lo statuto della fondazione creata da Jacob era previsto che dopo la morte di sir Christopher la villa dovesse essere usata per scopi didattici. La clausola venne interpretata in un senso assai elastico. Si prevedevano corsi "culturali", tenuti da nomi importanti e frequentati da chi aveva tempo e soldi -parecchi soldi - da buttar via. La clausola che invece parlava dell'istruzione di ragazzi ebrei particolarmente dotati, soprattutto in campo artistico, fu invece dimenticata, dato che D'Ancona, che era l'unico fiduciario ebreo sopravvissuto,
era rimasto in minoranza nella votazione decisiva. Fu consolante pensare almeno che Jim, un sopravvissuto, seppure ve ne era stato uno e, naturalmente, il capo giardiniere, avrebbero potuto continuare ad occuparsi del giardino di Rose, diserbandolo dopo la pioggia. Rose lo aveva amato molto e, a dispetto del dolore che vi aveva sofferto, lo aveva lasciato alla cura di coloro che avevano a cuore l'uno e l'altra.
C' odore di sigaro qui dentro?  perch mia moglie crede che abbia smesso... Ci siamo quasi. Devo dire che lei non sembra prendersela troppo per il fatto che quei tre disgraziati siano riusciti a farla franca. Dopotutto il grosso del lavoro  toccato a lei.
A me? No, no... inoltre, sa, non  mai detta l'ultima parola.
Cosa? Sa forse qualcosa che io non so?.
No, no. In realt non so niente, solo che di tanto in tanto sento delle chiacchiere. Ho sentito dire che alla villa continuano a dar lavoro a ragazzi in precarie condizioni finanziarie pagandoli una miseria. E ho sentito anche che vengono scelti pi in base al bell'aspetto che alla loro fedina penale, e per questo ci sono stati diversi... diciamo... problemi. Se il tempo resta bello, tireranno fuori le piante di limone....
Tirare fuori le... ?.
Dalla limonaia.
Ah, capisco. Pensa che pagheranno il conto anche senza che abbiamo bisogno di occuparcene noi?.
Non avrebbero dovuto buttare fuori quel ragazzo del Kosovo. Valeva tanto oro quanto pesava.
Lei sa dove  andato?.
No. So solo che era disperato perch non gli avevano permesso di assistere al funerale.
Dopo aver attraversato un paese presero una strada stretta che scendeva a valle, imboccandone poi una sterrata che saliva fino alla sommit delle colline.
A quest'ora, almeno, i piccoli avranno gi mangiato.
Era proprio cos. I bambini gi ambientati corsero incontro alla macchina, strillando, prendendo loro le mani e spingendoli contemporaneamente in sei direzioni diverse... a vedere il cane nuovo, i coniglietti appena nati, una gallina che
covava, un compito fatto a scuola, la televisione appena acquistata. Quelli che invece erano l da poco stavano a guardare, diffidenti ma interessati.
Il sostituto procuratore salut il suo vecchio amico, "padre" di quella grande famiglia, chiedendogli Dov' Nicolino?. Aveva raccontato la storia di questo bambino di sette anni mentre salivano con la macchina su per la collina. Il piccolo aveva subito molestie sessuali da parte del patrigno, che poi ne aveva ucciso la madre. La piccola folla si apr e Nicolino apparve chiedendo: E tu chi sei?.
Il sostituto procuratore glielo spieg dicendogli: Ho sentito che sei arrivato qui ieri e ho pensato di venire a farti una visita per vedere come stai. Questo  il
maresciallo Guarnaccia.
Io resto qui. Alla vista dell'uniforme il bambino si ritrasse stringendosi al "padre", che gli mise una mano sulla spalla. Questo ora  il mio pap.
Bene. Siamo venuti anche a vedere Enkeleda.
Lo so io dov'. Se volete, vi ci porto.
Grazie.
Li condusse lungo un sentiero e scese poi per un pendio erboso, dicendogli che quella era una scorciatoia ed offrendo ad entrambi una mano in aiuto, proprio come un piccolo padrone di casa. I narcisi selvatici chinavano le loro corolle al vento e lo sguardo poteva spaziare per chilometri e chilometri nella vallata, Nicolino si ferm sul sentiero pi in basso, avvertendoli con un sussurro: Sta pulendo le gabbie dei conigli. Non le piace se qualcuno fa rumore, per via dei piccoli.
Il sostituto procuratore sussurr, di rimando: Facciamo piano, non ti preoccupare.
Le conigliere erano davanti a loro, in fila sulla sinistra. Dapprima non la videro, rannicchiata com'era e vestita di scuro, una figura immobile. Poi il sostituto procuratore si ferm, girandosi e aspettando che il maresciallo lo raggiungesse.
La guardi....
Il treppiede che aveva sostituito il tutore con ruote era appoggiato alla prima conigliera della fila. Enkeleda era pi
avanti. I suoi capelli neri erano ricresciuti bene e ricadevano in soffici boccoli infantili sul dorso del colletto mentre si piegava su qualcosa che teneva stretto fra le mani. Pass un momento prima che notasse l'interruzione, quindi si gir e li vide. Aveva gli occhi illuminati dalla meraviglia per il piccolo coniglietto marrone e bianco che le tremava nel palmo della mano serrata al petto. Vacill un po' girandosi, e il maresciallo, vedendo che il terreno non era in piano, allung verso di lei una mano con un gesto di protezione. La ragazza fraintese il gesto e alz il minuscolo fardello per mostrarglielo. Facendo attenzione - ma era solo attenzione per il coniglietto - Enkeleda cominci a camminare verso il maresciallo, sorridendo.
Tra una cosa e l'altra erano passate da poco le cinque quando Guarnaccia ritorn alla stazione di Palazzo Pitti. Apr la serratura della porta e rimase fermo in piedi nella sala d'attesa, con le chiavi in mano e uno sguardo fisso e stupito.
S, sono io.  passato un bel po' di tempo. Non mi riconosce?.
Come era possibile non riconoscere Dori, con i suoi capelli biondi e lucenti e le belle labbra rosse, anche se le incredibili gambe lunghe erano nascoste dai jeans?
Certo che ti riconosco, ma cosa fai qui? Dai, vieni nel mio ufficio.
Mentre stava seduta davanti a lui senza dare spiegazioni, il maresciallo chiese: E il bambino? Maschio o femmina?.
E chi lo sa. L'ho perso al quinto mese. Sono stata malissimo per un sacco. Una volta e mai pi.
Mi dispiace sentirlo... ma non dire "una volta e mai pi". Passer, vedrai.
No, non  cos. Non ne potr pi avere e va bene che sia cos. Senta... posso fumare?.
Guarnaccia le diede un portacenere. Dopo aver acceso, la ragazza lo guard con un misto di circospezione e di affetto.
Lei  la sola persona che si sia sempre comportata gentilmente con me... perci voglio dirglielo io prima che lo faccia qualcun altro. E tanto lo scoprirebbe da solo. Ritorno nel giro.
Cosa? E Mario?.
Oh Mario... Cristo... Sa, ogni mattina alle otto meno un quarto se ne trotterellava fuori di casa pensando che io sarei dovuta restar l a spazzare le briciole e a passare il cencio, e poi ritornava e io avrei dovuto far bollire l'acqua per la sua pasta e poi era una lagna continua... non ci sono camicie pulite, hai visto la polvere sotto il letto? E il compagno di questo calzino dov'? Hai di nuovo dimenticato di andare a prendere il latte... Un rompipalle... ! Ho preso e me ne sono andata.
Di nuovo da Ilir?.
E perch no? Adesso  uscito e vuole che ritorni da lui. Nessun'altra gli ha mai fatto guadagnare tanto come me, e lui mi teneva bene. Mangiavamo al ristorante tutte le sere. Mi piace divertirmi e io ho clienti che mi fanno divertire, capisce cosa intendo? Mi piacciono lo champagne e tanti regali. Non ho intenzione di passare il resto della mia giovent a passare il cencio per uno stronzo di impiegato foruncoloso che pensa di essersi guadagnato il diritto di farsi lavare i calzini per il resto della vita perch mi ha salvata dal marciapiede.
Ma cosa farai quando non sarai pi giovane?.
Be', quando si invecchia la vita  finita, no? Approfittane finch puoi, mi dico. Io volevo solo... volevo essere io a dirglielo. Non che non le sia grata. Io lo so che le sue intenzioni erano buone. Adesso si  proprio scocciato, vero? Ho ragione, no?.
No, no....
Be', avrebbe ragione di esserlo. Meglio che me ne vada. Mi dispiace. Per lei, intendo, non per quello stronzetto di Mario, solo per lei. Lo so che ha fatto del suo meglio.
Scrivetemelo sulla tomba, pens il maresciallo, guardandola mentre se ne andava in una nuvola di fumo di sigaretta.
Si sarebbe augurato che Giorgio venisse a trovarlo, invece di scomparire. Gjergj, ecco come si chiamava. Non si seppe pi niente di lui, ma il maresciallo non lo dimentic. Per una qualche ragione, quel suo commento gli era rimasto in mente: Gli hanno messo il pigiama azzurro, quello che non gli piaceva.
Era ritornato in Kosovo? Si continuava ancora a combattere,
laggi. Dovunque fosse, il maresciallo si augur che la vita finalmente gli sorridesse.
...
.
...
FINE.